Archivio della Categoria 'CuriositĂ  dal web'

Icone sì, icone no

Monday 8 March 2010 - postato da G.C.

Icone Home Page

Le icone fanno ormai parte integrante della navigazione in rete “2.0″.

Ci sono diventate familiari: dalla “casetta” della Home Page all’arancio intenso dei feed RSS fino all’occhio tipico dell’approfondimento di un articolo.

Ma fino a che punto queste icone sono chiaramente riconoscibili? É questa l’interessante questione che si pone Lukas Mathis, software engineer e user interface designerper conto di un’azienda svizzera e, pertanto, esperto del settore.

In parole povere la domanda da porsi è la seguente: l’abbondanza di dettagli e l’eccessivo realismo verso i quali ci si è via via orientati in rete (complici l’avanzamento delle tecniche e dei software di elaborazione grafica) aiutano il “riconoscimento”  da parte degli utenti oppure no? Meglio stilizzare gli oggetti o riprodurli dettagliatamente?

Attraverso alcuni interessanti esempi, l’autore ci conduce in pochi passi (e simpaticamente, aggiungerei io) nel mondo del design e dei suoi significati e ci induce ad interrogarci su alcuni assunti che  diamo spesso per scontati.

Buona lettura!

Via

PEC – Posta elettronica certificata obbligatoria per professionisti e imprese

Friday 5 March 2010 - postato da Nicolo' Fasce

PEC - Posta elettronica certificata

A seguito dell’entrata in vigore della legge n.2 del 28/01/2009, che ha convertito il preesistente decreto legge 185 del 29/11/2008, tutte le aziende, i professionisti iscritti ad albi o elenchi e le pubbliche amministrazioni devono o dovranno dotarsi di PEC.
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Tutti per Avatar, un Avatar per tutti

Wednesday 17 February 2010 - postato da G.C.

E’ quanto mai di attualitĂ  in queste settimane il termine Avatar, scelto dal regista James Cameron quale titolo per la sua recentissima produzione cinematografica che tanto successo sta riscuotendo nelle sale di tutto il mondo.

Questa è storia nota ma…quanti conoscono la vera origine della parola?
Facciamo un po’ di chiarezza a beneficio di tutti.

Il termine “Avatar”, derivante dal Sanscrito, nella tradizione induista riveste il significato di “incarnazione”, con riferimento all’atto compiuto da un dio di assumere un corpo fisico. Il termine stesso significa, infatti, “colui che discende”.

Come spesso accade nelle lingue, il significato della parola ha poi subito una traslazione fino ad indicare, ai giorni nostri, la rappresentazione di sé che una persona sceglie  per mostrarsi agli altri nel mondo di internet.

In breve una sorta di alter ego virtuale che un individuo decide di interpretare. Tale immagine può raffigurare – in base alle preferenze personali – personaggi tratti dalla realtĂ , da fotografie,  films, fumetti o cartoni animati.

Gli avatar vengono principalmente utilizzati in rete in associazione al proprio account dai frequentatori di social networks, communities, messaggistica istantanea, forums, chat-rooms e videogames, ovvero tutte quelle situazioni in cui è richiesta la creazione di una identitĂ  virtuale, il piĂą delle volte in tema con l’argomento della community che si frequenta o con il gioco di ruolo a cui si prende parte.

Gli avatar tematici sono usatissimi nelle saghe di genere Fantasy e, di conseguenza, nel mondo virtuale che ruota intorno ad esse.

Sindrome 2.0, ovvero malati di social network

Wednesday 27 January 2010 - postato da G.C.

Non si tratta di uno scherzo nĂ© di una provocazione, ahimĂ©, ma un’amara veritĂ .

Le statistiche mediche dimostrano che negli ultimi anni è cresciuto in maniera preoccupante il numero di persone che hanno manifestato i sintomi di una sindrome targata 2.0 denominata Internet Addiction Disorder (IAD), ovvero una pericolosa dipendenza dal web ed in particolare dai social network. E il problema è tanto sentito da aver indotto alla creazione del primo ambulatorio - inaugurato lo scorso 3 novembre al Policlinico Agostino Gemelli di Roma – destinato alla cura della dipendenza ossessiva dal web.

Paradossalmente nell’era della comunicazione sovente si comunica male. I sintomi della malattia si presentano a diversi livelli di gravitĂ  e vanno dalle veglie notturne davanti al monitor a varie problematiche relazionali fino all’esigenza impellente di potersi collegare  alla rete sempre e comunque, foss’anche in vacanza e in un luogo sperduto.

Va detto, a onor del vero, che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, come insegna la saggezza popolare e vi sono fortunatamente molti navigatori di internet che invece ne fanno un uso corretto.
Come per ogni cosa della vita, “in media stat virtus“. Tuttavia c’è di che riflettere…

Fiocco rosa in casa blogging: nasce la WordPress Foundation

Tuesday 26 January 2010 - postato da G.C.

Non è un segreto: giĂ  da tempo Wordpress è il grande protagonista dell’attivitĂ  mondiale di blogging, grazie anche al suo “DNA” open-source e ad un’attiva community di partecipanti al progetto.

A consacrarne il successo, arriva ora l’associazione no-profit Wordpress Foundation che, sotto la presidenza di Matt Mullenweg, si appresta a portare avanti con impegno la filosofia che era giĂ  propria della nota piattaforma di blogging e che può essere così riassunta: software liberamente disponibile per tutti e per tutti gli utilizzi; licenza GNU per i progetti; software aperto a modifiche (ridistribuite gratuitamente); struttura in grado di supportare traduzioni in tutte le lingue nonchĂ© estensioni e sviluppi che devono poter essere utilizzati senza alterare il codice di base.

