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E’ nata B&G Video

E’ nata da poco ma ha già al suo attivo ben 20 video su Youtube.

Il progetto, in realtà, era “in fieri” già da tempo e finalmente ha visto la luce.
B&G Comunicazione ha affiancato ai suoi servizi di comunicazione una sezione video nuova di zecca e, per l’occasione, ha aperto un proprio canale su Youtube: http://www.youtube.com/begvideo

Tra le chicche più interessanti c’è sicuramente il video “Come nasce la rivista di cinema “Film DOC“, che racconta le varie fasi della lavorazione grafica e web che porta alla versione cartacea e digitale della rivista Film DOC.

Altro fiore all’occhiello è la realizzazione del DVD La storia del gas a Genova dal 1850 al 2011(realizzato in collaborazione con Genova Reti gas), che accompagna l’omonimo volume che è entrato a far parte delle iniziative volte a celebrare il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia potendosi così fregiare della concessione all’utilizzo del logo ufficiale da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, sotto l’egida del Consiglio dei Ministri.

Alcuni estratti del DVD sono disponibili sul canale begvideo.

Buona visione!

Google cambia ancora

Il motore di ricerca più diffuso e instancabile del mondo continua ad evolversi e, per tenere aggiornati i web developers e i navigatori della rete, comunica 30 nuove modifiche ai suoi algoritmi di ricerca, alcuni dei quali accompagnati dal proprio codename: simple, concepts, leaf, lyndsy e molti altri.

Tre in particolare ci paiono interessanti:

  • Better infrastructure for autocomplete. This is an infrastructure change to improve how our autocomplete algorithm handles spelling corrections for query prefixes (the beginning part of a search).
  • Better spam detection in Image Search. [launch codename “leaf”] This change improves our spam detection in Image Search by extending algorithms we already use for our main search results.
  • Faster mobile browsing. [launch codename “old possum”, project codename “Skip Redirect”] Many websites redirect smartphone users to another page that is optimized for smartphone browsers. This change uses the final smartphone destination url in our mobile search results, so you can bypass all the redirects and load the target page faster.

Per approfondire in particolare quelli relativi al mese di Dicembre 2011: Via

Quando il Social Network ti cambia la vita…

Ebbene sì, torniamo a parlare ancora una volta di Social Networks.

In occasione delle festività appena trascorse sono fioccati un po’ ovunque articoli che tiravano le somme dell’anno passato in termini di comunicazione via web.
E cosa scopriamo? Che Facebook viene citato sempre più spesso nelle cause di separazione tra coniugi mentre Twitter (bontà sua) tende a mettere meno il dito tra moglie e marito. Diversi aspetti di Facebook, in effetti, tra cui la condivisione di aspetti più personali con tante persone, si prestano a far “scoppiare le coppie”.
D’altro canto apprendiamo che i Social Networks per la prima volta hanno fatto passare in secondo piano lo scambio di SMS nei giorni (e nelle notti) di festa, con comprensibile disappunto delle compagnie telefoniche.
In sintesi, perché darsi la pena di pagare tanti SMS quando basta un post su Twitter & Co. per raggiungere decine di utenti a costo zero? Non ci addentriamo in questa sede sugli aspetti più propriamente “sociali” di tale cambio di abitudini, perché si potrebbero utilizzare fiumi di inchiostro per analizzare la progressiva spersonalizzazione dei rapporti tra gli individui, che tendono sempre più spesso ad affidare all’informatica messaggi e comunicazioni che un tempo si scambiavano di persona.

In altri casi è stato invece Youtube (che per l’occasione ha vestito i panni del social network) a cambiare la vita alla gente. La fortunata  famiglia Howard David-Carr, ad esempio, ha pensato bene di pubblicare un simpatico video di soli 57 secondi (dal titolo “Charlie bit my finger“) dei propri bebé in cui il figlio più piccolo morde il dito del fratello  e, grazie a ben 400 milioni di visite (e al YouTube Partner program) ha guadagnato, come si suol dire, “soldi a palate” (si parla di più di 100.000 sterline).

Per venire a due casi italiani, i noti Youtubers Willwoosh (al secolo Guglielmo Scilla) e Clio (Clio Zammatteo) sono approdati rispettivamente al cinema e alla televisione dopo aver guadagnato visibilità grazie ai propri canali Youtube.

