La navigazione sul web tramite dispositivo mobile sta diventando realtĂ , grazie ai dispositivi di ultima generazione e agli operatori di telefonia, che si stanno orientando verso questo mercato in ricca espansione.
Il W3C, il World Wide Web Consortium, sta cercando di fissare degli standard, anche se, ovviamente, le difficoltĂ non sono poche, a causa della diversitĂ dei dispositivi, dei browser e dei sistemi operativi.
L’obiettivo è rendere la navigazione facile e piacevole come quella su desktop.
In quest’ottica sono state rilasciate delle best practices sotto forma di flipcards per gli sviluppatori web, salvabili anche in formato .pdf.
Eccole riassunte:
Inoltre, sul sito ufficiale della W3C Mobile Web Iniziative è stata rilasciata la prima utility per testare la “mobile-friendliness” di un sito web.
In quest’ottica vedo come pessima la notizia data oggi dalla sezione mobile di Google, in cui annunciano un’ottimizzazione dei risultati delle ricerca per l’iPhone e per Android.
La navigazione web deve essere ottimizzata per ogni dispositivo, grazie a degli standard chiari e condivisibili; altrimenti succederĂ come con i vecchi browsers di Microsoft, che non rispettando gli standard internazionali, fanno perdere tempo prezioso agli sviluppatori web, tempo che potrebbe essere impiegato proficuamente in ricerca e sviluppo.
Il settore mobile è sempre in fermento e porta ogni giorno interessanti novità .
Mozilla, la celebre fondazione realizzatrice fra l’altro del browser Firefox e del programma di posta elettronica Thunderbird, visti i successi dei telefonini di nuova generazione sta lavorando alacremente alla realizzazione di un nuovo browser dedicato al settore mobile.
Il nome del nuovo prodotto, sempre freeware e opensource è Fennec (anche in questo caso una volpe) e nasce per essere utilizzato sui cellulari e i palmari della famiglia touch.
Al momento è in versione Alpha e gira solo sull’ Internet Tablets Nokia N810, ma, ovviamente, in futuro girerĂ anche su altri cellulari.
Se vi ho incuriosito ecco un filmato dedicato all’Alpha:
É con piacere che annunciamo un nuovo aggiornamento del Glossario dedicato al mondo di Internet e di marketing e Comunicazione del sito di B&G Comunicazione.
Pensato fin dall’inizio come uno strumento utile per tutti i navigatori del web per “districarsi” tra le numerose sigle, acronimi e termini stranieri che caratterizzano la rete oggi giorno, il Glossario si sta progressivamente espandendo ed arricchendo di nuovi termini, per mantenersi sempre aggiornato e offrire un servizio di qualitĂ ai visitatori.
Se sigle e termini tecnici vi spaventano…niente paura: nel nostro glossario quasi certamente troverete una risposta ai vostri interrogativi (o almeno questo è il nostro impegno!).
Eccoci tornati al lavoro dopo la pausa estiva.
Iniziamo subito riprendendo il filo da dove l’avevamo lasciato, ovvero dal problema ormai attuale del prossimo esaurimento degli indirizzi IP a causa dell’esponenziale moltiplicazione dei dispositivi fissi e mobili che giornalmente chiedono di connettersi ad internet.
Avevamo giĂ affrontato il problema in un post precedente, facendo un accenno al nuovo protocollo, l’IPv6, che dovrebbe sostituire quello attualmente in uso (IPv4) garantendo un numero di indirizzi in grado di soddisfare le richieste presenti e future degli affamati di internet.
La novità è che il nuovo protocollo dovrebbe andare a regime entro il 2012, anche se verrebbe da chiedersi se davvero riuscirĂ a rispondere alle esigenze della rete oppure se correrĂ il rischio – da qui ad alcuni anni – di incappare a sua volta nei limiti intrinsechi del sistema, come è giĂ avvenuto per il suo illustre “antenato”.
A questo proposito vi segnalo con piacere un articolo di Francesco Federico, pubblicato su Webnews il 26 Agosto scorso:
Nielsen ha reso noti i dati relativi allo studio sulla situazione del Mobile Web nel mondo. Secondo le statistiche elaborate, gli USA, il Regno Unito e l’Italia sono i paesi con la maggiore penetrazione con percentuali di utilizzo rispettivamente del 15.6%, 12.9% e 11.9%.
L’aspetto piĂą impressionante è la crescita esponenziale del fenomeno con cifre che vanno per gli USA da 22 milioni di utilizzatori nel 2006, arrivati oggi a 40 milioni nel 2008.
Risulta quindi banale la deduzione di come questo sia un settore decisamente attraente, con una nuova sfida per il marketing che si dovrĂ adattare alle nuove variabili di questo mercato.
Nel corso della manifestazione RomaFictionFest, dedicata alle fiction e ai progetti seriali, è stato presentato il progetto L’Ospite Pefetto – Room 4 U. La particolaritĂ di questa fiction è che nasce per essere trasmessa su internet e sui cellulari di nuova generazione.
