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Volli Fortissimamente Facebook

postato da G.C.

Facebook continua a far parlare di sé, nel bene o nel male. Nella maggior parte dei casi si tratta di discussioni in merito all’opportunità o meno di aprire determinati gruppi o account; in altri invece si parla del binomio, ormai quasi inscindibile, Facebook-pubblicità.

In particolare ha attirato la mia attenzione un articolo pubblicato ieri a cura di MEDIATECH, intitolato Occhio a Facebook/Il boss del social network mostra come usare gli utenti a fini di marketing“.

L’incipit è piuttosto inquietante e non molto distante dalle più fosche previsioni di George Orwell:

“Appassionato frequentatore di Facebook? Bene: i tuoi dati personali sono probabilmente già stati archiviati dalle aziende di mezzo mondo. Come scrive il Guardian, il social network si è infatti trasformato in un vero e proprio business, avendo a disposizione i dati di 150 milioni di persone: età, sesso, stato civile e relative preferenze in fatto di cinema, prodotti alimentari, musica ma anche opinioni politiche, sessuali, etc…Tutte informazioni che fanno gola ai ricercatori di marketing.”
 


La notizia, per la verità, non ci stupisce più di tanto: come ho già avuto occasione di dire nei post precedenti, questo Social Network dall’aspetto così familiare e rassicurante infonde nei fruitori l’illusoria convinzione di esseri “protetti” e al “sicuro” dai pericoli più deleteri del mondo esterno e del web. In tal modo essi tendono naturalmente ad “abbassare la guardia” e a parlare di sé, delle proprie abitudini e preferenze.

L’articolo prosegue con un’occhiata al futuro:

“Così non stupisce che il creatore di Facebook, Mark Zuckerberg, già giovane studente di Harvard e oggi uno degli uomini più ricchi del mondo, abbia confermato al noto blogger “tecnologico” Robert Scoble che il 2009 sarà un anno “intenso†per il social network.
Nei giorni scorsi Zuckerberg ha indicato chiaramente quale strada intende percorrere: davanti alla platea del Forum economico mondiale di Davos, ha mostrato come poter usare la community per condurre ricerche mirate su gruppi specifici di persone.”

Fin qui…”niente di nuovo sotto il sole”, potremmo quasi arrivare a dire. A completamento dell’argomento, però, ecco giungere un secondo articolo, questa volta di Emanuele Menietti, pubblicato su Webnews Business intitolato “Facebook lancia i sondaggi sponsorizzati“, che in qualche modo ci consente di ampliare il nostro punto di osservazione sulla questione:

“Impegnati da più di un anno nella ricerca del modo migliore per monetizzare gli alti volumi di traffico, i responsabili del famoso social network hanno messo a punto un nuovo sistema per offrire alle aziende la possibilità di condurre ricerche di marketing istantanee sui 150 milioni di profili di Facebook. La nuova strategia potrebbe aumentare sensibilmente gli introiti derivanti dall’advertising, fino ad ora poco significativo e redditizio. “

Randi Zuckerberg, sorella del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, nel corso del World Economic Forum tenutosi a Davos nei giorni scorsi ha infatti dichiarato:

«Migliaia di persone mi hanno detto: “Questa potrebbe essere una cosa fantastica per i nostri affari”. Realizzare un focus group richiede tempi molto lunghi, e le società spesso non si possono permettere il lusso di avere tanto tempo. Penso possa piacere il sistema delle risposte istantanee»

Ecco la chiave di volta per comprendere correttamente la questione: l’esigenza di monetizzare l’enorme mole di dati che attraversa ogni giorno il social network ha indotto a immaginare un modo redditizio per sfruttare alcune tra le migliori caratteristiche di Facebook: la volontarietà e il tempo reale. Al posto dei costosi e impegnativi Focus Groups, quindi, troviamo una platea sterminata di collaboratori volontari e spontanei in grado di offrire ciò che nessun altro mezzo offre a costi tanto contenuti. Questa, dunque, è la nuova frontiera delle ricerche di mercato?

Meditate gente, meditate…

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