Sembra essere questa la promettente nuova frontiera del captcha, ovvero gli amati-odiati codici testuali da inserire in molte pagine Web e utilizzati al fine di determinare se il visitatore che interagisce con il sito è un essere umano oppure un bot.
Tra fautori e detrattori dell’utilizzo del captcha, la proposta innovativa è quella di utilizzare come codice parole contenute in un banner pubblicitario al posto dei tradizionali caratteri alfanumerici, spesse volte barrati o deformati fino a risultare incomprensibili.
Un articolo interessante a questo proposito è stato pubblicato su Webnews da Floriana Giambarresi.
Nel nostro blog e come filosofia aziendale cerchiamo sempre di esaltare il concetto di quanto sia importante costruire un’immagine di marca forte e duratura nel tempo. Il caso di cui vi voglio parlare oggi sembra proprio da manuale: ovvero come spiazzare il consumatore cercando di sfruttare un’immagine di marca molto forte su un prodotto e fare dei pesanti danni, facendo finire anche delle persone all’ospedale.
Chi di voi non conosce dopo anni e anni di spot i prodotti della Angelini dal nome Tantum, nello specifico il famosissimo Tantum Verde per il trattamento delle irritazioni e infiammazioni della bocca (gengiviti, stomatiti, estrazioni dentarie) e della gola (faringiti)?
Il consumatore ha ormai consolidato come brand perception l’idea di una linea di prodotti dedicati al trattamento di infiammazioni della bocca e della gola (vi ricordate la famiglia Boccasana?), con una spiccata notorietà e un’immagine di marca molto forte, identificandosi in un prodotto affidabile e soprattutto efficace.
Ma un bel giorno alla Angelini (la società proprietaria della linea Tantum) decidono di fare forse quello che è il più grande errore di comunicazione dall’inizio del secolo, ovvero chiamare una nuova linea di prodotti Tantum Rosa.
Voi penserete: fantastico, cosa c’è di male, dovrebbe essere la linea della Tantum Verde con un profumo in bocca più delicato, magari dedicato al pubblico femminile.
E invece no, ed è qui che è successo il macello: il Tantum Rosa è vero che ha lo stesso principio attivo (quello della benzidamina che è un antiinfiammatorio) del suo cugino Tantum Verde, peccato però che sia un prodotto ginecologico, ovvero una lavanda vaginale, per un utilizzo esterno e assolutamente non ingeribile!!! (more…)
Inizia oggi a Madrid Eyephoneography - evento che durerà fino al 1 Ottobre – emblema di una realtà innovativa che si sta progressivamente affermando, complice la crescente diffusione degli Smartphones e della connettività mobile alla rete.
Grazie alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia, infatti, il sogno di condividere sul web in tempo reale immagini ed emozioni catturate “al volo” non è più un miraggio.
Un esercito di fotografi (professionisti o dilettanti) alimentano ogni giorno una florida comunità virtuale che sembra coniugare ottimamente internet e fotografia “mobile”. Il progetto Eyephoneography prevede una serie di appuntamenti dedicati a fotografi mobili internazionali, con finalità promozionali per la comunità stessa, incoraggiando la diffusione delle opere e l’impiego della fotografia come strumento di comunicazione.
Nel panorama della manifestazione trova giusto rilievo anche la figura dello “street photographer”, che cattura le proprie immagini in situazioni spontanee e in luoghi pubblici quali ad esempio parchi, strade, spiagge, conventions politiche, etc.
É questo il quesito trattato in un interessante articolo di Andrea Boaretto, del MIP Politecnico di Milano, pubblicato sul sito di Comunicazione Italiana e intitolato: “Nel contesto multicanale l’information overload aumenta o diminuisce?”
A beneficio di tutti ricordiamo che il termine overload indica un sovraccarico (in questo caso di informazioni – che giornalmente investono il pubblico – volte a spingere i consumatori all’acquisto). Con la proliferazione e la crescita esponenziale del numero di messaggi, è diventato francamente difficile gestire la mole di informazioni in circolazione ed orientarsi.
