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Separazione in vista in casa Mountain View tra Youtube e Google+

La notizia del giorno è l’annuncio che da qui a breve (anche se non immediatamente) le strade di Youtube e Google+ si separeranno e i due progetti proseguiranno la propria vita in maniera indipendente.

In sintesi non sarà più necessario essere iscritti al social network Google+ per poter caricare filmati su Youtube: sarà sufficiente un normale account Google, come per altri servizi offerti dal colosso di Mountain View.
Sembra che la scelta del “divorzio” virtuale sia dovuta ai feedback non proprio positivi ricevuti da parte della community che evidentemente non ha apprezzato il convergere delle due realtà.
Come dire, Google riconosce di aver commesso un passo falso e torna indietro.

Al momento occorre mantenere intatto il proprio account perché la cancellazione da Google+ comporterebbe anche quella da Youtube ma prossimamente si potrà avere lo scorporo delle due piattaforme.

E’ l’ennesima riprova – se mai ce ne fosse stato bisogno – che Google è in continuo fermento, alla costante ricerca di nuovi servizi e soluzioni, anche se non sempre le decisioni prese risultano essere migliorative.
Infatti qua e là qualche sviluppatore rimane talvolta orfano di servizi utili, inaugurati in grande spolvero ma successivamente dismessi per motivi economici o organizzativi, non sempre comprensibili fino in fondo.

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TripAdvisor diventa un portale di ricerca per pianificare i viaggi

Con i suoi i suoi 200 milioni di recensioni scritte dai viaggiatori, TripAdvisor si presenta come il più grande portale di viaggi al mondo. E fin qui prendiamo atto dei numeri.

La novità è però di  questi giorni e consiste in una campagna pubblicitaria televisiva mirata a comunicare al grande pubblico che il sito ha fatto un salto di qualità: da portale essenzialmente costituito da recensioni, offre oggi anche nuovi servizi di pianificazione e prenotazione delle vacanze, mettendo a confronto i prezzi di 200 siti diversi. La motivazione al cambiamento è certamente data dalla presenza in rete di siti concorrenti che già da tempo offrono servizi analoghi nello stesso settore o in altri, quali ad esempio le assicurazioni e il campo immobiliare.

Siamo onesti, chi di noi non ha fatto almeno un passo su TripAdvisor negli ultimi anni per conoscere l’opinione di chi è già stato ospite di una certa struttura turistica o di un ristorante?

Fin qui è storia nota, nel senso che ormai non ci si affida più alle tradizionali guide cartacee per informarsi sul rapporto qualità/prezzo del settore turistico. E’ più veloce ed immediato “dare una sbirciatina” su TripAdvisor dove le valutazioni, però, va detto, sono spesso soggettive e contrastanti, legate a più fattori quali flussi stagionali, condizioni meteorologiche o preferenze culinarie.

L’aspetto innovativo sarà affidare al portale l’oneroso (soprattutto in termini di tempo) compito di confrontare strutture e prezzi a parità (o quasi) di condizioni. Sarà una mossa vincente?
Dal momento che la stagione delle ferie è ormai prossima non dubito che lo scopriremo a breve.

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Facebook Places, questo sconosciuto

Tutti o quasi trascorrono parte del proprio tempo libero sui Social Network ma non sempre ne conosco le features più interessanti.

E’ il caso di Facebook Places, che dopo una fase di sviluppo e lancio avvenuti quasi “in sordina” promette grandi risultati, sfruttando le potenzialità della geolocalizzazione unite a quelle del social network, per offrire agli utenti che la utilizzano un’esperienza a 360°. A partire, infatti, da un luogo prescelto si ottiene una lunga lista di consigli e suggerimenti sui luoghi da visitare, le iniziative in corso e, ovviamente, pareri ed opinioni degli amici (o amici degli amici).

Si tratta di un passo in più oltre le funzioni già offerte da Google, perché offre possibilità “ritagliate su misura” per chi desidera informazioni su ristoranti, luoghi di divertimento e cultura e molto altro ancora.

Una feature, insomma, tutta da provare.

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Entro la fine dell'anno il via ai domini personalizzati

Il web così come lo conosciamo dai suoi primordi sarà presto destinato ad una radicale mutazione.

Nell’ottica della liberalizzazione, i domini generici di primo livello (gTLD) che hanno caratterizzato il web 1.0 ed anche 2.0 (.it, .com, .net, .biz etc.) saranno presto affiancati da domini di ogni tipo: è quanto apprendiamo dalla Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN).

L’ICANN ha già cominciato ad accettare le richieste di registrazione provenienti da singole imprese. Questo significa che presto si potranno registrare anche domini con nomi propri o aziendali che presumibilmente finiranno con il costituire una struttura “a quartieri” per aree tematiche o settore, elemento questo che suscita qualche perplessità nei fautori di una rete senza confini.

Com’era prevedibile i grandi brand, come Microsoft, Apple o Amazon, hanno giocato d’anticipo. La sola Amazon ha richiesto per sé 76 nomi.

Le richieste inizieranno ad essere esaminate nel mese di luglio e con il nuovo anno le società aventi diritto potranno cominciare ad usare i nuovi nomi a dominio. Un’annotazione: non solo l’ICANN verificherà l’opportunità di concedere l’uso di un dominio di primo livello ma verificherà anche se il richiedente possiede l’infrastruttura tecnica necessaria per amministrarlo adeguatamente.

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Arriva Google Drive

Nella migliore tradizione di Google, le novità non finiscono mai ed è così che assistiamo all’arrivo di Google Drive.
A beneficio di tutti vediamo di cosa si tratta.

Come spiega il claim “Google Drive. Conserva tutto e condividi ciò che vuoi” si tratta di una funzionalità offerta da Google che consente di creare, conservare e condividere documenti, fogli di lavoro e presentazioni e di accedervi da qualunque postazione e luogo. Con un sistema di condivisione facilitata basta un link per scambiare i documenti con altre persone (e disporre così della versione sempre aggiornata) senza allegarli alle e-mail: Inoltre video e immagini presenti nel proprio Google Drive sono immediatamente disponibili anche per la condivisione su Google+.

Una prima funzione utile è rappresentata dalla possibilità di aprire più di 30 tipi di file direttamente nel browser, inclusi video HD e file di Adobe Illustrator e Photoshop, pur non disponendo di programmi specifici nel proprio computer.

Un’altra interessante funzione è quella di ricerca dei files, come illustrato nella pagina ufficiale:

“Google Drive ti permette di trovare i tuoi file più facilmente. Puoi cercare i contenuti per parole chiave e filtrare in base al tipo di file, al proprietario e ad altri criteri. Google Drive può perfino riconoscere gli oggetti all’interno delle immagini e il testo nei documenti digitalizzati.”

Per saperne di più vi lascio al video di presentazione (in lingua inglese):

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Intervista a…Willwoosh

Cari amici,
oggi vi presentiamo la clip introduttiva dell’intervista a Willwoosh (al secolo Guglielmo Scilla) da noi realizzata  in occasione della conferenza stampa di presentazione del film “10 regole per fare innamorare” di Cristiano Bortone presso il Grand Hotel Savoia di Genova. Com’è noto Willwoosh è da anni uno dei grandi protagonisti di Youtube, dove i suoi video divertenti ricevono ogni giorno innumerevoli visite. Come abbiamo già avuto modo di raccontare in un precedente articolo, Guglielmo Scilla è uno degli emblemi della Comunicazione 2.0 e un clamoroso caso di successo che gli ha consentito di compiere il salto dal piccolo al grande schermo.

Nel 2010, infatti, ha recitato nel film Una canzone per te, diretto da Herbert Simone Paragnani; nel 2011 è stato fra gli autori e attori della webserie fantascientifica Freaks! e conduce A tu per Gu su Radio DeeJay. Sempre nel 2011 ha recitato nel film Matrimonio a Parigi diretto da Claudio Risi e ha fatto parte del cast del film 10 regole per fare innamorare.

Con questa intervista B&G Comunicazione dà l’avvio all’apposita sezione dedicata alle videointerviste “Doc” sul sito www.filmdoc.it da lei interamente curato.

Sul sito si possono trovare tutti i numeri della rivista Film Doc sfogliabili e scaricabili in formato pdf, nonché i vari articoli divisi per sezioni. Per chi non la conoscesse, Film Doc è una rivista di informazione e cultura cinematografica edita dalla Delegazione ligure dell’AGIS e dalla Regione Liguria. É distribuita gratuitamente presso i cinema, i teatri, librerie e gli altri punti d’incontro elencati nell’ apposita sezione del sito.

Nel sito è visibile anche il piccolo e simpatico video su come nasce la rivista Film Doc, dalla penna alla stampa.

Visita il sito di Film Doc

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Arriva Volunia, il motore di ricerca made in Italy

Ne parlano largamente sul web ed anche in TV ma il nome incuriosisce ancora, si tratta di Volunia, il primo motore di ricerca “made in Italy”, ideato da Massimo Marchiori.

Questo informatico e matematico italiano è anche ricercatore scientifico nel W3C ed è uno degli autori della famiglia di standard mondiali XQuery. Come se questo non bastasse, aveva ideato l’algoritmo che poi Larry Page ha utilizzato per realizzare Google e nel 2004 ha anche vinto il premio TR100 della Technology Review, che viene dato ai 100 giovani ricercatori più innovatori al mondo (fonte Wikipedia).
Fa sicuramente piacere appurare che non tutti i “cervelli” fuggono dall’Italia e che ancora qualcuno crede nelle possibilità di sviluppo del nostro paese, anche dal punto di vista tecnologico.

Per quanto riguarda l’origine del nome Volunia, in rete in questi giorni si erano accreditate due possibili ipotesi:

  1. “Volo fino alla Luna”
  2. VOL (Video on Line, la prima internet italiana nata in Sardegna) + Luna.

Marchiori sembra spazzar via ogni dubbio:

«L’ho battezzata con questo nome unendo la parola volo e Luna per simboleggiare il balzo che il mio motore garantisce»

Allo stato attuale l’accesso al nuovo motore di ricerca è ancora limitato ad un ristretto (proporzionalmente parlando) numero di selezionati (si può richiedere l’accesso tramite il sito http://launch.volunia.com/).  Chi è già accreditato può invece accedere tramite il sito pubblico http://www.volunia.com/.
Dopo un periodo di sperimentazione, il motore dovrebbe però aprire l’accesso a tutti i navigatori del web.

Qualcosa, comunque, è già trapelato e sembra che l’orientamento del progetto sia ad un mix di search engine e piattaforma social, ovviamente ancora da perfezionare, ma con un DNA innovativo, almeno a giudicare dalle premesse.

Webnews, che è sempre puntuale sulle notizie, lo ha provato e ha dedicato a Volunia un buon articolo accompagnato da diverse schermate.

Vi consiglio la lettura dell’articolo, se desiderate saperne di più.
Buona lettura!

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Google cambia ancora

Il motore di ricerca più diffuso e instancabile del mondo continua ad evolversi e, per tenere aggiornati i web developers e i navigatori della rete, comunica 30 nuove modifiche ai suoi algoritmi di ricerca, alcuni dei quali accompagnati dal proprio codename: simple, concepts, leaf, lyndsy e molti altri.

Tre in particolare ci paiono interessanti:

  • Better infrastructure for autocomplete. This is an infrastructure change to improve how our autocomplete algorithm handles spelling corrections for query prefixes (the beginning part of a search).
  • Better spam detection in Image Search. [launch codename “leaf”] This change improves our spam detection in Image Search by extending algorithms we already use for our main search results.
  • Faster mobile browsing. [launch codename “old possum”, project codename “Skip Redirect”] Many websites redirect smartphone users to another page that is optimized for smartphone browsers. This change uses the final smartphone destination url in our mobile search results, so you can bypass all the redirects and load the target page faster.

Per approfondire in particolare quelli relativi al mese di Dicembre 2011: Via

Il 39% degli italiani non ha mai usato internet

Ce lo racconta Eurostat nell’articolo del 14 dicembre scorso intitolato

“Internet access and use in 2011
Almost a quarter of persons aged 16-74 in the EU27 have never used the internet”

Il dato, visto così nero su bianco, sorprende un po’, se consideriamo la quantità di dispositivi fissi e mobili che giornalmente accedono alla rete per i motivi più diversi. Dal lavoro agli hobbies e dai social networks alle notizie, milioni di italiani si connettono giornalmente ma, a giudicare dai risultati di Eurostat,  il nostro paese arranca faticosamente in coda alla classifica europea, contendendosi il poco ambito primato con Romania (51%), Bulgaria (46%), Grecia (45%), Portogallo (41%) e Cipro (41%).

Il dato salta ancor più all’occhio se confrontato invece con i paesi del Vecchio Continente “virtualmente” più virtuosi, quali Danimarca e Olanda (rispettivamente 5% e 7%). Tra i due estremi si trovano invece Francia e Germania.

Ma non è tutto. Conformemente a quanto si potrebbe supporre dati alla mano, risultiamo anche tra i paesi più conservatori dal punto di vista delle abitudini di acquisto e meno propensi a sfruttare le nuove opportunità offerte dalla rete, come l’e-commerce.

Per saperne di più vi rimando all’articolo originale: Via

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Oggi parliamo di…MotionCAPTCHA

Rieccoci a parlare di CAPTCHA, gioia e dolore di programmatori, utenti e bot.
Dopo i numeri distorti e i banner-immagine, ecco il captcha targato HML5 ovvero il MotionCAPTCHA.
Si tratta di un plugin jQuery che, attraverso l’utilizzo dell’elemento canvas, chiede all’utente di disegnare con il mouse all’interno di un apposito riquadro l’immagine raffigurata (che può consistere in una linea o forma geometrica).
Se il disegno somiglia alla figura iniziale, si può procedere con l’invio dei dati del form.

Chi l’ha sperimentato anche su tablet lo considera più pratico dei captcha tradizionali.
Ovviamente la novità ha suscitato entusiasmi e perplessità, inerenti soprattutto la sicurezza ma, come spiega l’autore stesso, si tratta allo stato attuale di un esperimento, ancora in fase di miglioramento.

Per saperne di più sul progetto vi rimando al progetto dell’autore, Joss Crowcroft, su GitHub:  Via
Per vedere la demo, invece: Via

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