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Quando la pubblicitĂ  si fa provocazione

postato da G.C.

É noto ormai a tutti gli esperti del settore che il pubblico è molto piĂą smaliziato di un tempo e che guarda alla pubblicitĂ  con sempre maggiore diffidenza. L’offerta è vastissima, il martellamento incessante. La vera sfida per i pubblicitari del nuovo millennio, quindi, è diventata distinguersi in un panorama per la maggior parte omogeneo, in cui il singolo spot o la singola campagna rischiano di passare inosservati come una goccia nel mare.
Ciò che fa la differenza, allora, diventa la capacitĂ  di essere veramente creativi, di stupire il consumatore con trovate che per un motivo o per l’altro facciano “centro” rimanendo impresse nell’immaginario collettivo.
E se la gente ne parla e ne scrive, allora nel bene o nel male si può affermare che l’obiettivo è stato raggiunto.
Le scelte, ovviamente, sono le piĂą diverse, anche se il fine è il medesimo: c’è chi punta sugli effetti speciali, chi sull’eleganza e sullo stile e chi sulla provocazione.
É il caso ad esempio dell’ azienda alimentare Arnaboldi, che spiritosamente condisce le sue ricette esotiche con lo slogan “Arnaboldi vi manda a quel paese”. Sul sito stesso dell’azienda sono disponibili gli spots della campagna 2007, riproposta recentemente in televisione.
Scelte provocatorie di altro tenore sono state invece operate dalla Vigorsol, con il ben noto spot dello scoiattolo, che tanto ha fatto parlare la gente, di cui è stata poi proposta una versione alternativa “censurata” in cui lo scoiattolo spegne l’incendio soffiando aria fresca dal naso dopo aver masticato il chewingum.
La carrellata sulle provocazioni procede poi in direzione delle allusioni di tipo sessuale che, si sa, raramente passano inosservate. É stata questa la scelta della Peugeot con il suo spot sulle coccinelle innamorate; analogo discorso si può fare per il porcospino della Spontex che trova un amorevole compagno nella nota spugnetta da cucina.
Non sempre l’allusione riguarda strettamente gli animali: è il caso ad esempio della Martini che in uno dei suoi spot 2007 produce sicuramente nel pubblico maschile una reazione di sorpresa, proprio come accade al testimonial George Clooney.
L’elenco potrebbe proseguire a lungo ma ritengo che questi esempi siano sufficienti a sottolineare il concetto.
Esulando per un momento dai casi sopra citati ed allargando il discorso all’intero panorama pubblicitario l’essenziale, a mio personale avviso, è proporre soluzioni intelligenti, simpatiche e di buon gusto, anche quando una campagna sceglie la provocazione quale strumento principe per colpire il pubblico.
Tornando al presupposto iniziale che il consumatore del 2008 è piĂą consapevole e, se vogliamo, anche piĂą “difficile” di quello di un tempo, la vera sfida si gioca allora su intelligenza e creativitĂ , un mix virtuoso e sicuramente vincente.

Buona visione a tutti.

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