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Internaut Day, 25 anni dopo

C’era una volta il web…

Potrebbe intitolarsi così una moderna favola dedicata al mondo di internet che dai primi passi, mossi il 23 agosto 1991 al CERN di Ginevra, di strada ne ha fatta parecchia, in senso reale e virtuale. In quella data infatti il CERN mise a disposizione di utenti esterni il primo (mini) sito internet, contenente le istruzioni per usare la nuova tipologia di spazio ipertestuale. Fu la nascita del World Wide Web.

Inizialmente concepito per essere utilizzato da atenei e centri di ricerca di tutto il mondo, decollò ben presto per iniziare a vivere di vita propria ed entrare in tutte le case.

Tim Berners-Lee, nome che forse a molti non risulterà troppo familiare, lavorava proprio al CERN e fu, insieme a Robert Cailliau, il “papà” virtuale – è proprio il caso di dirlo – della rete che usiamo noi oggi. Berners-Lee fu tra i fautori dell’universalizzazione libera della rete, nella consapevolezza che si trattava di un passo inevitabile per la sua diffusione capillare. L’anno successivo al primo varo, sempre il CERN rese libero e gratuito il codice per generare pagine web.

Il 23 agosto 2016, a ben 25 anni di distanza da quello storico evento, con orgoglio in tutto il mondo si è festeggiato l’Internaut Day.

Da quel primo embrione hanno infatti avuto origine i 70 milioni di siti attivi e i 3,5 miliardi di utenti (fonte: Repubblica.it).

 

Per saperne di più…via

 

 

 

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TripAdvisor diventa un portale di ricerca per pianificare i viaggi

Con i suoi i suoi 200 milioni di recensioni scritte dai viaggiatori, TripAdvisor si presenta come il più grande portale di viaggi al mondo. E fin qui prendiamo atto dei numeri.

La novità è però di  questi giorni e consiste in una campagna pubblicitaria televisiva mirata a comunicare al grande pubblico che il sito ha fatto un salto di qualità: da portale essenzialmente costituito da recensioni, offre oggi anche nuovi servizi di pianificazione e prenotazione delle vacanze, mettendo a confronto i prezzi di 200 siti diversi. La motivazione al cambiamento è certamente data dalla presenza in rete di siti concorrenti che già da tempo offrono servizi analoghi nello stesso settore o in altri, quali ad esempio le assicurazioni e il campo immobiliare.

Siamo onesti, chi di noi non ha fatto almeno un passo su TripAdvisor negli ultimi anni per conoscere l’opinione di chi è già stato ospite di una certa struttura turistica o di un ristorante?

Fin qui è storia nota, nel senso che ormai non ci si affida più alle tradizionali guide cartacee per informarsi sul rapporto qualità/prezzo del settore turistico. E’ più veloce ed immediato “dare una sbirciatina” su TripAdvisor dove le valutazioni, però, va detto, sono spesso soggettive e contrastanti, legate a più fattori quali flussi stagionali, condizioni meteorologiche o preferenze culinarie.

L’aspetto innovativo sarà affidare al portale l’oneroso (soprattutto in termini di tempo) compito di confrontare strutture e prezzi a parità (o quasi) di condizioni. Sarà una mossa vincente?
Dal momento che la stagione delle ferie è ormai prossima non dubito che lo scopriremo a breve.

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Un video celebrativo per i 10 anni di Youtube

Verrebbe proprio da dire: “Sembra ieri…”

In effetti sono già trascorsi ben dieci anni dal debutto di YouTube, la piattaforma video probabilmente più nota ed utilizzata dagli utenti di tutto il mondo.
Nel video celebrativo dell’evento, lungo poco più di tre minuti, sono state condensate 200 clip rappresentative dei tanti volti e delle tante sfaccettature di YouTube: volti, colori e argomenti (dai più seri di carattere politico ed informativo ai più divertenti, fino alla satira) che si sono avvicendati in questi dieci anni.

Merita una visione, per ricordarci come eravamo e come siamo diventati.
Il montaggio è a cura di Luc Bergeron. Una curiosità: il primo video citato è intitolato “Me at the Zoo” ed è stato pubblicato da Jawed Karim il 23 aprile 2005 alle 8.27.

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Entro la fine dell'anno il via ai domini personalizzati

Il web così come lo conosciamo dai suoi primordi sarà presto destinato ad una radicale mutazione.

Nell’ottica della liberalizzazione, i domini generici di primo livello (gTLD) che hanno caratterizzato il web 1.0 ed anche 2.0 (.it, .com, .net, .biz etc.) saranno presto affiancati da domini di ogni tipo: è quanto apprendiamo dalla Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN).

