Archivio della Categoria 'Statistica'

Il 39% degli italiani non ha mai usato internet

Friday 16 December 2011 - postato da G.C.

Ce lo racconta Eurostat nell’articolo del 14 dicembre scorso intitolato

“Internet access and use in 2011
Almost a quarter of persons aged 16-74 in the EU27 have never used the internet”

Il dato, visto così nero su bianco, sorprende un po’, se consideriamo la quantità di dispositivi fissi e mobili che giornalmente accedono alla rete per i motivi più diversi. Dal lavoro agli hobbies e dai social networks alle notizie, milioni di italiani si connettono giornalmente ma, a giudicare dai risultati di Eurostat,  il nostro paese arranca faticosamente in coda alla classifica europea, contendendosi il poco ambito primato con Romania (51%), Bulgaria (46%), Grecia (45%), Portogallo (41%) e Cipro (41%).

Il dato salta ancor più all’occhio se confrontato invece con i paesi del Vecchio Continente “virtualmente” più virtuosi, quali Danimarca e Olanda (rispettivamente 5% e 7%). Tra i due estremi si trovano invece Francia e Germania.

Ma non è tutto. Conformemente a quanto si potrebbe supporre dati alla mano, risultiamo anche tra i paesi più conservatori dal punto di vista delle abitudini di acquisto e meno propensi a sfruttare le nuove opportunità offerte dalla rete, come l’e-commerce.

Per saperne di più vi rimando all’articolo originale: Via

L’infografica, questa sconosciuta

Wednesday 20 July 2011 - postato da G.C.

Benché sia capitato a tutti, prima o poi, di imbattersi in una infografica, non tutti forse sanno esattamente di che si tratta.

A questo proposito ci viene in aiuto Wikipedia:

“Information graphic o infographic (infografica in italiano) si occupa principalmente dell’organizzazione e della rappresentazione di dati e informazioni in forma grafica. Un buon artefatto di infodesign dovrebbe privilegiare la funzionalità all’estetica, pur trovando il miglior compromesso tra i due aspetti.”

Apprendiamo inoltre che sono esempi di infografiche: diagrammi di flusso, mappe, mappe concettuali, schemi (a blocchi e non), grafici, istogrammi e molto altro ancora. L’utilizzo di questa forma di rappresentazione è mirato a semplificare lo sviluppo e la comunicazione di forme astratte e non a caso ne fanno uso riviste scientifiche, manuali, giornali e libri didattici.

Per avere un’dea più chiara di cosa stiamo  parlando, può essere interessante visitare il sito  visual.ly, che ne contiene un  nutrito archivio, sia in termini di quantità che di qualità.
Non senza qualche stupore, apprendiamo che l’infografica è tutt’altro che moderna: considerando le mappe e la cartografia come parte integrante di essa, possiamo risalire all’indietro nel tempo fino ad alcuni millenni a.C., a riprova dell’esigenza che l’uomo ha sempre avuto di rappresentare concetti in forma grafica.

Il web, quindi, non è che il mezzo più attuale per diffonderla.

Buona navigazione!

Il web targato 2010 in cifre

Friday 14 January 2011 - postato da G.C.

Come in tutti i settori, la chiusura dell’anno appena trascorso ha portato con sé anche per il web un bilancio delle attività, delle vecchie e nuove tendenze della rete.

A fare il punto della situazione questa volta è pingdom in un articolo pubblicato il 12 gennaio scorso sull’omonimo sito.

Tra i dati più interessanti, apprendiamo che a Dicembre 2010 erano ben 255 i milioni di siti presenti sul web, di cui 21,4 milioni aggiunti nell’ultimo anno. Considerevole anche il numero dei blogs, pari a 152 milioni. Inoltre l’utilizzo della posta elettronica regge bene il confronto con la messaggistica e i social networks, con la ragguardevole cifra di 107 trilioni di e-mail scambiate nel 2010.
Meno rassicurante, però, è forse sapere che l’ 89,1% di queste erano spam…

Per quanto riguarda i domini, rimangono saldamente in testa i “.com” (88,8 milioni a Dicembre 2010) , seguiti dai “.net” (13,2 milioni) e dai “.org” (solo – si fa per dire – 8,6 milioni).
A Giugno 2010 il numero degli utenti della rete ammontava a ben 1,97 miliardi, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente.

