Archivio di January 2009

Buzzgain e l’influenza dei social networks

Thursday 29 January 2009 - postato da F.

I blogs, i microblogs e i social networks stanno assumendo sempre maggiore importanza per le aziende, perchè i pareri delle community sui diversi brand sono sempre più decisivi per decretarne il successo o quantomeno la notorietà o, nei casi negativi, le problematiche e le critiche mosse a riguardo.
Il servizio di tracking del buzz (o passaparola detto all’italiana) di Buzzgain nasce proprio su questi fondamenti, cioè tenere traccia di dove e come si parli in rete di un determinato brand, ma volendo, perchè no, anche di un determinato argomento socio-politico.
Il sistema traccia i vari social networks e blogs, selezionandone i contenuti anche in base alla notorietĂ  e/o influenza di chi parla.
Per semplificare, è ovvio che se io mi mettessi a parlare di astrofisica su un blog o un social network, sicuramente avrei poca influenza e ben pochi ascoltatori, discorso ben diverso è se a farlo fosse Carlo Rubbia.
Buzzgain fa quindi una selezione anche dei blog piĂą “rilevanti” sotto l’aspetto della competenza e influenza delle persone. Il risultato è un insieme di statistiche sui contenuti e sui pareri dati.
Tramite il proprio account è possibile anche inserire ulteriori fonti da tenere monitorate, per avere una panoramica personalizzata della situazione.

E’ possibile testare il servizio per quindici giorni per verificarne l’utilitĂ  e l’efficacia.

Link: Buzzgain

Wikipedia punta sulla qualitĂ  dei contenuti

Thursday 29 January 2009 - postato da G.C.

Gran cosa il web aperto, wiki e partecipativo, su questo non v’è dubbio.
Tant’è vero che capita non di rado di chiedersi come facessero le generazioni precedenti a studiare o trovare informazioni sui piĂą svariati argomenti prima della creazione di Wikipedia.

L’altra faccia della medaglia, però – e questo è un argomento che abbiamo giĂ  marginalmente trattato negli articoli precedenti – è l’attendibilitĂ  delle informazioni inserite.
La chiave del successo di Wikipedia è sempre stata la sua autoregolamentazione, ovvero un meccanismo di auto-controllo in cui ciascuno poteva intervenire per correggere eventuali errori o ampliare un contenuto non sufficientemente trattato.

Però però…il sassolino che rischia di mettere in pericolo questo ingranaggio quasi perfetto (il “quasi” è d’obbligo, in quanto periodicamente vengono ancora pubblicate notizie infondate o non verificate) è l’inattesa concorrenza avanzata dall’Enciclopedia Britannica che, nella nuova versione online di prossimo lancio, accetterĂ  contributi da parte degli utenti. Si sa, la concorrenza fa riconsiderare molti principi…

La posizione della Britannica è però piĂą rigida: ogni contributo inviato, infatti, è destinato ad essere valutato da esperti dell’ente e pubblicato online solo previa approvazione di questi ultimi.

Tempi duri, dunque, per Wikipedia? Sembrerebbe di no, tant’è vero che la piĂą nota enciclopedia Open Source della rete ha giĂ  pensato alle contromisure da adottare. Sembra infatti che Wikipedia abbia deciso di intervenire ipotizzando una differenziazione tra gli utenti collaborativi, che verrebbero classificati sulla base della qualitĂ  dei loro contributi precedenti. In breve…la fiducia e la libertĂ  vanno conquistate sul campo, nel web così come nella vita reale.  
Una volta conquistata la piena fiducia, però, potrebbero scattare non solo diritti (di pubblicazione pressochĂ© automatica) ma anche doveri nei confronti della community. Come dire, agli onori si accompagnano sovente anche gli oneri…

A questo proposito Webnews ha pubblicato un interessante articolo: Via

“Il cucchiaio d’argento” per iPhone

Tuesday 27 January 2009 - postato da F.

Non c’è persona appassionata di cucina e prelibatezze che non conosca il “Cucchiaio d’argento”, il piĂą famoso libro di ricette della tradizione italiana.

A parte i deliziosi manicaretti che si possono preparare grazie alle sapienti istruzioni del libro, quello che ci interessa a livello di comunicazione sono le sue nuove forme.
Resta viva la tradizione cartacea e il libro ottiene sempre il suo meritato successo, ma i tempi cambiano e oggi è possibile trovarlo anche su altri supporti.
Oltre che allo scontato sito web, il “Cucchiaio d’argento” è diventato anche un’applicazione per iPhone, acquistabile sul sito della Apple.

