Archivio di April 2008

Dopo il PageRank arriva il VisualRank

Wednesday 30 April 2008 - postato da G.C.

Eravamo ormai abituati al caro “vecchio” Pagerank, ovvero il sistema adottato da Google per cercare ed ordinare le informazioni testuali contenute nelle pagine. Com’era prevedibile, però, dopo l’affermazione del PageRank e nell’ottica del miglioramento continuo, si è avvertita l’esigenza di elaborare un procedimento analogo o simile da applicare invece alle immagini, che pure sono largamente cercate sui motori di ricerca. In effetti credo che molti navigatori potrebbero testimoniare che è sovente alto il numero di risultati non pertinenti che si ottengono eseguendo una ricerca per immagini con le tecniche tradizionali.

Ecco pronta la risposta: si chiama VisualRank. Per il momento esiste soltanto in forma di progetto ma se ne è parlato seriamente all’International World Wide Web Conference, tenutasi recentemente a Pechino. Il sistema dovrebbe funzionare grazie alla convergenza di due tecnologie: l’ image recognition e la valutazione dell’importanza dei links.

Fino ad oggi la ricerca di immagini su Google si è sempre fondata in realtà sulla ricerca testuale, ovvero sul riconoscimento del testo presente vicino all’immagine, all’interno del nome o dell’indirizzo del file stesso, nonché sui metadati ad esso associati. Per ovviare a tale sistema di riconoscimento “poco preciso”, si è pensato di fare ricorso alle nuove tecniche di image recognition che nel frattempo si sono evolute sotto la spinta delle rinnovate esigenze di marketing. Benché attualmente tali sistemi consentano con una certa efficacia soltanto la face recognition, lo scopo prefisso è quello di giungere presto al riconoscimento di oggetti precisi all’interno delle immagini, “setacciandole” in cerca dei prodotti maggiormente cercati attraverso il motore.

In quanto progetto-pilota, ovviamente Google ha dovuto restringere il campo di sperimentazione ad un numero limitato di oggetti da riconoscere e indicizzare ma i risultati appaiono gà incoraggianti: sembra infatti che il nuovo sistema abbia dato una percentuale pari all’83% in meno di immagini non rilevanti rispetto al già noto Google Image Search.

“Chi vivrà vedrà”, recita un noto proverbio.

Nel frattempo, per approfondire l’argomento vi rimando al documento originale, in lingua inglese, che contiene tra le altre cose anche un interessante capitolo dedicato agli algoritmi di ricerca. Buona lettura!

Via

Progetto Pharos per un motore di ricerca europeo

Tuesday 29 April 2008 - postato da F.

Progetto Pharos
Fino ad oggi siamo stati abituati a vedere solo colossi nei motori di ricerca di matrice statunitense o cinese; ora anche l’Europa vuole dire la sua. La Comunità Europea, infatti, ha deciso di finanziare il progetto Pharos, un motore di ricerca innovativo. La particolarità di questo motore sarà la multimedialità. A dire dei progettisti le ricerche potranno essere eseguite non solo tramite una ricerca testuale, ma anche inviando, ad esempio, un pezzo di una canzone registrato magari con un semplice telefonino. Il risultato della query ci darà non solo il nome della canzone e tutti i dati ad essa relativi, ma anche suggerimenti su altre canzoni simili che potrebbero piacerci. Questo è solo un semplice esempio, in realtà il motore sarà molto più complesso e vi si potranno fare ricerche multimediali avanzate in ogni settore.
Partners del progetto saranno anche France Telecom e la norvegese Fast. L’Italia darà il suo contributo grazie alla partecipazione del Politecnico di Milano.
Personalmente sono molto contento per questa iniziativa Europea. Purtroppo, però, nonostante il nome evocativo che richiama un faro e quindi un punto sicuro per la navigazione degli internauti, il motore di ricerca non potrà avere questo nome. Almeno per il momento. Infatti il sito attuale del progetto è: www.pharos-audiovisual-search.eu, che risulta essere piuttosto difficilino da ricordare per l’utente medio e decisamente troppo lungo.
Andando a cercare i vari domini che dovrebbero essere utilizzati per logica troviamo:

