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Quando il brand diventa un gioco

Si parla spesso di riconoscibilità dei brand. I marchi ci circondano, popolano le nostre giornate, ci ammiccano dalle vetrine, dalle auto, dai giornali, dal web. Siamo quindi abituati a vederli, con le loro forme e colori. Cosa accadrebbe, però, se qualcuno ce ne mostrasse soltanto una parte?
Saremmo davvero in grado di riconoscerli?

E’ la sfida che ci lancia un nuovo gioco disponibile su Facebook (ed anche su mobile), il cui nome evoca già il contenuto: “Hi Guess the Brand“.

Non è sempre così facile vincere, provare per credere!

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Facebook stacca la spina a FriendFeed

friendfeed-logoBrutte notizie in arrivo per gli appassionati di FriendFeed: Facebook chiuderà infatti questo social network il 9 aprile 2015. Lo ha annunciato lo sviluppatore Benjamin Golub.

Il motivo della decisione è comprensibile: il numero degli utilizzatori era ormai troppo esiguo per giustificare il suo mantenimento.
Vale la pena di ricordare che FriendFeed è stato la piattaforma che ha traghettato la vecchia blogosfera verso i social network così come li conosciamo oggi.

Mentre nascevano Facebook e Twitter (che non erano ancora così noti ed amati e si stavano evolvendo), FriendFeed appariva facile da usare: aggregava infatti i feed personali e quelli di persone e testate di proprio interesse consentendo al tempo stesso di conversare (anche in gruppo) con altri utenti.
Una community in piena regola, quindi.

Una curiosità: in Italia è stato proprio FriendFeed ad ospitare le prime accalorate discussioni sin diretta sulle trasmissioni tv e a dare vita al fenomeno oggi noto come livetwitting.

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Facebook Places, questo sconosciuto

Tutti o quasi trascorrono parte del proprio tempo libero sui Social Network ma non sempre ne conosco le features più interessanti.

E’ il caso di Facebook Places, che dopo una fase di sviluppo e lancio avvenuti quasi “in sordina” promette grandi risultati, sfruttando le potenzialità della geolocalizzazione unite a quelle del social network, per offrire agli utenti che la utilizzano un’esperienza a 360°. A partire, infatti, da un luogo prescelto si ottiene una lunga lista di consigli e suggerimenti sui luoghi da visitare, le iniziative in corso e, ovviamente, pareri ed opinioni degli amici (o amici degli amici).

Si tratta di un passo in più oltre le funzioni già offerte da Google, perché offre possibilità “ritagliate su misura” per chi desidera informazioni su ristoranti, luoghi di divertimento e cultura e molto altro ancora.

Una feature, insomma, tutta da provare.

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Facebook compie 10 anni

Sono trascorsi già dieci anni da quando l’università di Harvard aveva pensato di digitalizzare l’annuario fotografico degli studenti, il cosiddetto “Facebook” appunto, per facilitarne la socializzazione.

E tante cose sono cambiate da allora, dentro e fuori il noto social network.

Vi segnalo a questo proposito un interessante articolo pubblicato sul sito http://www.4writing.it/ che fa il punto della situazione fornendo anche dati e curiosità, senza dimenticare l’utilità sociale che Facebook ha avuto nella lotta all’ analfabetizzazione digitale nel nostro paese.

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Facebook, il Social network a casa tua

Dopo annunci e attese è stato varato Facebook Messenger, l’applicazione ufficiale desktop per la gestione delle attività su Facebook mediante un apposito client, per non perdere mai di vista gli aggiornamenti più rilevanti sulle attività degli amici e per gestire la messaggistica privata senza doversi collegare al sito del Social Network.

Questa è la presentazione:

“Vedi e rispondi alle chat direttamente dal tuo desktop. Sia che stiate navigando su altri siti web o utilizzando un’altra applicazione, non è necessario fare alcun clic per rimanere in contatto.

Ricevi una notifica istantanea:
Scopri nuovi commenti, tag di foto e di più non appena si verificano.”

Disponibile per il momento soltanto per Windows 7 si può scaricare dal sito ufficiale:

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Ancora guai per Facebook, andato nuovamente offline

E’ successo ancora dopo il blackout del mese scorso durato circa due ore e dovuto (in quella occasione) al numero eccessivo di contatti dovuto ad un contest legato ad un film in uscita.

Questa mattina per più di mezz’ora il sito è stato “down” in tutto il mondo, senza che venissero rilasciati comunicati ufficiali. Sul web si sono rincorse voci diverse ed anche l’ipotesi hacker non è stata tralasciata.

Nel frattempo gli affezionati dei social networks si sono consolati su Twitter dove si sono rapidamente moltiplicati i “botta e risposta” da ogni paese in attesa di notizie.

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+1 vs. Mi piace, Google fa concorrenza a Facebook

Da qualche giorno Google ha varato un nuovo pulsante, disponibile per i webmasters per l’inserimento nel proprio sito, destinato a far concorrenza all’ormai celebre “Mi piace” di Facebook.

