Le icone fanno ormai parte integrante della navigazione in rete “2.0″.
Ci sono diventate familiari: dalla “casetta” della Home Page all’arancio intenso dei feed RSS fino all’occhio tipico dell’approfondimento di un articolo.
Ma fino a che punto queste icone sono chiaramente riconoscibili? É questa l’interessante questione che si pone Lukas Mathis, software engineer e user interface designerper conto di un’azienda svizzera e, pertanto, esperto del settore.
In parole povere la domanda da porsi è la seguente: l’abbondanza di dettagli e l’eccessivo realismo verso i quali ci si è via via orientati in rete (complici l’avanzamento delle tecniche e dei software di elaborazione grafica) aiutano il “riconoscimento” da parte degli utenti oppure no? Meglio stilizzare gli oggetti o riprodurli dettagliatamente?
Attraverso alcuni interessanti esempi, l’autore ci conduce in pochi passi (e simpaticamente, aggiungerei io) nel mondo del design e dei suoi significati e ci induce ad interrogarci su alcuni assunti che diamo spesso per scontati.
Siamo ormai abituati ad usufruire dell’archivio sterminato offerto in rete da Youtube ma non di rado ci imbattiamo in filmati con l’audio originale in lingua straniera.
Questo può rappresentare un ostacolo nella comprensione da parte di coloro che non masticano molto gli altri idiomi, senza considerare la fetta di navigatori che soffrono di diverse problematiche di udito.
Dunque, che fare? Dopo un periodo sperimentale, Youtube ha deciso di varare ufficialmente un nuovo sistema di sottotitoli generati automaticamente grazie ad un algoritmo che decifra l’audio e lo trasforma in sottotitoli che possono, poi, essere editati dall’autore del video, correggendo eventuali errori presenti.
La nuova funzionalità lavorerà presto automaticamente su filmati in lingua inglese ma, grazie alle funzionalità di Google Translate, sarà possibile ottenere anche una traduzione dei sottotitoli nelle ben 50 lingue supportate.
Come è facile immaginare, il servizio lavora al meglio su video dall’audio chiaro e non eccessivamente disturbato da fruscii di fondo e la fedeltĂ di riproduzione rispetto all’originale è proporzionale alla qualitĂ dell’audio.
Un interessante passo avanti nella direzione di una comunicazione migliore e a 360°.
A seguito dell’entrata in vigore della legge n.2 del 28/01/2009, che ha convertito il preesistente decreto legge 185 del 29/11/2008, tutte le aziende, i professionisti iscritti ad albi o elenchi e le pubbliche amministrazioni devono o dovranno dotarsi di PEC. Continua >>
Vi segnalo un video virale realizzato da Honda per promuovere un nuovo modello di auto. Personalmente, a parte l’abilitĂ del ragazzo con la particolare pallina usata, lo trovo uno dei viral peggiori mai pubblicati, per la sua terribile monotonia.
Se non bastasse, la Honda ha dato la notizia della pubblicazione del video sui social network anche sul suo sito ufficiale.
Così facendo non si perde un po’ la forza di questa forma di pubblicitĂ ? E’ vero che alcuni (come mi obiettò l’avvocato Giacopuzzi a un convegno di Confindustria di qualche anno fa) potrebbero considerarla pubblicitĂ ingannatoria, in quanto non viene esplicitamente detto che si tratta di pubblicitĂ , ma forzare così l’iniziativa mi sembra essere il modo migliore per togliere forza ed efficacia al viral marketing.
Alzi la mano chi non ha mai usato Internet Explorer per navigare in rete.
É risaputo che – verrebbe da dire “da che mondo e mondo” – i sistemi operativi Windows sono sempre stati forniti con il browser Internet Explorer incorporato. Non che questo impedisse l’installazione di altri browsers ma, diciamo la veritĂ , complici un po’ di pigrizia e di abitudine, raramente si era indotti a scegliere altrimenti.
