Archivio della Categoria 'Wiki'

Wikipedia punta sulla qualità dei contenuti

Thursday 29 January 2009 - postato da G.C.

Gran cosa il web aperto, wiki e partecipativo, su questo non v’è dubbio.
Tant’è vero che capita non di rado di chiedersi come facessero le generazioni precedenti a studiare o trovare informazioni sui più svariati argomenti prima della creazione di Wikipedia.

L’altra faccia della medaglia, però – e questo è un argomento che abbiamo già marginalmente trattato negli articoli precedenti – è l’attendibilità delle informazioni inserite.
La chiave del successo di Wikipedia è sempre stata la sua autoregolamentazione, ovvero un meccanismo di auto-controllo in cui ciascuno poteva intervenire per correggere eventuali errori o ampliare un contenuto non sufficientemente trattato.

Però però…il sassolino che rischia di mettere in pericolo questo ingranaggio quasi perfetto (il “quasi” è d’obbligo, in quanto periodicamente vengono ancora pubblicate notizie infondate o non verificate) è l’inattesa concorrenza avanzata dall’Enciclopedia Britannica che, nella nuova versione online di prossimo lancio, accetterà contributi da parte degli utenti. Si sa, la concorrenza fa riconsiderare molti principi…

La posizione della Britannica è però più rigida: ogni contributo inviato, infatti, è destinato ad essere valutato da esperti dell’ente e pubblicato online solo previa approvazione di questi ultimi.

Tempi duri, dunque, per Wikipedia? Sembrerebbe di no, tant’è vero che la più nota enciclopedia Open Source della rete ha già pensato alle contromisure da adottare. Sembra infatti che Wikipedia abbia deciso di intervenire ipotizzando una differenziazione tra gli utenti collaborativi, che verrebbero classificati sulla base della qualità dei loro contributi precedenti. In breve…la fiducia e la libertà vanno conquistate sul campo, nel web così come nella vita reale.  
Una volta conquistata la piena fiducia, però, potrebbero scattare non solo diritti (di pubblicazione pressoché automatica) ma anche doveri nei confronti della community. Come dire, agli onori si accompagnano sovente anche gli oneri…

A questo proposito Webnews ha pubblicato un interessante articolo: Via

Applicazioni online? Sì grazie, ma prima…

Thursday 2 October 2008 - postato da G.C.

E’ ormai un fatto consolidato che tra i nuovi orientamenti del web vi sia l’ampia panoramica delle applicazioni remote da utilizzare online, sostitutive (o integrative) dei software già installati nei nostri computers.
Ma, quali sono i pro e i contro? E quali le applicazioni più usate?
Per rispondere alla prima domanda è necessario stilare una breve lista dei vantaggi e degli svantaggi del loro utilizzo, partendo dal doveroso presupposto che non si tratta di discutere dei loro pregi o difetti ma piuttosto dell’opportunità di farne uso o meno, a seconda delle necessità individuali dell’utilizzatore.

Tra i vantaggi troviamo: gratuità o economicità dell’utilizzo, a fronte degli alti costi di licenza dei più noti software analoghi, richieste di potenza ridotte anche per applicazioni potenti (in quanto non risiedono sul computer in uso); aggiornamento costante del software non a carico dell’utilizzatore, maggiore sicurezza in caso di problemi tecnici al computer, backup e salvataggio dei files con possibilità di recupero di versioni precedenti del documento su cui si sta lavorando, possibilità di facile condivisione con altri utenti dei documenti elaborati.

Tra gli svantaggi invece troviamo: problematiche legate all’ampiezza di banda della connessione ad internet (praticamente necessaria la banda larga per garantire un buon funzionamento della maggior parte di questi software), un numero limitato di strumenti e funzionalità rispetto agli omologhi più noti, non sempre le applicazioni online sono disponibili in italiano e talvolta i files generati con esse non sono in formato compatibile con altri software.

(more…)

Lascia la tua impronta sul mondo con Google MapMaker

Friday 4 July 2008 - postato da G.C.

Avete mai sognato di improvvisarvi cartografi? Sì? Allora forse questa è la vostra occasione.

Ovviamente questa è una provocazione ma qualcosa di vero c’è.
Sembra infatti che perfino l’onnipresente Google abbia qualche limite fisico, nel caso specifico l’impossibilità di fornire mappe dettagliate di tutte le zone del globo.
Quindi…ha pensato bene, in omaggio alla migliore filosofia Wiki del Web 2.0, di chiedere la collaborazione di chi nelle zone ancora poco conosciute risiede o lavora o che per qualche motivo conosce particolarmente bene.

Grazie al nuovo servizio Google MapMaker è adesso possibile dare il proprio contributo (e perfino fare da moderatori) alle mappe in via di miglioramento.
La possibilità di editare i contenuti ovviamente non si estende a tutto il globo ma solamente ad alcune aree ben precise e chiaramente indicate:

“Cyprus, Iceland, Pakistan, Vietnam and the Caribbean nations of: Antigua & Barbuda, Bahamas, Barbados, Bermuda, British Virgin Islands, Cayman Islands, Grenada, Jamaica, Netherlands Antilles, St. Kitts & Nevis, St. Lucia, St. Vincent & the Grenadines, Trinidad & Tobago.”