Tra vizi e virtù, dunque, la rete si propone sempre più come elemento-chiave che può dare una svolta alla vita della gente, soprattutto dei più giovani. Fin qui è storia nota.
Ora non ci resta che aspettare di conoscere quali nuove storie e bizzarre tendenze  ci proporrà il 2012…

Google augura Buone feste "con i fiocchi"

E’ arrivato per tutti i navigatori un inatteso e graditissimo augurio di Buone feste da parte di Google.

Per vederlo occorre seguire queste istruzioni:

  1. Visitare il sito http://www.google.it/ con il proprio browser
  2. Inserire nel campo di ricerca la frase: Let it snow
  3. Dare l’invio

Comincerà magicamente a nevicare sulla vostra pagina web, che si ghiaccerà lentamente.
Ma niente paura, c’è anche il pulsante “defrost” per scongelare lo schermo.

Auguri di Buone feste da B&G Comunicazione

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I Google Doodles diventano un sito

Per la gioia di tutti gli affezionati ai celeberrimi e creativi Doodles del più noto motore di ricerca, i piccoli capolavori che si sono susseguiti negli anni dal 1998 ad oggi sono stati raccolti in un minisito:

http://www.google.com/doodles/

Per amor di cronaca ricordiamo che i Doodles sono i loghi che in ricorrenze particolari sostituiscono l’abituale logo di Google. Creativi, pittorici, sorprendenti, geniali, i Doodles sono tutti da sfogliare.

Via

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Il 39% degli italiani non ha mai usato internet

Ce lo racconta Eurostat nell’articolo del 14 dicembre scorso intitolato

“Internet access and use in 2011
Almost a quarter of persons aged 16-74 in the EU27 have never used the internet”

Il dato, visto così nero su bianco, sorprende un po’, se consideriamo la quantità di dispositivi fissi e mobili che giornalmente accedono alla rete per i motivi più diversi. Dal lavoro agli hobbies e dai social networks alle notizie, milioni di italiani si connettono giornalmente ma, a giudicare dai risultati di Eurostat,  il nostro paese arranca faticosamente in coda alla classifica europea, contendendosi il poco ambito primato con Romania (51%), Bulgaria (46%), Grecia (45%), Portogallo (41%) e Cipro (41%).

Il dato salta ancor più all’occhio se confrontato invece con i paesi del Vecchio Continente “virtualmente” più virtuosi, quali Danimarca e Olanda (rispettivamente 5% e 7%). Tra i due estremi si trovano invece Francia e Germania.

Ma non è tutto. Conformemente a quanto si potrebbe supporre dati alla mano, risultiamo anche tra i paesi più conservatori dal punto di vista delle abitudini di acquisto e meno propensi a sfruttare le nuove opportunità offerte dalla rete, come l’e-commerce.

Per saperne di più vi rimando all’articolo originale: Via

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La storia del Gas a Genova – il libro, il DVD, l’evento

B&G Edizioni, in collaborazione con Genova Reti Gas, azienda del Gruppo Iren, ha pubblicato il volume “La Storia del gas a Genova dal 1850 al 2011” (accompagnato da un DVD ricco di interviste, contenuti e documenti fotografici).

L’opera è entrata a far parte delle iniziative volte a celebrare il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia e si può così fregiare della concessione all’utilizzo del logo ufficiale da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, sotto l’egida del Consiglio dei Ministri.

Martedì 13 dicembre 2011 si è svolta la consegna all’Amministrazione cittadina da parte di Genova Reti Gas di due lampioni a gas originali d’epoca, riadattati e riposizionati presso il monumento dedicato a Giuseppe Mazzini nell’omonimo piazzale sovrastante piazza Corvetto e la Presentazione, presso il Centro Congressi Iren, del volume e del DVD.

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HTML5 e Flash: il sorpasso è vicino?

E’ sorprendente come talvolta il web diverga da direttrici apparentemente naturali e già tracciate per inoltrarsi in territori nuovi dando luogo a svolte inattese.

Flash, colosso apparentemente insostituibile per la creazione di animazioni per la rete, sente tremare le sue poderose gambe tecnologiche per colpa del terremoto targato HTML5.

