Archivio di October 2007

“Taggare”, che passione!

Tuesday 30 October 2007 - postato da G.C.

Abbiamo accennato al “tagging” in uno dei passati post, mi riferisco in particolare a quello dedicato alle Tag Clouds.

Vale la pena, però, di approfondire ulteriormente l’argomento, visto che la Tag-mania ha largamente contagiato anche il bel paese, al punto da “italianizzare” l’originale termine anglosassone: era solo questione di tempo, adesso siamo pronti anche noi a “Taggare” ogni cosa ci capiti sotto mano.

Musica, fotografie, articoli, post e chi più ne ha più ne metta: tutto viene rigorosamente ed ordinatamente classificato. Nulla è più lasciato al caso e nulla sfugge all’occhio attento del catalogatore: potremmo arrivare a dire che nessuno sembra immune a questa sindrome che ha già contagiato una larga fascia di navigatori d’Oltreoceano.
Il segreto? Taggare è facile e può farlo chiunque.

Come dite? Farebbe comodo un breve ripasso? Bene, allora ricordiamo a beneficio di tutti che il tagging è uno degli illustri figli del prolifico Web 2.0.

In termini strettamente informatici il termine “tagging” si riferisce all’assegnazione di una o più parole chiave (tag appunto) a documenti accessibili in rete e quindi a disposizione della comunità.
Forse il termine “etichettare” ci suona più familiare ma, si sa, l’esotico funziona sempre…

Taggare un certo documento (o file) significa catalogarlo, assegnandogli anche un certo valore; la sua pertinenza rispetto ad un argomento specifico emergerà grazie al contributo di tutti. Il Tagging, dunque, in omaggio allo spirito più genuino del Web 2.0, significa anche collaborazione, in quanto tutti coloro che forniscono contenuti sul web li “etichettano” nel modo che ritengono più consono e funzionale e li condividono con gli altri utenti della rete.
Una corretta etichettatura, ben ragionata “alla fonte”, consentirà in futuro di ritrovare con maggiore facilità ciò che abbiamo riposto sugli scaffali della nostra biblioteca digitale, all’interno della quale probabilmente ci smarriremmo o che saremmo costretti a spulciare per ore prima di trovare il documento desiderato.

L’organizzazione razionale delle risorse, infine, aiuta anche i motori di ricerca a fornire i risultati più pertinenti per ogni ricerca e costituisce le fondamenta di siti celebri e di successo come YouTube o Flickr.

Non ci resta, quindi, che augurare…buon tag a tutti!

Bloggers senza età

Saturday 27 October 2007 - postato da G.C.

DiarioNello sconfinato universo dei blog le sorprese non finiscono mai.

Nell’immaginario collettivo tendiamo solitamente ad immaginare i bloggers piuttosto giovani: forse questo è il frutto, oltre che delle statistiche, anche dell’esperienza che ci insegna che da che mondo e mondo sono bambini e ragazzi a tenere un diario personale.

La prima novità portata dalla rete, in questo senso, si è avuta nel passaggio dalla dimensione privata a quella pubblica, ovvero nel desiderio di divulgare pubblicamente al maggior numero possibile di persone i propri pensieri, che un tempo venivano invece affidati a diari segreti con decorazioni démodé e magari (la prudenza non è mai abbastanza) anche sigillati da un lucchetto.

E se si scoprisse che invece non solo il cuore non ha età ma neppure il blogger? É proprio così: la sorpresa è garantita digitando nel proprio browser 80ennesprint.blog.tiscali.it, quando si scopre che il webmaster è un’arzilla signora di 81 anni che racconta la sua vita e i suoi ricordi tra foto e poesie.

Mi sembrava carino segnalare tra le curiosità del web questa “chicca” senza età, che ci ricorda che internet può veramente essere utile alla gente, non solo a chi legge, ma possibilmente anche a chi scrive e, grazie ad esso, ritrova la gioia di vivere e condividere con gli altri qualcosa di sé.

YouTube al servizio dei cittadini?

Thursday 25 October 2007 - postato da G.C.

Ciak si giraNon è insolito ritrovarsi un po’ disorientati quando si accede allo sterminato archivio di video presenti su YouTube, dove si trova un po’ di tutto, come nei cari vecchi mercatini di quartiere. Spulciando qua e là si va dalla musica agli scherzi, dall’autopromozione al viral marketing, dal costume (non sempre “buono”) alla cronaca.
Questo ovviamente accade perchè ognuno (in omaggio al migliore spirito del Web 2.0) apporta il suo contributo personale, sulla base dei propri gusti e del proprio pensiero.

É di questi giorni l’iniziativa di alcuni cittadini di affacciarsi alla propria finestra con una videocamera e di fare appello ad uno strumento potente come YouTube per far sentire la propria voce denunciando con un video “shock” il degrado del proprio quartiere.
Ed è così che la violenza urbana notturna finisce in rete e attira l’attenzione delle autorità.

Ancora una volta quindi, il messaggio in bottiglia lanciato nel mare di internet viene raccolto e si fa “lettera aperta” che racconta il mondo che cambia con un impatto, una diffusione ed un’ efficacia tali da poter rivendicare una propria dignità, affiancandosi a pieno titolo alla carta stampata.

Qr codes: la connessione fra mondo reale e mondo virtuale

Tuesday 23 October 2007 - postato da Nicolo' Fasce

Qr_Code

In Giappone li utilizzano dal 2000, in Europa li vedremo fra qualche anno, quando i costruttori di telefonini installeranno anche sui nostri cellulari gli appositi lettori, ma cosa sono i Qr Codes?
I Qr codes o Quick Response Codes sono codici a barre bidimensionali sui quali è possibile inserire i più svariati tipi di dati, come links a siti web, una frase, un breve audio o un video. Nascono come strumento industriale per tracciare la componentistica, ma a poco a poco hanno trovato larghissimo uso nel marketing.

Grazie a questi codici, infatti, è possibile inserire sul packaging di un prodotto o sul prodotto stesso, su una rivista, su un cartellone pubblicitario, su un DVD e su ogni altro supporto qualsiasi tipo di informazione vogliate. Ad esempio, su una bottiglia di vino si potrebbero mettere le ricette migliori per valorizzarlo o su una rivista il link a un sito a cui si accederebbe direttamente dal cellulare facendo una semplice scansione del quadratino contenente il codice all’interno della pagina.

Il vero vantaggio per il marketing o meglio per il web marketing, utilizzando questo sistema, risiede nel fatto che potremo finalmente capire il reale successo di una campagna pubblicitaria realizzata ad esempio su una rivista, andando a tracciare quante persone sono giunte sul sito del prodotto reclamizzato scannerizzando il Qr code presente all’interno del giornale.

Quante volte vi è capitato di leggere da qualche parte un link a un sito interessante e non avere la possibilità di segnarlo? Ecco che i Qr codes vi verranno in aiuto: potrete rapidamente memorizzare un link, ma anche un indirizzo o il nome di un prodotto o la sua immagine. Insomma non dovrete più fare come in quella pubblicità di qualche tempo fa che per avere il promemoria del nome di un vino l’amico vi deve dare tutta la bottiglia. D’accordo, forse era meglio avere la bottiglia…
Insomma gli usi e le applicazioni per i Qr codes sono davvero molteplici e hanno una potenzialità enorme, non ci resta che attendere il passo decisivo dei produttori di cellulari nel commercializzare anche in Europa prodotti con il lettore di Qr code integrato.
Adesso posso svelarvi cos’è quella strana immagine che trovate all’inizio del post: è il Qr Code, contenente il link al blog di B&G Comunicazione, incredibile vero?
Qr Code B&G ComunicazioneQui a lato ho realizzato un altro Qr Code in cui oltre al link al nostro Blog è presente una breve descrizione di cosa fa B&G Comunicazione.

Bloggare o non bloggare, questo è il problema

Sunday 21 October 2007 - postato da G.C.

Voglio spendere solo qualche riga per riflettere su un argomento che ha recentemente scosso la rete ed in particolare modo la cosiddetta “blogosfera“.

Mi riferisco al disegno di legge sull’editoria approvato in Consiglio dei Ministri il 12 ottobre scorso e che prevede, all’articolo 7, l’iscrizione al registro degli operatori di comunicazione (ROC) anche per chi svolge attività editoriali su internet.
Le risposte, anche illustri, sono immediatamente piovute istintive, immediate e forti da più fronti, e si va dalla protesta contro un possibile “bavaglio” che potrebbe essere messo al web all’accusa di “legge liberticida”.

