Per rendersi conto della diffusione ed importanza degli advergames sul web basta visitare i siti di alcuni noti brands che hanno deciso di dedicare dei progetti multimediali ai piccoli navigatori, realizzando giochi “ad hoc” targettizzati per l’infanzia e caratterizzati da creativitĂ e colore.
Chocokrave.it di Kellogg’s offre alcuni giochi interattivi piuttosto semplici, dedicati al gustoso mondo del cioccolato.
Magic-kinder.com di Kinder offre una rosa di quattro aree tematiche principali (creativitĂ , natura, movimento e gare e competizioni, piĂš un’area novitĂ che consente, tra l’altro, di personalizzare il gioco tramite l’uso di una webcam. Per salvare i propri lavori (e fidelizzare i clienti) i navigatori devono registrarsi sul sito.
Pandistelle.it di Barilla immerge invece il navigatore in un mondo fantastico fatto di cioccolata e biscotti in cui linee, scritte, stelle e oggetti si animano invitando a giocare con i suoi personaggi. Scopriamo cosÏ che per interagire con alcune aree occorre avere a disposizione una confezione di biscotti da posizionare davanti alla webcam.
Il prodotto diviene cosĂŹ “chiave d’accesso” al mondo magico di colori e suoni del web. Come dire…un altro modo creativo di fidelizzare i piccoli clienti. Testi, video e foto “casalinghi” possono inoltre essere segnalati e votati per entrare nella classifica delle migliori creazioni dedicate a Pan di Stelle.
Si tratta soltanto di tre esempi che lasciano però già  intravedere le enormi potenzialità degli advergames, in termini di visite al sito, diffusione del marchio e fidelizzazione del cliente.
Sembra essere questa la promettente nuova frontiera del captcha, ovvero gli amati-odiati codici testuali da inserire in molte pagine Web e utilizzati al fine di determinare se il visitatore che interagisce con il sito è un essere umano oppure un bot.
Tra fautori e detrattori dell’utilizzo del captcha, la proposta innovativa è quella di utilizzare come codice parole contenute in un banner pubblicitario al posto dei tradizionali caratteri alfanumerici, spesse volte barrati o deformati fino a risultare incomprensibili.
Un articolo interessante a questo proposito è stato pubblicato su Webnews da Floriana Giambarresi.
Ă questo il quesito trattato in un interessante articolo di Andrea Boaretto, del MIP Politecnico di Milano, pubblicato sul sito di Comunicazione Italiana e intitolato: “Nel contesto multicanale lâinformation overload aumenta o diminuisce?”
A beneficio di tutti ricordiamo che il termine overload indica un sovraccarico (in questo caso di informazioni – che giornalmente investono il pubblico – volte a spingere i consumatori all’acquisto). Con la proliferazione e la crescita esponenziale del numero di messaggi, è diventato francamente difficile gestire la mole di informazioni in circolazione ed orientarsi.
SĂŹ ma…quanto difficile?
A questo proposito l’autore ci rassicura:
“Ă altrettanto vero, però, che i consumatori, in vero stile darwiniano, si sono progressivamente adattati a questo ambiente e hanno imparato a gestire il sovraccarico informativo.”
E poi ci fornisce alcuni numeri meritevoli di riflessione:
“Come testimoniato dai dati presentati nellâOsservatorio MulticanalitĂ 2009, infatti, dal 2007 al 2009 il numero di persone che affermano che il numero di messaggi pubblicitari è diventato troppo alto è diminuito dal 48% al 44%. Parallelamente, gli intervistati mostrano di avere anche migliorato la propria capacitĂ di districarsi in questo groviglio di comunicazioni. Nel 2009 il 21% dichiara infatti (a fronte del 17% del 2007) di riuscire facilmente a reperire tutte le informazioni di cui ha bisogno per i propri acquisti.”
Si evince dall’analisi che il fattore vincente che consente l’adattamento è insito nella flessibilitĂ dei flussi di informazione, che consente di personalizzare e filtrare i dati sulla base delle proprie necessitĂ ed interessi.
Per una lettura integrale dell’articolo vi rimando al sito di Comunicazione Italiana:
Simpatica l’iniziativa di Pilot che ha messo a disposizione del pubblico un software (Pilot Handwriting) in grado di elaborare la calligrafia umana e di trasformarla in font digitale. Come funziona il meccanismo?
Ă presto detto, anzi mostrato, proprio in questo video illustrativo:
Per saperne di piĂš e sperimentare personalmente le potenzialitĂ del software vi rimando al sito dell’iniziativa:
“Benvenuti nella Tippexperience”, verrebbe da dire guardando il video-spot di Tipp-ex confezionato su misura per il web.
Fin dalla prima visione mi ha ricordato immediatamente alcuni fumetti e racconti degli anni ‘80 a finali multipli, nonchĂŠ il celebre “Subservient chicken” di Burger King.
In breve il gioco consiste in questo: un breve filmato introduttivo in lingua inglese (intitolato “Un cacciatore uccide un orso”) mostra un cacciatore nel bosco alle prese appunto con un orso. Invece di sparargli con il fucile, l’uomo – a sorpresa – cancella con un Tipp-ex virtuale la parola “uccide” nel titolo del video e chiede al navigatore cosa deve fare. Al posto della parola cancellata, infatti, rimane un campo vuoto in cui il navigatore potrĂ digitare delle parole-chiave.
Ad ogni keyword (o quasi) digitata in lingua inglese corrisponderĂ un’azione compiuta dal cacciatore e dall’orso (es. dance, shop, tickle, etc.).
