Curiosità dal web

/Curiosità dal web

Nuova legge sull’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie

Il nuovo Provvedimento sull’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie sui siti web, denominato “Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie – 8 maggio 2014“, è entrato in vigore ormai da una settimana ma ancora serpeggiano incertezze e confusione in merito.

In realtà il Provvedimento era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014, ovvero esattamente un anno prima dalla sua entrata in vigore ma, si sa, anche quando si avrebbe tutto il tempo di fare le cose con calma è facile ridursi all’ultimo momento. E così puntualmente è stato.

I più previdenti, soprattutto i siti di carattere commerciale, avevano precorso i tempi adeguando già da qualche mese le proprie pagine a quanto previsto dal Provvedimento, ma i più sono corsi ai ripari appena in tempo ai limiti della scadenza, per timore delle salate sanzioni previste per gli inadempienti.

A dire il vero sull’interpretazione del provvedimento perfino gli uffici legali di molte aziende si sono trovati discordi, principalmente a causa di una diffusa disinformazione sulla natura e le funzionalità dei cookies, che sono da sempre in uso su internet, benché la maggior parte dei navigatori non ne fosse consapevole.

Riassumendo brevemente a beneficio di tutti, i cookies sono righe di testo usate su internet per eseguire in modo automatico alcune operazioni o per raccogliere dati. Essi possono essere di durata variabile (di sessione o persistenti – ovvero durevoli nel tempo), tecnici o di profilazione, di prima o terza parte.
La confusione si è generata principalmente intorno alla necessità di dichiarare o meno i cookies in uso sul proprio sito. I più ottimisti – che pensavano di essere esenti dall’obbligo – hanno scoperto con sorpresa che anche semplicemente inserendo il codice di Google Analytics (o similare) per tracciare le visite al proprio sito già si faceva uso di cookies tecnici (usati per raccogliere anonimamente dati aggregati). Ancora più impegnativa la dichiarazione per chi aveva incorporato nel proprio sito i vari servizi offerti da Youtube o dai social network, che utilizzano anche cookies di profilazione.

Va detto che la macro-distinzione fondamentale esiste tra i cookies detti tecnici e quelli di profilazione finalizzati ad inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente nell’ambito della navigazione sul web.
Da qui è nata l’esigenza del Garante per la privacy di legiferare in merito, per assicurarsi che il navigatore fosse reso consapevole dell’esistenza di tali cookies e messo anche in condizione di rifiutarne l’installazione o di rimuoverli, correndo però il rischio di non poter usufruire di alcune funzionalità del sito.

Entrando maggiormente nel dettaglio del provvedimento, esso prevede che – nel momento stesso in cui si accede ad una qualunque pagina del sito – compaia in primo piano una informativa breve (sotto forma di banner) contenente un primo avviso che il sito contiene cookie, che la prosecuzione della navigazione comporta il consenso all’uso degli stessi e ne esplicita la natura. L’informativa breve deve contenere anche un link ad una informativa estesa destinata ad un ulteriore approfondimento. Nell’informativa estesa andranno anche indicate le modalità per rifiutare e/o rimuovere i cookie eventualmente già presenti sul dispositivo di navigazione.

Per finire, in caso di omessa o inidonea informativa il provvedimento prevede una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice) mentre l’installazione di Cookie sui terminali degli utenti in assenza del loro preventivo consenso comporta addirittura la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice).

Perr maggiori informazioni vi rimando al testo del provvedimento pubblicato sul sito del Garante per la privacy: Via

Facebook Places, questo sconosciuto

Tutti o quasi trascorrono parte del proprio tempo libero sui Social Network ma non sempre ne conosco le features più interessanti.

E’ il caso di Facebook Places, che dopo una fase di sviluppo e lancio avvenuti quasi “in sordina” promette grandi risultati, sfruttando le potenzialità della geolocalizzazione unite a quelle del social network, per offrire agli utenti che la utilizzano un’esperienza a 360°. A partire, infatti, da un luogo prescelto si ottiene una lunga lista di consigli e suggerimenti sui luoghi da visitare, le iniziative in corso e, ovviamente, pareri ed opinioni degli amici (o amici degli amici).

Si tratta di un passo in più oltre le funzioni già offerte da Google, perché offre possibilità “ritagliate su misura” per chi desidera informazioni su ristoranti, luoghi di divertimento e cultura e molto altro ancora.

Una feature, insomma, tutta da provare.

