Beamvertising

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Il Beamvertising, questo (s)conosciuto

Certamente noto agli addetti ai lavori, il fenomeno del beamvertising merita sicuramente di spendere qualche parola, anche a causa (o grazie) all’ampia diffusione che sta avendo in questi anni.

Prima di tutto, com’è mia abitudine, vediamo di dare una definizione del termine a beneficio di tutti: si tratta di una tipologia di pubblicità non convenzionale che consiste nel promuovere un prodotto tramite proiezioni luminose.

Dagli esordi ad oggi, ne abbiamo letteralmente viste “di tutti i colori” al punto che qualcuno ha dimostrato addirittura stanchezza nei confronti del fenomeno.
Occorre tenere presente, però, l’evoluzione nel tempo che ha portato ad un aumento considerevole della qualità e creatività delle proiezioni.
Diamo un’occhiata ad un beamvertising di Volkswagen del 2007:

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Beamvertising: spazio alle proiezioni

Stupiti? Si tratta di una campagna di beamvertising promossa da Sportlife, nota marca leader in Olanda per i chewing gum.
Dal nome si può già dedurre qualcosa: si tratta di una nuova forma di pubblicità nata nell’underground metropolitano, che consiste nel promuovere un prodotto tramite proiezioni.
Nel caso specifico Sportlife ha pubblicizzato il proprio sito web proiettandone l’indirizzo, insieme alle immagini di un ragazzo in movimento sullo skateboard, sugli edifici di una città norvegese.
A giudicare dalle espressioni sorprese dei passanti si direbbe che l’iniziativa abbia sortito l’effetto desiderato, ovvero stupire e impressioanre il pubblico affinché ricordi il messaggio in relazione all’evento che lo ha trasmesso.

Ecco un altro esempio di beamvertising: si tratta della campagna per la promozione di Batman: The Dark Night:

Batman

Fonte per questa notizia: Bloguerrilla.it