Gli 8 Chichés del Web 2006
postato da G.C.Dopo esserci occupati delle nuove tendenze tecniche del Web 2.0, credo meriti una menzione un articolo intitolato “8 Web Design ClichĂ©s of 2006” scritto da Stuart Brown, web designer e web developer di professione che vive e lavora a Manchester (UK).
Il nostro amico Brown, a beneficio di chi ama seguire e capire le tendenze della rete, ha elaborato un lista di 8 punti che, in base alle conclusioni a cui è giunto, avrebbero largamente caratterizzato i siti web nell’anno 2006.
Si tratta di una sorta di bilancio grafico/stilistico, se così si può dire, che traduco e riassumo qui di seguito in brevi tratti:
- L’uso massiccio (talvolta perfino eccessivo) dei gradienti;
- La stranezza nella scelta dei nomi a dominio, senza disdegnare giochi di parole interni al nome grazie all’uso sapiente del punto, come nel caso di Ma.gnolia.com o del.icio.us;
- L’utilizzo di sfondi diagonali con linee inclinate a 45° per movimentare un monocromatismo che rischiava altrimenti di risultare “piatto”;
- La preferenza per quelli che definisce “Big fonts” sia per i titoli, sia per i contenuti delle pagine;
- La netta prevalenza numerica dei siti a sfondo bianco e caratteri neri su quelli che fanno uso del colore (forse influenzati da Google???);
- L’uso dell’effetto riflesso altrimenti detto “pavimento bagnato” applicato su loghi e immagini;
- L’utilizzo di Pixel Fonts;
- Tagging (ovvero la possibilitĂ cioè di apporre alle immagini una o piĂą parole chiave, che diventano patromonio di tutti i navigatori) e Folksonomy (neologismo che indica il modo in cui gli utenti del web etichettano e riorganizzano in modo collaborativo i contenuti). Etimologicamente il termine Folksonomy deriva dalla fusione di “folk” (=popolare) e “taxonomy” (=tassonomia).
A beneficio di chi desiderasse approfondire lo studio di Stuart Brown, questo è l’indirizzo del suo articolo: http://www.modernlifeisrubbish.co.uk/article/8-web-cliches-of-2006, fonte delle informazioni riportate in questo post.