Archivio di September 2007

L’era dell’ Homo Digitalis

Friday 21 September 2007 - postato da G.C.

EvoluzioneÉ risaputo che al mondo tutto si evolve e nulla rimane com’è; dobbiamo dunque accettare di buon grado che anche il classico ‘”Homo” che ci è familiare e che abbiamo studiato sui libri di scuola si sia trasformato. Eh già: sicuramente non è più “Homo Erectus” perché passa la maggior parte del suo tempo seduto davanti al monitor o alla tv, ed anche sul fatto che sia “Homo Sapiens” qualche dubbio talvolta può venire…

Dunque?

Sembra proprio che siamo entrati nell’era dell’Homo Digitalis, anche se ancora non disponiamo di un ufficiale avallo della scienza in tal senso. Da più parti fioccano analisi e statistiche preoccupanti sul tempo che ciascuno di noi trascorre in rete o alle prese con i più svariati dispositivi elettronici, che sembra sovrastare drasticamente le ore dedicate invece a coltivare i rapporti sociali con il prossimo, anche quello che vive sotto il nostro stesso tetto.

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Il New York Times disponibile gratuitamente on line

Wednesday 19 September 2007 - postato da Nicolo' Fasce

New York Times
Oggi è una giornata oserei dire storica per la pubblicità sui quotidiani e per l’editoria on line. Infatti dopo l’annuncio fatto qualche tempo fa, il ‘New York Times’ ha deciso che da oggi tutti i contenuti del giornale saranno disponibili gratuitamente on line.
I manager americani si sono resi conto che la pubblicità su internet rende molto di più rispetto a quello che si può ricavare dagli abbonamenti del quotidiano on line, che comunque portavano introiti rilevanti, si parla di 10 milioni di dollari negli ultimi anni. L’accesso gratuito riguarderà anche gli archivi dal 1987 ad oggi e dal 1851 al 1922. Resterà invece a pagamento l’accesso all’archivio del ‘New York Times’ 1923-1986.

L’Italia ovviamente rispetto agli USA è sempre un passo indietro, anche se molti giornali si stanno avvicinando a questa filosofia rendendo accessibili molti dei propri contenuti on line, anche se non tutto il giornale.

Indubbiamente questa strada rappresenta il futuro e porterà un notevole incremento degli introiti per l’advertising on line e probabilmente anche una sua evoluzione, con nuove forme di pubblicità sempre più sofisticata.

Vi presento il Dr. Google

Tuesday 18 September 2007 - postato da G.C.

Dr GoogleSe dovessimo immaginare così su due piedi quali sono gli argomenti più “gettonati” e richiesti ai motori di ricerca cosa risponderemmo?
Musica? Sesso? Software? Acqua, acqua, anzi: pieno naufragio!

L’argomento più cercato è…rullo di tamburi…la MEDICINA!
Sissignori, sembra infatti che Google abbia constatato che circa il 75 % delle ricerche dei navigatori riguardano argomenti di carattere medico e tali ricerche non verrebbero effettuate per puro interesse culturale o curiosità, bensì per trovare serie informazioni sulle proprie patologie o problematiche cliniche.
Come dire, il “medico virtuale” presenta numerosi vantaggi su quello in carne ed ossa, come la reperibilità perenne, il multilinguismo, la vastità dei suggerimenti.
Ma proprio questa è l’altra faccia della medaglia: come distinguere informazioni mediche serie e certificate dalle supposte ricette dei cyber-ciarlatani? Purtroppo non vale in questo caso la regola “Voce di popolo, voce di Dio” in quanto è lunga la storia delle bufale che girano impunite per la rete e quando si tratta di salute c’è poco da scherzare.
Per fronteggiare tale rischio Google ha messo a disposizione il servizio Google Scholar che seleziona le risposte scandagliando un archivio di libri, riviste e pubblicazioni scientifiche riconosciute a livello mondiale.
Pochi ancora ahimé i testi in lingua italiana, ma il trend è in crescita, anche se la lingua inglese la fa sempre da padrona.
Che dire ancora? Il Dr. Google è sempre disponibile a ricevere i suoi pazienti, ma conviene sempre fare un passo dal medico di fiducia, NON SI SA MAI…

Link: Google Scholar

La nuova frontiera delle indagini di mercato, Bzzers.

Tuesday 18 September 2007 - postato da Nicolo' Fasce

BzzersConoscere i gusti dei consumatori, le loro preferenze, gli stili di vita è la base per realizzare dei prodotti di successo. Internet ha dato un grosso aiuto alle aziende rendendo disponibili nuovi strumenti di indagine.