Sì ma…quanto difficile?
A questo proposito l’autore ci rassicura:
“È altrettanto vero, però, che i consumatori, in vero stile darwiniano, si sono progressivamente adattati a questo ambiente e hanno imparato a gestire il sovraccarico informativo.”
E poi ci fornisce alcuni numeri meritevoli di riflessione:
“Come testimoniato dai dati presentati nell’Osservatorio Multicanalità 2009, infatti, dal 2007 al 2009 il numero di persone che affermano che il numero di messaggi pubblicitari è diventato troppo alto è diminuito dal 48% al 44%. Parallelamente, gli intervistati mostrano di avere anche migliorato la propria capacità di districarsi in questo groviglio di comunicazioni. Nel 2009 il 21% dichiara infatti (a fronte del 17% del 2007) di riuscire facilmente a reperire tutte le informazioni di cui ha bisogno per i propri acquisti.”
Si evince dall’analisi che il fattore vincente che consente l’adattamento è insito nella flessibilità dei flussi di informazione, che consente di personalizzare e filtrare i dati sulla base delle proprie necessità ed interessi.
Per una lettura integrale dell’articolo vi rimando al sito di Comunicazione Italiana:
Si terrà a Milano dal 20 al 24 settembre 2010: si tratta della Social Media Week.
La manifestazione internazionale, giunta ora alla sua terza edizione,  è nata nel 2009 a New York, con l’obiettivo di diffondere le nuove potenzialità della Rete a privati, aziende e istituzioni. Tra gli altri argomenti, immancabili sono i Social Networks, da Twitter a Facebook e da Flickr a YouTube.
La “globalità ” dell’evento è sottolineata anche dal fatto che avrà luogo contemporaneamente in ben 5 città nel mondo: Milano, Bogotà , Buenos Aires, Città del Messico e Los Angeles.
La Social Media Week di Milano si articolerà in più di trenta eventi gratuiti, il cui calendario dettagliato e aggiornato è disponibile sul sito dell’evento www.socialmediaweek.it.
La notizia sta già rimbalzando in rete: è in arrivo un Twitter rivisitato in veste “social network”. Tra le novità : geolocalizzazione, profili utente più completi, un nuovo design e contenuti multimediali.
Lo ha annunciato il 14 Settembre scorso il blog ufficiale in un post intitolato emblematicamente “A Better Twitter“.
Tra le altre cose, ho trovato interessante la riflessione degli autori:
“Life doesn’t always fit into 140 characters or less.”
Simpatica l’iniziativa di Pilot che ha messo a disposizione del pubblico un software (Pilot Handwriting) in grado di elaborare la calligrafia umana e di trasformarla in font digitale. Come funziona il meccanismo?
É presto detto, anzi mostrato, proprio in questo video illustrativo:
Per saperne di più e sperimentare personalmente le potenzialità del software vi rimando al sito dell’iniziativa:
Ad ogni keyword (o quasi) digitata in lingua inglese corrisponderà un’azione compiuta dal cacciatore e dall’orso (es. dance, shop, tickle, etc.).
A giudicare dalle visualizzazioni del canale (11410372 allo stato attuale) si direbbe che l’iniziativa abbia riscosso un certo successo di pubblico.
Come dire: uno spot 2.0 a tutti gli effetti, in cui il visitatore non riveste più il mero ruolo di spettatore ma diventa protagonista a tutti gli effetti di quanto accade.
Sta progressivamente diventando attiva in molti paesi (tra cui l’Italia) la nuova funzionalità di ricerca Google Instant, il cui punto di forza è:
“che mostra i risultati mentre digiti.”
