Le icone fanno ormai parte integrante della navigazione in rete “2.0″.
Ci sono diventate familiari: dalla “casetta” della Home Page all’arancio intenso dei feed RSS fino all’occhio tipico dell’approfondimento di un articolo.
Ma fino a che punto queste icone sono chiaramente riconoscibili? É questa l’interessante questione che si pone Lukas Mathis, software engineer e user interface designerper conto di un’azienda svizzera e, pertanto, esperto del settore.
In parole povere la domanda da porsi è la seguente: l’abbondanza di dettagli e l’eccessivo realismo verso i quali ci si è via via orientati in rete (complici l’avanzamento delle tecniche e dei software di elaborazione grafica) aiutano il “riconoscimento” da parte degli utenti oppure no? Meglio stilizzare gli oggetti o riprodurli dettagliatamente?
Attraverso alcuni interessanti esempi, l’autore ci conduce in pochi passi (e simpaticamente, aggiungerei io) nel mondo del design e dei suoi significati e ci induce ad interrogarci su alcuni assunti che diamo spesso per scontati.
Siamo ormai abituati ad usufruire dell’archivio sterminato offerto in rete da Youtube ma non di rado ci imbattiamo in filmati con l’audio originale in lingua straniera.
Questo può rappresentare un ostacolo nella comprensione da parte di coloro che non masticano molto gli altri idiomi, senza considerare la fetta di navigatori che soffrono di diverse problematiche di udito.
Dunque, che fare? Dopo un periodo sperimentale, Youtube ha deciso di varare ufficialmente un nuovo sistema di sottotitoli generati automaticamente grazie ad un algoritmo che decifra l’audio e lo trasforma in sottotitoli che possono, poi, essere editati dall’autore del video, correggendo eventuali errori presenti.
La nuova funzionalità lavorerà presto automaticamente su filmati in lingua inglese ma, grazie alle funzionalità di Google Translate, sarà possibile ottenere anche una traduzione dei sottotitoli nelle ben 50 lingue supportate.
Come è facile immaginare, il servizio lavora al meglio su video dall’audio chiaro e non eccessivamente disturbato da fruscii di fondo e la fedeltà di riproduzione rispetto all’originale è proporzionale alla qualità dell’audio.
Un interessante passo avanti nella direzione di una comunicazione migliore e a 360°.
Alzi la mano chi non ha mai usato Internet Explorer per navigare in rete.
É risaputo che – verrebbe da dire “da che mondo e mondo” – i sistemi operativi Windows sono sempre stati forniti con il browser Internet Explorer incorporato. Non che questo impedisse l’installazione di altri browsers ma, diciamo la verità , complici un po’ di pigrizia e di abitudine, raramente si era indotti a scegliere altrimenti.
La novità del momento, praticamente fresca di giornata, è che dal 1 Marzo 2010 è stato inaugurato il ballot screen, ovvero una schermata che gli utenti europei si troveranno a vagliare sia in fase di installazione del sistema operativo Windows, sia in fase di aggiornamento dello stesso e che consentirà una scelta “consapevole ” del browser da utilizzare.
Il S.O. di casa Microsoft, infatti, verrà fornito senza browser predefinito.
Come si è giunti a tale rivoluzione dei browsers? In verità la strada è stata lunga ed irta di ostacoli. Il processo è durato anni e soltanto adesso si è giunti ad una sentenza.
Fin qui parliamo ovviamente di sentenza legale, ma…quale sarà il browser preferito dai navigatori?
Proprio a loro spetta, da oggi, l’ “ardua sentenza”…
E’ quanto mai di attualità in queste settimane il termine Avatar, scelto dal regista James Cameron quale titolo per la sua recentissima produzione cinematografica che tanto successo sta riscuotendo nelle sale di tutto il mondo.
Questa è storia nota ma…quanti conoscono la vera origine della parola?
Facciamo un po’ di chiarezza a beneficio di tutti.
Il termine “Avatar”, derivante dal Sanscrito, nella tradizione induista riveste il significato di “incarnazione”, con riferimento all’atto compiuto da un dio di assumere un corpo fisico. Il termine stesso significa, infatti, “colui che discende”.
In breve una sorta di alter ego virtuale che un individuo decide di interpretare. Tale immagine può raffigurare – in base alle preferenze personali – personaggi tratti dalla realtà , da fotografie,  films, fumetti o cartoni animati.
Gli avatar vengono principalmente utilizzati in rete in associazione al proprio account dai frequentatori di social networks, communities, messaggistica istantanea, forums, chat-rooms e videogames, ovvero tutte quelle situazioni in cui è richiesta la creazione di una identità virtuale, il più delle volte in tema con l’argomento della community che si frequenta o con il gioco di ruolo a cui si prende parte.
Gli avatar tematici sono usatissimi nelle saghe di genere Fantasy e, di conseguenza, nel mondo virtuale che ruota intorno ad esse.
E chi ha detto che le pubblicità passano di moda?
Certo, gli spot e le pagine pubblicitarie sono lo specchio dei tempi, come i films, e indubbiamente non è difficile accorgersi a colpo d’occhio se un lavoro è attuale oppure d’annata.
Tuttavia anche le creazioni pubblicitarie del passato – perlomeno quelle ben fatte! – conservano un certo fascino “vintage”, al punto che è stato realizzato un sito che ne raccoglie un gran numero, raggruppate per tipologia.
Il sito si chiama Vintage ad Browser (ad = abbreviazione di Advertising) e merita sicuramente una visita.
Contiene infatti delle “chicche” interessanti.
