Archivio della Categoria 'Cronaca e pubblicitĂ '

Sanbittèr: intervallo virale

Wednesday 31 March 2010 - postato da G.C.

Molti ricorderanno lo storico “intervallo” trasmesso sui canali RAI costituito da una serie di immagini di varie cittĂ  italiane con il sottofondo di una musica immediatamente riconoscibile.
In questo periodo Sanbittèr ha rispolverato la struttura dell’ “intervallo” e l’ha aggiornata inserendo brevi video girati in diverse cittĂ  italiane al momento dell’aperitivo.

Il claim è accattivante: “Goditi i tuoi intervalli“.

Il risultato è questo efficace spot di natura virale che è subito stato premiato dal pubblico con diffuso apprezzamento:

Ma non finisce qui. Accedendo al sito www.sanbitter.it si scopre che è possibile proseguire la visita “virale” accedendo ad un colorato portale (www.barlovers.it) in cui ci si può registrare e diventare protagonisti caricando filmati “amatoriali” girati nella propria cittĂ  aventi come leitmotif l’aperitivo Sanbittèr e caricare foto.

E ancora…si può scaricare la suoneria con la musica dello spot per il proprio cellulare e leggere le recensioni dei migliori locali da aperitivo in giro per il “Bel Paese”.

Insomma, una campagna viral ben studiata ed efficace, opportunamente targettizzata per i giovani ma piacevole per tutti. Buona visione!

Via

La Lego utilizza la realtĂ  aumentata per dare vita ai suoi giocattoli

Monday 18 January 2010 - postato da Nicolo' Fasce

La realtĂ  aumentata sta cambiando il modo di fare comunicazione anche nel settore dei packaging.
Ad esempio, in alcuni negozi europei la Lego ha avviato un progetto pilota denominato Digital Box dall’enorme potenzialitĂ .
Il meccanismo è molto semplice: mostrando una confezione di un gioco della Lego davanti a uno schermo dotato di telecamera è possibile vederne il contenuto in tre dimensioni e in movimento.

Ecco un filmato che ne mostra il funzionamento:

Non mancano le critiche, infatti, solo gli utenti più smaliziati si accorgeranno del sistema e lo proveranno, mentre esiste il rischio concreto di non colpire il target della comunicazione semplicemente perchè non si è accorto della possibilità di interagire con il packaging.

Idea efficace, quindi, ma da utilizzare con intelligenza, con chiare istruzioni per l’uso.

Una pioggia di advertising…

Friday 15 January 2010 - postato da G.C.

Le declinazioni dell’advertising sembrano non esaurirsi mai. L’ultima frontiera è rappresentata dal “rain advertising”, ovvero un messaggio che diventa visibile soltanto quando piove.
É questa l’idea creativa messa in atto dalla Continental per pubblicizzare i propri pneumatici.

In realtĂ  l’idea affonda le radici in un progetto di piĂą ampio respiro, denominato RAINCAMPAIGN, che consiste in sistema di outdoor advertising vicino all’ambiente, poichĂ© utilizza un fenomeno naturale (la pioggia). Altro aspetto di non secondaria importanza, una parte del ricavato di ogni campagna sarĂ  devoluto per il recupero delle foreste pluviali e, al giorno d’oggi, non è poco.

É interessante osservare come stiano sempre piĂą affermandosi termini quali “green-marketing” (che viene definito dalla American Marketing Association come il marketing di prodotti che si presume siano eco-compatibili) e “eco-friendly advertising” (=advertising che non arreca danni all’ambiente), ovvero forme di pubblicitĂ  sensibili all’ambiente.
Come dire, la coscienza ecologica sta prendendo campo…

Vai al sito di RainCampaign

PubblicitĂ  d’annata

Friday 15 January 2010 - postato da G.C.

E chi ha detto che le pubblicitĂ  passano di moda?
Certo, gli spot e le pagine pubblicitarie sono lo specchio dei tempi, come i films, e indubbiamente non è difficile accorgersi a colpo d’occhio se un lavoro è attuale oppure d’annata.
Tuttavia anche le creazioni pubblicitarie del passato – perlomeno quelle ben fatte! – conservano un certo fascino “vintage”, al punto che è stato realizzato un sito che ne raccoglie un gran numero, raggruppate per tipologia.

Il sito si chiama Vintage ad  Browser (ad = abbreviazione di Advertising) e merita sicuramente una visita.

Contiene infatti delle “chicche” interessanti.