Gettando infine un rapido sguardo alla situazione dei social networks, apprendiamo che alla fine del 2010 erano 600 milioni le persone presenti su Facebook e 175 milioni gli utenti di Twitter.

Numeri da brivido, non c’è che dire, che offrono più di un’occasione per riflettere sull’importanza e l’evoluzione della rete.
Per una lettura completa dell’articolo vi rimando al post di Pingdom: Via.

Information overload, sappiamo gestirlo?

Friday 17 September 2010 - postato da G.C.

É questo il quesito trattato in un interessante articolo di Andrea Boaretto, del MIP Politecnico di Milano, pubblicato sul sito di Comunicazione Italiana e intitolato:
“Nel contesto multicanale l’information overload aumenta o diminuisce?”

A beneficio di tutti ricordiamo che il termine overload indica un sovraccarico (in questo caso di informazioni – che giornalmente investono il pubblico – volte a spingere i consumatori all’acquisto). Con la proliferazione e la crescita esponenziale del numero di messaggi, è diventato francamente difficile gestire la mole di informazioni in circolazione ed orientarsi.
Sì ma…quanto difficile?

A questo proposito l’autore ci rassicura:

“È altrettanto vero, però, che i consumatori, in vero stile darwiniano, si sono progressivamente adattati a questo ambiente e hanno imparato a gestire il sovraccarico informativo.”

E poi ci fornisce alcuni numeri meritevoli di riflessione:

“Come testimoniato dai dati presentati nell’Osservatorio Multicanalità 2009, infatti, dal 2007 al 2009 il numero di persone che affermano che il numero di messaggi pubblicitari è diventato troppo alto è diminuito dal 48% al 44%. Parallelamente, gli intervistati mostrano di avere anche migliorato la propria capacità di districarsi in questo groviglio di comunicazioni. Nel 2009 il 21% dichiara infatti (a fronte del 17% del 2007) di riuscire facilmente a reperire tutte le informazioni di cui ha bisogno per i propri acquisti.”

Si evince dall’analisi che il fattore vincente che consente l’adattamento è insito nella flessibilità dei flussi di informazione, che consente di personalizzare e filtrare i dati sulla base delle proprie necessità ed interessi.

Per una lettura integrale dell’articolo vi rimando al sito di Comunicazione Italiana:

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La pubblicità sul web regge nonostante la crisi

Monday 22 June 2009 - postato da G.C.

La crisi c’è e si fa sentire e la ripresa appare ancora lontana. Questo è un dato di fatto.

Però…(c’è un però!) i dati Nielsen forniscono un dato confortante, confermando il trend già evidenziato nei mesi scorsi: mentre i media tradizionali continuano a perdere terreno, la rete sembra reggere.

La carta stampata è il settore che appare maggiormente colpito dalla crisi, arrivando a ribassi francamente preoccupanti rispetto ai primi mesi dello scorso anno: -29.5% per i periodici, -29% per la free press e -22.7% per i quotidiani a pagamento.

L’unica nota positiva, come si diceva, giunge dal web che, andando in controtendenza, vede gli investimenti crescere del 6,7%. Per essere sinceri, c’è chi intravede anche in questo settore iniziali segni di crisi ma nell’insieme la rete per il momento sembra reggere.
Che dire? In attesa di tempi migliori…lunga vita al web!

Per saperne di più: Via

BuzzMetrics sbarca in Italia

Wednesday 11 March 2009 - postato da G.C.

No, non è il protagonista di un nuovo film di animazione per bambini, bensì lo strumento di analisi del “passaparola” in rete elaborato dalla celebre società di rilevazione Nielsen.