La novitĂ del momento, praticamente fresca di giornata, è che dal 1 Marzo 2010 è stato inaugurato il ballot screen, ovvero una schermata che gli utenti europei si troveranno a vagliare sia in fase di installazione del sistema operativo Windows, sia in fase di aggiornamento dello stesso e che consentirĂ una scelta “consapevole ” del browser da utilizzare.
Il S.O. di casa Microsoft, infatti, verrĂ fornito senza browser predefinito.
Come si è giunti a tale rivoluzione dei browsers? In verità la strada è stata lunga ed irta di ostacoli. Il processo è durato anni e soltanto adesso si è giunti ad una sentenza.
Fin qui parliamo ovviamente di sentenza legale, ma…quale sarĂ il browser preferito dai navigatori?
Proprio a loro spetta, da oggi, l’ “ardua sentenza”…
 Non c’è limite alla creativitĂ e questo abbiamo avuto occasione di appurarlo a piĂą riprese.
Tuttavia c’è ancora di che stupirsi, come nel caso di questo “cortometraggio” interamente ambientato nelle mappe di Google Maps. Il titolo dell’opera è “Satellite Car Chase” e sembra proprio essere la versione “2.0″ dei piĂą noti videogames dedicati al mondo dei motori.
La coscienza ecologica sta fortunatamente prendendo campo anche nel settore pubblicitario e, come abbiamo accennato in qualche post passato, molte marche note si stanno orientando verso il Green Marketing.
Ne è ottimo esempio Skoda, che ha inaugurato una campagna “consapevole” il cui claim “It’s not nature that should adapt” riassume sinteticamente un importante messaggio, ovvero che non è la natura a doversi adattare. In sintesi si fa riferimento al tentativo di ridurre al minimo l’impatto ambientale smaltendo correttamente le auto e i loro componenti.
Questo manifesto, che è solo un esempio tratto dalla campagna, rappresenta in realtĂ Â l’aspetto visibile di una piĂą vasta politica di attenzione all’ambiente che appartiene alla casa automobilistica e che viene sviluppata sul sito di Skoda in una sezione apposita.
Un plauso per la campagna, sicuramente, ma anche uno per la coscienza ecologica, oggi piĂą importante che mai.
Non fosse vero sembrerebbe una barzelletta: il governo brasiliano ha deciso di bloccare uno spot televisivo di una marca di birra che vede come protagonista Paris Hilton, perchè lo considera troppo sensuale.
Nel paese del Carnevale di Rio, dove se ne vedono di tutti i colori, lo spot della Hilton urta la suscettibilitĂ del pubblico femminile, perchè “mette in cattiva luce le donne, soprattutto le bionde” (parole testuali dell’ente governativo brasiliano per gli affari delle donne).
L’aspetto piĂą assurdo è che in Brasile ci sono un numero infinito di pubblicitĂ di birre che ritraggono donne in bikini, ma quelle, per il governo brasiliano, non sono così sensuali.
Insomma, bomba Hilton o ulteriore mossa commerciale per sfruttare il canale virale del passaparola? A voi l’ardua sentenza, eccovi il video:
Gli utenti che utilizzano l’iPhone e gli Android Mobile Devices (ovvero gli apparecchi con il sistema operativo realizzato da Google) sono sempre in numero maggiore, tanto che anche l’alta moda, settore sempre all’avanguardia, si adatta alle nuove tecnologie, permettendo di vedere tramite questi supporti la diretta in streaming delle sfilate.
I primi a farlo sono Dolce&Gabbana, sul cui sito mobile (www.dolcegabbana.mobi) potrete vedere in diretta, giovedì 25 febbraio alle ore 15 e domenica 28 febbraio alle ore 13.00, le sfilate di Milano relative alla collezione auntunno/inverno 2010-2011.
Se non siete ancora al passo con i tempi non preoccupatevi, potrete comunque vedere la diretta streaming sul vostro computer collegandovi al sotto dominio: live.dolcegabbana.com