L’applicazione contiene 250 ricette selezionate, ma non si ferma qui: è possibile anche usufruire di un fantastico timer per regolare i tempi di cottura.
A differenza del libro, sul supporto interattivo, inoltre, è possibile salvare le ricette preferite o trovare rapidamente una ricetta grazie al motore di ricerca interno.
Simpatica anche la possibilità di scuotere il telefonino per avere una ricetta a random. Insomma se si è indecisi su cosa cucinare alla sera, basta una shakerata e via, anche questo problema è risolto.

Anche i grandi classici si adattano ai tempi, scegliendo intelligentemente i nuovi supporti offerti dalla tecnologia, rendendo la conoscenza davvero a portata di mano.

Link: Cucchiaio d’argento per iPhone

Relase candidate 1 per Internet Explorer 8

Tuesday 27 January 2009 - postato da F.

Se siete curiosi di testare la versione praticamente definitiva dell’ultimo browser di casa Microsoft, Internet Explorer8, è il vostro giorno. Infatti è stata rilasciata la RC1, scaricabile a questo indirizzo.

In pratica Microsoft mette a disposizione degli utenti il nuovo browser prima di lanciarlo definitivamente, cercando un feedback per eliminare gli eventuali bug riscontrati.

Non resta dunque che testarlo, sperando che questa versione di Explorer sia effettivamente compatibile al 100% con gli standard W3C.

Mi farebbe piacere sapere se lo avete provato e quali sono le vostre impressioni.

Il set fotografico per l’immagine pubblicitaria di Louis Vitton

Friday 23 January 2009 - postato da F.

Siamo abituati a vedere le immagini pubblicitarie, meno a vedere come vengono realizzate.
Louis Vitton ha realizzato un filmato del backstage dedicato alla sessione di scatti fatti dalla fotografa Annie Leibovitz al mitico Sean Connery, per la nuova campagna pubblicitaria del famoso brand.

Travaso…pubblicitario? Dalla TV al web, la nuova pubblicitĂ .

Friday 23 January 2009 - postato da G.C.

Vi segnalo oggi un interessante articolo scritto da Mattia Camellini (di Consodata spa) e pubblicato il 16 gennaio scorso sul sito di Comunicazione Italiana.

L’argomento della sua riflessione è la scelta, per taluni versi inaspettata, di Sarkozy di eliminare (attualmente soltanto nelle ore notturne) gli spot pubblicitari dalla televisione pubblica francese. I sondaggi effettuati tra i telespettatori sembrano dargli ragione: la maggior parte di essi, infatti, si è dichiarata favorevole all’iniziativa.

La comprensibile domanda che si pone l’autore è la seguente:

“Dove andrĂ  a finire la pubblicitĂ  cacciata dalla TV pubblica?”

Per il momento si possono fare congetture basate sull’osservazione e sulla logica.
Infatti Camellini prosegue:

“Solo in piccola parte sulle TV commerciali, giĂ  ai limiti della soglia di saturazione, oltre la quale perderebbero audience; in parte tornerebbe alla carta stampata, dando una boccata d’ossigeno ai quotidiani e ai periodici in perenne affanno; ma la fetta piĂą importante, probabilmente, andrebbe su Internet, sul web e nelle nuove tecnologie.”

Ecco il “core” della questione: internet, l’onnipresente rete che attira a sĂ© come un’enorme calamita, tutta (o quasi) la comunicazione che un tempo viaggiava nell’etere o sulla carta stampata. Proprio sul web, infatti, si concentra ancora l’attenzione di Camellini:

“A proposito di internet, sembra che qui al contrario si stia verificando il paradosso opposto. Un’invasione senza precedenti della sfera privata, a fini pubblicitari. (…) Dai contenuti delle email, per inviare pubblicitĂ  correlata alle parole chiave utilizzate nella corrispondenza privata (come fa Gmail di Google), alla memorizzazione dei siti visitati per conoscere gusti e preferenze personali e proporre, con ’sorprendente’ tempismo, i banner piĂą attinenti.”

L’articolo prosegue con l’analisi del fenomeno delle social networks, terreno “appetitoso” per chi mira a sfruttarle a fini commerciali.
Per una lettura integrale, vi rimando al sito di Comunicazione Italiana.