Via

Le 21 professioni del web

Citiamo da Webnews:

“Pubblicati in Italia i primi profili per il Web conformi ai principi dell’Agenda Digitale: 21 professioni europee dell’ITC di terza generazione. La sezione italiana dell’IWA/HWG, associazione internazionale dei professionisti del Web, ha stilato il documento ufficiale dei profili dell’Information Tecnology rispettosi dell’agenda digitale europea. Per una volta il Belpaese – non sempre all’altezza delle sfide dell’innovazione – arriva prima. Nel documento sono definiti 21 profili, i più coerenti e aderenti, che possano permettere una chiara identificazione delle competenze e conoscenze richieste a chiunque operi nel settore.”

Il documento pubblicato (redatto dal gruppo Web Skills Profile e disponibile per la consultazione in formato pdf) si rivolge ai protagonisti del settore ITC e ai responsabili delle risorse umane e si propone come un importante punto di riferimento per definire le competenze spettanti ad ognuna delle ventuno figure professionali individuate ed elencate, che operano nel settore web.

Per una lettura completa dell’articolo vi rimando al sito di Webnews:

Via

#tWeBook, quando il social diventa libro

A volte le idee brillanti nascono senza preavviso.

E’ questo il caso di due utenti di Twitter che hanno avuto l’iniziativa di scrivere una storia composta esclusivamente da tweets, ciascuno dei quali ovviamente di soli 140 caratteri, e uniti tra loro dal filo invisibile dell’hashtag #tWeBook.

Si tratta di @titofaraci e @Angioletto9, che sono i nickname rispettivamente di Tito Faraci e Claudia Maria Bertola.

I due autori hanno iniziato per gioco a pubblicare tweets in versione “botta e risposta” che, pian piano, componevano una storia, che ha preso vita da un evento realmente accaduto alla Bertola e poi sviluppato su suggerimento di altri utenti di Twitter.

L’opera, se così si può chiamare, è stata raccolta in un libro digitale intitolato “#tWeBook. Una storia scritta tweet à tweet” ed è scaricabile gratuitamente (su iniziativa degli stessi autori) in versione pdf al seguente indirizzo:

Via

Giro turistico tra i server di Google

Quale webmaster non ha desiderato, almeno una volta, di fare una visita tra i server di Google?

Ebbene, da oggi è possibile grazie all’implementazione di Google Maps. Digitando le parole “Google Data Center, Lynhaven Drive, Lenoir, NC, United States” e trascinando il celebre omino di Street View sull’edificio indicato come Data Center è possibile avviare il curioso tour, durante il quale le sorprese non mancano.

E’ disponibile anche un assaggio video di quello che ci aspetta:

“See inside one of Google’s data centers in this guided tour. See what powers our products, and then explore on your own in Street View:”

Categories: Curiosità dal web, Google, Tecnologia|Tags: , , |

Video virale: World Music Experiment

Un video virale che viene dalla Russia, un singolare esperimento di interconnessione e creatività. Da vedere.

Categories: Comunicazione, Curiosità dal web, Web, Web 2.0|

Arriva Volunia, il motore di ricerca made in Italy

Ne parlano largamente sul web ed anche in TV ma il nome incuriosisce ancora, si tratta di Volunia, il primo motore di ricerca “made in Italy”, ideato da Massimo Marchiori.

Questo informatico e matematico italiano è anche ricercatore scientifico nel W3C ed è uno degli autori della famiglia di standard mondiali XQuery. Come se questo non bastasse, aveva ideato l’algoritmo che poi Larry Page ha utilizzato per realizzare Google e nel 2004 ha anche vinto il premio TR100 della Technology Review, che viene dato ai 100 giovani ricercatori più innovatori al mondo (fonte Wikipedia).
Fa sicuramente piacere appurare che non tutti i “cervelli” fuggono dall’Italia e che ancora qualcuno crede nelle possibilità di sviluppo del nostro paese, anche dal punto di vista tecnologico.

Per quanto riguarda l’origine del nome Volunia, in rete in questi giorni si erano accreditate due possibili ipotesi:

  1. “Volo fino alla Luna”
  2. VOL (Video on Line, la prima internet italiana nata in Sardegna) + Luna.

Marchiori sembra spazzar via ogni dubbio:

«L’ho battezzata con questo nome unendo la parola volo e Luna per simboleggiare il balzo che il mio motore garantisce»

Allo stato attuale l’accesso al nuovo motore di ricerca è ancora limitato ad un ristretto (proporzionalmente parlando) numero di selezionati (si può richiedere l’accesso tramite il sito http://launch.volunia.com/).  Chi è già accreditato può invece accedere tramite il sito pubblico http://www.volunia.com/.
Dopo un periodo di sperimentazione, il motore dovrebbe però aprire l’accesso a tutti i navigatori del web.

