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Con Focus il giornale diventa 3d

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In un’era in cui la carta stampata ha innegabilmente perso – ahimè aggiungerei – la sua attrattiva, la rivista di scienza Focus è riuscito a stupirci. E lo ha fatto in grande stile!

Mentre i giovani (e meno giovani) si aggirano per le città cercando di catturare i Pokemon immersi nella realtà aumentata (con alterne fortune, ci racconta la cronaca) la scienza ci mostra come arricchire in maniera utile e culturale l’esperienza della lettura.

focus-volo-su-parigiGrazie all’interazione con un’apposita app per smartphone denominata “Focus Realtà Aumentata” (scaricabile sia da App store che da Google Play, a seconda della piattaforma in uso) le pagine del numero 286 di Focus, mese di Agosto 2016, prendono magicamente vita.

Basta installare la app (consiglio la connessione wi-fi perchè di grandi dimensioni), aprirla ed inquadrare con la fotocamera le pagine della rivista per attivare la realtà aumentata in esse contenuta, assistendo con meraviglia a foto che si trasformano in sfere tridimensionali navigabili, la superficie solare che da immagine statica diventa video e molto altro.

Consiglio assolutamente questa esperienza che apre le porte ad infinite possibilità di interazione tra realtà e mondo digitale e che per una volta strizza l’occhio non solo alla dimensione ludica ma, vivaddio, soprattutto a quella culturale.

Un punto di vista diverso per Google Street View

L’insaziabile curiosità di scoprire anche gli angoli più nascosti del pianeta ha spinto Google Street View a ricorrere già nel 2009 ad un nuovo strumento di esplorazione, un triciclo di circa 113 kg e lungo circa 2,70 metri, dotato di fotocamera automatica a 360° per visitare luoghi impervi o inaccessibili ai veicoli a quattro ruote.

La novità è che sono disponibili in rete le prime immagini raccolte dai tricicli, che per la precisione si riferiscono ad uno dei celebri castelli della Loira, quello di Chenonceaux, ai National Botanic Gardens di Dublino e al californiano Balboa Park di San Diego.

Eyephoneography: come comunicare in un click

Inizia oggi a Madrid Eyephoneography – evento che durerà fino al 1 Ottobre – emblema di una realtà innovativa che si sta progressivamente affermando, complice la crescente diffusione degli Smartphones e della connettività mobile alla rete.
Grazie alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia, infatti, il sogno di condividere sul web in tempo reale immagini ed emozioni catturate “al volo” non è più un miraggio.

Un esercito di fotografi (professionisti o dilettanti) alimentano ogni giorno una florida comunità virtuale che sembra coniugare ottimamente internet e fotografia “mobile”. Il progetto Eyephoneography prevede una serie di appuntamenti dedicati a fotografi mobili internazionali, con finalità promozionali per la comunità stessa, incoraggiando la diffusione delle opere e l’impiego della fotografia come strumento di comunicazione.

Nel panorama della manifestazione trova giusto rilievo anche la figura dello “street photographer”, che cattura le proprie immagini in situazioni spontanee e in luoghi pubblici quali ad esempio parchi, strade, spiagge, conventions politiche, etc.

Per saperne di più: Via

La birra prende vita con il nuovo commercial Forst

Oggi desidero spendere due parole sul nuovo spot della birra Forst, che sta andando in onda in questo periodo sulle maggiori reti televisive, ideato e realizzato abilmente all’insegna dell’animazione.

I protagonisti dello sketch sono alcuni simpatici boccali di birra dotati di braccia e gambe, che si affacciano timidamente fuori dalla loro “tana” posta in un ameno panorama montano innevato, per esplorare i dintorni. I “personaggi” guadano, un po’ traballanti, un piccolo fiume e si arrampicano sui rami degli alberi, all’insegna del claim “Buona, perché ha sempre vissuto qui“.

La campagna prosegue sul sito ufficiale di Forst (www.forst.it) dove ritroviamo i nostri amici boccali che, ancora una volta, si muovono sullo sfondo di un delizioso panorama di montagna.