- www.pharos.com società collegata con il settore tipografico
- www.pharos.it agenzia di consulenza
- www.pharos.eu dominio parcheggiato
- www.pharosrisorse.it società del gruppo Fiat per la gestione del personale

Ora mi chiedo, prima di avviare un progetto di questa portata non sarebbe stato meglio appropiarsi dei domini con una corretta azione di web marketing?!? Qualche giorno fa vi ho parlato di tutti i domini più strani che ha registrato Google per tutelarsi, oggi vedendo come parte questo progetto europeo rimango davvero allibito e senza parole. Mi direte, volendo si può sempre cambiare il nome al motore di ricerca e non collegarlo a quello del progetto di partenza. Verissimo, ma Google si è fatto conoscere proprio grazie al passaparola e al fatto che fin dall’inizio sono sempre stati chiari il suo nome e il suo logo, insomma ha creato un vero e proprio brand.
Questo ci dimostra come anche il miglior progetto finanziato nel migliore dei modi possa avere delle grosse pecche se non si considerano tutti gli aspetti, anche quelli se vogliamo più banali e quanto sia importante, prima di avviare qualunque progetto su internet, iniziare con un’accurata azione strategica di marketing.

Wikipedia “tedesca” diventa un libro

Tuesday 29 April 2008 - postato da G.C.

Il progetto è ambizioso: condensare in 15 righe ognuna delle 50.000 voci più cercate su Wikipedia – versione tedesca – nello scorso anno e farne un volume stampato. L’idea è venuta all’ editore tedesco Bertelsmann che, a quanto pare, non teme la concorrenza delle enciclopedie tradizionali, che contengono ben più delle 50.000 voci del suo volume. Ad essere sinceri, i dubbi non mancano.

Il successo mondiale di Wikipedia risiede, tra le altre cose, nel suo DNA, ovvero nella possibilità di un continuo aggiornamento e miglioramento grazie al contributo e all’autoregolamentazione comuni. Considerando il fatto che il Web possiede la rarissima capacità di autorigenerarsi in tempo reale, dote che la carta stampata per sua natura non può possedere, il contrasto appare a dir poco stridente. Inevitabilmente riprodurre in forma stampata un’entità astratta e in continuo divenire significa “fotografarla” in un dato momento della sua esistenza, prima cioè che si trasformi nuovamente e assuma nuovi aspetti. In parole povere: la versione stampata verrà tramandata ai posteri così come essa si presentava in un dato momento, ma ben presto verrà a sua volta superata dalla nuova versione online. Se consideriamo invece gli aspetti positivi sicuramente il progetto potrebbe contribuire a diffondere la conoscenza di Wikipedia tra coloro che ancora non ne fossero a conoscenza. Tuttavia qualche dubbio rimane sempre…

 Come dire…lasciate al web ciò che è del Web…

In futuro pubblicità con gli ologrammi?

Monday 28 April 2008 - postato da F.

Airstrike
Qualche tempo fa vi avevo parlato della presentazione fatta in Giappone del film “The Water Horse: Legend of the Deep” , che sfruttava un ologramma delle dimensioni di un dinosauro per ricreare il mostro protagonista della pellicola.
Oggi sempre in tema di ologrammi voglio mostrarvi il progetto AirStrike realizzato da LM3Labs.
La particolarità di AirStrike è data dalla possibilità di interagire con l’ologramma, facendolo apparire e scomparire con il semplice movimento di una mano. Non è stato ancora specificato quale sarà l’utilizzo definitivo del progetto, ma pare che le opzioni siano due: da un lato un suo utilizzo all’interno dei cellulari, dall’altro un uso in campo pubblicitario per spot tridimensionali in movimento.
Aspettiamoci quindi di vederne delle belle.
Nel mentre, eccovi il filmato di presentazione di AirStrike: Interactive Real-size Hologram

10 Buone ragioni per avere un sito Web

Monday 28 April 2008 - postato da G.C.

