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Dal 2017 Google penalizzerà i siti con popup e interstitials

Dal prossimo anno vita più dura per gli amanti dei pop up ed altre tipologie di finestre pubblicitarie che penalizzano la navigazione tramite dispositivi mobili.

Google ha infatti deciso – ribadiamo che stiamo parlando della navigazione da mobile – di penalizzare (assegnando loro un ranking inferiore) i siti web che fanno largo ricorso a queste tecniche intrusive che, dal punto di vista dell’utente di internet, occultano il vero contenuto del sito, cui l’utente è interessato, o lo spostano in secondo piano.

Verranno tuttavia tollerate alcune tipologie di pop up/comunicazioni che possiamo riassumere nell’elenco seguente (fonte: blog HTML.IT):

“(…) quelli utilizzati per disposizioni legali, come ad esempio per l’utilizzo dei cookie o per la verifica dell’età; moduli di login ad aree riservate; banner che utilizzano una quantità limitata di spazio sullo schermo, poco invasivi e fastidiosi nonché facilmente nascondibili.

 

 

Categories: Google, Pubblicità, pubblicità interattiva|

Installazione di un advertising non convenzionale

regalo honda civicDi solito vi proponiamo video e immagini di advertising non convenzionale, ma non si vede mai come vengono realizzati e installati.
Questa volta ho scovato un video che soddisferà questa piccola curiosità.
Il video mostra l’installazione della pubblicità per la nuova Honda Civic in Canada, dove la macchina appare come uno dei tanti desiderati “regali” delle confezioni di cereali.

 

Video virale da BMW Canada

Anche la BMW si affida ai video virali, nello specifico lo fa BMW Canada per il nuovo modello BMW 1 Series M Coupe.
Tenetevi forte e gustatevi il video:

Spot anatomy: Emulsio il salvambiente

La pubblicità ci circonda, è ovunque. Ci parla dalle radio e dal web, ammicca accattivante in tv, ci sorride dai cartelloni pubblicitari. Siamo quindi abituati agli spot, ai sottofondi musicali orecchiabili, a piccole storie condensate in una manciata di secondi. Ma…cosa c’è dietro le quinte di uno spot?

Ore di studio, lavoro, make up e ambientazioni curate al dettaglio.

Simpatico il “making of” dello spot Emulsio il Salvambiente (protagonista il personaggio di Ariel, alias Marco Marzocca), messo in rete su Youtube che racconta con rapidi flash vari momenti della lavorazione dello spot.

iAd, la nuova pubblicità Apple per il mobile

Non è più una novità che i dispositivi mobili targati Apple (iPod, iPad e iPhone) sono amatissimi e che sono migliaia le applicazioni che vengono giornalmente scaricate ed installate su di essi.

Questi i dati approssimativi presentati da Apple:

  • più di 10 miliardi di applicazioni
  • più di 160 milioni di accounts iTunes attivati
  • 200 nuove applicazioni scaricate nel mondo ogni secondo
  • 30 minuti al giorno trascorsi mediamente  ad utilizzare le applicazioni

Partendo dall’analisi numerica di tale successo, Apple ha deciso di lanciare – il 1 luglio prossimo – iAd, una propria piattaforma per la pubblicità, integrata nelle applicazioni e pertanto autonoma rispetto alla rete.
Tra i primi aderenti illustri troviamo Dove e Nissan ma il progetto appare già ambizioso, come precisato sul sito di advertising di Apple: http://advertising.apple.com/

Obiettivo primario: una elevata targetizzazione delle campagne, mirate al raggiungimento della porzione di clientela desiderata.

Ci dice Apple (libera traduzione dal sito advertising.apple.com):

“Ogni pubblicità viene mostrata all’interno delle migliaia di applicazioni in rete soltanto al pubblico che vuoi raggiungere. Il nostro targeting ad alta efficacia utilizza interessi e preferenze rilevanti per il tuo brand. Che si stiano leggendo le news, che si stia giocando o consultando il meteo locale, la tua pubblicità avrà un forte impatto”

Il sito offre maggiori informazioni nelle due macro-aree iAd for Brands e iAd for developers.

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Skin advertising, nuova frontiera del non conventional

Sul buon gusto o l’opportunità di questo genere di marketing non convenzionale si potrebbe anche discutere, tuttavia non manca di originalità questo nuovo modo di comunicare, che consiste nel realizzare oggetti (nel caso in questione panchine da esterni) che “lasciano letteralmente il segno” sulla pelle dei consumatori.

