Google ha lanciato il progetto “Venture Capital”, con lo scopo di finanziare le nuove aziende nei settori: consumer internet, software, hardware, clean-tech, bio-tech e benessere.
L’iniziativa nasce per dare supporto a chi ha grandi idee ma non dispone dei fondi necessari per farle evolvere. Simpaticamente nella presentazione del progetto si fa riferimento all’idea della piccola azienda nata nel famoso garage (come Apple o Google stessa) che vuole crescere.
Google mette subito le mani avanti, dicendo che questo non vuole essere un mezzo per avvantaggiarsi con future acqusizioni di piccole imprese dalle grandi potenzialità , ma ha il solo scopo di dare un impulso al web e a chi ha grandi idee, ma non i mezzi per poterle sviluppare.
L’investimento sarà nel solo primo anno di ben 100 milioni di dollari.
Se avete grandi progetti e/o idee eccovi il link presso il quale è possibile contattare Google: Google Venture
Il logo della Apple secondo il parere di molti è stato uno degli elementi che ha portato al successo questa casa.
Sono quindi andato ad indagare come è nato e quale è stata la sua evoluzione.
Era il lontano 1976 quando i tre soci Steve Jobs, Steve Wozniak e il meno conosciuto Ron Wayne fondarono la Apple.
Fu proprio Ron Wayne a disegnare a china il primo logo, che raffigura la famosa scena di Newton che scopre la forza di gravità grazie alla mela che gli cade sulla testa.
In realtà nell’immagine la mela non è ancora caduta ed è illuminata, come se fosse la fonte della conoscenza. Ancora più strana è la scritta nella parte bassa: “Newton, una mente sempre in viaggio attraverso strani mari di pensiero… da sola”.
Questo logo però non funzionava, soprattutto era praticamente inutilizzabile in formati molto piccoli.
Si decise quindi di cambiarlo e per farlo venne chiamato nel 1998 Rob Janoff all’epoca impiegato presso l’agenzia pubblicitaria Regis McKenna Advertising. Pare che il buon Janoff per pensare al logo andò al supermercato e comprò un bel quantitativo di mele.
Janoff iniziò disegnando una silhouette monocromatica (in diversi colori) di una mela su sfondo bianco, ma non era ancora soddisfatto.
Gli venne quindi in mente l’headline della campagna pubblicitaria che Apple aveva utilizzato per promuovere l’Apple I: “taking a bite of the Apple”, che tradotto significa “date un morso alla mela”.
Ma soprattutto l’headline sfruttava simpaticamente l’assonanza fra la parola bite (morso) e il byte (l’unità di misura informatica).
Il gioco era fatto, con l’aggiunta del morso alla mela il logo era pronto.
Steve Jobs però non era completamente soddisfatto, apprezzava il concept del disegno, ma volle a tutti i costi aggiungere le strisce colorate dei colori dell’arcobaleno, questo per dare un volto più umano e friendly all’azienda.
Il capo di Janoff non era d’accordo, perchè l’utilizzo di così tanti colori avrebbe comportato una spesa eccessiva in termini di stampa (i grafici sanno bene che in certi tipi di stampa ogni colore aggiunto è un costo in più).
Si giunse a un compromesso, il logo sarebbe stato quello colorato, con la possibilità comunque di usarlo anche in bianco e nero.
Si arriva quindi al logo attuale, che secondo quanto affermato dallo stesso Janoff è molto simile a uno color argento presentato in origine nel lontano 1998.
Il colore, il bicromato di potassio, anche in questo caso pare sia stato scelto da Steve Jobbs, che ama molto il suo riflesso cromato.
Secondo i dati di Nielsen Media Research a gennaio c’è stato un calo degli investimenti pubblicitari del 18. 7% rispetto al gennaio del 2008.
Dei 24 settori in cui e’ classificato il mercato solo due, Finanza/Assicurazioni e Enti/Istituzioni, sono in crescita. Mentre l’unico mezzo con un trend positivo è sempre Internet che cresce del +1,8% superando nel mese i 40 milioni di euro.
Come detto più volte le aziende si stanno rendendo sempre più conto dei vantaggi in termini di costo/contatto del web, aspetto che in tempi di crisi gioca decisamente a favore di questo mezzo.
