Siamo abituati a vedere Google come una società che offre servizi su internet, da oggi dovremo considerarlo anche sotto un altro aspetto e cioè come società sviluppatrice della rete stessa.
E’ di oggi, infatti, il comunicato ufficiale nel quale viene annunciata la partecipazione di Google, insieme ad altre cinque compagnie internazionali, per la posa di un nuovo cavo sottomarino a banda larga per collegare gli USA al Giappone, per far fronte alla continua richiesta di un aumento di banda disponibile.
Sinceramente non vedo in maniera positiva questa iniziativa. GiĂ Google domina nel campo dei motori di ricerca, se ora diventa anche sostanzialmente padrone di una parte della rete internet, si rischia veramente uno strapotere difficilmente contrastabile e gli unici a rimetterci saranno come sempre gli utenti.
Potenzialmente, da mal pensanti, si potrebbe ipotizzare l’ipotesi di una precedenza data ai dati che passano da Google, piuttosto che a quelli dei concorrenti. Sono curioso di vedere come reagirĂ il mondo internet a tale notizia.
Abbiamo preso confidenza giĂ da tempo con Windows Media Player, che da anni accompagna i sistemi operativi di Microsoft e che ci tiene compagnia riproducendo i nostri brani preferiti. Ovviamente con il tempo si è evoluto, è “cresciuto” potremmo dire, mettendo a disposizione degli utenti nuove e interessanti funzionalitĂ .
Meno note, forse, sono invece le caratteristiche di Adobe Media Player di Adobe, suo naturale antagonista nella riproduzione di contenuti multimediali.
Può essere interessante, quindi, fare un rapido “tour” di entrambi per comprenderne analogie e differenze.
Websense ha annunciato di aver individuato dei bot in grado di bypassare il sistema CAPTHCA (Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart) di Gmail.
Quindi dopo Yahoo e Microsoft con Hotmail, anche l’ultimo baluardo pare essere stato espugnato.
Ma cosa fanno questi spider maligni? In pratica individuano il codice a immagine che spesso troviamo nella compilazione dei form e riescono a bypassarlo individuando il codice alfanumerico mascherato per riempire di spamming l’e-mail di un sito o un form di registrazione.
Pare dunque che al momento non ci siano filtri lato web realmente efficaci. Si potrebbe pensare all’utilizzo di filtri direttamente sulla propria posta, ma spesso il loro utilizzo è controproducente, facendo perdere delle e-mail, magari utili, che vengono viste come spam o nocive per i piĂą svariati motivi, anche banali.
Al momento non possiamo fare altro che essere sommersi di spamming. E’ triste dirlo, ma è la cruda realtĂ .
In questi giorni i publisher di Adsense di Google accedendo al proprio account si troveranno a dover accettare delle nuove condizioni contrattuali. Nulla di preoccupante, anzi personalmente lo ritengo un passo in avanti.
Infatti, i nuovi termini del contratto sostanzialmente riguardano le nuove features e modalitĂ di annunci che saranno presto disponibili per gli advertisers, come gli spot video annunciati qualche giorno fa e i Gadget Ads.
Anche i nuovi punti relativi alla Privacy Policy riguardano questi nuovi tipi di annunci, spiegando che bisognerĂ avvisare i propri utenti del fatto che gli annunci utilizzeranno i cookies per la raccolta dei dati nell’ad serving process.
Dopo lo spot di Coca Cola, di cui abbiamo parlato in un post precedente, ritroviamo ancora una volta un matrimonio ben riuscito tra cartoni animati e pubblicitĂ . Dopo Charlie Brown & Co. arrivano i Simpsons. Che la simpaticissima famiglia degli “omini gialli”, come qualcuno li ha descritti, fosse ormai entrata nel cuore di tutti era evidente da tempo. Ne è stata riconferma (se mai ce ne fosse bisogno), il successo riportato dal film uscito nelle sale cinematografiche lo scorso autunno.
Certo, bisogna ammettere che i Simpsons non incarnano propriamente il prototipo della “famiglia ideale” nel senso tradizionale del termine, però emerge tra le righe un forte affetto di fondo che tiene comunque legati insieme i membri della famiglia, che fanno fronte comune alle avversitĂ , seppure ricorrendo talvolta a metodi non proprio “ortodossi”.