Il pollice alzato di Facebook decreta già da tempo il successo o l’insuccesso di pagine, giochi, citazioni e posts, dando la possibilità agli iscritti di esprimere la propria preferenza per un certo argomento. Quasi inevitabilmente i posts che vengono contrassegnati dal “mi piace” attraggono ulteriormente l’attenzione del resto del pubblico.

Sull’onda di tale iniziativa, per non perdere terreno rispetto alla concorrenza, anche Google si è dotato di un proprio sistema di preferenze che, se usato correttamente, può contribuire alla diffusione e promozione dei contenuti in rete.

Il motivo del successo del pollice alzato è indubbiamente da ricercare nell’efficacia del passaparola, ma non solo. É più probabile per ciascuno trovare un contenuto interessante se chi ce lo consiglia ha gusti affini ai nostri piuttosto che seguire le indicazioni di un esperto che, per quanto bravo, potrebbe avere criteri di giudizio molto diversi.

Ci spiega Google: “A volte è più facile trovare esattamente ciò che stai cercando se qualcuno che conosci lo ha già trovato. Ricevi consigli per ciò che ti interessa, quando nei hai bisogno, nei tuoi risultati di ricerca.”

COME FUNZIONA?

Ricorriamo ancora una volta alle spiegazioni fornite da Google:

“Per fare +1 su qualcosa, devi prima creare un profilo pubblico Google. Il profilo aiuta le persone a sapere chi ha consigliato una deliziosa ricetta o un museo imperdibile. Una volta creato, il profilo è visibile a chiunque e, poiché è collegato al tuo indirizzo email, può essere individuato facilmente.I +1 vengono memorizzati in una nuova scheda nel tuo profilo Google. Puoi mostrare la scheda +1 a chiunque oppure mantenerla privata e utilizzarla solo per gestire personalmente l’elenco crescente di cose che ti piacciono sul Web.”

Provare per credere…

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Quando il Social riscrive se stesso

Facebook, Twitter, Picasa, Youtube, Flickr, chi più ne ha più ne metta.

Ognuno di noi giornalmente dissemina post, files e materiale vario nei diversi Social Networks, con il risultato di ottenere una frammentazione delle informazioni.

E se esistesse una piattaforma “automatica” in grado di far convergere tutte queste informazioni in una unica Timeline?

Qualcuno obietterà che il già esiguo spazio riservato alla nostra privacy rischia di venire ulteriormente ristretto da questa sorta di “Grande Fratello” virtuale, mentre altri potrebbero valutare questa possibilità come interessante e meritevole di approfondimento.

É questa la proposta di Memolane, una singolare start-up danese-californiana, in grado di aggregare i vari flussi di informazioni di un utente restituendoli sotto forma di narrazione.

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Togetherville, il social network a misura di bambino

Internet, la ragnatela mondiale della comunicazione, oltre che sterminata può essere anche piena di insidie e pericoli, soprattutto per i più piccoli.
A partire da questa consapevolezza è nato il progetto Togetherville, un social network sicuro ideato appositamente per i bambini al di sotto dei 10 anni, al quale i piccoli possono accedere soltanto sotto la supervisione di un adulto, la cui identità deve poter essere verificata attraverso Facebook.
Il genitore (o chi ne fa le veci) detiene il totale controllo delle operazioni possibili, dalla creazione dell’account del bambino fino al delicato aspetto delle amicizie da accettare o da proporre.
Su Togetherville è possibile non soltanto iscriversi alla scuola virtuale (in cui il bambino può interagire con i compagni di classe) ma anche scambiare messaggi, visualizzare video, giocare e disegnare.
La Walt Disney Company, leader mondiale dell’intrattenimento per l’infanzia, ha da poco annunciato l’acquisizione di Togetherville.

Il web targato 2010 in cifre

Come in tutti i settori, la chiusura dell’anno appena trascorso ha portato con sé anche per il web un bilancio delle attività, delle vecchie e nuove tendenze della rete.

A fare il punto della situazione questa volta è pingdom in un articolo pubblicato il 12 gennaio scorso sull’omonimo sito.

Tra i dati più interessanti, apprendiamo che a Dicembre 2010 erano ben 255 i milioni di siti presenti sul web, di cui 21,4 milioni aggiunti nell’ultimo anno. Considerevole anche il numero dei blogs, pari a 152 milioni. Inoltre l’utilizzo della posta elettronica regge bene il confronto con la messaggistica e i social networks, con la ragguardevole cifra di 107 trilioni di e-mail scambiate nel 2010.
Meno rassicurante, però, è forse sapere che l’ 89,1% di queste erano spam…

Per quanto riguarda i domini, rimangono saldamente in testa i “.com” (88,8 milioni a Dicembre 2010) , seguiti dai “.net” (13,2 milioni) e dai “.org” (solo – si fa per dire – 8,6 milioni).
A Giugno 2010 il numero degli utenti della rete ammontava a ben 1,97 miliardi, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente.

Gettando infine un rapido sguardo alla situazione dei social networks, apprendiamo che alla fine del 2010 erano 600 milioni le persone presenti su Facebook e 175 milioni gli utenti di Twitter.

Numeri da brivido, non c’è che dire, che offrono più di un’occasione per riflettere sull’importanza e l’evoluzione della rete.
Per una lettura completa dell’articolo vi rimando al post di Pingdom: Via.