L’ICANN ha già cominciato ad accettare le richieste di registrazione provenienti da singole imprese. Questo significa che presto si potranno registrare anche domini con nomi propri o aziendali che presumibilmente finiranno con il costituire una struttura “a quartieri” per aree tematiche o settore, elemento questo che suscita qualche perplessità nei fautori di una rete senza confini.

Com’era prevedibile i grandi brand, come Microsoft, Apple o Amazon, hanno giocato d’anticipo. La sola Amazon ha richiesto per sé 76 nomi.

Le richieste inizieranno ad essere esaminate nel mese di luglio e con il nuovo anno le società aventi diritto potranno cominciare ad usare i nuovi nomi a dominio. Un’annotazione: non solo l’ICANN verificherà l’opportunità di concedere l’uso di un dominio di primo livello ma verificherà anche se il richiedente possiede l’infrastruttura tecnica necessaria per amministrarlo adeguatamente.

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Le 21 professioni del web

Citiamo da Webnews:

“Pubblicati in Italia i primi profili per il Web conformi ai principi dell’Agenda Digitale: 21 professioni europee dell’ITC di terza generazione. La sezione italiana dell’IWA/HWG, associazione internazionale dei professionisti del Web, ha stilato il documento ufficiale dei profili dell’Information Tecnology rispettosi dell’agenda digitale europea. Per una volta il Belpaese – non sempre all’altezza delle sfide dell’innovazione – arriva prima. Nel documento sono definiti 21 profili, i più coerenti e aderenti, che possano permettere una chiara identificazione delle competenze e conoscenze richieste a chiunque operi nel settore.”

Il documento pubblicato (redatto dal gruppo Web Skills Profile e disponibile per la consultazione in formato pdf) si rivolge ai protagonisti del settore ITC e ai responsabili delle risorse umane e si propone come un importante punto di riferimento per definire le competenze spettanti ad ognuna delle ventuno figure professionali individuate ed elencate, che operano nel settore web.

Per una lettura completa dell’articolo vi rimando al sito di Webnews:

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Le dimensioni di Internet, facciamo il punto sul 2012

Vi segnalo quest’oggi un interessante articolo di Marco Viviani, pubblicato su Webnews il 17 Gennaio scorso, che offre diversi dati e spunti interessanti di ragionamento sull’andamento della rete mondiale nell’anno appena trascorso.

Apprendiamo così che gli utenti della rete sono stati ben 2,4 miliardi mentre i domini sono arrivati alla ragguardevole cifra di 246 milioni. Inoltre:

“(…) più di due miliardi di persone scrivono 144 miliardi di mail al giorno, il 68% delle quali sono spam, e metà di queste ultime è relativa a prodotti farmaceutici. Il servizio mail più utilizzato è GMail, con 425 milioni di utenti.”

Tra i motori di ricerca spicca Google (e il fatto non ci sorprende) con 1,2 trilioni (ovvero migliaia di miliardi) di ricerche nel 2012.
L’articolo contiene inoltre interessanti informazioni sui social networks e i paesi più attivi in tal senso.
Vi lascio pertanto alla lettura integrale del testo, che troverete sicuramente interessante:

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Video virale: World Music Experiment

Un video virale che viene dalla Russia, un singolare esperimento di interconnessione e creatività. Da vedere.

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I media siamo noi

Che le nostre vite fossero ormai strettamente legate alla rete era sotto gli occhi di tutti ormai da tempo, ma il CENSIS ci offre dati statistici su cui riflettere grazie al 10° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione.
Tra i dati più interessanti apprendiamo che il 62,1% degli italiani frequenta il web (+9% in un anno), 1 su 2 è presente su Facebook. Complici di questa escalation, ovviamente, i dispositivi mobili e i social network.

Il dato che forse induce alle maggiori riflessioni è che il numero dei lettori di quotidiani, che solo cinque anni fa arrivava al 67%, si ferma oggi al 45% e che ad un titolo di studio più alto non corrisponde maggiore interesse nei confronti della lettura di libri e giornali.
In particolare gli italiani appaiono sempre più interessati ad una informazione “su misura”, personalizzata se non addirittura auto-prodotta e pubblicata (su Facebook, Twitter o Blog):

“Si riducono i consumi di quotidiani, ma i portali web d’informazione generici sono utilizzati ormai da un terzo degli italiani (il 33% nel 2012). Non è il bisogno d’informazione a essere diminuito, ma le strade percorse per acquisire le notizie sono cambiate.”

Il rischio insito in questa tipologia di comportamento, purtroppo, è che l’utente si informi esclusivamente sulle notizie di suo interesse e non sul resto.

