Archivio di February 2009

Bambini e marketing: un binomio sempre più attuale

Wednesday 18 February 2009 - postato da G.C.

Un argomento delicatissimo e quanto mai attuale se è vero (come è vero) che le aziende incrementano sempre più gli studi e la comunicazione nei confronti dei giovanissimi.

É una questione interessante, trattata nell’articolo di Lorenzo D’Isita intitolato “L’influenza dei Kids nelle scelte familiari d’acquisto. L’oggetto come unità d’intenti” e pubblicato il 16 Febbraio scorso sul sito di Comunicazione Italiana, che termina brillantemente con la versione opportunamente riveduta e corretta del titolo di un celebre romanzo: “Piccoli consumatori crescono”.

La tendenza parla chiaro: negli Stati Uniti i più piccoli possono già vantare un marketing fatto su misura, ed anche al di qua dell’Oceano l’onda lunga del fenomeno sta facendo sentire i propri effetti. Il punto-chiave della questione è l’evoluzione della figura del cosiddetto “responsabile d’acquisto” all’interno delle famiglie, che rimane sì il target di riferimento ma che non può più esimersi dal considerare l’opinione dei piccoli componenti del suo nucleo familiare.
Come dire, i bambini oggi fanno sentire la propria voce, soprattutto in materia di acquisti che li riguardano, influenzando di conseguenza le scelte dei genitori, che non hanno più (o quasi) il monopolio esclusivo degli acquisti.

Questo cambiamento è dovuto probabilmente alla quantità e qualità della comunicazione pubblicitaria che raggiunge i bambini ma anche ad una loro accresciuta attenzione nei confronti dei prodotti che essi stessi consumano. Di pari passo con l’accresciuta attenzione, si sta sviluppando nei giovanissimi anche una consapevolezza di ciò che desiderano e possono ottenere.

La soluzione ideale per tutti, ovviamente, sarebbe quella di poter coniugare il gusto estetico e ludico del bambino con la qualità e il costo auspicati dal genitore. In taluni casi fortunati, ciò effettivamente accade.

 Per una lettura completa dell’articolo vi rimando al sito di Comunicazione Italiana:

Via

Landor rivitalizza l’immagine di Citroen

Tuesday 17 February 2009 - postato da Nicolo' Fasce

Riuscire a rivitalizzare il marchio Citroen non era un compito assolutamente semplice, ma devo dire che Landor ha fatto un ottimo lavoro, come si può constatare dal nuovo logo e dalle sue applicazioni nell’immagine coordinata dell’azienda francese:


Alcune applicazioni:

L’efficace spot dedicato esclusivamente al brand:


clip Creative Technology par l’agence H pour Citroën from étapes: on Vimeo.

Per chi volesse approfondire sul sito di Landor è possibile leggere il case history.

Ha solo 5 anni e già 175 milioni (di utenti): ecco a voi Facebook

Tuesday 17 February 2009 - postato da G.C.

Ottimi risultati per il quinto compleanno di Facebook che, nonostante le notizie non proprio positive circa i non brillanti introiti pubblicitari, può a buon titolo festeggiare insieme ai suoi 175 milioni di utenti.

L’incremento è stato notevole, se si considera che solo un mese fa il “popolo” dei Facebook-addicted ammontava ad appena (si fa per dire) 150 milioni.

Il Corriere della Sera, a questo proposito, ha ripreso un paragone – azzardato tempo fa dallo stesso creatore di Facebook, Mark Zuckerberg, - che consiste nel confronto tra la popolazione virtuale di Facebook e quella reale di alcuni paesi del mondo. All’epoca dell’intervista, il social network occupava l’ottavo posto nella graduatoria mondiale; oggi è salito addirittura al sesto, scavalcando Pakistan e Bangladesh che sono stati, quindi, idealmente superati dal noto social network per numero di abitanti.

Tale considerazione è alla base dell’intrigante titolo dell’articolo pubblicato proprio ieri sul sito del quotidiano Il Corriere della Sera: “Facebook è il sesto “Paese” del Mondo”.

Per una lettura integrale dell’articolo vi rimando al sito del giornale:

Via

In arrivo la monetizzazione di Youtube

Monday 16 February 2009 - postato da G.C.

 Diciamo la verità, c’era da aspettarselo: l’occasione era più che ghiotta, la congiuntura economica sfavorevole e i costi di gestione chiaramente alti, per non dire incalcolabili. 
YouTube, quindi, presto offrirà anche video per la vendita, garantendo così (perlomeno questa sembra essere l’intenzione) una monetizzazione della più nota piattaforma video del web.