Non a caso il nome “BuzzMetrics” deriva  dal sostantivo buzz, che si riferisce al passaparola che si genera tra gli utenti, i quali spesso forniscono spontaneamente opinioni o consigli su un determinato prodotto o marchio. É d’obbligo ricordare che l’attuale proliferare di social networks e communities in rete genera un traffico di informazioni ed opinioni che non poteva passare inosservato agli occhi attenti delle aziende.

É in qualche modo possibile, prestando attenzione a quanto viene scritto sul web, farsi un’idea delle tendenze e preferenze del pubblico. E non è poco, considerando che conoscendone i desideri diviene più facile orientare le campagne di marketing, rendendole “ad hoc” per il target desiderato.

Non è un caso, quindi, che Nielsen abbia pensato (dopo i felici esperimenti condotti in U.S.A., Gran Bretagna, Germania ed altri paesi negli anni passati), di avviare anche il monitoraggio dei contenuti del Web italiano, mettendo a disposizione il proprio strumento di rilevazione già ampiamente testato e perfezionato nel corso dei passati 10 anni. Un know-how nel settore che può davvero “spendere” bene.

 

Unconventional Adidas

Monday 9 March 2009 - postato da G.C.

Come abbiamo già avuto occasione di dire in questo Blog, Adidas non è nuova all’utilizzo di tecniche che rientrano nell’ambito del cosiddetto “Marketing non convenzionale”.

Una ghiotta occasione si è presentata con i festeggiamenti per i 60 anni di ADIDAS (portati splendidamente, aggiungerei io!) che con ogni probabilità proseguiranno per tutto l’anno corrente.

É interessante osservare le statistiche relative agli investimenti fatti da Adidas rispettivamente per marketing convenzionale e non convenzionale. Le cifre parlano chiaro: se nel 2008 il rapporto  in termine percentuale era di 60 a 40, il 2009 prevede un “pareggio” al 50% per i due contendenti, evidenziando così uno slittamento delle scelte pubblicitarie dell’azienda verso l’unconventional.

Questo è quanto si evince dalla spiegazione di Alegra o’Hare, Head of Style adidas Italy:

“Il nostro marchio sta ’shiftando’ gli investimenti sempre più verso l’unconventional. Lo dimostrano gli investimenti di quest’anno, suddivisi equamente (50% -50%) tra attività ‘classiche’ ed eventi, mentre lo scorso anno, la percentuale era del 60% contro il 40%

La campagna non convenzionale attualmente in corso (che terminerà il 16 marzo prossimo) si chiama “Metallic Doors” e ha richiesto il contributo di un team di artisti di street art, che il 22 Febbraio scorso hanno decorato ben 18 serrande di negozi milanesi. Le “opere” esposte, come si diceva, resteranno visibili fino al 16 marzo.

Fonte

Social Networks e sicurezza: firmano in 17 per una rete più sicura

Wednesday 4 March 2009 - postato da G.C.

La notizia non è nuovissima ma ho ritenuto importante sottolinearla ugualmente poiché di tratta di un argomento quanto mai d’attualità, in giorni in cui i Social Networks – Facebook in particolare - si trovano nel mirino di malware & Co.

Nella consapevolezza del rischio reale rappresentato dai ripetuti attacchi nei confronti dei giganti del settore, ben 17 noti Social Networks si sono confrontati l’ 11 Febbraio 2009 in occasione del Safer Internet Day, con la mediazione dell’Unione Europea e hanno firmato un documento comune. E proprio dall’Unione Europea è giunto il seguente comunicato:

“17 importanti società del web [...] hanno firmato per la prima volta un accordo europeo volto a migliorare la sicurezza dei minorenni che utilizzano siti di socializzazione in rete”.

La questione, in effetti, considerando i 41,7 milioni di utenti europei abituali, interessa da vicino l’Unione E. come fenomeno sociale, culturale ed economico. Si prevede addirittura che entro il 2012 il numero degli utenti europei dovrebbe raggiungere la ragguardevole quota di 107,4 milioni. Numeri di tutto rispetto.

