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Comunicare attraverso un non-linguaggio

postato da G.C.

É noto che esistono diverse forme di comunicazione, verbali e non verbali e, ovviamente, com’era facile prevedere, la pubblicitĂ  ne sforna quotidianamente di nuove e, tutto sommato, piuttosto imprevedibili. Dopo i post dedicati ai neologismi ideati dai pubblicitari, oggi parliamo del non-linguaggio di alcuni nuovi spot TV.
Sì, avete capito bene: la nuova frontiera degli spot sembra essere proprio la negazione del linguaggio stesso.

Può apparire una contraddizione in termini ma dopotutto, se lo scopo è stupire o far sorridere, il meccanismo funziona.
Funziona nella misura in cui, dopo lo stupore iniziale, viene comunque veicolato un messaggio comprensibile e chiarificatore.
Qualche anno fa è comparsa sui nostri televisori la nota scimmietta del 1240, che invitava la gente a comunicare senza poterlo fare essa stessa. Dunque si è fatto ricorso al linguaggio non verbale del gesto di passare la cornetta alla gente in difficoltà, suggerendo di ricorrere al servizio telefonico per uscire dai guai. In qualche modo la comunicazione aveva comunque luogo.
La nuova tendenza degli spot sembra essere invece il non-linguaggio o, per meglio dire, un linguaggio incomprensibile.
Vediamo un primo esempio:

Spot Peugeot 308 – Hok’lla Bevhevlu : Provala e capirai

In questo caso l’intero spot è costruito secondo il metodo classico delle diverse inquadrature dell’auto in cui ad ogni cambio corrisponde una diversa dicitura ma, contrariamente a commercials omologhi di altre marche, presenta scritte incomprensibili, che evocano vagamente idiomi nordici ma che risultano assolutamente astrusi per il pubblico italiano.
La spiegazione arriva alla fine: “Provala e capirai”, ovvero quest’auto è tutto un altro mondo, difficile da spiegare a chi non l’ha provata.

Il secondo caso è rappresentato invece dalla nuova campagna di Telecom Italia “Ringa 12.54″.

Si tratta di un format multisoggetto che prevede una serie di storie ambientate in un paesaggio naturale di tipo decisamente “preistorico”. I protagonisti, in linea con il tema, sono due uomini delle caverne che si trovano ad affrontare i problemi e le necessitĂ  di tutti i giorni. Per risolverle, arriva in loro soccorso un terzo cavernicolo, piĂą “evoluto”, che grazie ai servizi offerti dal 12.54 di Telecom Italia li ridicolizza ogni volta presentandosi con la giusta soluzione, il piĂą delle volte anacronistica.
I vocaboli usati dai personaggi sono ovviamente incomprensibili in quanto anche il linguaggio è per così dire “cavernicolo”, fatto cioè di suoni gutturali e parole prive di significato, che tali resterebbero se non fosse per i sottotitoli pensati per sottolineare la comicitĂ  della situazione.
I nuovi spot del 1254 sono disponibili sul sito di Telecom Italia in questa pagina.

Ciò che ha suscitato il mio interesse in entrambi i casi è che l’estremizzazione del linguaggio ha portato alla fine alla negazione dello stesso. Un paradosso, certo, ma che sembra funzionare. Ogni nuova trovata, ogni idea innovativa che riesce ancora a stupire fa sì che se ne parli e che lo spot rimanga impresso.

Il terzo caso che prendiamo ora in esame è il nuovo spot Vodafone Summer Card 2008:

Anche Vodafone ha optato, quindi, per una forma di comunicazione alternativa e non verbale, questa volta visiva, che racchiude in una miriade di nuvolette bianche l’espressione generica “BLA”, tipicamente impiegata nei fumetti in sostituzione di frasi di senso compiuto.
Dobbiamo dedurre da tutto ciò, se è vero che l’obiettivo è stato raggiunto, che anche il non-linguaggio, dopotutto, è una forma di comunicazione.

Nella vita c’è sempre qualcosa da imparare…

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