Campagne Pubblicitarie

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Auto…al cubo!

rubik

Riconoscete questo oggetto? Alzi la mano chi non ci ha giocato almeno una volta.
Nessuno? Non stupisce affatto.

Il Cubo di Rubik, che vedete in figura, è infatti di un celebre rompicapo (di fatto un gioco di logica) ideato dal professore e scultore ungherese Ernő Rubik negli anni ’70. Per i pochi che non lo conoscessero, Il Cubo di Rubik presenta 9 quadrati su ogni faccia, per un totale di 54 quadrati. Tali quadrati differiscono tra loro per il colore: solitamente bianco, giallo, rosso, blu, verde e arancio. Lo scopo del gioco è quello di risalire (ruotando in vario modo le facce del cubo) alla posizione originale in modo tale da ottenere un colore uguale per ogni faccia.

Detto questo, veniamo al tema del post. La curiosa struttura del cubo è stata ispiratrice di alcuni spot pubblicitari, con particolare attenzione al mondo delle auto.

Prima Citroen e poiAudi hanno realizzato una versione rivisitata del celeberrimo Cubo e, in entrambi i casi, con risultati decisamente fantasiosi e, a dir poco, lodevoli.

Vediamo lo spot Citroen:

Vediamo ora lo spot Audi:

Benché utilizzando due approcci diversi (il primo più divertito ed il secondo più futuristico) entrambi le case automobilistiche sono riuscite a sorprendere piacevolmente il pubblico con un’idea familiare e tuttavia innovativa.
Nel primo caso abbiamo un cubo fatto di auto, nel secondo un’auto…fatta di cubi.

Onore al merito, come si suol dire!

3 cose da sapere sulla pubblicità fatta sulla carta stampata

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Gli scopi di una campagna pubblicitaria fatta sulla carta stampata possono essere i più svariati, come ad esempio la costruzione di un’immagine, l’aumento della brand awareness, il convogliare le persone verso un sito, annunciare un’offerta o semplicemente aumentare le vendite.

A tale proposito la società di indagini di mercato MRI Starch Communications ha realizzato uno studio per capire cosa effettivamente fa aumentare le vendite al giorno d’oggi in una campagna pubblicitaria fatta sulla carta stampata.
La domanda posta al campione selezionato era molto semplice: “Dopo aver visto questa pubblicità, hai comprato il prodotto o il servizio reclamizzato?”
Lo studio è stato fatto su 297 riviste tra ottobre 2008 e aprile 2009.
Il risultato della ricerca ha portato in evidenza che ci sono tre fattori fondamentali che portano a un effettivo aumento delle vendite di un prodotto o di un servizio reclamizzato in una campagna di questo tipo:

1) E’ fondamentale il contesto nel quale la pubblicità viene fatta.
Selezionare la rivista su cui fare la pubblicità in base al target da colpire è risultato fondamentale, meglio spendere meno ma farlo in maniera mirata.

2) Il prezzo conta
Nessuna delle pubblicità che ha portato a un effettivo acquisto del prodotto (o del servizio) reclamizzava prodotti molto costosi. Questo perchè gli acquisti importanti comportano una più profonda considerazione anche in termini di tempo, quindi è difficile che una singola pubblicità nel breve periodo possa essere il vettore dell’acquisto.

3) La brand perception è importante
Ai lettori delle riviste è stata chiesta la loro opinione sulle marche pubblicizzate. Il risultato è stato ovviamente che, se il lettore è favorevolmente disposto verso una marca, è molto più portato all’acquisto dei suoi prodotti. Nel risultato dell’indagine praticamente il 90% dei lettori ha affermato di essere favorevolmente disposto verso la marca, con alcuni che l’hanno indicata come la loro marca preferita.
Ulteriore conferma, come se ce ne fosse bisogno, che la costruzione di un brand forte è fondamentale per un’azienda.

All’inizio dell’articolo trovate le pubblicità che sono risultate vincenti nell’indagine fatta da MRI Starch Communications.

Per quella "i" in più…

gaudianelloSi sa, stupire il pubblico è uno degli scopi della pubblicità. Tutto ciò che può risultare insolito, innovativo o particolarmente creativo agli occhi della gente contribuisce ad attirare l’attenzione di potenziali clienti.

