Archivio della Categoria 'Mondo Blog'

I sette elementi più “abusati” nel Design Grafico

Friday 12 September 2008 - postato da G.C.

Titolo originale dell’articolo: Top 7 Most Overused Techniques & Elements Used In Graphic Design a cura di Jacob Cass e pubblicato sul sito Just Creative Design.

Il titolo mantiene le promesse e suscita non poche riflessioni in chi lo legge. Tra l’altro si tratta del primo di una serie di ben sei articoli che approfondiranno, a turno, una serie di elementi fin troppo usati e abusati nel design (web e grafico, a seconda dei casi): forme e icone, concetti, fonts, stock images e clichés nel design dei loghi.

Occorre precisare che gli elementi presi in esame non vengono giudicati dall’autore, né nel bene né nel male: egli semplicemente si limita a prendere atto di queste tendenze e a stilarne una classifica, a beneficio di tutti.
In particolare, in relazione alle sette tecniche più usate, la classifica fornita è la seguente:

  1. Raggi di luce o di sole usati come sfondo per altre creazioni;
  2. Silhouettes di persone o cose, nere o colorate e con o senza raggi di sole;
  3. Macchie di inchiostro, che aggiungono un aspetto cool/trendy al design e ben si addicono allo stile grunge ma che andrebbero usate con moderazione;
  4. Decorazioni floreali e ornamentali che sono molto “in” di questi tempi;
  5. Linee fluide che aggiungono un tocco dinamico al design (talvolta accoppiate con cerchi dai colori psichedelici o altri elementi);
  6. Combinazione di cerchi con colori psichedelici;
  7. Effetto “fumo”, che forse si nota meno dei precedenti perché viene sovente usato come sfondo ma che, a ben guardare, compare ovunque.

La classifica, ovviamente, non è fine a se stessa ma pone un quesito a tutti i lettori: quanto siamo coscienti dell’utilizzo e della presenza di questi elementi? O per meglio dire: quanto consciamente li utilizziamo?
Per dirla con le precise parole dell’autore dell’articolo:

“Are you following graphic design trends subconsciously?”

Mentre questo interrogativo rimane aperto, vi rimando alla lettura dell’articolo originale che contiene anche un esempio grafico illustrativo per ogni voce della lista: Via

Il logo di Google Chrome

Monday 8 September 2008 - postato da Nicolo' Fasce

Da quando è stato rilasciato qualche giorno fa, Google Chrome ha fatto ampiamente parlare di sé sul web.
C’è anche chi ha cercato di capire da dove è stata presa l’ispirazione per il suo logo.

Vi presento le teorie più interessanti:
Philipp Lensenn e alcuni utenti di Flickr ritengono che l’ispirazione sia venuta dal vecchio gioco degli anni ‘80 Simon, con alcune varianti in cui vengono incluse la palla dei Pokemon, una webcam e anche il logo di Firefox.
Logo Chrome - Simon - Pokemon
Chrome Mash Up

Ancora più interessante la teoria di Harry McCracken che accosta il nuovo logo a quello della Microsoft. Non tanto per la somiglianza nella forma, ma in quella della scelta cromatica. Come potete vedere, infatti, i colori sono proprio gli stessi, giallo, blu, verde e rosso, racchiusi da una sfera.
Google Chrome - Windows Vista

Ancora Amit Agarwal accosta il logo di Chrome a quello Thinkfree Office, che nella schermata di installazione ha proprio un’immagine simile.
Thinkfree Office 3
E guarda caso anche qui i colori sono sempre gli stessi.

Coincidenze? Fantasie? Tutto è possibile, l’unico fatto certo è che Google Chrome, nel bene o nel male sta facendo parlare di sé, sfruttando la miglior pubblicità e cioè il passaparola.

Anche Wordpress e The Guardian decretano la fine dei Captcha

Monday 1 September 2008 - postato da Nicolo' Fasce

Captcha Guardian
Qualche tempo fa avevo scritto un articolo in cui sottolineavo la completa inutilità dei codici CAPTHCA (Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart), quei famosi codici che spesso dobbiamo decifrare per poter iscriverci a un servizio o per postare su un forum o un blog.
Oggi questa teoria è descritta anche in un articolo pubblicato sul Guardian in cui viene sottolineata l’inutilità di questo filtro antispam. Lo stesso Matt Mullenweg gestore di Wordpress (la più importante piattaforma per il blogging), lo definisce come il “male” del web: “Captcha is the bane of the internet“.

