Sempre più spesso si sente parlare di Web analytics e tecniche correlate.
Il motivo? La rete non è più quella di un tempo.
Ricorrendo ad una piccola metafora, potremmo dire che “la ragazzina è cresciuta” e che non ci troviamo più di fronte la rete “ingenua” di una volta, in cui i pionieri del web si improvvisavano webmaster con mezzi di fortuna e realizzavano siti ricchi di gif animate coloratissime e lampeggianti che galleggiavano tristemente in pagine vuote. Siti che agli occhi smaliziati di oggi apparirebbero all’incirca come disegni rupestri abbozzati sulle pareti delle caverne comparati a un Caravaggio.
Siti in cui sovente compariva a fondo pagina un coloratissimo quanto improbabile contavisite numerico che però nulla diceva oltre il mero dato espresso in cifre e che spesse volte non distingueva le visite di ritorno da quelle nuove.
Il web di oggi è molto più consapevole e maturo, e non mi riferisco soltanto alle tecniche usate per la costruzione di siti, blog e portali, ma anche alle più o meno innovative tecniche di analisi del comportamento dei visitatori dei siti che navigano in rete. Proprio di questo, infatti, stiamo parlando. La Web analytics si è meritatamente guadagnata la dignità di “scienza” e la sua padronanza è diventata praticamente un “must” per tutti (sicuramente lo è per le aziende più accorte ed attente, ma più genericamente lo è anche per chiunque comprenda la ricaduta economica derivante dall’effettuare tali rilevazioni).
Facciamo un esempio concreto per capirci meglio: come possiamo noi, webmasters, sapere quante visite riceve il nostro sito, da dove provengono i visitatori, quali sono le loro preferenze, cosa li attrae, quali prodotti li interessano maggiormente? La Web analytics può rispondere a queste domande in modo anche molto efficace, a patto di saper poi interpretare in modo corretto i dati che provengono dalle nostre indagini statistiche.
E siccome la Web analytics ha rapidamente fatto proseliti, già si parla di Feed analytics, ovvero una nuova forma di monitoraggio che analizza il comportamento degli utenti iscritti ai feed di un sito web.
Potremmo andare avanti ancora per molto, citando i tanti strumenti disponibili oggi in rete (gratuiti e non) per effettuare l’analisi del traffico del nostro sito ed anche, perché no, per valutare l’efficacia delle tecniche che utilizziamo per raggiungere determinati obiettivi aziendali, ma tutto ciò meriterebbe un articolo a parte ed esula dalle finalità del presente post.
Come spesso accade, anche in questo caso si fronteggiano i sostenitori delle due fazioni: da un lato i promotori e dall’altro i detrattori della web analytics, ma facendo un sommario bilancio della situazione potremmo dire che vale sicuramente la pena di approfondire questo argomento, legato per sua natura a doppio filo al mondo del marketing e che sta guadagnando sempre più spazio nell’immaginario collettivo e nell’esperienza di navigazione in rete di ogni utente.