Presumo che a questo abbia pensato la casa automobilistica Renault quando ha scelto i Simpsons quali testimonial d’eccezione per il lancio della New Kangoo. É di questi giorni, infatti, lo spot televisivo che vede protagonista la celebre famiglia di cartoni animati che testa l’auto e la approva all’unanimitĂ quale macchina “testata e approvata da tutta la famiglia”.
Certo, a differenza dello spot non si potrĂ acquistare la vettura pagandola in valuta Simpsons, banconote verdi su cui è disegnato a mano il faccione di Homer accompagnato dalla dicitura un po’ naĂŻf “money”, ma il risultato è inevitabilmente simpatico e gradevole.
No, non è un guinness dei primati, semplicemente un intelligente video realizzato da Simplespark per promuoversi in maniera originale. Infatti, come potete vedere nel filmato presente su Youtube, Simplespark ha raccolto le migliori 5000 web application con relativi loghi web 2.0 presenti nella sua directory: 5000 Web Application in 333 sec
La notizia è stata data ieri dall’Herald Tribune, la famosissima Getty Images, la piĂą grande societĂ di distribuzione di video e immagini, è stata venduta alla private equity firm Hellman Friedman per la ragguardevole cifra di $2.4 billion.
Questa vendita in realtĂ evidenza una crisi profonda che sta colpendo queste grosse societĂ di stock di immagini, messe in difficoltĂ dall’enorme concorrenza che si sta sviluppando su internet, il tutto a beneficio delle agenzie che riescono a trovare immagini valide a prezzi contenuti.
Ovviamente se si vorrĂ l’immagine unica si dovrĂ fare comunque riferimento ai propri fotografi di fiducia o alle agenzie che garantiscono l’esclusiva, ma è ormai chiaro come i tempi siano davvero cambiati in questo aspetto della comunicazione.
The Adobe® AIR™ runtime enables you to have your favorite web applications with you all the time. Since applications built for Adobe AIR run on your desktop computer without a web browser, they provide all the convenience of a desktop application.
Partendo da queste interessanti premesse di Adobe, Air si preannuncia come un’esperienza tutta nuova ed emozionante da vivere per chi progetta applicativi e soprattutto desidera averli disponibili sul proprio desktop, senza ricorrere ad un piĂą tradizionale browser web.
Proseguendo con la lettura, apprendiamo che Aziende del calibro di eBay e AOL stanno giĂ utilizzando Adobe AIR per realizzare nuove applicazioni che rendano disponibili i loro servizi direttamente sul desktop degli utenti. Non dubitavamo che la novitĂ sarebbe risultata allettante, soprattutto per chi si occupa di commercio elettronico. Quale modo migliore per raggiungere “capillarmente” il maggior numero possibile di consumatori, perfino i piĂą “pigri”?
Tornando invece al “core” della questione, vi segnalo due links meritevoli di visita:
l’articolo Browser vs.desktop, che mette a confronto in modo chiaro e comprensibile le caratteristiche delle RIAS (Rich Internet Applications) nel browser e sul desktop, evidenziando pregi e difetti delle due modalitĂ .
Ancora una chicca dal sito di Adobe:
“An emerging design pattern for rich Internet applications (RIAs) is to deliver a browser-based version of an RIA in the browser for all users and an RIA on the desktop for more active users.”
Infine un paio di informazioni generiche: Air è disponibile per gli sviluppatori AJAX, Flex e Flash; per conoscere i requisiti di sistema richiesti per la sua installazione eccovi l’indirizzo: http://www.adobe.com/products/air/systemreqs
Ask.com nella sua versione americana prova a migliorare i “binocoli”, o meglio, quella feature che permette di visionare una preview del risultato della query di ricerca.
All’interno del thumbinail che appare cliccando sul binocolo è possibile vedere un’immagine che rappresenta il sito trovato e un’interessante statistica che indica il trend dei visitatori che, a seguito della ricerca su Ask.com, hanno poi effettivamente visitato il sito in questione.
Ad esempio cercando Web Design troviamo al primo posto il Consorzio del World Wide Web W3 e, se clicchiamo sul binocolo a fianco del risultato della ricerca, otteniamo la seguente immagine al cui interno è possibile vedere anche quanto si impiegherà a scaricarla con un modem a 56k:
Cliccando poi su Statistic:
Questa miglioria è sicuramente interessante; ma, fossi in Ask.com, punterei a migliorare i risultati delle ricerche piuttosto che le features collegate. Al momento, infatti, non è particolarmente preciso come il dominatore del mercato, ovvero l’inossidabile Google.