La “neonata” Fondazione ha appena dato il suo saluto al mondo e giĂ  guarda avanti. Il futuro è ancora tutto da scrivere…

Via

Il Beamvertising, questo (s)conosciuto

Monday 18 January 2010 - postato da G.C.

Certamente noto agli addetti ai lavori, il fenomeno del beamvertising merita sicuramente di spendere qualche parola, anche a causa (o grazie) all’ampia diffusione che sta avendo in questi anni.

Prima di tutto, com’è mia abitudine, vediamo di dare una definizione del termine a beneficio di tutti: si tratta di una tipologia di pubblicitĂ  non convenzionale che consiste nel promuovere un prodotto tramite proiezioni luminose.

Dagli esordi ad oggi, ne abbiamo letteralmente viste “di tutti i colori” al punto che qualcuno ha dimostrato addirittura stanchezza nei confronti del fenomeno.
Occorre tenere presente, però, l’evoluzione nel tempo che ha portato ad un aumento considerevole della qualitĂ  e creativitĂ  delle proiezioni.
Diamo un’occhiata ad un beamvertising di Volkswagen del 2007:

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Viral Fake? No, grazie

Monday 18 January 2010 - postato da G.C.

Non sempre la pubblicitĂ  virale apporta benefici alle aziende, soprattutto quando non sono le aziende a realizzarla.
Eh, giĂ , stiamo parlando del fenomeno del Viral Fake, ovvero falsi video virali messi in rete da terzi senza l’autorizzazione dei marchi chiamati in causa, come è accaduto per Citroen, Volkswagen e addirittura per il WWF.
Nel caso delle note case automobilistiche i video rappresentavano finti tentativi di suicidio e non potevano che sollevare aspre polemiche e comprensibili riflessioni sulla mancanza di buon gusto dei realizzatori oltre che sulla gravitĂ  dell’operazione. Nel caso del WWF si è addirittura fatto ricorso al tragico video dell’11 settembre 2001 per aggiungervi ipotetici messaggi ambientalisti, con inevitabili ripercussioni per il World Wildlife Fund.

Simili azioni, ben lungi dall’essere positive o simpatiche, si rivelano nella maggior parte dei casi una vera spina nel fianco non solo per le aziende colpite ma anche per i veri creativi, che vedono il proprio lavoro danneggiato dal pessimo utilizzo degli stessi strumenti che rappresentano per loro una via preferenziale per l’espressione della propria creativitĂ .

C’è però, puntualmente, l’eccezione che conferma la regola.

Per concludere “in bellezza”, segnalo un simpatico FAKE  iPhone commercial che, grazie anche all’estremo interesse legato al prodotto, non ha tardato a diffondersi in rete con un certo divertimento dei navigatori:

Qr Codes utilizzati in architettura

Friday 15 January 2010 - postato da Nicolo' Fasce

Già in passato abbiamo parlato più volte dei Qr Codes e delle loro incredibili potenzialità. Quello che voglio mostarvi in questo articolo però credo che vi lascierà letteralmente a bocca aperta.
L’idea arriva dal Giappone, paese all’avanguardia in queste nuove forme di comunicazione interattiva, e introduce l’uso dei Qr codes in architettura, trasformando un intero grattacielo nei pressi della stazione di Tachikawa a Tokyo in un enorme messaggio interattivo, collegabile anche ai social networks come Twitter:

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Una pioggia di advertising…

Friday 15 January 2010 - postato da G.C.

Le declinazioni dell’advertising sembrano non esaurirsi mai. L’ultima frontiera è rappresentata dal “rain advertising”, ovvero un messaggio che diventa visibile soltanto quando piove.
É questa l’idea creativa messa in atto dalla Continental per pubblicizzare i propri pneumatici.

In realtĂ  l’idea affonda le radici in un progetto di piĂą ampio respiro, denominato RAINCAMPAIGN, che consiste in sistema di outdoor advertising vicino all’ambiente, poichĂ© utilizza un fenomeno naturale (la pioggia). Altro aspetto di non secondaria importanza, una parte del ricavato di ogni campagna sarĂ  devoluto per il recupero delle foreste pluviali e, al giorno d’oggi, non è poco.

É interessante osservare come stiano sempre piĂą affermandosi termini quali “green-marketing” (che viene definito dalla American Marketing Association come il marketing di prodotti che si presume siano eco-compatibili) e “eco-friendly advertising” (=advertising che non arreca danni all’ambiente), ovvero forme di pubblicitĂ  sensibili all’ambiente.
Come dire, la coscienza ecologica sta prendendo campo…

Vai al sito di RainCampaign

PubblicitĂ  d’annata

Friday 15 January 2010 - postato da G.C.

E chi ha detto che le pubblicitĂ  passano di moda?
Certo, gli spot e le pagine pubblicitarie sono lo specchio dei tempi, come i films, e indubbiamente non è difficile accorgersi a colpo d’occhio se un lavoro è attuale oppure d’annata.
Tuttavia anche le creazioni pubblicitarie del passato – perlomeno quelle ben fatte! – conservano un certo fascino “vintage”, al punto che è stato realizzato un sito che ne raccoglie un gran numero, raggruppate per tipologia.

Il sito si chiama Vintage ad  Browser (ad = abbreviazione di Advertising) e merita sicuramente una visita.

Contiene infatti delle “chicche” interessanti.

Ad esempio, nella sezione “Medicine Ads”, sono contenuti manifesti dal 1830 in poi, che suscitano indubbiamente una certa curiositĂ . Soprattutto nell’ottica di comprendere l’evoluzione del modo di comunicare dal 1800 ad oggi.

Non mi resta quindi che augurarvi…buona navigazione!

Fonte


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