Se ne parla sempre di più, le persone iniziano ad utilizzarlo, ad informarsi, a sperimentare.
Adesso anche Youtube sembra seriamente intenzionato (per il momento si tratta ancora di beta-test) a considerare l’ipotesi di sostituire Flash con un player in HTML5 che  permetterebbe, tra le altre cose, di copiare con immediatezza l’URL del video, il minutaggio esatto (questa opzione appare particolarmente interessante), il codice per l’incorporamento ed altre opzioni ancora.

Non ci resta che attendere di conoscere gli sviluppi di questo interessante binomio.

Voglia di comunicare 2.0

Fin dai suoi esordi su larga scala, il web aveva mostrato di possedere nel proprio DNA una grande voglia di comunicare.

Già quando lo streaming, il podcasting e le tv via web erano ancora soltanto progetti fantasiosi di un futuro lontano, gli utenti della rete sentivano sempre più il desiderio di esprimersi, di dire la propria su questo o quell’argomento, sovente con un entusiasmo che forse spesso manca ai comunicatori di professione.
All’epoca chi voleva parlare (in senso metaforico) sul web apriva un proprio sito, magari su piattaforme gratuite, oppure partecipava ai forum che proliferavano come i funghi su praticamente qualunque tema immaginabile. Poi c’è stato il Boom dei blog e dei Social Networks.

Quando internet si è fatta “2.0” un vasto orizzonte di nuove opportunità si è aperto a chi da fruitore abituale della rete desiderava diventarne ancora più protagonista, “mettendoci la faccia” o, almeno, la voce.
E non è un caso che oggi esistano una serie di piattaforme gratuite e a pagamento (o con servizi proporzionati all’investimento economico) che consentono di mettere online le proprie idee o capacità.

E non mi riferisco soltanto a Youtube, ma anche a Ustream, Livestream, Justin.tv, LiveVideo e chi più ne ha più ne metta. E per coloro che non amano mostrare il proprio viso? Niente paura, Spreaker consente di effettuare trasmissioni radio e improvvisarsi Speaker. Che dire?

Basta avere qualcosa di buono da dire, creatività e un pizzico di coraggio.

Attenti a quell'embed…

Non è una novità che il web e i diritti d’autore non vadano particolarmente d’accordo, tant’è vero che di quando in quando torna in auge il problema, originato almeno all’inizio da un vuoto legislativo in materia.

Internet, infatti, si evolve ed espande molto più velocemente di quanto le leggi riescano a rincorrerlo anche perché è difficilissimo – come si suol dire – aver occhi dappertutto.

La condivisione di contenuti (soprattutto multimediali), fortemente incoraggiata dai social networks, ha portato ad un incorporamento (=embedding) “selvaggio” di files e trailers (in particolare video presi in prestito da Youtube e piattaforme similari). Il problema di fondo è che l’utente che incorpora e condivide un file non sempre conosce i diritti che salvaguardano il video o l’audio condiviso. E’ facile infatti considerare un filmato un “tutt’uno”, sebbene legalmente non sia così.
Nell’articolo dal titolo “Oggi è morto l’embed” di Giacomo Dotta pubblicato da Webnews leggiamo:

“L’utente (…) Ora si trova innanzi ad una scissione che in molti considerano innaturale: le immagini dei trailer, in quanto provenienti dalle case produttrici, sono implicitamente regolari; le musiche della colonna sonora utilizzata sono invece regolari soltanto ove vi sia esplicita licenza. L’ANICA ad esempio ha un regolare contratto con la SIAE e può pertanto ospitare i trailer sui propri siti Web senza problema alcuno. Al tempo stesso v’è un accordo tra la SIAE e YouTube, tale per cui buona parte dei contenuti di qualità sono licenziati e regolari. Ma non tutti. Ci sono musiche per cui, semplicemente, nessuno ha rivendicato diritti espliciti partecipando al programma Content ID. Vi sono inoltre musiche che un domani potranno avere una rivendicazione, ma che ad oggi sono liberamente disponibili. YouTube, insomma, non può garantire a priori la bontà complessiva del proprio archivio, ma funge almeno da cappello per la tutela di parte del totale.”

Insomma, la questione è piuttosto intricata e ciò che vale oggi potrebbe non valere domani.
Il rischio palese è quello di mortificare la condivisione in nome della lotta alla pirateria e molte sono le voci contrarie che si alzano nel mare del web.

La questione, comunque, rimane aperta.