Ma (c’è sempre un ma) cosa può accadere quando il messaggio è talmente sottile da passare inosservato o addirittura da poter essere frainteso? É il caso di alcune affissioni, comparse recentemente nell’area di Roma, che pubblicizzano l’acqua minerale Gaudianello.

La grafica essenziale, costituita dalla sola bottiglia accompagnata da qualche parola, accentra l’attenzione sul messaggio:

“Effervesciente naturale. L’acqua con qualcosa in più”

Notate qualcosa di strano? Avete qualche sospetto su cosa sia quel “qualcosa in più”?
La tentazione di ricorrere a un dizionario è forte ma poi prevale quanto appreso sui banchi di scuola: effervescente, nel manifesto, ha una “i” di troppo. Svista o messaggio? Grammatica o genialità?

É il problema che si è posto Mattia Camellini nel suo articolo intitolato “Pubblicitariamente corretta?” e pubblicato ieri sul sito di Comunicazione Italiana.
Personalmente ho trovato la domanda interessante e vi consiglio di leggere il suo articolo che, giustamente, sottolinea come chi non mastica molto l’Italiano potrebbe non solo non comprendere il messaggio ma addirittura pensare che la parola”effervescente” si scriva effettivamente con la “i”. Poco male, direte voi, oppure no? Che altro aggiungere se non l’immancabile “meditate, gente, meditate”?

Sette esempi di Ambient Marketing

Vi segnalo oggi un articolo, non nuovissimo ma sempre interessante, pubblicato da Streetmarketing a proposito dell’Ambient Marketing: sette sempi emblematici, che vanno dalle fontane e gli alberi vestiti di tutto punto alla scala mobile col corrimano in liquirizia, fino al palazzo-videogame. Una simpatica raccolta, tutta da sfogliare.

Fonte: http://www.mediastreet.it/Campagne-di-ambient-marketing_n50.html

Quando l’unconventional…mette i brividi!

Le azioni di marketing non convenzionale non soltanto si moltiplicano ma si fanno anche più ardite e fantasiose.

É il caso della Swiss Skydive, scuola svizzera di paracadutismo, che ha decorato un ascensore in modo da simulare la sospensione nel vuoto. Un unconventional che mette i brividi!

Fonte

Altra operazione di ambient marketing estremamente inquietante è stata quella predisposta da M&M’s che ha ricostruito in strada una “scena del crimine” in perfetto stile C.S.I. con tanto di sagoma della vittima tracciata sull’asfalto e area precauzionalmente circoscritta dal nastro con la dicitura “Do not cross the line”.

L’ unica differenza è da ricercare nella natura della vittima: per fortuna non si tratta di un essere vivente bensì di un colorato confetto M&M’s. Chi sarà il colpevole? Le indagini continuano…

 

Google lancia la pubblicità basata sugli interessi del navigatore

La rete evolve e Google, che lo sa bene, evolve insieme a lei. L’ultima novità è il lancio di una nuova forma di pubblicità basata sugli interessi del navigatore.

Il progetto si differenzia dalla precedente pubblicità per il fatto che gli annunci sul circuito di Youtube e sui siti associati, non appariranno più solo in base al contenuto delle pagine visitate come accadeva fino ad oggi, ma bensì anche in base agli interessi del navigatore, a prescindere dal sito che sta visitando.

Gli interessi del navigatore vengono individuati in base a un cookie nel suo PC. Google garantisce comunque che le informazioni raccolte saranno rigorosamente anonime.

Inoltre, sarà possibile disattivare il cookie o settare le proprie preferenze grazie a un pannello di controllo a cui si può accedere al seguente indirizzo, dove trovate anche informazioni più dettagliate sul servizio:
Preferenze annunci Google

Bavaria Vs Heineken, a colpi di spoof video

La creatività non sembra avere limiti (fortunatamente, aggiungerei io!). In verità  fa quasi parte del “ciclo naturale di vita” di un buon viral video la comparsa della sua parodia, altrimenti detta “spoof”.

Ecco quindi apparire all’orizzonte una nuova forma di advertising indiretto, rappresentato proprio dagli “spoof videos”, talora realizzati in forma amatoriale e in altri casi messi invece in linea dai competitors dell’azienda in questione.

