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Pixel advertising, ieri, oggi e domani

Wednesday 4 June 2008 - postato da G.C.

Tutto è cominciato qualche anno fa, quando un 21enne inglese, Alex Tew, ebbe l’idea innovativa di creare sul web una pagina composta da un milione di pixel, ciascuno dei quali in vendita al prezzo di un dollaro, su cui inserire della pubblicitĂ .

Screenshot

Come sovente accade per i fenomeni della rete il successo fu tanto esplosivo quanto imprevedibile: in pochi mesi rasentò il tutto esaurito e gli ultimi pixel furono messi all’asta su eBay: la lotta per accaparrarsi questi ultimi spazi liberi fu davvero “senza quartiere”, portata avanti a colpi di decine di migliaia di dollari.
La sua pagina web fu a giusto titolo denominata “The Million Dollar Homepage” e oltre al considerevole guadagno economico finito nelle tasche creative dell’ideatore, l’operazione ha garantito anche grande visibilitĂ  agli inserzionisti, grazie al balzo che la pagina ha fatto nel page rank di Google e Alexa, e dell’interesse suscitato dalla vicenda presso i principali media del mondo. I piĂą ottimisti, visto il successo dell’iniziativa, predissero orizzonti sereni per il pixel advertising, che sembrava possedere in sĂ© grandi potenzialitĂ  per il futuro.

Non tardarono a spuntare ovunque emulatori e aspitanti paperoni che però, a quanto sembra, non riuscirono ad ottenere il medesimo successo. Come recita un noto detto “Paganini non si ripete”…
Oggi i siti in cui è possibile comprare pixel pubblicitari sono numerosi e di ogni genere e a rendere interessante per gli inserzionisti questa forma di pubblicitĂ  è soprattutto il prezzo contenuto: un pacchetto minimo normalmente si aggira sui 100 dollari o euro per uno spazio da 100 pixel per la durata di un anno. Viene comunque da chiedersi se la visibilitĂ  è effettivamente proporzionata all’investimento…

Sulla scia dell’esempio del giovane Alex Tew è stato uno studente americano a sviluppare un’idea analoga a partire da premesse simili: ha realizzato, infatti, addirittura un muro lungo un miglio di affissioni elettroniche, The Mile Wall, che ospita non solo banner pubblicitari, ma anche messaggi d’amore, scritte e quant’altro. Il costo è di un dollaro a pixel e sono esclusi dall’iniziativa siti pornografici, casino online e altre attivitĂ  di dubbia eticitĂ .

L’ideatore illustra così il suo ambizioso progetto:

“The Mile Wall is a project to build the internet’s longest page. The page will stretch for 1 mile ( 1.6 km ) horizontally and be made entirely of public posted material. It will be the first, or at least one of the first, pages to go entirely horizontal for such an incredible distance.”

Questo va per il passato ed il presente. E il futuro del pixel advertising? Difficile dire se si tratti di una moda passeggera o di un’iniziativa destinata a durare nel tempo. Certo è che la rete offre letteralmente “spazio da vendere” a chi ha sufficiente creativitĂ  e spirito d’iniziativa. Chi vivrĂ  vedrĂ …