Ad esempio, nella sezione “Medicine Ads”, sono contenuti manifesti dal 1830 in poi, che suscitano indubbiamente una certa curiosità . Soprattutto nell’ottica di comprendere l’evoluzione del modo di comunicare dal 1800 ad oggi.
Non mi resta quindi che augurarvi…buona navigazione!
Abbiamo più volte accennato, nel corso del 2009, alla sorprendente rapidità con cui si sta evolvendo la tecnologia e, inevitabilmente, con essa anche il web.
Tra browsers sempre più performanti, nuovi supporti “mobile” e social network di successo è trascorso un altro anno.
Difficile riassumere in poche parole tutte le novità che hanno letteralmente invaso le nostre vite e modificato le nostre abitudini di navigazione e di comunicazione e talvolta un’immagine vale più di mille parole.
Qualcuno ha così pensato creativamente di riassumere in un video (ovviamente pubblicato sull’immancabile Youtube) gli steps salienti delle nuove tecnologie. Come dire…un tentativo di fare il punto della situazione per ripartire con un 2010 che già si preannuncia ricco di idee e progetti oltre ogni immaginazione.
Wednesday 16 December 2009 - postato da Nicolo' Fasce
Fino ad oggi eravamo abituati a un concetto di sistema operativo che permette di installare le applicazioni sul nostro computer e quindi di utilizzarle in locale, oggi però Google, grazie al cloud computing, prova a rivoluzionare questa idea creando Chrome OS, un nuovo sistema che si basa esclusivamente su internet e sulle applicazioni in remoto.
Google Chrome OS avrà come cuore Linux, ma a differenza degli altri sistemi operativi utilizzerà esclusivamente software in remoto su internet, come ad esempio Google Docs o il reader di feed sempre di Google.
L’idea può essere sicuramente interessante perchè in questo modo avremo sempre a disposizione i nostri file e la possibilità di usarli con qualsiasi device (PC, smartphone, Netbook), il dubbio che ho è che, se non si ha la possibilità di connettersi, ci si ritrova con uno strumento completamente inutile.
Il concetto di connessione always on è molto bello, ma poniamo il caso che ci siano dei lavori sulla linea internet e questi lavori durino diversi giorni, rimarremmo con un sistema operativo che ci impedirebbe qualsiasi tipo di operazione o molto più banalmente basterebbe essere in una zona d’ombra per rimanere bloccati.
Ha senso un sistema operativo di questo tipo? Forse si, soprattutto per alcuni tipi di device come i Netbook che nascono proprio per essere utilizzati quasi esclusivamente per lavorare in viaggio su internet.
Se siete curiosi ecco alcuni video di presentazione:
Wednesday 18 November 2009 - postato da Nicolo' Fasce
Ormai possiamo dire di essere entrati nell’era del touch, ovvero degli schermi sensibili al tatto. Dopo l’HTC (che è stata la prima a commercializzare un telefonino touch, ben prima dell’iPhone) a poco a poco tutte le case produttrici di telefonini stanno realizzando un modello top di gamma touch.
Stanno uscendo anche i primi computer touch: è prevista infatti la famosa tavoletta touch della Apple e l’HP ha già in produzione PC all in one come l’iMac con schermo touch.
Il programma Flash della Adobe in tutta questa ondata di innovazioni era rimasto indietro (tanto che sugli iPhone non è possibile visualizzare un filmato in flash non approfondisco i motivi perchè ci sarebbe da fare un articolo solo su questo).
Con il nuovo anno però la Adobe rilancerà Flash, permettendogli di creare applicazioni multitouch, ecco un filmato che introduce queste novità :
Come ben sa chiunque abbia un po’ di familiarità con i social networks, non è sempre facile tutelare la propria privacy all’interno di una community che fa dell’interscambio di informazioni il “core” del proprio sistema.
Il problema è che non sempre gli utenti sono coscienti di tutto ciò che viene pubblicato su di loro, talvolta a loro insaputa.
E così si scopre di punto in bianco che le proprie foto sono state “taggate” o inserite in albums di illustri sconosciuti o si ricevono tonnellate di inviti non graditi o richieste di amicizia da persone non ben identificate.
Come in tutti i campi della vita, conoscere le regole del gioco permette di difendersi meglio ed è per questo motivo che ho pensato valesse la pena di segnalare un’interessante guida alla privacy su Facebook realizzata da HTML.IT. Magari mettete già in atto questi buoni consigli ma in certe situazioni conferma la propria validità il saggio detto latino “melius abundare quam deficere”.
Tengo a precisare che occorre attenzione nell’utilizzo di qualunque social network: oggi parliamo di Facebook esclusivamente in relazione a questa ottima pubblicazione di HTML.IT.
In breve, ciò che sta per cambiare è il cuore nascosto del più noto motore di ricerca, ovvero la sua mente pensante. Il nuovo sistema è stato inizialmente testato soltanto su una community chiusa di utenti e il feedback è stato – a quanto pare - più che soddisfacente, al punto da indurre Google a far diventare Caffeine l’algoritmo principale del motore di ricerca.
Ciò che varierà sarà quindi il modo in cui il motore di Google valuterà la rilevanza delle pagine e dei siti in rapporto alle query formulate dagli utenti. Un comprensibile riserbo permane sui nuovi criteri contenuti nell’algoritmo anche se si vocifera (voci di corridoio, beninteso) che il nome a dominio potrebbe avere una maggiore rilevanza.
Il varo ufficiale è previsto per il prossimo mese di Gennaio.