La Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) sta vagliando l’ipotesi di realizzare delle nuove estensioni per i nomi a dominio, per innovare in un settore le cui regole iniziano ad essere obsolete, considerando le evoluzioni che ci sono state nel mondo di internet.
Ecco allora che già dal 2009 potrebbero essere pronti e attivi i nuovi regolamenti. Potremo quindi vedere domini quali quelli dedicati alle città come .berlin o per le aziende come .ebay e forse anche il .xxx per i siti pornografici, che già proposto in passato fu però rifiutato.
Questo presumibilmente porterĂ a un’evoluzione anche dei motori di ricerca che si dovranno adattare in qualche modo ai nuovi nomi a dominio. Ecco allora che la scelta del nome a dominio diventerĂ ancora piĂą importante di quanto non lo sia giĂ oggi.
Qualche tempo fa avevo parlato dei Qr codes. Avevamo visto la loro vasta diffusione nei paesi orientali e analizzato il problema hardware per una loro diffusione per un utilizzo pubblicitario in occidente.
Oggi parliamo di nuovo dei Qr codes perchè a poco a poco stanno prendendo campo anche in Australia, dove l’agenzia pubblicitaria Ogilvy ha addirittura realizzato una campagna virale per il gruppo Telstra, che ha come tema proprio i Qr codes.
Ne è venuto fuori un simpatico filmato virale in cui i passanti costruiscono pezzo a pezzo il Qr Code dello spot:
Su TagliaBlog ho trovato un post davvero interessante e di cui vi consiglio la lettura, che spiega nel migliore dei modi cosa occorre fare per non uccidere il traffico verso un blog.
Vi riassumo i “10 comandamenti” se così vogliamo chiamarli:
Non implementare una corretta navigazione
Non gestire i commenti come il vostro vero patrimonio
Non essere utili
Non essere reattivi ai cambiamenti
Non monitorare statistiche di accesso a livello avanzato
Non proporre le vostre vie d’uscita
Non instaurare una credibilitĂ
Non essere coerenti nell’argomento dei vostri post sul lungo periodo
Non curare i dettagli
Non effettuare le piĂą banali operazioni di SEO
Se l’argomento vi ha incuriosito, vi suggerisco di leggere l’articolo completo scritto da Francesco Gavello su TagliaBlog. Colgo l’occasione anche per fare i complimenti all’autore che ha focalizzato molto bene le problematiche che risiedono dietro a una corretta gestione di un blog.
Link: Dieci modi per uccidere il traffico verso il vostro blog
Si tratta di un’iniziativa messa in atto qualche tempo fa nella cittĂ di Dublino per attirare l’attenzione della popolazione sul problema del risparmio idrico.
Il messaggio veicolato è: “Water is precious. Let’s conserve it”, ovvero “L’acqua è preziosa, conserviamola”.
L’idea è sicuramente efficace: i finti tappi sono in realtĂ degli adesivi realizzati in vinile e posti sopra i tombini cittadini. Tuttavia qualche obiezione all’iniziativa si potrebbe fare: ad esempio otturando anche temporaneamente i tombini si rischia in caso di pioggia che essi non possano assolvere alla funzione per cui sono stati ideati, ovvero lo smaltimento dell’acqua piovana.
Evidentemente gli ideatori erano certi che il tempo da quelle parti sarebbe stato clemente…
Parliamo ancora di marketing non convenzionale, questa volta per mettere a fuoco un fenomeno con il quale tutti noi abbiamo avuto a che fare, prima o poi magari senza neppure rendercene conto: lo stickering.
Per chi mastica un po’ di inglese la parola dovrebbe essere evocativa; in caso contrario vi dico subito che si tratta di adesivi pubblicitari.
Vi è mai capitato di vederne qualcuno applicato in giro per la città , magari sui cartelli stradali o sui muri delle vie? Se la risposta è affermativa allora siete stati testimoni di una campagna di stickering.
Diciamo subito che, per la sua natura non convenzionale, questo genere di pubblicità può non attirarsi le simpatie del grande pubblico, specialmente quando le superfici che ospitano gli amati/odiati stickers sono cartelli stradali contenenti indicazioni che vi avrebbero tanto fatto comodo per trovare la vostra destinazione, tuttavia il fenomeno merita forse qualche ulteriore riga di spiegazione.
La forma di marketing non convenzionale conosciuta come “guerrilla marketing”, si è ormai affermata anche in Italia, almeno negli ultimi cinque anni. É quanto apprendiamo da un interessante Focus on pubblicato dal sito www.guerrigliamarketing.it:
“Dopo cinque anni dall’esplosione del guerriglia marketing in Italia abbiamo provato a darne una definizione piĂą chiara e assolutamente convenzionale.”
