Il motore di ricerca più diffuso e instancabile del mondo continua ad evolversi e, per tenere aggiornati i web developers e i navigatori della rete, comunica 30 nuove modifiche ai suoi algoritmi di ricerca, alcuni dei quali accompagnati dal proprio codename: simple, concepts, leaf, lyndsy e molti altri.
Tre in particolare ci paiono interessanti:
Better infrastructure for autocomplete. This is an infrastructure change to improve how our autocomplete algorithm handles spelling corrections for query prefixes (the beginning part of a search).
Better spam detection in Image Search. [launch codename “leafâ€] This change improves our spam detection in Image Search by extending algorithms we already use for our main search results.
Faster mobile browsing. [launch codename “old possumâ€, project codename “Skip Redirectâ€] Many websites redirect smartphone users to another page that is optimized for smartphone browsers. This change uses the final smartphone destination url in our mobile search results, so you can bypass all the redirects and load the target page faster.
Per approfondire in particolare quelli relativi al mese di Dicembre 2011: Via
Il dato, visto così nero su bianco, sorprende un po’, se consideriamo la quantità di dispositivi fissi e mobili che giornalmente accedono alla rete per i motivi più diversi. Dal lavoro agli hobbies e dai social networks alle notizie, milioni di italiani si connettono giornalmente ma, a giudicare dai risultati di Eurostat,  il nostro paese arranca faticosamente in coda alla classifica europea, contendendosi il poco ambito primato con Romania (51%), Bulgaria (46%), Grecia (45%), Portogallo (41%) e Cipro (41%).
Il dato salta ancor più all’occhio se confrontato invece con i paesi del Vecchio Continente “virtualmente” più virtuosi, quali Danimarca e Olanda (rispettivamente 5% e 7%). Tra i due estremi si trovano invece Francia e Germania.
Ma non è tutto. Conformemente a quanto si potrebbe supporre dati alla mano, risultiamo anche tra i paesi più conservatori dal punto di vista delle abitudini di acquisto e meno propensi a sfruttare le nuove opportunità offerte dalla rete, come l’e-commerce.
Per saperne di più vi rimando all’articolo originale: Via
Rieccoci a parlare di CAPTCHA, gioia e dolore di programmatori, utenti e bot.
Dopo i numeri distorti e i banner-immagine, ecco il captcha targato HML5 ovvero il MotionCAPTCHA.
Si tratta di un plugin jQuery che, attraverso l’utilizzo dell’elemento canvas, chiede all’utente di disegnare con il mouse all’interno di un apposito riquadro l’immagine raffigurata (che può consistere in una linea o forma geometrica).
Se il disegno somiglia alla figura iniziale, si può procedere con l’invio dei dati del form.
Chi l’ha sperimentato anche su tablet lo considera più pratico dei captcha tradizionali.
Ovviamente la novità ha suscitato entusiasmi e perplessità , inerenti soprattutto la sicurezza ma, come spiega l’autore stesso, si tratta allo stato attuale di un esperimento, ancora in fase di miglioramento.
Per saperne di più sul progetto vi rimando al sito dell’autore, Joss Crowcroft:  Via Per vedere la demo, invece: Via
Niente paura, non si tratta di questioni di privacy o di un caso di “grande fratello” tecnologico, bensì di Voice Search, un innovativo sistema di ricerca nello sterminato archivio di Google.
Basta installare l’ultima versione di Google Chrome, un clic sull’icona del microfono nel campo di ricerca ed un microfono reale con cui comunicare con il computer e il gioco è fatto: pronunciando le parole da cercare, Google riconoscerà i termini e li trasformerà in query.
Il servizio dovrebbe essere attivato a breve, stay tuned!
I più accaniti fruitori del notissimo motore di ricerca ben conoscono ormai la creatività di Google, che si esplica – tra le altre cose – nella realizzazione di Doodles “ad hoc”, ovvero variazioni sul tema del logo di Google dedicati agli eventi storici o di attualità che ricorrono in un dato giorno dell’anno.
I Doodles già sfornati sono decine e – lasciatemelo dire – uno più bello dell’altro. Verrebbe quasi la tentazione di collezionarli come si faceva un tempo con le figurine.
Il sempre attento Webnews.it l’ha fatto,  selezionando i più belli e raccogliendoli in gallerie tutte da sfogliare.
Buona visione!
Già da tempo sono state prese iniziative da parte dei colossi del web per giungere al definitivo pensionamento dell’ ormai “anziano” browser di casa Microsoft. Ciò nonostante lo utilizza ancora più del 10% degli utenti di internet sparsi in tutto il mondo.
In virtù di questo, la stessa Microsoft ha varato un sito dal nome più che esplicito – IE6 countdown – mirato a incoraggiare l’abbandono del vecchio browser, che ha ormai compiuto 10 anni, a favore delle versioni più recenti.
Il sito offre già all’apertura una mappa geografica del pianeta recante le percentuali aggiornate di utilizzo di IE6 per ogni paese. Inoltre contiene tre macro-aree dedicate a diversi target e iniziative:
Join the cause (mirato ai webmasters, che invita ad aderire all’iniziativa inserendo un banner nei proprio sito);
Educate others (destinato a tutti gli utenti, che contiene buone ragioni per passare alle nuove versioni del browser);
Tell your friends (destinato ai tweeters, per favorire il passaparola spontaneo in rete).
Ai blocchi di partenza oggi a Milano il Digital Experience Festival, cinque giorni di dibattiti e incontri incentrati sul rapporto tra l’uomo e le tecnologie digitali nei vari settori della sua vita (lavoro, rapporti sociali, etc.).
Non a caso il claim è “better digital better life“.
Come sottolinea in un video il Direttore del Festival, Stefano Saladino, l’evento non pone tanto l’attenzione sulle singole tecnologie quanto piuttosto sull’uomo che le utilizza:
La pubblicità ci circonda, è ovunque. Ci parla dalle radio e dal web, ammicca accattivante in tv, ci sorride dai cartelloni pubblicitari. Siamo quindi abituati agli spot, ai sottofondi musicali orecchiabili, a piccole storie condensate in una manciata di secondi. Ma…cosa c’è dietro le quinte di uno spot?
Ore di studio, lavoro, make up e ambientazioni curate al dettaglio.
Simpatico il “making of” dello spot Emulsio il Salvambiente (protagonista il personaggio di Ariel, alias Marco Marzocca), messo in rete su Youtube che racconta con rapidi flash vari momenti della lavorazione dello spot.
Non è più una novità che i dispositivi mobili targati Apple (iPod, iPad e iPhone) sono amatissimi e che sono migliaia le applicazioni che vengono giornalmente scaricate ed installate su di essi.
Questi i dati approssimativi presentati da Apple:
più di 10 miliardi di applicazioni
più di 160 milioni di accounts iTunes attivati
200 nuove applicazioni scaricate nel mondo ogni secondo
30 minuti al giorno trascorsi mediamente ad utilizzare le applicazioni
Partendo dall’analisi numerica di tale successo, Apple ha deciso di lanciare – il 1 luglio prossimo – iAd, una propria piattaforma per la pubblicità , integrata nelle applicazioni e pertanto autonoma rispetto alla rete.
Tra i primi aderenti illustri troviamo Dove e Nissan ma il progetto appare già ambizioso, come precisato sul sito di advertising di Apple: http://advertising.apple.com/
Obiettivo primario: una elevata targetizzazione delle campagne, mirate al raggiungimento della porzione di clientela desiderata.
Ci dice Apple (libera traduzione dal sito advertising.apple.com):
“Ogni pubblicità viene mostrata all’interno delle migliaia di applicazioni in rete soltanto al pubblico che vuoi raggiungere. Il nostro targeting ad alta efficacia utilizza interessi e preferenze rilevanti per il tuo brand. Che si stiano leggendo le news, che si stia giocando o consultando il meteo locale, la tua pubblicità avrà un forte impatto”
Il sito offre maggiori informazioni nelle due macro-aree iAd for Brands e iAd for developers.
Simpatico e ben realizzato – a mio avviso – il nuovo spot di Opel Corsa per il 2011, caratterizzato da una serie di graffiti in movimento, che prendono vita al passaggio dell’auto.
Ecco il video dello spot postato su Youtube:
Appena trasmesso alla TV mi ha immediatamente richiamato alla memoria un video “antenato” del 2008, realizzato e messo online. Sebbene le tecniche realizzative siano diverse, l’idea c’era già :