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Le TAG CLOUDS, queste (s)conosciute…

postato da G.C.

Alzi la mano chi sa fornire una definizione precisa del termine “tag cloud”.

Uhm, navigate nella nebbia (ops, volevo dire nelle nuvole)?

Eppure scommetto che navigando in rete vi siete imbattuti tutti, chi prima chi dopo, in qualche curioso elenco di categorie o links caratterizzati magari da colori diversi e grandezze diverse. Avete visualizzato la prima TAG CLOUD della vostra vita. Delusi?
Si direbbe di no a giudicare dall’ampia diffusione di questo metodo visivo (e creativo) adottato per offrire ai visitatori, con un solo colpo d’occhio, la diffusione di frequenza dei tags presenti su un sito web. Le tag clouds, infatti, se usate coscientemente, possono rappresentare un utile strumento di consultazione.

In parole semplici, le “Nuvole di Tag” designano una rappresentazione visiva dei tags, ovvero delle etichette (o parole chiave) usate in un sito internet. Solitamente tale lista utilizza l’ordine alfabetico, con la differenza però che rappresenta con un font piĂą grande le parole piĂą importanti o i collegamenti ipertestuali piĂą ” cliccati”. C’è chi parla giĂ  di “Tagmania”, e non è probabilmente lontano dal vero se siti noti come Flickr ne fanno uso. Per gli amanti del genere possiamo segnalare addirittura un motore di ricerca, http://www.quintura.com, che si serve proprio delle tag clouds per aiutare i navigatori nelle loro ricerche online.
E, last but not least, esiste anche un sito basato sul principio della “Blog Cloud”, in cui si può iscrivere il proprio blog (a patto di avere una buona vista…) all’indirizzo http://blogcloud.bleebot.com.

E per finire, una piccola confessione: ebbene sì, non abbiamo resistito neppure noi alla tentazione di creare la nostra TAG CLOUD personale…

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