A giudicare dalle visualizzazioni del canale (11410372 allo stato attuale) si direbbe che l’iniziativa abbia riscosso un certo successo di pubblico.
Come dire: uno spot 2.0 a tutti gli effetti, in cui il visitatore non riveste piĂš il mero ruolo di spettatore ma diventa protagonista a tutti gli effetti di quanto accade.
“Una ne fa e cento ne pensa”. à proprio il caso di dirlo quando si tratta di Google.
La notizia, pubblicata oggi sul sito webnews business, è che il prossimo step della pubblicitĂ targata 2.0 sarĂ rappresentato da inserzioni interattive che dovrebbero costituire una fonte di interesse e non piĂš di “disturbo” per il navigatore – come talvolta accade con i tradizionali banner pubblicitari.
Per la veritĂ si sa ancora poco sull’argomento e attualmente non trapelano dettagli. Certo è che “chi si ferma è perduto” ed anche il web marketing contiene nel proprio DNA l’attitudine naturale ad evolversi.
Attenderemo quindi, con una buona dose di curiositĂ , di saperne di piĂš sull’argomento.
Oggi desidero spendere due parole sul nuovo spot della birra Forst, che sta andando in onda in questo periodo sulle maggiori reti televisive, ideato e realizzato abilmente all’insegna dell’animazione.
I protagonisti dello sketch sono alcuni simpatici boccali di birra dotati di braccia e gambe, che si affacciano timidamente fuori dalla loro “tana” posta in un ameno panorama montano innevato, per esplorare i dintorni. I “personaggi” guadano, un po’ traballanti, un piccolo fiume e si arrampicano sui rami degli alberi, all’insegna del claim “Buona, perchĂŠ ha sempre vissuto qui“. Vedi lo spot
La campagna prosegue sul sito ufficiale di Forst (www.forst.it) dove ritroviamo i nostri amici boccali che, ancora una volta, si muovono sullo sfondo di un delizioso panorama di montagna.
Ma non è tutto: sempre sul sito apprendiamo del Concorso Fotografico “Forst Reporter” (che premierĂ coloro che invieranno le migliori foto di Forst in giro per lâItalia e per il mondo), per il quale è stato approntato un sito web “ad hoc”: www.forstreporter.it.
La Home Page si apre proprio con le immagini dello spot e gioca ancora sull’origine trentina della Birra con la frase “Scoperta una nuova specie che vive in Alto Adige”.
Un plauso alla Forst, dunque, per la creativitĂ e la simpatia dei nuovi piccoli abitanti del Trentino.
Com’era prevedibile, dopo la fase iniziale di crescita del noto servizio di microblogging, è giunto anche per Twitter il momento di monetizzare il lavoro svolto.
Dal tono dell’annuncio (intitolato Hello World) si evince una certa resistenza da parte del team ad aprire le porte alla pubblicitĂ , tant’è vero che - almeno in questa prima fase del progetto – i “Promoted Tweets”compariranno soltanto nelle pagine di ricerca e tenteranno, nei limiti del possibile, di non risultare eccessivamente invadenti.
E questo non è poco, considerando il panorama generale del web.
Già si prevede, però, di inserirli in futuro anche nelle pagine degli utenti.
Come tutti gli altri Tweets, anche quelli pubblicitari consentiranno i retweets e l’interattivitĂ .
La storia ha avuto inizio in tempi “non sospetti”, per cosĂŹ dire, ovvero quando il viral marketing non era ancora cosĂŹ diffuso, soprattutto in rete.
Grazie al sempre efficace passaparola, si vociferava giĂ anni fa dell’esistenza di un sito in cui un personaggio mascherato da pollo eseguiva tutte le azioni che gli venivano richieste.
Qualcuno era addirittura arrivato ad immaginare che il curioso personaggio trascorresse effettivamente tutto il suo tempo in piedi davanti alla telecamera, a disposizione degli utenti di internet.
Queste le leggende di corridoio. La realtà è che esiste effettivamente un sito virale in cui, in risposta agli input (inseriti prevalentemente in lingua inglese) digitati in un campo apposito, vengono caricati dei video con azioni corrispondenti.
Ad esempio, digitando “run” il personaggio inizia a correre in giro per la stanza; digitando “drink” beve una bibita, digitando “switch on television” accende la tv e cosĂŹ via.
Il tutto è stato progettato tempo fa da Burger King ma è ancora visitabile all’indirizzo:
E chi ha detto che le pubblicitĂ passano di moda?
Certo, gli spot e le pagine pubblicitarie sono lo specchio dei tempi, come i films, e indubbiamente non è difficile accorgersi a colpo d’occhio se un lavoro è attuale oppure d’annata.
Tuttavia anche le creazioni pubblicitarie del passato – perlomeno quelle ben fatte! – conservano un certo fascino “vintage”, al punto che è stato realizzato un sito che ne raccoglie un gran numero, raggruppate per tipologia.
Il sito si chiama Vintage ad Browser (ad = abbreviazione di Advertising) e merita sicuramente una visita.
Contiene infatti delle “chicche” interessanti.
Ad esempio, nella sezione “Medicine Ads”, sono contenuti manifesti dal 1830 in poi, che suscitano indubbiamente una certa curiositĂ . Soprattutto nell’ottica di comprendere l’evoluzione del modo di comunicare dal 1800 ad oggi.
Non mi resta quindi che augurarvi…buona navigazione!