Apprendiamo la notizia dal sempre aggiornato sito business.webnews.it, che in un articolo di Giacomo Dotta del 13 Febbraio scorso ha annunciato la novità con queste parole:

YouTube non sarà più soltanto un sito di streaming. Né, tantomeno, una semplice repository di video gratuiti. Costretto dalla congiuntura economica, YouTube ha dovuto accelerare i propri piani per giungere ai primi veri esperimenti relativi alla monetizzazione dei video, il tutto al di fuori di un contesto pubblicitario che ancora non ha restituito i risultati auspicati. YouTube, ora, permetterà infatti anche il download dei video. E non tutti saranno download gratuiti.”
 

La novità fondamentale sarà quella di consentire il download dei contenuti, funzione che verrà integrata nel servizio, previa autorizzazione del fornitore. Sempre su richiesta di quest’ultimo il video potrà essere rilasciato dietro pagamento da effettuarsi tramite Google Checkout.
A beneficio di tutti ricordiamo che Google Checkout è un sistema gratuito di pagamento per gli acquisti online gestito da Google. Per saperne di più questo è il link alla pagina di supporto:

Via

Google India fa partire il Google Bus

Friday 6 February 2009 - postato da Nicolo' Fasce

Google ha deciso di lanciare una campagna pubblicitaria in India, realizzando un bus brandizzato che girerà per tutto il paese, all’interno del quale sarà possibile navigare in rete grazie a un collegamento satellitare.


L’obiettivo di questa iniziativa secondo quanto comunicato da Prasad Ram, Head of Google R&D India nel corso di un’intervista su TGdaily è quello di informare, comunicare, educare e intrattenere.

Ecco il video di presentazione:

Volli Fortissimamente Facebook

Thursday 5 February 2009 - postato da G.C.

Facebook continua a far parlare di sé, nel bene o nel male. Nella maggior parte dei casi si tratta di discussioni in merito all’opportunità o meno di aprire determinati gruppi o account; in altri invece si parla del binomio, ormai quasi inscindibile, Facebook-pubblicità.

In particolare ha attirato la mia attenzione un articolo pubblicato ieri a cura di MEDIATECH, intitolato Occhio a Facebook/Il boss del social network mostra come usare gli utenti a fini di marketing“.

L’incipit è piuttosto inquietante e non molto distante dalle più fosche previsioni di George Orwell:

“Appassionato frequentatore di Facebook? Bene: i tuoi dati personali sono probabilmente già stati archiviati dalle aziende di mezzo mondo. Come scrive il Guardian, il social network si è infatti trasformato in un vero e proprio business, avendo a disposizione i dati di 150 milioni di persone: età, sesso, stato civile e relative preferenze in fatto di cinema, prodotti alimentari, musica ma anche opinioni politiche, sessuali, etc…Tutte informazioni che fanno gola ai ricercatori di marketing.”
 

(more…)

Google inciampa in una slash

Wednesday 4 February 2009 - postato da Nicolo' Fasce


Sembra incredibile a dirsi, ma i grossi problemi che ha avuto Google questo sabato pomeriggio tra le 15.30 e le 16.10 sono dovuti a un errore umano.
Ogni query fatta in questo periodo di tempo restituiva per ogni risultato della ricerca il messaggio di sito potenzialmente pericoloso. In pratica sembrava che tutto il web fosse diventato una minaccia.

Il problema è stato chiarito direttamente sul blog ufficiale di Google: la lista dei siti che sono ritenuti potenzialmente pericolosi per l’utente, viene inviata a Google dall’organizzazione no-profit StopBadware, Google poi provvede a sua volta a fare un’ulteriore esame, sia in maniera automatica, sia manualmente da parte di un operatore.
Ed è qui che è successo il pasticcio, con un operatore che ha per errore inserito il carattere “/” (slash) fra i valori dei siti potenzialmente pericolosi, rendendo quindi ogni url facente parte di questa categoria.

I più maligni potrebbero pensare che questa possa essere la dimostrazione che il cloud computing comporta enormi rischi per gli utenti. Infatti portare tutte le applicazioni dal desktop a on line, sotto un certo punto di vista espone l’utente a una potenziale perdita di dati riservati, nella migliore delle ipotesi, o a problemi maggiori nella peggiore, come la perdita dei dati stessi.

Alla fine un bel backup in locale è un’abitudine che non bisognerà mai perdere. Avere ovunque tutti i nostri documenti e files è sicuramente utile, ma vanno valutati accuratamente i rischi e le problematiche che si possono presentare.


Switch to our mobile site