La risposta di Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha voluto gettare acqua sul fuoco, precisando che si tratta di un provvedimento mirato a riordinare il settore e che l’obbligo di registrazione non si riferisce ai singoli ragazzi che tengono un sito o un blog bensì a chi utilizza internet per pubblicare un vero prodotto editoriale. E poiché può essere sottile la frontiera tra l’operatore professionale e il privato, la questione è stata affidata all’Autorità Garante per le Comunicazioni che è stata incaricata di “stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori“.

Senza entrare nel merito della questione, la vicenda ha comunque posto l’accento su un argomento importante, ovvero quanto e come la rete sia cambiata in questi anni, quanta importanza rivestano oggi i contenuti che in essa vengono pubblicati ed anche, se vogliamo, sulla difficoltà di regolamentare un settore molto dinamico, in cui siti e blog spuntano giornalmente come i funghi.
Per non parlare della velocità incredibile con cui si diffondono le notizie.

In tal modo, in sintesi, la Rete avrebbe acquistato la medesima dignità della carta stampata, con relativi onori ma soprattutto oneri…

Wi Max news dal Ministero delle Comunicazioni

Monday 15 October 2007 - postato da Nicolo' Fasce

Wi MaxForse è davvero la volta buona in cui tutti potranno usufruire della banda larga. Il Ministro Gentiloni, infatti, ha finalmente presentato la procedura di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze per la tecnologia Wi Max, la banda larga via radio.

Per maggiori informazioni vi rimando direttamente al sito del Ministero delle Comunicazioni, dove potrete leggere tutti i dettagli sulla divisione dell’Italia in macroregioni, sugli importi minimi per ogni diritto d’uso e una discreta spiegazione su quello che è il Wi Max.

Buona lettura dunque.

Link: Ministero delle Comunicazioni

Le TAG CLOUDS, queste (s)conosciute…

Thursday 11 October 2007 - postato da G.C.

Alzi la mano chi sa fornire una definizione precisa del termine “tag cloud”.

Uhm, navigate nella nebbia (ops, volevo dire nelle nuvole)?

Eppure scommetto che navigando in rete vi siete imbattuti tutti, chi prima chi dopo, in qualche curioso elenco di categorie o links caratterizzati magari da colori diversi e grandezze diverse. Avete visualizzato la prima TAG CLOUD della vostra vita. Delusi?
Si direbbe di no a giudicare dall’ampia diffusione di questo metodo visivo (e creativo) adottato per offrire ai visitatori, con un solo colpo d’occhio, la diffusione di frequenza dei tags presenti su un sito web. Le tag clouds, infatti, se usate coscientemente, possono rappresentare un utile strumento di consultazione.

In parole semplici, le “Nuvole di Tag” designano una rappresentazione visiva dei tags, ovvero delle etichette (o parole chiave) usate in un sito internet. Solitamente tale lista utilizza l’ordine alfabetico, con la differenza però che rappresenta con un font più grande le parole più importanti o i collegamenti ipertestuali più ” cliccati”. C’è chi parla già di “Tagmania”, e non è probabilmente lontano dal vero se siti noti come Flickr ne fanno uso. Per gli amanti del genere possiamo segnalare addirittura un motore di ricerca, http://www.quintura.com, che si serve proprio delle tag clouds per aiutare i navigatori nelle loro ricerche online.
E, last but not least, esiste anche un sito basato sul principio della “Blog Cloud”, in cui si può iscrivere il proprio blog (a patto di avere una buona vista…) all’indirizzo http://blogcloud.bleebot.com.

E per finire, una piccola confessione: ebbene sì, non abbiamo resistito neppure noi alla tentazione di creare la nostra TAG CLOUD personale…

Google Sky e Google Health: uno sguardo al macro (ed uno al micro) cosmo

Wednesday 10 October 2007 - postato da G.C.

TelescopioDiventa di giorno in giorno più difficile tenersi al passo con le tante e innovative idee sfornate quasi magicamente dall’instancabile Google, che ha ormai creato attorno a sé una galassia di funzioni e utilities che con crescente velocità si mettono a disposizione delle nostre attività quotidiane per organizzarle e, perché no, perfino indirizzarle.

