Archivio della Categoria 'Brand'

Una pioggia di advertising…

Friday 15 January 2010 - postato da G.C.

Le declinazioni dell’advertising sembrano non esaurirsi mai. L’ultima frontiera è rappresentata dal “rain advertising”, ovvero un messaggio che diventa visibile soltanto quando piove.
É questa l’idea creativa messa in atto dalla Continental per pubblicizzare i propri pneumatici.

In realtĂ  l’idea affonda le radici in un progetto di piĂą ampio respiro, denominato RAINCAMPAIGN, che consiste in sistema di outdoor advertising vicino all’ambiente, poichĂ© utilizza un fenomeno naturale (la pioggia). Altro aspetto di non secondaria importanza, una parte del ricavato di ogni campagna sarĂ  devoluto per il recupero delle foreste pluviali e, al giorno d’oggi, non è poco.

É interessante osservare come stiano sempre piĂą affermandosi termini quali “green-marketing” (che viene definito dalla American Marketing Association come il marketing di prodotti che si presume siano eco-compatibili) e “eco-friendly advertising” (=advertising che non arreca danni all’ambiente), ovvero forme di pubblicitĂ  sensibili all’ambiente.
Come dire, la coscienza ecologica sta prendendo campo…

Vai al sito di RainCampaign

Skype e il suo brand, intervista a Henrique Penha

Tuesday 29 September 2009 - postato da Nicolo' Fasce

skype Vi segnalo un’interessante intervista fatta dal sito Fuelyourbranding a Henrique Penha, Director of Experience Design di Skype.
Potrete così scoprire come si è evoluto e come viene gestito il brand del software voIP più utilizzato al mondo.

Link: Inside the Brand: Q+A With Skype

NovitĂ  in vista per i Loghi di Google

Friday 29 May 2009 - postato da G.C.

Niente paura: diciamo subito che i beneamati colori non corrono alcun rischio.
La novitĂ  risiederĂ , come apprendiamo dal blog dello stesso Google, nel rinnovamento estetico dei loghi relativi ai servizi forniti da Google:

“Now, our product names will appear in clean, simple blue lowercase type alongside the Google logo as shown here”

 

Lo scopo dichiarato di questa operazione di re-design è quindi quello di standardizzare il look dei loghi, che fino ad ora apparivano su pagine diverse con dimensioni diverse. In tal modo Google strizza l’occhio all’usabilitĂ , la leggibilitĂ  e la riconoscibilitĂ  dei propri marchi.

Per saperne di piĂą: Via

M&M’s…a tutto web!

Wednesday 18 March 2009 - postato da G.C.

É proprio vero che, se ben usato, il web può diventare un ottimo strumento promozionale e di lavoro per un’azienda. Prova ne siano le iniziative di Coca Cola passate per il web, di cui abbiamo lungamente parlato in passato.

Oggi parliamo di M&M’s, per un ottimo motivo. La prima immagine immediatamente evocata dal logo e dal packaging è quella di un mondo colorato, dinamico, ludico, accattivante, soprattutto per i piĂą giovani.

L’attuale sito di M&M’s rispecchia tutto questo e forse anche di piĂą, offrendo non solo informazioni aggiornate sui prodotti ma anche advergames e sezioni largamente interattive, che consentono addirittura di disegnare un proprio avatar M&M’s personalizzato fino al minimo dettaglio: dal colore della superficie agli accessori da indossare. Ovviamente è possibile salvare il proprio piccolo “capolavoro” soltanto registrandosi al sito, un modo come un altro per fidelizzare il cliente e indurlo a visitare nuovamente il portale.

La sezione “Fun & Games” non contiene solo giochi ma, spingendo sul pedale “viral” del passaparola, consente di inviare e-cards coloratissime, scaricare wallpapers e screensavers e guardare videos e ads.
E non è che l’inizio, come si suol dire.

La sezione “Recipes and ideas” offre invece gustose ricette per cimentarsi in cucina mentre, per gli addetti ai lavori può risultare interessante la Case History di M&M’s raccontata dall’azienda stessa con una serie di slides 3D che ripercorrono le tappe evolutive fondamentali del brand, dal lontano 1941 fino ai giorni nostri.

Consiglio vivamente una visita al portale, per fini ludici o didattici, poiché ritengo sia meritevole di nota.

Via

BuzzMetrics sbarca in Italia

Wednesday 11 March 2009 - postato da G.C.

No, non è il protagonista di un nuovo film di animazione per bambini, bensì lo strumento di analisi del “passaparola” in rete elaborato dalla celebre societĂ  di rilevazione Nielsen.

Non a caso il nome “BuzzMetrics” deriva  dal sostantivo buzz, che si riferisce al passaparola che si genera tra gli utenti, i quali spesso forniscono spontaneamente opinioni o consigli su un determinato prodotto o marchio. É d’obbligo ricordare che l’attuale proliferare di social networks e communities in rete genera un traffico di informazioni ed opinioni che non poteva passare inosservato agli occhi attenti delle aziende.

É in qualche modo possibile, prestando attenzione a quanto viene scritto sul web, farsi un’idea delle tendenze e preferenze del pubblico. E non è poco, considerando che conoscendone i desideri diviene piĂą facile orientare le campagne di marketing, rendendole “ad hoc” per il target desiderato.

