Twitter o non Twitter? Questo è il problema
postato da G.C.In un mondo in cui la privacy è diventata merce preziosa e che somiglia sempre di piĂą in modo inquietante alle fosche previsioni di George Orwell e del suo “1984″, sembra che gli “internet addicted” non riescano proprio a fare a meno di raccontare online le proprie vicende. Dopo photogalleries, siti personali, blogs, instant messengers e chats, la nuova frontiera si chiama Twitter.
Si tratta di un’applicazione che consente di sapere (e far sapere) alle persone comprese nella propria lista di Contatti cosa si sta facendo. Questo diviene possibile grazie all’aggiornamento di una pagina pubblica da effettuare tramite una rosa di tecnologie (tra le quali SMS – a pagamento – e ovviamente web).
Ai Contatti verrĂ notificata la notizia inserita ed, eventualmente, perfino ripetuta in base alle preferenze personali.
Inevitabilmente, data la natura potenzialmente “invasiva” di questo tipo di tecnologia, si è sentita abbastanza presto l’esigenza di elaborare una “Twitter Netiquette” che regolamenti il tutto.
A sentire i Twitternauti e i Cyberspioni sembra che sia difficilissimo staccarsi dallo schermo e davvero irresistibile la tentazione di “buttarsi nella mischia”. Come resistere alla curiositĂ di sapere se a Pordenone piove e tira vento o se la signora Maria di Bari è in ufficio oppure a fare la spesa?
Twitter o non Twitter, dunque? Come si suol dire…ai posteri l’ardua sentenza…