Ad esempio, nella sezione “Medicine Ads”, sono contenuti manifesti dal 1830 in poi, che suscitano indubbiamente una certa curiositĂ . Soprattutto nell’ottica di comprendere l’evoluzione del modo di comunicare dal 1800 ad oggi.

Non mi resta quindi che augurarvi…buona navigazione!

Fonte

Microsoft lancia una campagna pubblicitaria per convincere gli utenti ad abbandonare IE6

Monday 14 December 2009 - postato da Nicolo' Fasce

Microsoft sta per lanciare una nuova campagna pubblicitaria il cui obiettivo è convincere gli utenti ad abbandonare l’ormai obsoleto e poco sicuro Internet Explorer 6 (quello che credo essere il browser piĂą odiato dagli sviluppatori web).
L’obiettivo è invogliare gli utenti ad installare Internet Explorer 8, in vista anche di una prossima presentazione di quella che sarĂ  la sua evoluzione, ovvero Internet Explorer 9 di cui giĂ  si vocifera.

Anche in questa serie di spot i protagonisti saranno i bambini, seguendo il trend di comunicazione delle ultime campagne di Microsoft, eccone un esempio:

Se invece siete interessati alle nuove funzionalitĂ  di Internet Explorer 9, eccone una preview: “An Early Look At IE9 for Developers

Per chi vuole provvedere all’aggiornamento ecco il link da cui scaricare IE8.

Dal 2010 il Times on line sarĂ  a pagamento

Monday 23 November 2009 - postato da Nicolo' Fasce

La decisione ormai sembra irrevocabile, anche se spostata di qualche mese: dal 2010 il Times on line sarĂ  a pagamento, come annunciato qualche giorno fa (London Times plans online charges in 2010).
Si potrĂ  scegliere fra un abbonamento mensile o un acquisto giornaliero della durata di 12 ore, per leggere le notizie in tempo reale.
La notizia è piuttosto significativa per il mondo dell’editoria on line, dato che va pesantemente a cozzare contro  il concetto di informazione gratuita su internet.
La filosofia dichiarata dietro a questa scelta è che se gli utenti non pagano non si rendono conto del valore dell’informazione e soprattutto non può esistere un’informazione libera se non a pagamento. In pratica secondo Murdoch, chairman e chief executive di News Corp (la multinazionale dell’informazione e dell’intrattenimento proprietaria del Times), l’informazione gratuita su internet non è economicamente sostenibile.

Personalmente non credo in questo concetto. Murdoch vuole forse farci credere che il Times vive delle copie vendute e non della pubblicitĂ  degli inserzionisti? E la pubblicitĂ  degli inserzionisti non si basa sul numero di visualizzazioni (cartacee e digitali) della testata?

Mi fa sorridere anche il concetto espresso di libera informazione a pagamento. Come può essere veramente libera una notizia data da qualcuno che viene pagato per scrivere?!?

Quello che fa paura al mondo dell’informazione è che ormai, grazie all’enorme successo dei social network, le notizie corrono in rete molto piĂą velocemente che su qualsiasi forma di divulgazione a pagamento.

Auto…al cubo!

Friday 30 October 2009 - postato da G.C.

rubik

Riconoscete questo oggetto? Alzi la mano chi non ci ha giocato almeno una volta.
Nessuno? Non stupisce affatto. 

Il Cubo di Rubik, che vedete in figura, è infatti di un celebre rompicapo (di fatto un gioco di logica) ideato dal professore e scultore ungherese ErnĹ‘ Rubik negli anni ‘70. Per i pochi che non lo conoscessero, Il Cubo di Rubik presenta 9 quadrati su ogni faccia, per un totale di 54 quadrati. Tali quadrati differiscono tra loro per il colore: solitamente bianco, giallo, rosso, blu, verde e arancio. Lo scopo del gioco è quello di risalire (ruotando in vario modo le facce del cubo) alla posizione originale in modo tale da ottenere un colore uguale per ogni faccia.

Detto questo, veniamo al tema del post. La curiosa struttura del cubo è stata ispiratrice di alcuni spot pubblicitari, con particolare attenzione al mondo delle auto.

Prima Citroen ed ora Audi hanno realizzato una versione rivisitata del celeberrimo Cubo e, in entrambi i casi, con risultati decisamente fantasiosi e, a dir poco, lodevoli.

Vediamo prima lo spot Citroen:

 

Vediamo ora lo spot Audi:

BenchĂ© utilizzando due approcci diversi (il primo piĂą divertito ed il secondo piĂą futuristico) entrambi le case automobilistiche sono riuscite a sorprendere piacevolmente il pubblico con un’idea familiare e tuttavia innovativa.
Nel primo caso abbiamo un cubo fatto di auto, nel secondo un’auto…fatta di cubi.