Non è un caso, quindi, che Nielsen abbia pensato (dopo i felici esperimenti condotti in U.S.A., Gran Bretagna, Germania ed altri paesi negli anni passati), di avviare anche il monitoraggio dei contenuti del Web italiano, mettendo a disposizione il proprio strumento di rilevazione giĂ  ampiamente testato e perfezionato nel corso dei passati 10 anni. Un know-how nel settore che può davvero “spendere” bene.

 

Il Brand seeding, questo sconosciuto

Monday 9 March 2009 - postato da G.C.

“Nella vita non si finisce mai di imparare” recita un noto proverbio. Parole sante! Eccoci infatti alle prese con una nuova espressione con cui sarĂ  bene familiarizzare: il concetto del Brand Seeding. Di cosa si tratta?

É presto detto.

Il termine “seeding” deriva dal sostantivo “seed“, ovvero seme. Seeding, pertanto, indica il lavoro della semina, in particolare qui interpretata in relazione al mondo dell’advertising e intesa in senso metaforico. Lo scopo del procedimento del Brand seeding è quello di “piantare i semi” di un brand (anche attraverso imponenti investimenti pubblicitari) affinchĂ© attecchiscano (metaforicamente parlando) nell’immaginario collettivo. 

I sistemi usati per il brand seeding fondamentalmente sono:

  1. operazioni di lancio con distribuzione altamente selettiva;
  2. una costruzione d’immagine volta a generare visibilitĂ  e passaparola, con particolare attenzione agli opinion leaders.

Quali gli obiettivi?

  1. coltivare un segmento di mercato di fascia alta cercando di diventarne l’azienda-leader;
  2. Mantenere comunque una buona posizione anche quando i vari segmenti di mercato si fondono.

Una particolare declinazione del Brand seeding  è il video seeding. Per approfondire questo interessante argomento vi consiglio la lettura di questo documento (in formato pdf) realizzato da NinjaMarketing intitolato “Video Seedig – Il dietro le quinte dei viral video”:

Vai all’articolo

Landor rivitalizza l’immagine di Citroen

Tuesday 17 February 2009 - postato da Nicolo' Fasce

Riuscire a rivitalizzare il marchio Citroen non era un compito assolutamente semplice, ma devo dire che Landor ha fatto un ottimo lavoro, come si può constatare dal nuovo logo e dalle sue applicazioni nell’immagine coordinata dell’azienda francese:


Alcune applicazioni:

L’efficace spot dedicato esclusivamente al brand:


clip Creative Technology par l’agence H pour CitroĂ«n from Ă©tapes: on Vimeo.

Per chi volesse approfondire sul sito di Landor è possibile leggere il case history.

Buzzgain e l’influenza dei social networks

Thursday 29 January 2009 - postato da Nicolo' Fasce

I blogs, i microblogs e i social networks stanno assumendo sempre maggiore importanza per le aziende, perchè i pareri delle community sui diversi brand sono sempre più decisivi per decretarne il successo o quantomeno la notorietà o, nei casi negativi, le problematiche e le critiche mosse a riguardo.
Il servizio di tracking del buzz (o passaparola detto all’italiana) di Buzzgain nasce proprio su questi fondamenti, cioè tenere traccia di dove e come si parli in rete di un determinato brand, ma volendo, perchè no, anche di un determinato argomento socio-politico.
Il sistema traccia i vari social networks e blogs, selezionandone i contenuti anche in base alla notorietĂ  e/o influenza di chi parla.
Per semplificare, è ovvio che se io mi mettessi a parlare di astrofisica su un blog o un social network, sicuramente avrei poca influenza e ben pochi ascoltatori, discorso ben diverso è se a farlo fosse Carlo Rubbia.
Buzzgain fa quindi una selezione anche dei blog piĂą “rilevanti” sotto l’aspetto della competenza e influenza delle persone. Il risultato è un insieme di statistiche sui contenuti e sui pareri dati.
Tramite il proprio account è possibile anche inserire ulteriori fonti da tenere monitorate, per avere una panoramica personalizzata della situazione.

E’ possibile testare il servizio per quindici giorni per verificarne l’utilitĂ  e l’efficacia.

Link: Buzzgain

Il set fotografico per l’immagine pubblicitaria di Louis Vitton

Friday 23 January 2009 - postato da Nicolo' Fasce

Siamo abituati a vedere le immagini pubblicitarie, meno a vedere come vengono realizzate.
Louis Vitton ha realizzato un filmato del backstage dedicato alla sessione di scatti fatti dalla fotografa Annie Leibovitz al mitico Sean Connery, per la nuova campagna pubblicitaria del famoso brand.

I banner fanno aumentare le ricerche sui motori

Monday 15 December 2008 - postato da Nicolo' Fasce

Secondo uno studio statistico realizzato da ComScore, le persone che vengono esposte alla visione di banner sono portate, in seguito, a eseguire una ricerca su internet dedicata al prodotto o alla marca che hanno visto. Ad esempio nel settore delle case automobilistiche le ricerche sono aumentate addirittura del 100%. Ma non solo, aumentano anche sia l’engagment che la visita dei siti correlati.
Insomma pare proprio che i banners non siano morti, tutt’altro, diciamo che devono evolvere per colpire l’utente e incuriosirlo, facendo vedere chiaramente il nome del prodotto, il prodotto o il brand che vogliamo pubblicizzare.
Il loro obiettivo deve essere non tanto spingere l’utente a cliccarci sopra, quanto piuttosto a interessarlo a quanto vogliamo pubblicizzare, per aumentare la brand awareness.


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