Fatto sta che le panchine non convenzionali posizionate in Nuova Zelanda dal negozio di abbigliamento Superette “timbrano” temporaneamente le gambe di chi vi si siede grazie ad una scritta in rilievo. A patto (beninteso) che la persona indossi pantaloni corti e rimanga seduta per un tempo ragionevole.

Pur riconoscendo i limiti – e lo ripeto – dell’iniziativa, non si può non sottolineare come le declinazioni del marketing si rivelino praticamente infinite…

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Publicaptcha? Sì grazie

Sembra essere questa la promettente nuova frontiera del captcha, ovvero gli amati-odiati codici testuali da inserire in molte pagine Web e utilizzati al fine di determinare se il visitatore che interagisce con il sito è un essere umano oppure un bot.

Tra fautori e detrattori dell’utilizzo del captcha, la proposta innovativa è quella di utilizzare come codice parole contenute in un banner pubblicitario al posto dei tradizionali caratteri alfanumerici, spesse volte barrati o deformati fino a risultare incomprensibili.

Un articolo interessante a questo proposito è stato pubblicato su Webnews da Floriana Giambarresi.

Buona lettura!

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Information overload, sappiamo gestirlo?

É questo il quesito trattato in un interessante articolo di Andrea Boaretto, del MIP Politecnico di Milano, pubblicato sul sito di Comunicazione Italiana e intitolato:
“Nel contesto multicanale l’information overload aumenta o diminuisce?”

A beneficio di tutti ricordiamo che il termine overload indica un sovraccarico (in questo caso di informazioni – che giornalmente investono il pubblico – volte a spingere i consumatori all’acquisto). Con la proliferazione e la crescita esponenziale del numero di messaggi, è diventato francamente difficile gestire la mole di informazioni in circolazione ed orientarsi.
Sì ma…quanto difficile?

A questo proposito l’autore ci rassicura:

“È altrettanto vero, però, che i consumatori, in vero stile darwiniano, si sono progressivamente adattati a questo ambiente e hanno imparato a gestire il sovraccarico informativo.”

E poi ci fornisce alcuni numeri meritevoli di riflessione:

“Come testimoniato dai dati presentati nell’Osservatorio Multicanalità 2009, infatti, dal 2007 al 2009 il numero di persone che affermano che il numero di messaggi pubblicitari è diventato troppo alto è diminuito dal 48% al 44%. Parallelamente, gli intervistati mostrano di avere anche migliorato la propria capacità di districarsi in questo groviglio di comunicazioni. Nel 2009 il 21% dichiara infatti (a fronte del 17% del 2007) di riuscire facilmente a reperire tutte le informazioni di cui ha bisogno per i propri acquisti.”

Si evince dall’analisi che il fattore vincente che consente l’adattamento è insito nella flessibilità dei flussi di informazione, che consente di personalizzare e filtrare i dati sulla base delle proprie necessità ed interessi.

Per una lettura integrale dell’articolo vi rimando al sito di Comunicazione Italiana:

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Viral spot interattivo per Tipp-ex

“Benvenuti nella Tippexperience”, verrebbe da dire guardando il video-spot di Tipp-ex confezionato su misura per il web.
Fin dalla prima visione mi ha ricordato immediatamente alcuni fumetti e racconti degli anni ’80 a finali multipli, nonché il celebre “Subservient chicken” di Burger King.
In breve il gioco consiste in questo: un breve filmato introduttivo in lingua inglese (intitolato “Un cacciatore uccide un orso”) mostra un cacciatore nel bosco alle prese appunto con un orso. Invece di sparargli con il fucile, l’uomo – a sorpresa – cancella con un Tipp-ex virtuale la parola “uccide” nel titolo del video e chiede al navigatore cosa deve fare. Al posto della parola cancellata, infatti, rimane un campo vuoto in cui il navigatore potrà digitare delle parole-chiave.

Ad ogni keyword (o quasi) digitata in lingua inglese corrisponderà un’azione compiuta dal cacciatore e dall’orso (es. dance, shop, tickle, etc.).
A giudicare dalle visualizzazioni del canale (11410372 allo stato attuale) si direbbe che l’iniziativa abbia riscosso un certo successo di pubblico.

Come dire: uno spot 2.0 a tutti gli effetti, in cui il visitatore non riveste più il mero ruolo di spettatore ma diventa protagonista a tutti gli effetti di quanto accade.

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