Siamo ormai abituati ad usufruire dell’archivio sterminato offerto in rete da Youtube ma non di rado ci imbattiamo in filmati con l’audio originale in lingua straniera.
Questo può rappresentare un ostacolo nella comprensione da parte di coloro che non masticano molto gli altri idiomi, senza considerare la fetta di navigatori che soffrono di diverse problematiche di udito.
Dunque, che fare? Dopo un periodo sperimentale, Youtube ha deciso di varare ufficialmente un nuovo sistema di sottotitoli generati automaticamente grazie ad un algoritmo che decifra l’audio e lo trasforma in sottotitoli che possono, poi, essere editati dall’autore del video, correggendo eventuali errori presenti.
La nuova funzionalità lavorerà presto automaticamente su filmati in lingua inglese ma, grazie alle funzionalità di Google Translate, sarà possibile ottenere anche una traduzione dei sottotitoli nelle ben 50 lingue supportate.
Come è facile immaginare, il servizio lavora al meglio su video dall’audio chiaro e non eccessivamente disturbato da fruscii di fondo e la fedeltà di riproduzione rispetto all’originale è proporzionale alla qualità dell’audio.
Un interessante passo avanti nella direzione di una comunicazione migliore e a 360°.
 Non c’è limite alla creatività e questo abbiamo avuto occasione di appurarlo a più riprese.
Tuttavia c’è ancora di che stupirsi, come nel caso di questo “cortometraggio” interamente ambientato nelle mappe di Google Maps. Il titolo dell’opera è “Satellite Car Chase” e sembra proprio essere la versione “2.0″ dei più noti videogames dedicati al mondo dei motori.
Monday 15 February 2010 - postato da Nicolo' Fasce
Dopo Google Wave, la novità in casa Google è Buzz, un nuovo strumento di condivisione delle informazioni collegato a Gmail.
L’idea è quella di unire tutto quello che interessa l’utente in un Buzz ovvero in un passaparola nella propria rete di amici, colleghi e conoscenti.
Ecco il video di presentazione:
Monday 15 February 2010 - postato da Nicolo' Fasce
Visto che siamo in periodo di Olimpiadi Invernali, vi segnalo che se non potete andare a Vancouver ad assistere ai giochi, avete comunque la possibilità di ammirare le fantastche piste di questa località canadese, grazie a Google Street View, i cui ingegneri hanno coperto quasi tutte le piste da sci. Possiamo proprio dire che il mondo è a portata di mouse.
Dopo l’annuncio della stessa Microsoft in cui invitava gli utenti ad abbandonare l’ormai obsoleto Internet Explorer 6, ora arriva la notizia che anche Google non supporterà più questo browser.
Google invita quindi gli utenti a passare a un browser più moderno, indicando i seguenti:
- Microsoft Internet Explorer 7.0+
- Mozilla Firefox 3.0+
- Google Chrome 4.0+
- Safari 3.0+
Fra l’altro, con il nuovo Windows 7 al momento dell’installazione, a seguito di una sentenza della Commissione Antitrust dell’Unione Europea, a partire da marzo 2010, si potrà scegliere quale browser utilizzare di default.
Nessun problema anche per chi avesse già installato il nuovo sistema operativo, perchè la possibilità di scegliere il browser verrà data tramite un aggiornamento.
Abbiamo più volte accennato, nel corso del 2009, alla sorprendente rapidità con cui si sta evolvendo la tecnologia e, inevitabilmente, con essa anche il web.
Tra browsers sempre più performanti, nuovi supporti “mobile” e social network di successo è trascorso un altro anno.
Difficile riassumere in poche parole tutte le novità che hanno letteralmente invaso le nostre vite e modificato le nostre abitudini di navigazione e di comunicazione e talvolta un’immagine vale più di mille parole.
Qualcuno ha così pensato creativamente di riassumere in un video (ovviamente pubblicato sull’immancabile Youtube) gli steps salienti delle nuove tecnologie. Come dire…un tentativo di fare il punto della situazione per ripartire con un 2010 che già si preannuncia ricco di idee e progetti oltre ogni immaginazione.
Wednesday 16 December 2009 - postato da Nicolo' Fasce
Fino ad oggi eravamo abituati a un concetto di sistema operativo che permette di installare le applicazioni sul nostro computer e quindi di utilizzarle in locale, oggi però Google, grazie al cloud computing, prova a rivoluzionare questa idea creando Chrome OS, un nuovo sistema che si basa esclusivamente su internet e sulle applicazioni in remoto.