Ne è un esempio il nuovo sito Bzzers lanciato dalla Eikon Strategic Consulting, società di consulenza internazionale.

Il portale viene presentato come un social network al quale si partecipa come in un gioco di ruolo, dove si guadagnano punti ed esperienza semplicemente rilasciando i propri commenti sui prodotti proposti, fatti provare in anteprima agli iscritti.

In pratica si realizzano dei test e delle indagini di mercato tramite la migliore pubblicità esistente e cioè il passaparola. Da un lato può essere un enorme vantaggio per un’azienda poter testare un nuovo prodotto su un campione interessato e competente in un determinato settore, dall’altro resta il rischio che se un prodotto è di scarsa qualità il danno d’immagine potrebbe essere notevole.

Tutto sta nel porre nel migliore dei modi la fase di test. Seguiremo con attenzione e interesse questo progetto, per capirne gli sviluppi e le potenzialità.

Link: Bzzers 

Stanchi della solita vita virtuale? Createvene una reale!

Friday 14 September 2007 - postato da G.C.

Get a first lifeSecond Life o First Life? La faccenda comincia a diventare una pochino complicata.

Dunque: fino a qualche tempo fa ci si immergeva mouse e tastiera nei mondi digitali per dimenticare il grigiore delle nostre giornate e sembra che per molti la “seconda vita” parallela abbia addirittura preso il sopravvento sulla prima, in termini di tempo e di guadagno (vedi post precedente). E adesso? Stanchi del grigiore della vita virtuale c’è chi ha sentito il bisogno di evadere dalla vita in digitale creandosene una reale!

Uhm…vi sentite confusi?

Ma è solo uno scherzo! Ecco infatti affacciarsi in rete la simpatica parodia del sito http://www.getafirstlife.com/, con tanto di logo coerente, talmente efficace da guadagnarsi addirittura la simpatia del “Linden Lab”, proprietario del marchio di Second Life, che ha accolto bonariamente il progetto con una sorta di “creativa benedizione”.

Fortunatamente esiste ancora la satira che ci salva e ci consente di sorridere dei problemi (reali o virtuali che siano!!!).

Link: http://www.getafirstlife.com/

Money, money, money, virtual money

Thursday 13 September 2007 - postato da G.C.

Soldi del MonopoliSiamo sinceri: chi di noi, giocando al caro vecchio Monopoli, non ha desiderato almeno una volta di poter trasformare le allettanti mazzette di soldoni colorati in denaro reale? Ingenui pensieri da bambini, che fanno sorridere…oppure no?

Abbiamo imparato che spesso la realtà supera la fantasia, e a riprova di ciò la cronaca ci racconta che in questi anni si sono moltiplicati i “Paperoni” della celebre realtà virtuale “Second Life”, che hanno astutamente trovato la via giusta per convertire la valuta virtuale in moneta sonante.
Non con l’ausilio di dispositivi fanstascientifici bensì con creatività e spirito imprenditoriale e lo sa bene Anshe Chung – nota con il nome eloquente di Rockfeller – che si è specializzata in vendite e affitti di immobili virtuali e che sembra essere stata la prima a varcare la prestigiosa somma di oltre un milione di dollari (reali) guadagnati.

E in questo circolo di creativi non manca anche chi si propone come disegnatore, consulente o mediatore per le aziende reali che vogliono investire in Second Life, e giù contanti a vagonate.

Ma già cominciano a porsi diversi problemi di carattere etico-legislativo che riguardano i rapporti fra i due “mondi” e si avverte da più parti la richiesta di una regolamentazione seria se non addirittura di qualche figura “istituzionale” di riferimento per le controversie.

Come dire…”tutti i mondi sono paese”…

Packaging anni ‘50 / ‘60

Friday 7 September 2007 - postato da Nicolo' Fasce

Patatine PringlesI brands nel corso degli anni evolvono, si modificano e si adattano a quelli che sono gli usi, i costumi e le mode del momento. Spesso il grande pubblico non si accorge neanche di questi cambiamenti, perchè il più delle volte sono impercettibili, anche se significativi.

Oltre ai loghi, l’elemento che spesso cambia di più in una marca è il packaging. A tale proposito ho trovato un interessantissimo link su Flickr, dove una persona ha collezionato e quindi sapientemente fotografato una quantità incredibile di packaging degli anni ’50 e ’60.

Provate a divertirvi comparando il packaging di allora con quello di oggi, rimarrete stupiti.

Link: Packaging anni ‘50 e ‘60


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