Ma non è tutto: sempre sul sito apprendiamo del Concorso Fotografico “Forst Reporter” (che premierà coloro che invieranno le migliori foto di Forst in giro per l’Italia e per il mondo), per il quale è stato approntato un sito web “ad hoc”: www.forstreporter.it.
La Home Page si apre proprio con le immagini dello spot e gioca ancora sull’origine trentina della Birra con la frase “Scoperta una nuova specie che vive in Alto Adige”.

Un plauso alla Forst, dunque, per la creatività e la simpatia dei nuovi piccoli abitanti del Trentino.

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Cool Book: occasione per i fotografi di moda emergenti

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Se siete dei fotografi di moda emergenti vi segnalo un’iniziativa che potrebbe essere la vostra occasione per sfondare: Cool Book.
Cool Book, supportata e voluta dall’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual, in questa edizione con l’appoggio e l’ospitalità di Canon, offre reali e concrete opportunità di contatti professionali ai nuovi fotografi italiani di moda.

Per partecipare basta iscriversi sul sito dell’iniziativa e inserire un brevissimo curriculum con foto in primo piano recente, i link ad eventuali propri siti o pubblicazioni di immagini on-line e uplodare alcune immagini di esempio.

Sottolineo che non si vince nulla, lo scopo dell’iniziativa è entrare in contatto con professionisti del settore e i primi 30 classificati avranno l’occasione di essere valutati e conosciuti direttamente dal pool di esperti  e di scambiare i reciproci contatti.

Sul sito potete trovare tutti i dettagli: Cool Book

Con Pixazza compri…quel che vedi!

Letto così il nome non suggerisce con immediatezza il contenuto, ma il mondo che ruota intorno a questa nuova realtà appare piuttosto interessante.

Pixazza rappresenta la trasposizione del servizio AdSense nel settore delle immagini, in modo tale da offrire al navigatore un’esperienza d’acquisto a dir poco inconsueta. Passando con il mouse sopra una fotografia inserita in una pagina web, infatti, si possono veder comparire boxini informativi contenenti dettagli sull’oggetto raffigurato, compresi il prezzo e il link per passare immediatamente all’acquisto.

É evidente che la novità maggiore risiede nella possibilità di effettuare l’acquisto con un solo clic, senza dover cercare in rete, nei vari portali, l’oggetto “dei propri desideri”.

Ovviamente, se da una parte vi è il comprensibile desiderio di acquistare da parte del navigatore, dall’altra deve esservi una schiera di siti di ecommerce desiderosi di promuovere i propri prodotti.
La novità promette bene, se è vero (come è vero) che un colosso come Google vi ha già investito una considerevole somma.

Incorporare gli annunci di Pixazza è semplice come incorporare annunci di Adsense: un piccolo codice Javascript e il gioco è fatto.
Ovviamente il tutto è ancora in fase di rodaggio, come si suol dire e occorrerà ancora del tempo perché “vada a pieno regime”, come per tutte le cose. Vedremo se i numerosi investitori saranno stati lungimiranti.

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Statue umane per il marketing non convenzionale di CANON

Sarà capitato a tutti prima o poi di imbattersi in qualche “Statua umana”, ovvero uno dei fantastici mimi in gradi di rimanere immobili per ore in strada o addirittura su un piedistallo, impersonando un personaggio.

Proprio le Statue Umane sono state protagoniste del nuovo guerrilla marketing di Canon, che ha fatto largamente uso di queste simpatiche presenze, per promuovere – nei pressi di negozi tecnologici – l’ultima Canon PowerShots (in grado di  stabilizzare le immagini in movimento).

Neanche a dirlo, l’iniziativa è immediatamente stata riportata su Youtube, con questo video:

Fonte

Tre simpatiche pubblicità per Fiat in Argentina

Vi segnalo tre simpatiche pubblicità realizzate dalla Leo Burnett per Fiat in Argentina.
Lo spot si basa sul fatto che essere in certe situazioni che apparentemente non sono pericolose (week-end a casa, in ufficio e alla motorizzazione) può essere al contrario più pericoloso dell’essere nella giungla con il fuoristrada della Fiat.
Semplicemente stupende sia le Paper Art che le fotografie che le ritraggono:

Google a tutto gas: dopo il lancio di Google Chrome arriva Picasa che riconosce i volti umani

Una notizia dopo l’altra dal mondo di Google. La marcia verso l’innovazione intrapresa e portata avanti dal colosso del web appare inarrestabile.