Chi, come noi, si occupa di Comunicazione e siti Web, si trova spesso a rispondere ad alcune domande ricorrenti, tra le quali la più diffusa è probabilmente “Perché avere un sito Web?”
Mentre per chi vende prodotti è – almeno da un certo punto di vista – più semplice illustrarne l’utilità e le caratteristiche, per chi realizza servizi è invece più complesso far percepire l’utilità e la qualità di un lavoro creativo, come un sito internet.
Vediamo allora di riassumere brevemente in dieci punti, ovviamente senza pretesa di essere esaustivi, alcune buone ragioni per avere un sito web.

Un sito internet offre l’opportunità di:

  1. fornire alla clientela informazioni sempre aggiornate 24 ore su 24 e di raggiungere potenzialmente persone residenti in ogni parte del mondo;
  2. illustrare le proprie Capabilities e mostrare una galleria dei lavori già eseguiti affinchè il cliente possa farsi un’idea del work-flow dell’azienda;
  3. migliorare l’assistenza ai clienti fornendo anche risposte alle domande più  comuni;
  4. realizzare un sistema di vendita online appoggiandosi a sistemi sicuri per i pagamenti, in modo tale da consentire ai clienti di effettuare ordini e acquisti anche nei giorni e negli orari in cui l’azienda è chiusa;
  5. consentire ai clienti o agli utenti interessati di contattare l’azienda tramite moduli appositi, per richiedere informazioni o effettuare ordinazioni;
  6.  farsi conoscere a livello nazionale o internazionale, a seconda delle proprie esigenze con costi minimi rispetto ad altri sistemi;
  7. raccogliere informazioni sui (possibili) clienti attraverso sondaggi online, raccogliendo le loro spontanee adesioni o anche semplicemente analizzando il traffico ricevuto dal sito stesso;
  8. offrire informazioni personalizzate in base alle preferenze di ogni cliente. Nessun altro mezzo di comunicazione consente di raggiungere tali risultati a costi così contenuti;
  9. acquisire maggiore visibilità, anche nei confronti della concorrenza che invece non si tiene al passo con i tempi;
  10. migliorare la propria immagine: un sito web ben realizzato può costituire un ottimo biglietto da visita ed invogliare un potenziale cliente ad avvicinarsi all’Azienda.

Se ritenete che questi motivi siano sufficienti per riflettere sull’opportunità di dotarvi di un sito web o anche semplicemente per saperne di più, vi invitiamo a visitare il nostro sito ufficiale: www.begcom.it.

 Buona navigazione!

ReadBurner ora anche mobile

Thursday 24 April 2008 - postato da F.

In USA, grazie anche all’arrivo dell’iPhone, sono sempre in numero maggiore i siti che stanno concretamente realizzando una loro versione dedicata alla navigazione con i telefonini. L’ultimo della serie è ReadBurner l’aggregatore di contenuti che seleziona i messaggi più condivisi su Googlereader il lettore on line di feed RSS di Google.
Potete accedere al sito mobile a questo indirizzo: http://m.readburner.com/

Readburner Mobile

Che l’iPhone sia un elemento trainante per il mercato della navigazione mobile è dimostrato dal fatto che lo stesso ReadBurner abbia realizzato una parte del sito mobile dedicata esclusivamente alla navigazione con l’iPhone accessibile a questo indirizzo: http://m.readburner.com/iphone

Readburner iPhone

A breve l’iPhone arriverà in Italia con Tim, vedremo se riuscirà a smuovere davvero qualcosa nel campo della navigazione su internet tramite telefonino, che al momento è in una situazione di stallo.