L’agenzia Holmes & Marchant ha ridisegnato il packaging per il mercato europeo di uno dei prodotti storici di Kraft, il formaggio spalmabile Philadelphia.
La prima immagine è il vecchio packaging, mentre le altre due raffigurano due versioni del nuovo:
Erano ben 20 anni che questo packaging resisteva sul mercato e ho la sensazione che questo aggiornamento sia assolutamente azzeccato, riportando il prodotto al passo con i tempi. La confezione dalla linea morbida e il restyling del logo danno l’idea di un prodotto fresco e piacevole, comunicando molto bene il messaggio che Kraft vuole convogliare verso il consumatore.
Anche la Polizia di Stato italiana si aggiorna e cerca di sfruttare al meglio i nuovi strumenti di comunicazione offerti dal web.
Da oggi, infatti, chi deve cercare informazioni per fare il passaporto può farlo contattando l’”agente virtuale” Lisa.
Contattarla è molto semplice, basta inserire fra i propri contatti di Messenger l’indirizzo agente.lisa@poliziadistato.it e lei risponderà gentilmente alle richieste poste dagli utenti.
L’open source si sta facendo sempre più strada, come dimostra la notizia data dalla gendarmerie francese, che afferma di aver risparmiato ben 50 milioni di euro dal 2004 ad oggi grazie al passaggio dal sistema Windows a quello di Ubuntu (Linux), non dovendo più pagare licenze e diminuendo incredibilmente i costi di manutenzione.
Il passaggio non è stato solo sul sistema operativo utilizzato, ma anche sul software installato sulle macchine, si è passati infatti da Office di Microsoft a Open Office, mentre per la posta elettronica viene utilizzato Thunderbird e come browser Firefox.
In Francia molte agenzie governative hanno adottato Linux come sistema per le workstation: basti pensare che lo utilizzano l’Assemblea Nazionale su oltre 1,000 postazioni di lavoro e tutto il Ministero dell’Agricoltura.
In effetti per postazioni di lavoro utilizzate esclusivamente per videoscrittura, per navigare su internet e per la posta elettronica, una distribuzione Linux risulta essere il sistema più economico e forse più sicuro da installare, con notevole risparmio di tempo e denaro.
La funzione Accelerators offre accesso istantaneo alle informazioni desiderate (es. mappe, ricerche web, traduzioni, e-mail e molto altro). É sufficiente selezionare una parola (o frase) presente in una pagina per scoprire un modo più rapido per ottenere l’informazione desiderata.
Tra gli altri punti di forza di IE8 evidenziati da Microsoft troviamo una Improved Performance, ovvero maggiore velocità di caricamento delle pagine rispetto alle versioni precedenti e la Smart Address Bar pensata per condurre rapidamente il navigatore nel sito che desidera visitare. Attraverso Windows Search la Smart Address Bar, infatti, offre suggerimenti utili basati sulla storia delle ricerche personali, i preferiti e i feeds. Il tutto è mirato a migliorare l’efficienza della ricerca.
Grazie alla Compatibility view (Guarda il video) è possibile visitare più facilmente siti disegnati per i vecchi browsers, correggendo, quindi, eventuali problemi di visualizzazione delle pagine.Â
Come sempre, la puntualissima e aggiornatissima ICTV ci fornisce un video sull’argomento:
Per maggiori informazioni vi rimando al sito di Microsoft, nella nuova sezione dedicata a IE8: Via
In attesa del Forum della Comunicazione, Comunika TV intervista Gianfranco Conte, Presidente Iperclub, sulle strategie per rilanciare i brands e aiutare la Comunicazione in questo difficile periodo di crisi economica. Un interessante punto di vista sulla questione.
Un tempo questo termine si riferiva esclusivamente a quella parte insondabile della mente umana o del modo di “sentire” di una persona, che le consentiva di percepire qualcosa che andava al di là della semplice realtà  tangibile. Ma, si sa, i tempi cambiano, ed anche il caro, vecchio “sesto senso” si è arricchito di nuovi significati.
Ce lo racconta con dovizia di particolari un interessante video della TED (Ideas worth spreading) che mostra (soltanto!) alcune delle possibili applicazioni di un prototipo chiamato “Sixth Sense”, in grado di consentire ad una persona di interagire con il mondo circostante arricchendo la propria esperienza grazie al collegamento con la rete e il mondo digitale.