Una delle recenti novità che si sono aggiunte alla grande famiglia di Google è la nuova funzione “Sky” (integrata in Google Earth) che indirizza appunto il nostro sguardo verso il cielo, offrendo immagini del cosmo provenienti da telescopi, osservatori astronomici e archivi scientifici. Un vero pozzo dei desideri per gli astrofili di tutto il mondo, che con pochi clic potranno visualizzare qualcosa come 100 milioni di stelle ed un numero addirittura doppio di galassie.

Ma non è soltanto il macro ad interessare il noto motore di ricerca, che non disdegna – passatemi il gioco di parole – di passare dal telescopio al microscopio: è infatti in previsione l’uscita di Google Health, un servizio medico interattivo grazie al quale sarà possibile addirittura monitorare la propria salute, previo inserimento dei dati riguardanti la persona e i suoi trascorsi medici e familiari.

Ovviamente, sembra banale dirlo ma è bene ricordarlo, nessun medico virtuale può sostituire un serio consulto professionale: per questo motivo sarà disponibile anche una sezione Medical Contacts, con accesso ad un’apposita directory mirata al raggiungimento di medici reali.

Non ci resta quindi che goderci le novità e attendere di scoprire, con rinnovata curiosità, quali altre sorprese potrà riservarci l’incredibile universo di Google…

Gli 8 Chichés del Web 2006

Wednesday 10 October 2007 - postato da G.C.

Dopo esserci occupati delle nuove tendenze tecniche del Web 2.0, credo meriti una menzione un articolo intitolato “8 Web Design Clichés of 2006” scritto da Stuart Brown, web designer e web developer di professione che vive e lavora a Manchester (UK).
Il nostro amico Brown, a beneficio di chi ama seguire e capire le tendenze della rete, ha elaborato un lista di 8 punti che, in base alle conclusioni a cui è giunto, avrebbero largamente caratterizzato i siti web nell’anno 2006.
Si tratta di una sorta di bilancio grafico/stilistico, se così si può dire, che traduco e riassumo qui di seguito in brevi tratti:

  1. L’uso massiccio (talvolta perfino eccessivo) dei gradienti;
  2. La stranezza nella scelta dei nomi a dominio, senza disdegnare giochi di parole interni al nome grazie all’uso sapiente del punto, come nel caso di Ma.gnolia.com o del.icio.us;
  3. L’utilizzo di sfondi diagonali con linee inclinate a 45° per movimentare un monocromatismo che rischiava altrimenti di risultare “piatto”;
  4. La preferenza per quelli che definisce “Big fonts” sia per i titoli, sia per i contenuti delle pagine;
  5. La netta prevalenza numerica dei siti a sfondo bianco e caratteri neri su quelli che fanno uso del colore (forse influenzati da Google???);
  6. L’uso dell’effetto riflesso altrimenti detto “pavimento bagnato” applicato su loghi e immagini;
  7. L’utilizzo di Pixel Fonts;
  8. Tagging (ovvero la possibilità cioè di apporre alle immagini una o più parole chiave, che diventano patromonio di tutti i navigatori) e Folksonomy (neologismo che indica il modo in cui gli utenti del web etichettano e riorganizzano in modo collaborativo i contenuti). Etimologicamente il termine Folksonomy deriva dalla fusione di “folk” (=popolare) e “taxonomy” (=tassonomia).

A beneficio di chi desiderasse approfondire lo studio di Stuart Brown, questo è l’indirizzo del suo articolo: http://www.modernlifeisrubbish.co.uk/article/8-web-cliches-of-2006, fonte delle informazioni riportate in questo post.

Google lancia le Video Units

Wednesday 10 October 2007 - postato da Nicolo' Fasce

Video Units
Da oggi, 10/10/2007 Google ha lanciato la pubblicità nei video di Youtube implementati sui siti USA in lingua inglese. Il sistema è molto semplice: nella parte alta e in quella bassa del filmato apparirà una pubblicità pertinente al contenuto della pagina in cui si trova il filmato.

Visto il grande successo che ormai hanno i filmati su Internet, credo che la mossa sia assolutamente vincente, e sarà nuova linfa per il già florido mercato pubblicitario on line.

Maggiori dettagli: Video Units Google Adsense


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