Per queste ed altre ragioni il CENSIS parla a giusto titolo di “era biomediatica”.
In merito ai dispositivi mobile apprendiamo che:

“Proprio i telefoni cellulari (utilizzati ormai dall’81,8% degli italiani) aumentano ancora la loro utenza complessiva (+2,3%), anche grazie agli smartphone (+10% in un solo anno), la cui diffusione è passata tra il 2009 e il 2012 dal 15% al 27,7% della popolazione e oggi si trovano tra le mani di più della metà dei giovani (54,8%). Questi ultimi utilizzano anche i tablet (13,1%) più della media della popolazione (7,8%).”

Per una lettura integrale vi rimando all’articolo del CENSIS

Ma in che lingua Twitti?

Un tempo si era soliti chiedere “Ma in che lingua parli?” intendendo con queste parole che quanto detto o scritto non era comprensibile all’ascoltatore.
Ebbene, oggi potremmo a giusto titolo modificare la frase in “Ma in che lingua Twitti?”

Oggi i Social networks fungono da termometro della salute della società e delle sue abitudini, tant’è vero che si parla spesso di “misurare l’umore” degli utenti della rete sulla base di ciò che scrivono o pubblicano.
Per quanto riguarda Twitter, stretto parente degli SMS per la necessaria brevità dei messaggi che consente di pubblicare, l’ago della bussola sta però pericolosamente andando verso la deriva grammaticale e sintattica.

Non soltanto le preposizioni vengono per brevità (com’è consuetudine tra i più giovani) sostituite dai corrispondenti simboli matematici ma via via – ad esempio – gli accenti si sono tristemente perduti lungo la strada, in compagnia dei tempi verbali corretti (il congiuntivo, questo sconosciuto…) e degli avverbi al posto giusto.

Certo, i ”twoosh’ (ovvero i 140 caratteri al massimo che compongono un tweet) non consentono di comporre una nuova Divina Commedia ma quando anche il senso della comunicazione si perde viene da chiedersi se non valga la pena di riflettere un attimo in più se quanto stiamo pubblicando risulti comprensibile.

Non a caso, credo, le persone non più giovanissime faticano a familiarizzare con un mondo digitale che riflette come uno specchio una società in perenne corsa, che per l’ansia di comunicare in fretta rischia di non comunicare affatto.
Per chi era abituato alla lettura di un buon libro o di una rivista può risultare congestionato il susseguirsi dei tweets che si aggiornano a tempo di record, senza permettere al navigatore di fare il punto della situazione.

Comunicare sì ma…”con juicio“.

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Arriva Volunia, il motore di ricerca made in Italy

Ne parlano largamente sul web ed anche in TV ma il nome incuriosisce ancora, si tratta di Volunia, il primo motore di ricerca “made in Italy”, ideato da Massimo Marchiori.

Questo informatico e matematico italiano è anche ricercatore scientifico nel W3C ed è uno degli autori della famiglia di standard mondiali XQuery. Come se questo non bastasse, aveva ideato l’algoritmo che poi Larry Page ha utilizzato per realizzare Google e nel 2004 ha anche vinto il premio TR100 della Technology Review, che viene dato ai 100 giovani ricercatori più innovatori al mondo (fonte Wikipedia).
Fa sicuramente piacere appurare che non tutti i “cervelli” fuggono dall’Italia e che ancora qualcuno crede nelle possibilità di sviluppo del nostro paese, anche dal punto di vista tecnologico.

Per quanto riguarda l’origine del nome Volunia, in rete in questi giorni si erano accreditate due possibili ipotesi:

  1. “Volo fino alla Luna”
  2. VOL (Video on Line, la prima internet italiana nata in Sardegna) + Luna.

Marchiori sembra spazzar via ogni dubbio:

«L’ho battezzata con questo nome unendo la parola volo e Luna per simboleggiare il balzo che il mio motore garantisce»

Allo stato attuale l’accesso al nuovo motore di ricerca è ancora limitato ad un ristretto (proporzionalmente parlando) numero di selezionati (si può richiedere l’accesso tramite il sito http://launch.volunia.com/).  Chi è già accreditato può invece accedere tramite il sito pubblico http://www.volunia.com/.
Dopo un periodo di sperimentazione, il motore dovrebbe però aprire l’accesso a tutti i navigatori del web.

Qualcosa, comunque, è già trapelato e sembra che l’orientamento del progetto sia ad un mix di search engine e piattaforma social, ovviamente ancora da perfezionare, ma con un DNA innovativo, almeno a giudicare dalle premesse.

Webnews, che è sempre puntuale sulle notizie, lo ha provato e ha dedicato a Volunia un buon articolo accompagnato da diverse schermate.

Vi consiglio la lettura dell’articolo, se desiderate saperne di più.
Buona lettura!

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