In omaggio a tale intento, il suddetto sito ha realizzato e messo a disposizione per la consultazione un interessante file pdf che si ripropone di analizzare razionalmente le tecniche (o forse dovremmo dire le tattiche?) impiegate dal Guerrilla marketing per il raggiungimento dei propri obiettivi. Ho usato il termine “tattiche” in quanto parte dello studio verte proprio sul parallelismo esistente fra le tecniche tradizionali adottate dalla Guerrilla militare e quelle “prestate” (e riconvertite) da quest’ultima alla pubblicitĂ .
Il documento, firmato da Andrea Natella, si intitola “Guerrilla Marketing, una definizione convenzionale“, un gioco di parole, in quanto l’autore si ripropone di dare una definizione convenzionle di una tipologia di pubblicitĂ che convenzionale non è affatto.
Non mi resta quindi che rimandarvi alla lettura dell’approfondimento: Via
Parliamo ancora di Comunika.tv, sito dedicato alle nuove forme di comunicazione.
Oggi vi voglio segnalare una “trasmissione” a puntate che “va in onda” proprio su questo sito, intitolata TvLab. Le virgolette in questo caso sono d’obbligo in quanto stiamo parlando di trasmissioni via web e non su canali tradizionali.
Attualmente sono disponibili per la visione tre puntate:
Tv Lab – numero 0: Tv tradizionale e Tv digitale
Tv Lab – prima puntata: Web tv tematiche
Tv Lab – seconda puntata: Focus sulle iptv
A mio avviso queste puntate meritano una visione: sono ricche di approfondimenti sulle novitĂ e offrono interviste ad ospiti che lavorano nel settore. Costituiscono quindi un ottimo spunto per tenersi informati e comprendere meglio i vari aspetti del fenomeno.
Approfittando dell’importante torneo di tennis Roland Garros la nota marca K-Swiss ha realizzato un’installazione di sicuro impatto per i tifosi e gli appassionati di questo sport. Ha infatti creato una pallina da tennis del colore del proprio brand in formato gigante e l’ha abbinata a un cartellone pubblicitario installato su un furgoncino. L’effetto voluto è che il tennista nel cartellone abbia sparato fuori la pallina, che disgraziatamente ha demolito un’automobile. Da sottolineare anche la mobilitĂ di questa installazione, che ha permesso di spostare la pubblicitĂ in diversi punti di Parigi.
Eccovi alcune immagini:
Qui invece potete visionare un filmato con i preparativi e le idee alla base dell’installazione, ma soprattutto vedere la reazione entusiasta delle persone:
La vendita di brani musicali on-line ormai è ordinaria routine e il grande protagonista, come tutti ben sappiamo, è i-Tunes, che trainato dall’iPod ormai domina quasi incontrastato il mercato. Negli USA è nato quello che forse potrĂ essere l’unico concorrente reale di i-Tunes e cioè Amazon Mp3. Il punto di forza di Amazon, oltre ovviamente al grande nome della societĂ , che è un punto di riferimento nell’e-commerce internazionale, sarĂ la possibilitĂ di comprare brani DRM free, cioè saranno liberi da Digital rights management, ovvero sarĂ possibile copiarli infinite volte su qualsiasi tipo di dispositivo che legga il formato del file. Nello specifico i files venduti su Amazon sono gli Mp3, come suggerisce il nome dello shop.
E’ prevista l’apertura di un e-commerce Amazon Mp3 anche in Europa, con l’Inghilterra come paese pilota. Per quanto riguarda noi italiani è difficile prevedere l’apertura di un e-shop nazionale, dato che Amazon non si è mai interessata direttamente al nostro paese, benchè sul suo sito vengano venduti prodotti anche per l’Italia, ad eccezione di alcuni componenti hardware.
Il mercato mobile è in fermento. L’ultima novità è l’acquisizione operata da parte di Nokia nei confronti della societĂ Symbian, produttrice del noto sistema operativo mobile. L’operazione, concordata con gli altri grandi produttori di telefonini e con alcuni operatori mobile come Sony Ericsson, Motorola, NTT DOCOMO, AT&T, LG Electronics, Samsung Electronics, STMicroelectronics, Texas Instruments e Vodafone ha lo scopo di realizzare la Symbian Foundation, fondazione che sviluppera il sistema operativo in modalitĂ open source.
Il tutto per contrastare lo sviluppo, sempre open source, di Android portato avanti da Google e da LiMo, altro sistema operativo open source, sviluppato dalla comunitĂ di Linux.
Pare proprio che le grandi societĂ abbiano imparato la lezione e capito l’importanza dello sviluppo software open source, che ha un tasso di innovazione incredibile, grazie alla partecipazione e all’impegno di moltissimi appassionati sviluppatori.
Resta da vedere come reagirĂ la comunitĂ dell’open source e se accoglierĂ lo sviluppo di un progetto promosso da una casa produttrice di hardware.