Google Chrome OS avrà come cuore Linux, ma a differenza degli altri sistemi operativi utilizzerà esclusivamente software in remoto su internet, come ad esempio Google Docs o il reader di feed sempre di Google.
L’idea può essere sicuramente interessante perchè in questo modo avremo sempre a disposizione i nostri file e la possibilità di usarli con qualsiasi device (PC, smartphone, Netbook), il dubbio che ho è che, se non si ha la possibilità di connettersi, ci si ritrova con uno strumento completamente inutile.
Il concetto di connessione always on è molto bello, ma poniamo il caso che ci siano dei lavori sulla linea internet e questi lavori durino diversi giorni, rimarremmo con un sistema operativo che ci impedirebbe qualsiasi tipo di operazione o molto più banalmente basterebbe essere in una zona d’ombra per rimanere bloccati.
Ha senso un sistema operativo di questo tipo? Forse si, soprattutto per alcuni tipi di device come i Netbook che nascono proprio per essere utilizzati quasi esclusivamente per lavorare in viaggio su internet.
Se siete curiosi ecco alcuni video di presentazione:
In breve, ciò che sta per cambiare è il cuore nascosto del più noto motore di ricerca, ovvero la sua mente pensante. Il nuovo sistema è stato inizialmente testato soltanto su una community chiusa di utenti e il feedback è stato – a quanto pare - più che soddisfacente, al punto da indurre Google a far diventare Caffeine l’algoritmo principale del motore di ricerca.
Ciò che varierà sarà quindi il modo in cui il motore di Google valuterà la rilevanza delle pagine e dei siti in rapporto alle query formulate dagli utenti. Un comprensibile riserbo permane sui nuovi criteri contenuti nell’algoritmo anche se si vocifera (voci di corridoio, beninteso) che il nome a dominio potrebbe avere una maggiore rilevanza.
Il varo ufficiale è previsto per il prossimo mese di Gennaio.
Di Google Adwords si è già ampiamente parlato in rete ma, a beneficio di tutti, ricordiamo che si tratta di un sistema di marketing per il web basato sulla creazione e pubblicazione in rete di annunci targettizzati (tramite l’intermediazione di Google) volti alla promozione di prodotti e servizi. Grazie ad Adwords, gli investimenti sono misurabili, così come i ritorni i termini di visualizzazioni e click per l’acquisto. Fin qui è cosa nota, diciamo.
La novità arriva dal “matrimonio” virtuale tra il sistema di Adwords e “Promoted Video“ , un programma di search advertising legato alla piattaforma YouTube, che consente ai creatori di contenuti di indirizzare i visitatori verso i propri video attraverso la quantità spropositata di ricerche che vengono effettuate ogni giorno proprio su YouTube. Grazie al successo dell’iniziativa, si è pensato di estendere le potenzialità di Promoted video anche al circuito di Adwords.
É bene, però, ricordare che, almeno in questa fase iniziale, il servizio sarà disponibile soltanto in alcuni paesi tra cui l’Italia. Per approfondire la conoscenza di Promoted Video consiglio una visita al sito ufficiale:
La già attiva comunità che ruota intorno al mondo di Google sembra destinata ad aprirsi ad un gruppo ancora più numeroso di utenti grazie al nuovo strumento di Google Earth, denominato in maniera inequivocabile Google Building Maker.
Si tratta, come suggerisce il nome, di un software che consente agli utenti di modellare edifici tridimensionali a partire da quelli realmente esistenti e fotografati nelle mappe di Google Earth. Una volta realizzato e salvato il progetto 3D di un edificio, esso può essere sottoposto al vaglio dello staff di Google e, se ritenuto valido e il migliore nel suo genere, verrà accettato, inserito in Google Earth e potrà essere visualizzato da tutti gli utenti.
Un web sempre più partecipativo, insomma che, è innegabile, fa leva sulla creatività e la voglia di partecipare degli utenti per completare più rapidamente la ricostruzione tridimensionale delle mappe, un lavoro altrimenti lungo ed oneroso se lasciato tutto a carico di Google stesso.
La visibilità del proprio lavoro diventa così incentivo e premio a se stessa.
Che dire? Un’ altra brillante iniziativa della società di Mountain View!
Per maggiori informazioni sulle modalità per prendere parte al progetto, è possibile visualizzare un video-tutorial messo a disposizione dalla sempre attenta ICTV: