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L’importanza del brand color

postato da F.

Logo Ferrari

Capita spesso di incontrare persone che non percepiscono l’importanza dell’immagine e dei colori di un brand, con situazioni in cui i colori aziendali sono cambiati più volte negli anni senza una logica prestabilita.

Identificare un’azienda con un logo chiaro e con dei colori precisi è fondamentale: pensate alla Ferrari e capirete subito a cosa mi riferisco. Fra l’altro l’esempio della Ferrari dimostra anche che il colore può cambiare di alcune tonalità, magari per adattarsi alle esigenze dei nuovi mezzi di comunicazione, come aveva effettivamente fatto la casa di Maranello per le sue vetture di F1, modificandolo lievemente per avere una resa migliore sui nuovi schermi TV e sui PC, ma senza stravolgerlo.

Logo T-MobileC’è anche chi ha portato agli estremi questo concetto: è di questi giorni la notizia della registrazione del colore magenta da parte di T-Mobile.
Ovviamente la mossa di T-Mobile è illegale per l’ordinamento europeo, infatti nel Regolamento Ue sui marchi registrati si legge chiaramente che si possono registrare solo simboli rappresentati graficamente, quindi non i colori come combinazione numerica (il codice del magenta è #FF00FF).
Anche la RedBull ha provato a registrare il colore blu/silver, incontrando gli stessi problemi di T-mobile.

Tralascio tutto il putiferio che si è scatenato su internet alla notizia di queste registrazioni, ma il concetto è chiaro: è importante avere un colore che identifichi il proprio brand, colore che va utilizzato in tutti i canali di comunicazione, soprattutto su internet, dove il layout del sito deve rispecchiare subito la personalità e l’immagine del brand.

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