Gli strani domini registrati da Google

Wednesday 23 April 2008 - postato da F.

E’ normale per un’azienda registrare diversi nome a dominio; in Italia normalmente si registra il .it e il .com. A volte però, se si vuole avere la certezza di essere trovati, si possono anche registrare altri domini o in previsione di progetti futuri, se ne possono già registrare altri collegati al nome dell’azienda.
Il sito Royal-Pingdom ha fatto un’interessante e curiosa scoperta, andando a trovare tutti i siti registrati a nome di Google.
Eccoli: Google Domain Name – the funny, strange and surprising

Ancora testimonials digitali per gli spot tv: Coca Cola ed M&M’s

Wednesday 23 April 2008 - postato da G.C.

Torniamo a parlare di testimonial virtuali per due nuovi spot tv.

Il primo, creativamente surreale, vede protagonista ancora una volta Coca Cola, che per promuovere Coca Cola Zero ha dato la parola nientemeno che a due lingue e ad un occhio. Ovviamente le prime due sono più fortunate in quanto possono gustare le meraviglie del prodotto mentre il povero occhio, un po’ aristocratico, deve limitarsi ad immaginare il gusto della bevanda, crudelmente deriso dalle sue “linguacciute” interlocutrici.

Nel secondo caso ritroviamo due vecchi amici, già protagonisti di fortunati spot televisivi del passato, gli M&M’s, che questa volta fanno da spalla ad un vero testimonial, il calciatore Marco Materazzi. Le due “simpatiche canaglie” non si smentiscono e ribattono al suo Inno di Mameli con l’Inno francese:

Al di là della spontanea simpatia suscitata da questi bizzarri personaggi, questi due recenti esempi di spot con animazioni digitali confermano la tendenza generale della pubblicità ad avvicinarsi sempre più al cinema e al mondo dei videogames, integrando così piattaforme diverse e piegando le nuove tecnologie alle rinnovate esigenze di comunicazione.

Come dire…comunicare bene significa anche stare al passo con i tempi e parlare a ciascuno nel suo linguaggio, soprattutto quando il target del marketing è rappresentato dai giovani…

Microsoft lancia Live Mesh

Wednesday 23 April 2008 - postato da F.

Live Mesh
Microsoft è pronta a lanciare il nuovo servizio on line Live Mesh. Accedendo al sito Mesh.com si può vedere una preview tecnica che ci svela le sue features.
Live Mesh nasce in ottica 2.0: è possibile, infatti, sincronizzare tutte le devices per una piena portabilità dei propri files; è incluso un live desktop con ben 5 GB di spazio gratuito che può essere utilizzato come storage e grazie al quale i documenti saranno accessibili da qualsiasi postazione ci connettiamo alla rete; inoltre, sarà possibile dare l’accesso anche a terzi delle cartelle del nostro spazio trasformando Live Mesh in un ottimo servizio per condividere i files con amici e colleghi.
Pare quindi che Microsoft abbia imparato la lezione da Google: vedremo quanto successo riuscirà a riscuotere con questo servizio, che anticipa quello che la stessa Google avrebbe voluto fare da tempo, ma non ha mai concretamente realizzato,  cioè creare un desktop virtuale.

Link: Live Mesh

Specchio delle mie brame, qual è il brand più forte del reame? Google!

Wednesday 23 April 2008 - postato da G.C.

Per la verità la notizia non appare poi così sorprendente, se si considera la crescita esponenziale del suo utilizzo e delle funzionalità offerte, che sembra davvero inarrestabile. Il responso arriva dal Report della MillwardBrown Optimor sui 100 marchi più forti del 2008.
Certamente il caro, vecchio (si fa per dire), Google è in buona compagnia, come dimostra questa tabella, che elenca sicuramente alcuni dei colossi più autorevoli del mercato mondiale:

Classifica dei 10 Brands più forti del 2008

Volete saperne di più? Ecco il link al documento originale:

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