Archivio di April 2009

Google pensa a un nuovo CAPTCHA per difendersi dai BOT

Monday 27 April 2009 - postato da G.C.

Il buon, vecchio “CAPTCHA” (acronimo di Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart) ha ormai fatto il suo tempo, per così dire, dimostrando via via le proprie debolezze nel meccanismo di protezione dei siti web dai tentativi di usi illeciti. Come dire: fatta la legge…trovato l’inganno…

Che fare dunque? La proposta arriva da Google, che suggerisce l’elaborazione di una nuova generazione di CAPTCHA, come ci spiega un interessante articolo di Webnews, a  cura di Giacomo Dotta:

“La proposta odierna di Google parte da tre presupposti. Un CAPTCHA efficiente, infatti, deve essere:

  • facilmente interpretabile dalla maggior parte delle persone;
  • difficilmente risolvibile da bot automatici;
  • di semplice generazione;

L’idea è quella per cui un sistema pratico e valido potrebbe essere quello di usare una serie di fotografie. Invece di richiederne all’utente il contenuto (sistema già bocciato in passato in seguito al miglioramento dei software di riconoscimento), il nuovo approccio potrebbe invece chiedere all’utente di verificare il giusto orientamento dell’immagine secondo quelli che sono i contenuti identificati. Il procedimento mentale è pertanto duplice: il riconoscimento dell’oggetto nel suo contesto in primis, l’interpretazione della sua più logica posizione nello spazio infine.” 

La proposta è sicuramente interessante, anche perché – grazie alla presenza delel immagini – potrebbe alleviare quel senso di fastidio sovente percepito dai navigatori di fronte al sistema di controllo dei CAPTCHA finora usati, poco creativo e avvertito come intrusivo.

Per il momento l’idea è ancora da sviluppare, valuteremo in futuro la sua fattibilità ed efficacia.

Con Pixazza compri…quel che vedi!

Friday 3 April 2009 - postato da G.C.

Letto così il nome non suggerisce con immediatezza il contenuto, ma il mondo che ruota intorno a questa nuova realtà appare piuttosto interessante.

Pixazza rappresenta la trasposizione del servizio AdSense nel settore delle immagini, in modo tale da offrire al navigatore un’esperienza d’acquisto a dir poco inconsueta. Passando con il mouse sopra una fotografia inserita in una pagina web, infatti, si possono veder comparire boxini informativi contenenti dettagli sull’oggetto raffigurato, compresi il prezzo e il link per passare immediatamente all’acquisto.

É evidente che la novità maggiore risiede nella possibilità di effettuare l’acquisto con un solo clic, senza dover cercare in rete, nei vari portali, l’oggetto “dei propri desideri”.

Ovviamente, se da una parte vi è il comprensibile desiderio di acquistare da parte del navigatore, dall’altra deve esservi una schiera di siti di ecommerce desiderosi di promuovere i propri prodotti.
La novità promette bene, se è vero (come è vero) che un colosso come Google vi ha già investito una considerevole somma.

Incorporare gli annunci di Pixazza è semplice come incorporare annunci di Adsense: un piccolo codice Javascript e il gioco è fatto.
Ovviamente il tutto è ancora in fase di rodaggio, come si suol dire e occorrerà ancora del tempo perché “vada a pieno regime”, come per tutte le cose. Vedremo se i numerosi investitori saranno stati lungimiranti.

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Google prova ad acquisire Twitter

Friday 3 April 2009 - postato da F.

Ancora una volta Google dimostra la sua insaziabilità: l’ultima novità, pubblicata oggi sul sito de Il Sole24 ore è il suo tentativo di acquisizione del portale di microblogging Twitter.
Personalmente temo molto il monopolio di Google, anche perchè non ho apprezzato alcune azioni intraprese da questa società negli ultimi tempi.
La prima azione di cui vi avevo parlato tempo fa è stata quella di cercare di bypassare le agenzie pubblicitarie contattando direttamente i clienti che avessero intenzione di utilizzare gli strumenti di Adwords, tramite una rete di suoi consulenti diretti.
La seconda azione è stata invece a discapito dei piccoli inserzionisti che aderiscono al programma Adsense, che si sono visti diminuire notevolmente gli introiti dei banners/inserzioni pubblicati sui loro siti, a causa di una diminuzione dei valori del pay per click decisa da Google (vuoi anche motivata dalla crisi, ma non essendoci alternative realmente efficaci non c’è stato modo per gli inserzionisti di seguire altre strade).