Al momento sono previsti trenta episodi di tre minuti ciascuno, che vedono come protagonisti Giorgia Surina, Giulio Berruti e Jacopo Cullin che interpretano tre amici (Giulia, Alex e Luca) che si dividono le spese in un grande appartamento. I soldi per gestire la casa però non bastano e così sono costretti a iniziare una sorta di “casting” per cercare un altro coinquilino, la cui particolarità è che deve essere “perfetto”. Tra le guest star, in qualità di “aspiranti” abitanti del loft, sono stati chiamati lo scrittore Federico Moccia, il jolly Cristiano Malgioglio e la “sellerona” Ela Weber.
Il costo di realizzazione della fiction è di 500 mila euro. I filmati potranno essere scaricati o visti in streaming sul sito: www.ospiteperfetto.it
Come ben saprete gli utenti internet che speravano in un’evoluzione della navigazione via cellulare grazie all’arrivo dell’iPhone sono rimasti piuttosto di stucco dalle tariffe dei due operatori italiani che al momento hanno l’esclusiva della commercializzazione del prodotto della Apple e cioè Vodafone e Tim.
Vodafone, in ottica di orientamento al cliente, ha avviato nei suoi labs un blog in cui dĂ le ultime notizie che la riguardano e commenta le proprie iniziative.
Nello specifico, a difesa delle sue tariffe dice:
“I piani di abbonamento proposti da Vodafone per l’iPhone 3G consentono agli utenti di effettuare fino a 600MB di traffico dati al mese dall’Italia. Il traffico dati e’ stato calcolato sulla base di un utilizzo elevato dell’iPhone, che prevede un consumo di 500MB al mese.
Precisamente, con un consumo di 500MB al mese un utente medio puo’:
- Navigare in internet con Safari tutti i giorni per 30 minuti al giorno;
- Utilizzare Facebook per un totale di 30 minuti al giorno;
- Utilizzare YouTube due volte a settimana navigando fra i contenuti e vedendo 15 minuti di video per volta;
- Utilizzare Google Maps tre volte a settimana 10 minuti per volta;
- Utilizzare l’email in modalita’ push con check mail continuo e lettura/scrittura di 50 email al giorno;
- Utilizzare servizi di previsioni del tempo on line su sette citta’ al giorno;
- Utilizzare servizi di borsa online con un check di venti azioni al giorno.
A mio avviso questa è proprio un’occasione persa per una diffusione di massa della navigazione internet via cellulare. Come si può pensare a una limitazione così marcata dell’utilizzo di internet, soprattutto per i servizi che hanno un enorme successo per il target a cui è destinato l’iPhone, come i social networks?!?
Come commentano molti utenti sullo stesso blog di Vodafone, se si vuole una vera diffusione di massa occorrono tariffe flat, che lascino l’utente libero di navigare come e quanto vuole, senza ansie o patemi di quanti Mb di banda sono stati utilizzati.
Sembra proprio che gli operatori di telefonia mobile non riescano o meglio non vogliano capire come e quanto internet venga utilizzato e soprattutto quale potenzialitĂ abbia il suo utilizzo su un dispositivo mobile.
Le societĂ membre dell’OMTP (Open Mobile Terminal Platform) hanno avviato un nuovo progetto dal nome BONDI, il cui scopo è incoraggiare lo sviluppo di nuove applicazioni per il mobile web che non compromettano la sicurezza dei navigatori. L’OMTP è costituita da un insieme di aziende di notevole rilievo: AT&T, Hutchison 3G, Orange, Telecom Italia, TelefĂłnica, Telenor, T-Mobile e Vodafone.
Il nome BONDI ha un suo significato, infatti, è stato preso da quello di una popolare spiaggia Australiana, perchè il motto dell’iniziativa che verrĂ divulgato ai consumatori sarĂ : “it’s safe to surf”.
Per migliorare lo sviluppo delle applicazioni dedicate al mobile si cercherĂ di trovare uno standard comune, che non costringa gli sviluppatori a riscrivere piĂą volte la stessa applicazione per adattarla ai diversi sistemi hardware/software. Operazione decisamente costosa e inefficiente, che porta a confondere l’utente e rallenta tutto il mercato mobile.
La necessitĂ di uno standard comune, fra l’altro, deriva anche dal fatto che ormai i telefonini di ultima generazione sono dei mini computer e quindi è sempre piĂą pressante un’esigenza di sicurezza. Inoltre, lavorare dietro uno standard renderĂ piĂą facile il lavoro agli sviluppatori, che non dovranno perdere tempo negli adattamenti del software e che si potranno, quindi, concentrare sul suo sviluppo.
Qualche tempo fa avevo parlato dei Qr codes. Avevamo visto la loro vasta diffusione nei paesi orientali e analizzato il problema hardware per una loro diffusione per un utilizzo pubblicitario in occidente.
Oggi parliamo di nuovo dei Qr codes perchè a poco a poco stanno prendendo campo anche in Australia, dove l’agenzia pubblicitaria Ogilvy ha addirittura realizzato una campagna virale per il gruppo Telstra, che ha come tema proprio i Qr codes.
Ne è venuto fuori un simpatico filmato virale in cui i passanti costruiscono pezzo a pezzo il Qr Code dello spot: