Il momento è oserei dire storico: l’ ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), istituzione deputata al controllo sull’assegnazione di Nomi e Numeri nella Rete, ha da poco approvato all’unanimità un progetto per la liberalizzazione nell’adozione dei domini.
Spendiamo prima due parole per saperne di più sull’ICANN:
“To reach another person on the Internet you have to type an address into your computer – a name or a number. That address has to be unique so computers know where to find each other. ICANN coordinates these unique identifiers across the world. Without that coordination we wouldn’t have one global Internet.
ICANN was formed in 1998. It is a not-for-profit partnership of people from all over the world dedicated to keeping the Internet secure, stable and interoperable. It promotes competition and develops policy on the Internet’s unique identifiers.
ICANN doesn’t control content on the Internet. It cannot stop spam and it doesn’t deal with access to the Internet. But through its coordination role of the Internet’s naming system, it does have an important impact on the expansion and evolution of the Internet.”
Si tratta, in sintesi, di un’organizzazione di regolamentazione e controllo, indispensabile per sorvegliare e garantre il corretto funzionamento del web.
Detto questo, possiamo tornare al core del problema: la recente decisione dell’ICANN dovrebbe consentire di sganciarsi dalle rigide regole che sono state in vigore fino ad ora, dovendosi attenere – per la scelta dei domini – ai più classici .it, .com. net, etc., adottati in numero ristretto proprio al fine di evitare possibili confusioni.
Ma i tempi cambiano, la rete cresce e ci si sta avvicinando a grandi passi al limite delle combinazioni possibili, quindi una ventata d’aria nuova era un’esigenza ampiamente avvertita in tutta la rete.
Aziende, Stati e Istituzioni potranno quindi – probabilmente dalla primavera 2009 – attivare nuovi domini meno anonimi e studiati ad hoc per le proprie esigenze, siano esse di ordine geografico, lavorativo o di Brand.
I futuri indirizzi potranno terminare ad esempio con nomi di città , marchi aziendali o termini legati ad una specifica attività economica. Scelte di questo tipo potrebbero influire non poco sulla riconoscibilità di un sito o sulla sua identificazione in termini di area geografica.
C’è un però: per evitare la prevedibile ed incontrollata proliferazione dei domini più disparati (si sa, la gente quando vuole sa essere fin troppo creativa ed estrosa e perfino un po’ cattivella), l’ICANN ha adottato una politica di disincentivazione economica, ovvero ha imposto costi piuttosto alti (stiamo parlando mediamente di un centinaio di dollari) per i nuovi domini top-level e, come si suol dire, non sono certo bruscolini.
Inoltre resterà sempre in vigore un severo sistema di controlli.
Una volta attivato un nuovo dominio, il proprietario potrà vendere a terzi nuovi indirizzi basati sul dominio top level prescelto, come già avviene con i domini tradizionali. L’ICANN, da qui fino all’accoglimento delle prime richieste (previsto per aprile/maggio 2009) dovrà elaborare le regole e procedure necessarie per l’attivazione dei nuovi indirizzi Internet e, a partire da quel momento, potrà vagliarle ed eventualmente approvarle nel giro di qualche mese.
Fortunatamente – mi permetto di dirlo – per evitare l’anarchia nel settore, ICANN conserverà pieno potere decisionale sui nuovi domini, i quali dovranno attenersi a regole precise, quali ad esempio la non violazione di diritti d’autore ed il rispetto dell’etica e delle leggi vigenti.
Ci sembra decisamente il minimo…ma è sempre opportuno scendere nei dettagli perché si sa, fatta la legge…trovato l’inganno.
Dunque sarà bene che i requisiti da rispettare vengano (com’è auspicabile) elencati e specificati nel modo più chiaro possibile.
Come per tutte le “rivoluzioni” sicuramente ci vorrà del tempo: tempo per digerirle, tempo per abituarcisi, tempo per “fare l’occhio” a domini strampalati o, se non altro, creativi.
Ma l’uomo è un essere facilmente adattabile, quindi siamo certi che non impiegherà molto tempo ad ambientarsi nella nuova rete…
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