Tra i nomi dei Social Networks che hanno aderito all’iniziativa (qui elencati in ordine alfabetico) ne troviamo di più che autorevoli: Arto, Bebo, Dailymotion, Facebook, Giovani.it, Google/YouTube, Hyves, Microsoft Europe, Myspace, Nasza-klaza.pl, Netlog, One.lt, Skyrock, StudiVZ, Sulake/Habbo Hotel, Yahoo!Europe e Zap.lu.

Tra le iniziative previste dall’accordo vi sono: un tasto di segnalazione abusi (per segnalare comportamenti inappropriati di altri utenti), la salvaguardia e protezione dei dati personali e sensibili degli utenti (con particolare attenzione ai minorenni) e la possibilità di modificare in qualunque momento le opzioni relative alla propria privacy.

Vai alla lettura del Comunicato

Bambini e marketing: un binomio sempre più attuale

Wednesday 18 February 2009 - postato da G.C.

Un argomento delicatissimo e quanto mai attuale se è vero (come è vero) che le aziende incrementano sempre più gli studi e la comunicazione nei confronti dei giovanissimi.

É una questione interessante, trattata nell’articolo di Lorenzo D’Isita intitolato “L’influenza dei Kids nelle scelte familiari d’acquisto. L’oggetto come unità d’intenti” e pubblicato il 16 Febbraio scorso sul sito di Comunicazione Italiana, che termina brillantemente con la versione opportunamente riveduta e corretta del titolo di un celebre romanzo: “Piccoli consumatori crescono”.

La tendenza parla chiaro: negli Stati Uniti i più piccoli possono già vantare un marketing fatto su misura, ed anche al di qua dell’Oceano l’onda lunga del fenomeno sta facendo sentire i propri effetti. Il punto-chiave della questione è l’evoluzione della figura del cosiddetto “responsabile d’acquisto” all’interno delle famiglie, che rimane sì il target di riferimento ma che non può più esimersi dal considerare l’opinione dei piccoli componenti del suo nucleo familiare.
Come dire, i bambini oggi fanno sentire la propria voce, soprattutto in materia di acquisti che li riguardano, influenzando di conseguenza le scelte dei genitori, che non hanno più (o quasi) il monopolio esclusivo degli acquisti.

Questo cambiamento è dovuto probabilmente alla quantità e qualità della comunicazione pubblicitaria che raggiunge i bambini ma anche ad una loro accresciuta attenzione nei confronti dei prodotti che essi stessi consumano. Di pari passo con l’accresciuta attenzione, si sta sviluppando nei giovanissimi anche una consapevolezza di ciò che desiderano e possono ottenere.

La soluzione ideale per tutti, ovviamente, sarebbe quella di poter coniugare il gusto estetico e ludico del bambino con la qualità e il costo auspicati dal genitore. In taluni casi fortunati, ciò effettivamente accade.

 Per una lettura completa dell’articolo vi rimando al sito di Comunicazione Italiana:

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Ha solo 5 anni e già 175 milioni (di utenti): ecco a voi Facebook

Tuesday 17 February 2009 - postato da G.C.

Ottimi risultati per il quinto compleanno di Facebook che, nonostante le notizie non proprio positive circa i non brillanti introiti pubblicitari, può a buon titolo festeggiare insieme ai suoi 175 milioni di utenti.

L’incremento è stato notevole, se si considera che solo un mese fa il “popolo” dei Facebook-addicted ammontava ad appena (si fa per dire) 150 milioni.

Il Corriere della Sera, a questo proposito, ha ripreso un paragone – azzardato tempo fa dallo stesso creatore di Facebook, Mark Zuckerberg, - che consiste nel confronto tra la popolazione virtuale di Facebook e quella reale di alcuni paesi del mondo. All’epoca dell’intervista, il social network occupava l’ottavo posto nella graduatoria mondiale; oggi è salito addirittura al sesto, scavalcando Pakistan e Bangladesh che sono stati, quindi, idealmente superati dal noto social network per numero di abitanti.

Tale considerazione è alla base dell’intrigante titolo dell’articolo pubblicato proprio ieri sul sito del quotidiano Il Corriere della Sera: “Facebook è il sesto “Paese” del Mondo”.

Per una lettura integrale dell’articolo vi rimando al sito del giornale:

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