Qualcosa, comunque, è già trapelato e sembra che l’orientamento del progetto sia ad un mix di search engine e piattaforma social, ovviamente ancora da perfezionare, ma con un DNA innovativo, almeno a giudicare dalle premesse.

Webnews, che è sempre puntuale sulle notizie, lo ha provato e ha dedicato a Volunia un buon articolo accompagnato da diverse schermate.

Vi consiglio la lettura dell’articolo, se desiderate saperne di più.
Buona lettura!

Vai

Google cambia ancora

Il motore di ricerca più diffuso e instancabile del mondo continua ad evolversi e, per tenere aggiornati i web developers e i navigatori della rete, comunica 30 nuove modifiche ai suoi algoritmi di ricerca, alcuni dei quali accompagnati dal proprio codename: simple, concepts, leaf, lyndsy e molti altri.

Tre in particolare ci paiono interessanti:

  • Better infrastructure for autocomplete. This is an infrastructure change to improve how our autocomplete algorithm handles spelling corrections for query prefixes (the beginning part of a search).
  • Better spam detection in Image Search. [launch codename “leaf”] This change improves our spam detection in Image Search by extending algorithms we already use for our main search results.
  • Faster mobile browsing. [launch codename “old possum”, project codename “Skip Redirect”] Many websites redirect smartphone users to another page that is optimized for smartphone browsers. This change uses the final smartphone destination url in our mobile search results, so you can bypass all the redirects and load the target page faster.

Per approfondire in particolare quelli relativi al mese di Dicembre 2011: Via

Quando il Social Network ti cambia la vita…

Ebbene sì, torniamo a parlare ancora una volta di Social Networks.

In occasione delle festività appena trascorse sono fioccati un po’ ovunque articoli che tiravano le somme dell’anno passato in termini di comunicazione via web.
E cosa scopriamo? Che Facebook viene citato sempre più spesso nelle cause di separazione tra coniugi mentre Twitter (bontà sua) tende a mettere meno il dito tra moglie e marito. Diversi aspetti di Facebook, in effetti, tra cui la condivisione di aspetti più personali con tante persone, si prestano a far “scoppiare le coppie”.
D’altro canto apprendiamo che i Social Networks per la prima volta hanno fatto passare in secondo piano lo scambio di SMS nei giorni (e nelle notti) di festa, con comprensibile disappunto delle compagnie telefoniche.
In sintesi, perché darsi la pena di pagare tanti SMS quando basta un post su Twitter & Co. per raggiungere decine di utenti a costo zero? Non ci addentriamo in questa sede sugli aspetti più propriamente “sociali” di tale cambio di abitudini, perché si potrebbero utilizzare fiumi di inchiostro per analizzare la progressiva spersonalizzazione dei rapporti tra gli individui, che tendono sempre più spesso ad affidare all’informatica messaggi e comunicazioni che un tempo si scambiavano di persona.

In altri casi è stato invece Youtube (che per l’occasione ha vestito i panni del social network) a cambiare la vita alla gente. La fortunata  famiglia Howard David-Carr, ad esempio, ha pensato bene di pubblicare un simpatico video di soli 57 secondi (dal titolo “Charlie bit my finger“) dei propri bebé in cui il figlio più piccolo morde il dito del fratello  e, grazie a ben 400 milioni di visite (e al YouTube Partner program) ha guadagnato, come si suol dire, “soldi a palate” (si parla di più di 100.000 sterline).

Per venire a due casi italiani, i noti Youtubers Willwoosh (al secolo Guglielmo Scilla) e Clio (Clio Zammatteo) sono approdati rispettivamente al cinema e alla televisione dopo aver guadagnato visibilità grazie ai propri canali Youtube.

Tra vizi e virtù, dunque, la rete si propone sempre più come elemento-chiave che può dare una svolta alla vita della gente, soprattutto dei più giovani. Fin qui è storia nota.
Ora non ci resta che aspettare di conoscere quali nuove storie e bizzarre tendenze  ci proporrà il 2012…

Google augura Buone feste "con i fiocchi"

E’ arrivato per tutti i navigatori un inatteso e graditissimo augurio di Buone feste da parte di Google.

Per vederlo occorre seguire queste istruzioni:

  1. Visitare il sito http://www.google.it/ con il proprio browser
  2. Inserire nel campo di ricerca la frase: Let it snow
  3. Dare l’invio

Comincerà magicamente a nevicare sulla vostra pagina web, che si ghiaccerà lentamente.
Ma niente paura, c’è anche il pulsante “defrost” per scongelare lo schermo.

Auguri di Buone feste da B&G Comunicazione

Categories: Computer, Comunicazione, Curiosità dal web, Google, Web, Web 2.0|Tags: |