  Come spiegano i realizzatori, infatti, Instant presenta diversi vantaggi rispetto alla ricerca tradizionale:
“Ricerche più veloci: prevedendo il termine di ricerca e mostrando risultati mentre digiti, Google Instant ti premette di risparmiare da 2 a 5 secondi per ogni ricerca. Previsioni più intelligenti: anche quando non sai esattamente quale termine di ricerca digitare, le previsioni ti aiutano a indirizzare la ricerca. La prima previsione viene visualizzata in grigio direttamente nella casella di ricerca, in questo modo potrai smettere di digitare non appena compare ciò che intendi cercare. Risultati istantanei: inizia a digitare e i risultati verranno visualizzati all’istante. Finora era necessario digitare un termine di ricerca per esteso, premere “Invio” e attendere che comparissero i risultati. Ora i risultati vengono visualizzati all’istante mente digiti, permettendoti di vedere in anticipo l’esito della ricerca lettera dopo lettera.”
Questa particolare tipologia di ricerca istantanea è anche detta “find-as-you-type” (ovvero trovi mentre digiti).
Per evitare di visualizzare risultati offensivi o non graditi è sempre possibile filtrare i contenuti attraverso le classiche opzioni di Google (es. SafeSearch). L’idea di base si è sviluppata a partire dall’osservazione del tempo mediamente impiegato per digitare un termine da cercare (più di 9 secondi) che, grazie alle potenzialità di Google Instant, possono essere ridotti a 2-5 secondi per ogni ricerca.
Ecco il video di presentazione (in lingua inglese, con sottotitoli in italiano):
Dichiaratamente ispirato al “fratello maggiore” è “YouTube Instant“, servizio che uno sviluppatore ha progettato per la ricerca istantanea di video su Youtube.
Le funzionalità di ricerca video forse vanno ancora messe a punto, ma l’idea c’è. Evidentemente i motori di ricerca (contenutistici e multimediali) si stanno evolvendo nella direzione di un sempre maggiore risparmio di tempo, in una società in cui i ritmi frenetici fanno spesso sembrare la tecnologia non sufficientemente performante.
Ai più forse questo nickname risulta ancora sconosciuto, ma una sempre più vasta fetta di giovani affezionati di Youtube ha incoronato a gran voce Willwoosh (al secolo Guglielmo Scilla) re di Youtube.
Questo giovane e creativo ventiduenne romano, nel giro di un paio d’anni, si è ritagliato grande consenso nel web usando come trampolino di lancio proprio il video-blogging.
Dopo aver aperto un proprio canale su Youtube, ha iniziato a pubblicare video autoprodotti ironici, comici, parodie di films o personaggi in cui, non di rado, interpreta personalmente tutti i ruoli e i dialoghi.
Grazie all’innata capacità di comunicare, tra un video e l’altro ha iniziato ad inserire filmati dei backstage e tutorial di videomontaggio, oltre a video-diari in cui risponde alle numerose domande che gli pongono i fans.
Attualmente vanta ben due canali su Youtube (che contano rispettivamente 94665 iscritti il primo e 41059 iscritti il secondo), numerosi gruppi e pagine a lui dedicate su Facebook e un account Twitter seguito da 28027 persone.
Numeri di tutto rispetto se consideriamo che Willwoosh ha costruito il proprio successo partendo da zero.
La sua popolarità non è passata inosservata neppure agli occhi di telegiornali, registi, produttori e pubblicitari, al punto che è stato recentemente chiamato ad interpretare un ruolo nel film “Una canzone per te” di Herbert Simone Paragnani e comincia ad essere invitato ad eventi reali o virtuali, come l’esperimento promozionale del gioco Trivial Pursuit avente per testimonial facce note di Youtube (http://www.youtube.com/trivialpursuit).
Insomma, questo aspirante attore (come da sua stessa ammissione) potrebbe forse, un giorno, riuscire a concretizzare i suoi progetti grazie alla propria capacità di comunicare e ai nuovi mezzi messi a disposizione dal web 2.0.
Ritengo personalmente che Guglielmo Scilla abbia pienamente fatto proprio e interpretato lo spirito più autentico di Youtube, ovvero la possibilità di auto-proporsi e promuovere le proprie idee.