Ormai è evidente come si debbano cercare altre strade e soluzioni per arginare il problema. L’aspetto preoccupante è dato dal fatto che tantissimo spamming non viene più creato dai dei computer bot, ma bensì da umani che, quindi, sono in grado di bypassare qualsiasi forma di filtro. Insomma, al momento non possiamo fare altro che rassegnarci e sperare in qualche nuova soluzione.

Canale Youtube per Google Italia

Wednesday 30 July 2008 - postato da Nicolo' Fasce

Google Italia Channel
I filmati sul web guadagnano sempre più terreno e Google non poteva non aggiornarsi, ha quindi deciso di aprire un canale su Youtube in cui realizzare dei video che aiutano l’utente ad utilizzare al meglio i suoi servizi, come Adwords, Google Maps e Google Sky.

Link: Google Italia Channel

I bloggers cinesi aggirano la censura

Friday 11 July 2008 - postato da Nicolo' Fasce

In Cina la censura su internet è particolarmente pesante, soprattutto sulle questioni del Tibet. Ma la razza dei bloggers si sa è particolarmente astuta e i giovani cinesi hanno trovato subito il modo per aggirare i blocchi.
Normalmente se in Cina uno scrivesse Dalai Lama o Tibet o altre parole vietate, apparirebbero per chi legge il testo solo degli asterischi. Questo accade sui siti, ma anche sulle chat e sui sistemi di messaggistica istantanea come Messenger o G-mail.
La soluzione trovata è geniale nella sua semplicità: basta, infatti, scrivere in verticale le frasi tramite una semplice applicazione on line.

Un esempio di scrittura verticale:
Censura cinese

I neologismi più odiati del Web 2.0

Tuesday 1 July 2008 - postato da G.C.

Capita a fagiolo, come si suol dire, un articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa il 22 giugno scorso, sui neologismi più odiati del Web 2.0. Dico “a fagiolo” perché nelle scorse settimane ho affrontato più volte l’argomento neologismi, con riferimento al mondo della comunicazione pubblicitaria. In questo caso parliamo invece di rete, ma pur sempre di comunicazione si tratta.
Evidentemente non solo la rete corre sempre più in fretta ma anche tutto ciò che da essa deriva, compreso il cambiamento del nostro linguaggio quotidiano, che si evolve proprio sotto i nostri occhi.

I cinque termini più odiati – secondo quanto rilevato dall’Istituto di ricerca inglese YouGov su un campione di 2091 -persone sono:

  1. folksonomy
  2. blogosfera
  3. blog
  4. netiquette
  5. blook (termine derivato da blog e book, usato per definire libri basati su materiale precedentemente pubblicato su un blog)

Come abbiamo già più volte sottolineato, la lingua è viva, si evolve e la rete, dopotutto, non ha fatto altro che accelerare questo processo, in sé assolutamente naturale.

In coda alla suddetta classifica troviamo ancora qualche chicca, come ad esempio webinar (abbreviazione di Web-based seminar, ovvero una presentazione, lettura o workshop trasmesso via web), vlog (=videoblog), social networking, cookie, wiki e molti altri ancora.

Come apprendiamo ancora dall’articolo pubblicato sul sito de La Stampa:

Il recente sondaggio è stato ampiamente commentato dai siti d’informazione anglosassoni, con toni più o meno ironici, sempre sottolineando il caotico impatto che Internet e le nuove tecnologie hanno avuto e stanno avendo sulla lingua inglese. Ma cosa dovremmo dire noi italiani, che oltre ad adottare tutti questi termini abbiamo preso anche l’abitudine di adattarli artificiosamente alla nostra lingua?
Qualche anno fa ci limitavamo a “faxare†(inviare un fax) e “scannerizzare†(catturare un documento tramite scanner, versione splatter: scannare). Oggi ci siamo evoluti e abbiamo iniziato a “postareâ€, “mailareâ€, “craccare”, “cliccare”, “downloadare”, “messaggiare” e “bloggareâ€. Chissà cosa ci riserverà il futuro. E chissà quanti tranquillanti stanno consumando all’Accademia della Crusca.

Parole sante, oserei dire. Talvolta forse ci lasciamo davvero prendere la mano dall’esterofilia linguistica e perdiamo un po’ di vista la naturalità del nostro idioma.
D’altro canto, lo sappiamo bene, indietro non si torna, poiché ogni nuova esperienza, ogni contaminazione culturale, comporta inevitabilmente un cambiamento. Ed è da qui che necessariamente si deve ripartire, verso un futuro che scriviamo ogni giorno, magari proprio attraverso una e-mail.

