Oggi vi segnalo un tanto interessante quanto divertente articolo a firma di Mattia Camellini e pubblicato sul sito di Comunicazione Italiana dedicato a Facebook, o meglio alla curiosa commistione linguistica che caratterizza le cartelle informative sul regolamento che bisognerebbe leggere prima di aderire al servizio creando un account.
Riporto testualmente uno dei passaggi dell’articolo:
“(…) L’impresa però non è affatto facile. E non solo perché le condizioni d’uso consistono in ben 9 cartelle di testo fittissimo, quasi 50.000 battute, ma soprattutto perché arrivato al capitolo più importante, quello intitolato “I contenuti dell’utente postati sul sito”, ecco cosa trovo scritto (testuale):
“Quando lei affigge il Contenuto di Operatore al Luogo, lei autorizza e ci dirige per fare tali thereof di copie come giudichiamo necessario per facilitare l’affiggere ed il magazzino del Contenuto di Operatore sul Luogo. Affiggendo il Contenuto di Operatore a qualunque parte del Luogo, lei concede automaticamente, e lei rappresenta e garantisce che lei ha la destra per concedere, alla Società una licenza irrevocabile, perpetua, non-esclusivo, trasferibile, completamente pagata, mondiale (con la destra al sublicense) di usare, copiare, pubblicamente eseguire, pubblicamente mostrare, riformattare, tradurre, l’estratto (nell’intero o nella parte) e distribuire tale Contenuto di Operatore per qualunque scopo, commerciale, la pubblicità , o altrimenti, su In connessione col Luogo o il thereof di promozione, preparare i lavori derivati di, o incorpora negli altri lavori, tale Contenuto di Operatore, e concedere ed autorizzare il sublicenses del rinunciare”.”
Evidentemente vi sono ancora alcuni dettagli linguistici relativi alle traduzioni dall’inglese all’italiano da mettere a punto…
Vi rimando alla lettura integrale dell’articolo per l’approfondimento: Via