É interessante visitare la pagina illustrativa offerta da Google in cui, a titolo esemplificativo, viene mostrata una determinata area geografica “prima e dopo” il contributo fornito dagli utenti. Il colpo d’occhio è impressionante e viene davvero voglia di collaborare al progetto.

Map Maker

Il titolo dell’articolo pubblicato sull’argomento il 23 giugno scorso sul Lat Long Blog di Google è “Making your mark on the world”.

Qualcuno accetta la sfida?

Wikipedia “tedesca” diventa un libro

Tuesday 29 April 2008 - postato da G.C.

Il progetto è ambizioso: condensare in 15 righe ognuna delle 50.000 voci più cercate su Wikipedia – versione tedesca – nello scorso anno e farne un volume stampato. L’idea è venuta all’ editore tedesco Bertelsmann che, a quanto pare, non teme la concorrenza delle enciclopedie tradizionali, che contengono ben più delle 50.000 voci del suo volume. Ad essere sinceri, i dubbi non mancano.

Il successo mondiale di Wikipedia risiede, tra le altre cose, nel suo DNA, ovvero nella possibilità di un continuo aggiornamento e miglioramento grazie al contributo e all’autoregolamentazione comuni. Considerando il fatto che il Web possiede la rarissima capacità di autorigenerarsi in tempo reale, dote che la carta stampata per sua natura non può possedere, il contrasto appare a dir poco stridente. Inevitabilmente riprodurre in forma stampata un’entità astratta e in continuo divenire significa “fotografarla” in un dato momento della sua esistenza, prima cioè che si trasformi nuovamente e assuma nuovi aspetti. In parole povere: la versione stampata verrà tramandata ai posteri così come essa si presentava in un dato momento, ma ben presto verrà a sua volta superata dalla nuova versione online. Se consideriamo invece gli aspetti positivi sicuramente il progetto potrebbe contribuire a diffondere la conoscenza di Wikipedia tra coloro che ancora non ne fossero a conoscenza. Tuttavia qualche dubbio rimane sempre…

 Come dire…lasciate al web ciò che è del Web…

Donati 3 milioni di dollari a Wikipedia

Wednesday 26 March 2008 - postato da F.

A volte Wikipedia, l’ormai famosissima enciclopedia on line gratuita, viene criticata dagli accademici, che contestano il fatto di possibili errori nei suoi contenuti; ciò non toglie che il suo modo di essere abbia rivoluzionato il sapere e la conoscenza a livello globale.
E’ di oggi la notizia che la Alfred P. Sloan Foundation (Sloan nel 1934 era il Presidente e CEO della General Motors Corporation) ha donato a Wikipedia la ragguardevole cifra di 3 milioni di dollari, in barba a tutti gli scettici.
Fra l’altro mi son sempre chiesto perché il mondo accademico critichi così tanto questa realtà, forse perché intacca le loro baronie? Anche loro d’altronde non possono avere la certezza che quello che insegnano e pubblicano sia corretto al 100%. Quante scoperte nel corso della storia hanno completamente mutato le ipotesi scientifiche precedenti?
Internet è interazione e scambio di idee che, come ci insegna la storia, hanno sempre portato progresso; se, invece, ci chiudiamo nelle nostre convinzioni, non avanziamo di un passo. Credo che siano questi i motivi che abbiano spinto la Sloan Foundation a questa fantastica donazione.

Il Wikizionario per tutti

Monday 25 February 2008 - postato da G.C.

Ebbene sì, il Wiki è ormai diventato uno stile di vita a portata di clic e nessuno resiste alla tentazione di dare il proprio contributo allo sviluppo culturale online.
Dopo Wikipedia non poteva mancare, quindi, anche il Wikizionario, ovvero la versione moderna (molto più leggera da consultare!) del classico Dizionario.
La definizione ufficiale che il sito dà di se stesso è la seguente:

“il dizionario multilingue libero, in stile wiki”

e mi sembra veramente calzante.
Per consultarlo in cerca di un determinato lemma si possono utilizzare differenti criteri di ricerca, che vanno dal classico campo “Cerca”, alla consultazione dell’indice rapido a partire dalle prime due lettere della parola, alla ricerca per iniziale.
Decisamente curiosa è poi la sezione dedicata alle parole che iniziano con lettere di altri alfabeti.
Fedelmente allo stile Wiki, il dizionario è a contenuto aperto e accetta di buon grado la partecipazione di tutti, previa lettura delle istruzioni per l’uso (tra le cose da non mettere, ad esempio, figurano la pubblicità, i vandalismi e il materiale coperto da copyright).
Per rimanere sempre aggiornati sulle novità del Wikizionario non poteva mancare il Wikizionariano, un periodico informativo legato alle novità che riguardano il progetto stesso.
Infine, se proprio non sapete cosa cercare nello sterminato mare dei lemmi disponibili, dal menu di navigazione potete sempre cliccare sul link “Una pagina a caso” e apprendere comunque qualcosa di nuovo.
La cultura non è mai abbastanza…

Via