Il restyling di questo blog, avvenuto il mese scorso, mi ha ispirato alcune considerazioni in merito al web che, contrariamente alla carta stampata, possiede nel proprio DNA una sorta di intrinseca scadenza. E’ con un certo stupore che ho verificato quanti links interrotti vi fossero negli articoli che abbiamo pubblicato qualche anno fa. Le ragioni sono molteplici.

Nel caso dei siti pensati per pubblicizzare un concorso, un’iniziativa o una novità è accaduto in molti casi che il dominio non venisse più rinnovato e pertanto il clic conducesse al fastidiosissimo Errore 404 (o Not Found, inglese per non trovato).

In altri casi – sovente per articoli di carattere informativo, divulgativo e tecnologico – i siti hanno subito un restyling o un passaggio ad un CMS con conseguente riscrittura degli URL delle pagine e ancora una volta si atterra su una pagina che ci restituisce il famigerato Errore 404.

Vi è poi un congruo numero di progetti e/o software e/o portali che erano stati varati con le migliori intenzioni e tutto l’entusiasmo del caso ma che sono successivamente stati abbandonati dagli stessi creatori, anche illustri (si passa da Google ad Adobe per arrivare a Microsoft ed altri competitors anche meno famosi). In questo caso è facile imbattersi in un altro tipo di dicitura: “This project is no longer supported”. Va detto che a volte l’abbandono di un progetto o di un software non è stato però altrettanto indolore per gli utenti che lo utilizzavano, magari per lavoro…

In sintesi la vita dei siti e dei progetti web è molto “volatile” perché con la stessa rapidità con cui vengono promossi vengono poi ritirati dal mercato perché non più convenienti, non più utili o soppiantati da prodotti e servizi di nuova generazione. A questo proposito rimane emblematico il caso di Flash, il noto programma di animazione di Adobe che a un certo punto della propria esistenza sembrava rappresentare il futuro, salvo essere stato poi soppiantato da jQuery, MooTools ed altre librerie in grado di svolgere analoghi compiti ma più leggere e maggiormente crossplatform. Chi avrebbe potuto prevederlo? Forse i più lungimiranti.

Certo è che, soprattutto nel settore tecnologico, le cose prendono svolte spesso impreviste.

Meditate gente, meditate…