Via

Come pubblicizzare prodotti di cosmesi in maniera interattiva

Monday 19 January 2009 - postato da F.

I siti web vengono sempre piĂą utilizzati come strumento per promuovere efficacemente prodotti di qualsiasi tipologia e genere, soprattutto grazie alla loro interattivitĂ  e alla costruzione di community, all’interno delle quali le persone possono confrontarsi, consigliarsi e, perchĂ© no, anche giocare insieme.
Se poi a questo quadro uniamo anche concorsi a premio di grande interesse per il target a cui è dedicato il sito, avremo un sicuro successo.

E’ proprio questo il mix vincente del sito Taaz, dedicato a un pubblico prettamente femminile, visto che si parla di makeup e di cura del corpo.
Gli strumenti utilizzati sono molto semplici: grazie a un’applicazione realizzata in flash, è possibile creare su delle foto di modelle o addirittura delle immagini caricate dall’utente stesso, dei veri e propri make over.
Si potrĂ , quindi, cambiare il trucco delle labbra, degli occhi, dei capelli e del viso.

L’aspetto interessante per chi vuole promuovere i propri prodotti di cosmesi è che gli effetti dati alle immagini sono speculari a quelli che si otterrebbero sul proprio viso se si usassero i prodotti reclamizzati.

Si potrĂ  quindi scegliere una determinata marca di fondo tinta e vedere la sua resa, o magari, sbizzarrirsi in un trucco che non si avrebbe mai il coraggio di provare.

Non mancano i concorsi a premi, come quello davvero originale dedicato ai sosia delle star. L’iniziativa è molto simpatica: gli utenti non devono far altro che caricare una propria foto e modificarla con il programma di make up on line per far si che il viso assomigli il piĂą possibile a quello di una star famosa la cui immagine è state precaricata dagli autori sul sito.

Link: Taaz Online Makeover

Le differenze fra uomo e donna secondo Goldstar Beer

Monday 19 January 2009 - postato da F.

Spesso in pubblicitĂ , per fare colpo sull’audience, si sfruttano elementi provocatori o spiritosi.
E’ il caso della pubblicitĂ  realizzata per la birra Goldstar da parte dell’agenzia McCann Erickson. Basti pensare che il baseline è “Thank God you’re a man”, ovvero, “Grazie a Dio appartieni al sesso maschile”.
Vi lascio alle simpatiche realizzazioni, perchè parlano da sole:

Apre lo store di Pantone

Friday 16 January 2009 - postato da F.

“Alzi la mano il grafico che non conosce la ditta Pantone!”
Se facessi questa domanda ad un convegno di grafici, sono sicuro che vedrei ben poche mani alzate. Parlando di Pantone viene subito alla mente la loro diffusissima classificazione dei colori.

L’aspetto interessante del negozio che aprirĂ  la Pantone a New York, in collaborazione con Gap, è che non saranno in vendita le sue mazzette di colori o il suo hardware per l’identificazione e la catalogazione dei colori, ma capi di abbigliamento, ovviamente, tutti rigorosamente identificabili in base al codice colore.

Come esistono i siti per studiare al volo le combinazioni di colore piĂą adatte per un template, chissĂ  che non nasca qualche community per gli accostamenti di colore nell’abbigliamento, magari per i modaioli piĂą sfegatati.




Le 5 cose che internet ha fatto sparire

Wednesday 14 January 2009 - postato da G.C.

La classifica delle top 5 “abitudini di vita” che internet ha contribuito a far scomparire ci viene offerta da ICTV, in un video condotto dalla simpatica Carla De Girolamo.

Tra spunti seri e divertenti, la lista offre diversi spunti di riflessione interessanti ed è così composta:

1. Il gusto (inteso come la capacitĂ  di provare emozioni e di appassionarsi);
2. La pazienza (internet ha reso le persone meno pazienti; i navigatori si sono abituati a poter usufruire di filmati e contenuti in tempi record, grazie alle connessioni veloci);
3. La filiera (il rapporto tra produttore e consumatore si è notevolmente accorciato grazie alla rete);
4. L’attenzione (se un argomento non è gradito, si può sempre cambiare sito e cercare altrove);
5. Le distanze (dalle e-mail all’e-commerce e dalle chat alle video communities, internet ha contribuito alla globalizzazione virtuale).