É quanto è accaduto ad Heineken, che ha  avuto modo di ampliare ulteriormente il successo del suo video del Maxi-frigo grazie ad uno spoof video realizzato da Bavaria. Neanche a dirlo, i due videos sono presenti, sotto forma di “botta e risposta”, sulla piattaforma Youtube.

Iniziamo dal video di Heineken:

Passiamo adesso a quello di Bavaria:

Non si può negare che in taluni casi la parodia supera per fantasia e creatività addirittura l’originale…

OPA: In arrivo nuove "taglie" per l'advertising online

Non è ormai più un segreto che la generale crisi economica sta avendo, ahimé, effetto su svariati aspetti della nostra vita. Com’era prevedibile, il problema preoccupa ed interessa soprattutto chi si occupa di pubblicità ed advertising.

La proposta avanzata dall’OPA (Online Publishers Association) è quella di dare via libera a nuovi formati per l’advertising online. Lo scopo dichiarato, ovviamente, è quello di attirare maggiormente l’attenzione dei navigatori, consentendo loro di visualizzare con più facilità (e possibilmente anche interattività) gli annunci e le proposte presenti sulle pagine web.

Tre i formati che sono stati individuati dall’OPA:

  1. 336×860 pixel per un fixed panel inserito nella pagina, che scorre assecondandone lo scrolling;
  2. 468×648 pixel  per un box extralarge in grado di contenere anche elementi interattivi (quali filmati o miniature di pagine);
  3. 970×418 pixel per un’inserzione più “invadente” ma con possibilità di ridimensionamento per limitare l’impatto visivo sulla navigazione.

In omaggio al miglior spirito di condivisione  – ormai imperante in communities e social networks, ecco arrivare anche il fatidico pulsante per condividere un contenuto con altri utenti della rete nella speranza, ovviamente, di ottenere un effetto virale. Una benefica conseguenza del nuovo tipo di advertising, di non secondaria importanza, dovrebbe essere quella di offrire al navigatore un’ esperienza interattiva e informativa che gli consenta di recepire il messaggio pubblicitario senza dover necessariamente abbandonare la pagina che sta visitando per essere reindirizzato altrove.

I primi esperimenti dovrebbero partire con il mese di Luglio 2009.

Fonte

BuzzMetrics sbarca in Italia

No, non è il protagonista di un nuovo film di animazione per bambini, bensì lo strumento di analisi del “passaparola” in rete elaborato dalla celebre società di rilevazione Nielsen.

Non a caso il nome “BuzzMetrics” deriva  dal sostantivo buzz, che si riferisce al passaparola che si genera tra gli utenti, i quali spesso forniscono spontaneamente opinioni o consigli su un determinato prodotto o marchio. É d’obbligo ricordare che l’attuale proliferare di social networks e communities in rete genera un traffico di informazioni ed opinioni che non poteva passare inosservato agli occhi attenti delle aziende.

É in qualche modo possibile, prestando attenzione a quanto viene scritto sul web, farsi un’idea delle tendenze e preferenze del pubblico. E non è poco, considerando che conoscendone i desideri diviene più facile orientare le campagne di marketing, rendendole “ad hoc” per il target desiderato.

Non è un caso, quindi, che Nielsen abbia pensato (dopo i felici esperimenti condotti in U.S.A., Gran Bretagna, Germania ed altri paesi negli anni passati), di avviare anche il monitoraggio dei contenuti del Web italiano, mettendo a disposizione il proprio strumento di rilevazione già ampiamente testato e perfezionato nel corso dei passati 10 anni. Un know-how nel settore che può davvero “spendere” bene.

 

Pubblicità contro il problema dell'obesità nei bambini

L’obesità nei bambini purtroppo è un problema sempre più diffuso e non mancano le associazioni che cercano di combatterla.

Quando si parla di bambini bisogna sempre andare con i piedi di piombo perchè, ovviamente, devono essere completamente tutelati soprattutto in campo pubblicitario.

Trovo quindi molto carina ed accattivante la pubblicità realizzata per l’associazione Active Life Movement, che ha come scopo proprio il combattere il problema dell’obesità sempre più diffusa nelle nuove generazioni. L’aspetto particolare della comunicazione è che per portare in evidenza il problema non vengono utilizzate immagini di bambini, ma bensì di giocattoli.

L’headline è molto chiaro: “keep obesity away from your child”.