Fonte

Gli inventori dei linguaggi di programmazione

Wednesday 18 June 2008 - postato da Nicolo' Fasce

InventoreSpesso utilizziamo diversi linguaggi di programmazione, ma non sappiamo chi li ha inventati, il suo scopo e in quale occasione. Per scoprirlo ci viene in aiuto un post realizzato sul Blog Little Tutorials, dove sono stati raccolti tutti i dati sui 30 principali linguaggi utilizzati dai programmatori di tutto il mondo. Si va dal C++ al Java, passando per il PHP, Python, Visual Basic etc. etc.
Nel post sono raccolti oltre all’inventore il sito e, dove possibile, la storia anche dei diversi linguaggi.
Link: The Creators of 30 Programming Languages: pages, biographies, blogs, interviews

Wordpress ha solo 5 anni ma ha già fatto molta strada…

Friday 13 June 2008 - postato da G.C.

Martedì 27 maggio 2008 WordPress ha compiuto 5 anni. Sembra ieri quando è stata varata la prima release, vero? É con un filo di nostalgia e molta soddisfazione che ne hanno dato annuncio i curatori del Blog Ufficiale, che in occasione dell’evento hanno organizzato una vera Festa di Compleanno (con tanto di invito virtuale) a San Francisco, California, per la più nota e amata piattaforma di Blogging.

Di acqua ne è passata sotto i ponti in cinque anni, come si suol dire. Il Web si è letteralmente trasformato, la blogosfera è cresciuta e si è moltiplicata in modo esponenziale e ha intrapreso vie inattese e talora perfino inimmaginabili.

Che dire? Caro Wordpress…cento di questi giorni!!!

Nasce un manuale di sopravvivenza giuridica per bloggers

Wednesday 11 June 2008 - postato da G.C.

É con piacere che vi segnalo che il 10 maggio scorso è stato presentato al Salone del Libro di Torino (e contemporaneamente è stato messo online per la prima volta) un interessante testo dal titolo “Il Minottino – Manuale di sopravvivenza giuridica ad uso del blogger.”

L’autore è Daniele Minotti, un avvocato penalista esperto in web e nuove tecnologie (e lui stesso blogger), che nel suo volumetto ha fatto il punto “giuridico” della situazione sui vincoli legislativi legati alla gestione dei blogs, un argomento ancora abbastanza nebuloso, almeno per la maggior parte dei frequentatori abituali della rete.  

Effettivamente si sentiva il bisogno di un po’ di chiarezza, in particolare su alcuni argomenti di grande rilevanza, come ad esempio Privacy e trattamento dei dati personali, i reati di diffamazione e ingiuria, critica e satira; responsabilità del blogger relativamente ai commenti ospitati sul proprio blog; diritti d’autore (ahimé, argomento spinosissimo!) e molto altro.

Ciò che ha reso l’iniziativa ancor più interessante è stata la meritevole scelta dell’autore di rendere disponibile per il libero download il pdf del proprio volume, scaricabile a questo indirizzo: http://www.minotti.net/il-minottino/.

Un saggio proverbio recita “impara l’arte e mettila da parte”; più il tempo passa e più mi convinco che la saggezza popolare non va mai sottovalutata…

Il Blogging fa bene alla salute!

Tuesday 10 June 2008 - postato da G.C.

É quanto apprendiamo da un articolo edito sul sito di Scientific American  lo scorso mese di Maggio, dal titolo “Blogging–It’s Good for You”.

Scrittori e scienziati già da tempo conoscono ed illustrano i benefici terapeutici derivanti dallo scrivere le proprie esperienze personali ed emozioni e questa potrebbe essere una delle ragioni che hanno fatto letteralemente decollare la Blogosfera. Sembra infatti che, oltre a consentire alla persona di liberarsi dello stress, la scrittura “espressiva” porti anche reali benefici fisiologici. L’articolo prosegue spiegando che le ricerche hanno dimostrato che scrivere migliora il sonno e la memoria ed accelera addirittura la ripresa dopo gli interventi chirurgici. Insomma, non fa miracoli ma…aiuta.

Ovviamente c’è ancora molto da scoprire sulla materia, poichè non è semplice identificare e studiare le reazioni del cervello umano prima, durante e dopo il processo di quella che viene chiamata “expressive writing”, tuttavia i primi risultati lasciano ben sperare.

A ben pensare, già i nostri nonni tenevano un diario personale in cui annotavano le proprie giornate e le proprie emozioni. Che ne avessero già intuito l’utilità?

Via


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