Onore al merito, come si suol dire!

Raccolta di pubblicitĂ  creative

Wednesday 9 September 2009 - postato da Nicolo' Fasce

Come di consueto eccovi una bella raccolta di pubblicitĂ  creative e originali:

Calendario Axe

Picture 1 of 24

Via: Designer Daily

3 cose da sapere sulla pubblicitĂ  fatta sulla carta stampata

Tuesday 8 September 2009 - postato da Nicolo' Fasce

Gli scopi di una campagna pubblicitaria fatta sulla carta stampata possono essere i piĂą svariati, come ad esempio la costruzione di un’immagine, l’aumento della brand awareness, il convogliare le persone verso un sito, annunciare un’offerta o semplicemente aumentare le vendite.

A tale proposito la societĂ  di indagini di mercato MRI Starch Communications ha realizzato uno studio per capire cosa effettivamente fa aumentare le vendite al giorno d’oggi in una campagna pubblicitaria fatta sulla carta stampata.
La domanda posta al campione selezionato era molto semplice: “Dopo aver visto questa pubblicitĂ , hai comprato il prodotto o il servizio reclamizzato?”
Lo studio è stato fatto su 297 riviste tra ottobre 2008 e aprile 2009.
Il risultato della ricerca ha portato in evidenza che ci sono tre fattori fondamentali che portano a un effettivo aumento delle vendite di un prodotto o di un servizio reclamizzato in una campagna di questo tipo:

1) E’ fondamentale il contesto nel quale la pubblicitĂ  viene fatta.
Selezionare la rivista su cui fare la pubblicità in base al target da colpire è risultato fondamentale, meglio spendere meno ma farlo in maniera mirata.

2) Il prezzo conta
Nessuna delle pubblicitĂ  che ha portato a un effettivo acquisto del prodotto (o del servizio) reclamizzava prodotti molto costosi. Questo perchè gli acquisti importanti comportano una piĂą profonda considerazione anche in termini di tempo, quindi è difficile che una singola pubblicitĂ  nel breve periodo possa essere il vettore dell’acquisto.

3) La brand perception è importante
Ai lettori delle riviste è stata chiesta la loro opinione sulle marche pubblicizzate. Il risultato è stato ovviamente che, se il lettore è favorevolmente disposto verso una marca, è molto piĂą portato all’acquisto dei suoi prodotti. Nel risultato dell’indagine praticamente il 90% dei lettori ha affermato di essere favorevolmente disposto verso la marca, con alcuni che l’hanno indicata come la loro marca preferita.
Ulteriore conferma, come se ce ne fosse bisogno, che la costruzione di un brand forte è fondamentale per un’azienda.

All’inizio dell’articolo trovate le pubblicitĂ  che sono risultate vincenti nell’indagine fatta da MRI Starch Communications.

Quando un buon nome a dominio è un investimento…

Tuesday 1 September 2009 - postato da Nicolo' Fasce

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Ormai lo sappiamo tutti, la scelta del nome a dominio è fondamentale per la buona riuscita di un sito. Alcuni sostengono che in certi casi sia addirittura un investimento.
Potrebbe essere il caso di Mr Cholerton di Tiddington vicino a Stratford in UK. Dieci anni fa, infatti, comprò il dominio http://www.guitars.co.uk/ per la già consistente cifra di £ 10,000 e, come lui stesso racconta, fu preso per matto da amici e conoscenti.
Mr
Cholerton in questi dieci anni è riuscito a ritagliarsi un mercato di nicchia per le sue rarissime chitarre e, oggi, ha un fiorente shop on line, ma non solo, si è anche visto offrire per il nome a dominio di sua proprietĂ  da un’azienda del settore la ragguardevole cifra di ÂŁ 35,000 , lasciando a bocca aperta per la seconda volta chi lo aveva criticato tanti anni fa.
Nel caso foste interessati ad acquisire
http://www.guitars.co.uk/ vi dico subito che la cifra da cui partirebbe Mr Cholerton è di ben £ 100,000, perchè grazie a questo nome a dominio, senza fare nessuna pubblicità né on line, né sui mezzi tradizionali, il suo shop riesce a vendere ben 20 chitarre al mese, di cui alcune sono fatte artigianalmente con prezzi che partono dalle £ 3,500.

Via: Coventry Telegraph


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