Insomma un monopolio di Google danneggia tutti, inserzionisti, publisher e per altri aspetti anche la generica categoria degli utenti della rete internet.
Ecco perchè sono assolutamente contrario a questa acquisizione.

Boom di richieste per i domini .tel

Friday 3 April 2009 - postato da G.C.

Abbiamo imparato, navigando quotidianamente in rete, a non stupirci più di nulla o quasi.

Ciò nonostante non potevo esimermi dal fare almeno un cenno ai nuovi domini “.tel” – che stanno registrando un grande successo negli ultimi giorni – il cui registro è gestito dalla società Telnic.
Prova ne sia che anche MySpace ha deciso di procedere alla loro vendita, affiancandosi ai già molti registrar che avevano già preso questa iniziativa.

I numeri parlano chiaro: come apprendiamo dal sempre informato sito webnews.it:

“(…) Stando alle prime notizie, in un solo giorno sarebbero già giunte circa 250mila richieste per circa 70mila domini.”

Scusate se è poco… Dopo una prima fase, nel corso della quale la vendita era riservata ad un ristretto numero di aziende, il dominio “.tel” ora può essere acquistato da chiunque desideri fornire in un’unica pagina web tutte le informazioni necessarie per essere contattato.

Infatti proprio di questo si tratta: i nuovi domini .tel vorrebbero costituire un tentativo di creazione di una “rubrica online”, condensata in un’unica pagina, contenente tutti i riferimenti ad un’azienda ( es. numeri di telefono, e-mail, url dei siti web e informazioni di carattere geografico). Tale pagina viene quindi ospitata sul server del gestore dei domini .tel.

Con l’aiuto dei motori di ricerca, sembra che l’iniziativa prometta di dare ottimi risultati in termini di reperibilità.

Per saperne di più: Via

map It! recapita le Google Maps a domicilio

Friday 3 April 2009 - postato da G.C.

Oggi vi segnalo un interessante software freeware (e non è poco) che, sfruttando abilmente le possibilità offerte congiuntamente da AIR + Google Maps API+ moo.rd, consente di consultare e personalizzare le proprie Google Maps preferite direttamente sul desktop del proprio computer.

Come funziona la magia? É presto detto.
Una volta installato, il software offre due importanti funzionalità:

  1. la ricerca della località desiderata (o più di una, ovviamente)
  2. l’aggiunta di quest’ultima all’elenco personalizzato.

La precisione di ricerca arriva fino al numero civico dell’indirizzo, un ottimo risultato (provare per credere). L’interfaccia è esteticamente curata ed intuitiva, di facile utilizzo e praticità.
Al di là delle funzionalità offerte nello specifico, si tratta di un progetto interessante che, ancora una volta, riesce a far sposare il “locale” con il “remoto”, ovvero a portare il web sul nostro desktop, grazie alla preziosa collaborazione di Adobe AIR.

Per saperne di più: Via

Sette esempi di Ambient Marketing

Wednesday 1 April 2009 - postato da G.C.

 

Vi segnalo oggi un articolo, non nuovissimo ma sempre interessante, pubblicato da Streetmarketing a proposito dell’Ambient Marketing: sette sempi emblematici, che vanno dalle fontane e gli alberi vestiti di tutto punto alla scala mobile col corrimano in liquirizia, fino al palazzo-videogame. Una simpatica raccolta, tutta da sfogliare.

 Fonte

Quando l’unconventional…mette i brividi!

Wednesday 1 April 2009 - postato da G.C.

Le azioni di marketing non convenzionale non soltanto si moltiplicano ma si fanno anche più ardite e fantasiose.

É il caso della Swiss Skydive, scuola svizzera di paracadutismo, che ha decorato un ascensore in modo da simulare la sospensione nel vuoto. Un unconventional che mette i brividi!

Fonte

Altra operazione di ambient marketing estremamente inquietante è stata quella predisposta da M&M’s che ha ricostruito in strada una “scena del crimine” in perfetto stile C.S.I. con tanto di sagoma della vittima tracciata sull’asfalto e area precauzionalmente circoscritta dal nastro con la dicitura “Do not cross the line”.

L’ unica differenza è da ricercare nella natura della vittima: per fortuna non si tratta di un essere vivente bensì di un colorato confetto M&M’s. Chi sarà il colpevole? Le indagini continuano…

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