Dopo la notizia dell’uscita di Chrome, il nuovo browser di Google, è la volta di Picasa. Sembra infatti che il noto software gratuito di photo-editing – ovviamente firmato Google – stia per rivoluzionare il settore grazie ad una nuova funzionalità, ovvero il riconoscimento del volto umano all’interno delle fotografie.

É quanto apprendiamo da un interessante articolo pubblicato sul sito di CNET.

Questo è l’incipit dell’articolo:

“Google wants to help you put a name to that face.
With a face recognition feature set to launch at noon PDT Tuesday, Google’s Picasa Web Albums will help users label their photos with the names of subjects. That and other changes to the photo-sharing site are joined by a new beta version of the accompanying Picasa 3.0 photo-editing software.
The “name tag” feature presents users with collections of photos with what it judges to be the same person, then lets them click a button to affix a name. Once photographic subjects are named, users can browse an album of that individual on the fly.”

Ed ecco che ritroviamo immediatamente i nostri beneamati tags, di cui abbiamo lungamente parlato in post precedenti. In sintesi apprendiamo che i Web Albums di Picasa permetteranno agli utenti di sfogliare i propri album secondo il criterio della presenza o meno di una determinata persona o meglio, di un determinato (e riconoscibile) volto.

L’articolo prosegue illustrando i molti benefici del tagging (metodologia con la quale gli utenti della rete stanno prendendo sempre più confidenza) applicato alle immagini:

“Tagging is a powerful way to sort digital photographs. Photo albums are useful, but with rich tagging, people also can slice and dice their photo collection to show particular people, activities, or locations. Even with face recognition technology or other computer processing, the textual tags in photos are a far more reliable way for computers to understand image content.”

Questa ed altre caratteristiche sarebbero contenute nella versione 3.0 beta del software.

Ma è tutto oro quel che luce? Sembrerebbe di no, almeno a giudicare dal proseguo del discorso:

“Picasa’s name tags are helpful but imperfect. The feature failed to find faces in several photos where I thought the faces were reasonably obvious. It also thought my bicycle wheel’s spokes and wife’s ear were faces. One excusable error: it thought a mask in a mural was a face, though for some reason it didn’t bother with a couple of real humans in the same mural.”

Dunque la tecnologia può ancora (ed è auspicabile che ciò avvenga) migliorata ma si tratta comunque di un considerevole passo avanti, nonché di un bel punto messo a segno ancora una volta da Google.

Per saperne di più:

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Face swapping per tutelare la privacy

Con la diffusione di Google Maps Street View si è posto un grosso problema legato alla privacy. Infatti, le persone ritratte dalle immagini raccolte da Google sono facilmente identificabili, con le ovvie problematiche correlate. Narrano le leggende metropolitane anche di persone colte in flagranza di adulterio ritratte a passeggio con l’amante o di altre colte mentre commettono azioni illegali.
Si stanno cercando, quindi, delle soluzioni per far si che le persone non siano riconoscibili, senza perdere il dettaglio dei luoghi rappresentati sulle mappe.
Una possibile soluzione arriva da un gruppo di ricercatori della Columbia University, che ha sviluppato un software per la modifica automatica dei visi, in modo che non siano riconoscibili.
Ecco un esempio di elaborazione:
Software Modifica Viso
In pratica il viso della persona viene mixato con altri visi, presenti all’interno di un database, per dare come risultato un volto ibrido fra i diversi tratti somatici.
Purtroppo il sistema non è ancora infallibile, come è possibile vedere nell’immagine:

Modifica digitale del viso

Se volete approfondire i risultati dello studio, potete scaricare il relativo .pdf:
Face Swapping: Automatically Replacing Faces in Photographs