Vi segnalo anche se con un po’ di ritardo (chiedo venia!) un interessante articolo pubblicato sul magazine settimanale “Mediaforum”, che si occupa di comunicazione, marketing e media business. Il numero di uscita a cui mi riferisco è il 23 del 30 giugno 2008.
L’articolo che ha attratto la mia attenzione è a firma di Simone Freddi e tratta delle nuove strategie di marketing indicate dal “guru” della comunicazione Philip Kotler.
La novitĂ di maggiore rilevanza è anche il messaggio-chiave dell’articolo, ovvero: “Dimenticate le quattro P”, Product, Price, Placement e Promotion.
Come dire…siamo ad un momento di svolta in cui il marketing tradizionale deve cedere il passo alla nuova generazione. L’occasione per parlare delle 4 P è stato il convegno “Il marketing del 3° millennio” organizzato dal Mip al Politecnico di Milano, al quale Kotler è intervenuto come protagonista.
Per far comprendere i motivi dell’esigenza di cambiamento Kotler ha spiegato che:
“(…) rispetto a 40 anni fa – e alle 4 P – molte cose sono cambiate. Allora si stava iniziando a capire che il brand management doveva adottare una prospettiva outside-in nei confronti del mercato. Ora questo processo è arrivato a compimento. Quello che vogliamo non è piĂą realizzare una vendita ma conquistare un cliente”.
Freddi introduce così il seguito della spiegazione:
“La relazione tra brand e consumer si connota, quindi, in maniera sempre piĂą bi-direzionale. E ciò che scaturisce da questa relazione non si limita al prodotto”.
In sintesi il concetto è che un’azienda non deve vendere tanto un prodotto quanto un servizio, possibilmente aggiungendo dei benefits visto che siamo in periodo di recessione. Il brand dovrebbe diventare un’ “esperienza” per il cliente: a questo proposito Internet e Mobile, che costituiscono il futuro della comunicazione, offrono nuovi e fino a qualche tempo fa inimmaginabili strumenti per ottenere il risultato desiderato.
Un ulteriore passaggio mi ha particolarmente colpito e si tratta della parte dell’intervento dedicata alla realtĂ delle piccole aziende e al loro difficile rapporto con il marketing. RealtĂ che in Liguria, come in altre regioni italiane, chi fa il nostro mestiere conosce, ahimĂ©, piuttosto bene.
“Molte aziende sono piccole. E le piccole aziende spesso non usano il marketing: non sono sicure di averne bisogno. Tuttavia il marketing non lavora nel breve periodo. Il marketing serve a pianificare il futuro. Deve essere inteso come una guida per il business di domani”.
Parole sante, oserei dire. L’efficacia del marketing effettivamente va misurata e verificata nel lungo periodo e chi si aspetta miracoli immediati è destinato a rimanere deluso. Chi invece punta sulla qualitĂ e sulla coordinazione coerente dell’immagine verrĂ premiato dal tempo.
Difficile far comprendere questo tipo di concetti ai clienti impazienti che considerano oggi giĂ tardi rispetto alle loro previsioni irrealistiche: affidarsi ad un buon consulente significa lasciarsi guidare e consigliare nelle scelte.
Solo in questo modo la professionalitĂ e l’esperienza potranno davvero fare la differenza.