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Da Google Instant a Youtube Instant per una ricerca sempre più rapida

Sta progressivamente diventando attiva in molti paesi (tra cui l’Italia) la nuova funzionalità di ricerca Google Instant, il cui punto di forza è:

“che mostra i risultati mentre digiti.”

 Come spiegano i realizzatori, infatti, Instant presenta diversi vantaggi rispetto alla ricerca tradizionale:

Ricerche più veloci: prevedendo il termine di ricerca e mostrando risultati mentre digiti, Google Instant ti premette di risparmiare da 2 a 5 secondi per ogni ricerca.
Previsioni più intelligenti: anche quando non sai esattamente quale termine di ricerca digitare, le previsioni ti aiutano a indirizzare la ricerca. La prima previsione viene visualizzata in grigio direttamente nella casella di ricerca, in questo modo potrai smettere di digitare non appena compare ciò che intendi cercare.

Risultati istantanei: inizia a digitare e i risultati verranno visualizzati all’istante. Finora era necessario digitare un termine di ricerca per esteso, premere “Invio” e attendere che comparissero i risultati. Ora i risultati vengono visualizzati all’istante mente digiti, permettendoti di vedere in anticipo l’esito della ricerca lettera dopo lettera.”

Questa particolare tipologia di ricerca istantanea è anche detta “find-as-you-type” (ovvero trovi mentre digiti).

Per evitare di visualizzare risultati offensivi o non graditi è sempre possibile filtrare i contenuti attraverso le classiche opzioni di Google (es. SafeSearch). L’idea di base si è sviluppata a partire dall’osservazione del tempo mediamente impiegato per digitare un termine da cercare (più di 9 secondi) che, grazie alle potenzialità di Google Instant, possono essere ridotti a 2-5 secondi per ogni ricerca.

Ecco il video di presentazione (in lingua inglese, con sottotitoli in italiano):

D

ichiaratamente ispirato al “fratello maggiore” è “YouTube Instant“, servizio che uno sviluppatore ha progettato per la ricerca istantanea di video su Youtube.

Le funzionalità di ricerca video forse vanno ancora messe a punto, ma l’idea c’è. Evidentemente i motori di ricerca (contenutistici e multimediali) si stanno evolvendo nella direzione di un sempre maggiore risparmio di tempo, in una società in cui i ritmi frenetici fanno spesso sembrare la tecnologia non sufficientemente performante.

Il caso Willwoosh, emblema di Youtube

Ai più forse questo nickname risulta ancora sconosciuto, ma una sempre più vasta fetta di giovani affezionati di Youtube ha incoronato a gran voce Willwoosh (al secolo Guglielmo Scilla) re di Youtube.

Questo giovane e creativo ventiduenne romano, nel giro di un paio d’anni, si è ritagliato grande consenso nel web usando come trampolino di lancio proprio il video-blogging.
Dopo aver aperto un proprio canale su Youtube, ha iniziato a pubblicare video autoprodotti ironici, comici, parodie di films o personaggi in cui, non di rado, interpreta personalmente tutti i ruoli e i dialoghi.
Grazie all’innata capacità di comunicare, tra un video e l’altro ha iniziato ad inserire filmati dei backstage e tutorial di videomontaggio, oltre a video-diari in cui risponde alle numerose domande che gli pongono i fans.
Attualmente vanta ben due canali su Youtube (che contano rispettivamente 94665 iscritti il primo e 41059 iscritti il secondo), numerosi gruppi e pagine a lui dedicate su Facebook e un account Twitter seguito da 28027 persone.

Numeri di tutto rispetto se consideriamo che Willwoosh ha costruito il proprio successo partendo da zero.
La sua popolarità non è passata inosservata neppure agli occhi di telegiornali, registi, produttori e pubblicitari, al punto che è stato recentemente chiamato ad interpretare un ruolo nel film “Una canzone per te” di Herbert Simone Paragnani e comincia ad essere invitato ad eventi reali o virtuali, come l’esperimento promozionale del gioco Trivial Pursuit avente per testimonial facce note di Youtube (http://www.youtube.com/trivialpursuit).

Insomma, questo aspirante attore (come da sua stessa ammissione) potrebbe forse, un giorno, riuscire a concretizzare i suoi progetti grazie alla propria capacità di comunicare e ai nuovi mezzi messi a disposizione dal web 2.0.

Ritengo personalmente che Guglielmo Scilla abbia pienamente fatto proprio e interpretato lo spirito più autentico di Youtube, ovvero la possibilità di auto-proporsi e promuovere le proprie idee.

Quindi…comunicate, gente,  comunicate…

Dopo la PEC arriva l'atto notarile digitale

É tempo di rivoluzioni informatiche in diversi settori della comunicazione.

Questa volta la novità riguarda  l’approvazione del “decreto sull’atto pubblico informatico”, a seguito del quale gli atti notarili vedranno affiancarsi alla tradizionale versione cartacea la corrispondente versione digitale. L’atto notarile in forma digitale prenderà il via il 3 agosto. A partire da tale data, infatti, entrerà in vigore il decreto legislativo 110/2010, pubblicato il 19 luglio 2010 nella «Gazzetta Ufficiale» n. 166.

La rivoluzione presenta aspetti importanti, come apprendiamo dal sito www.notariato.it:

“È il risultato di un procedimento apparentemente semplice ma in realtà sofisticato dal punto di vista tecnologico.
Non si tratta solo di documenti firmati digitalmente dalle parti e dai notai, ma di documenti di cui viene garantita la formazione e la successiva conservazione per un tempo illimitato con tecnologie sicure che ne assicurano anche la fruizione. In tal modo il notaio garantisce la sicurezza giuridica con le medesime modalità anche nel mondo del documento informatico.
Già prima dell’approvazione di questo provvedimento era possibile non utilizzare la carta per alcuni tipi di atti che potremmo definire più “semplici” (come procure, piccole fideiussioni, etc.) e che non devono obbligatoriamente essere conservati in originale dal notaio, ma sono rilasciati direttamente al cliente per suo libero utilizzo.
Dal 2002 il Consiglio Nazionale del Notariato è Autorità di Certificazione per la firma digitale ed iscritto nell’elenco pubblico dei certificatori gestito dal CNIPA. Tutti i notai italiani, infatti, sono dotati di firma digitale, primo esempio di e-government nel settore.
Con l’emanazione del nuovo decreto legislativo diventa così possibile:
– utilizzare l’atto notarile informatico per gli atti relativi all’acquisto casa, al mutuo o la costituzione di società;
– eliminare la carta nella fase di redazione e, in particolare, nella “conservazione” degli atti, con un notevole risparmio di costi relativi alla gestione documentale, che diventerà indubbiamente più semplice ed efficiente grazie al formato digitale.”

Per saperne di più vi rimando ad un interessante articolo sull’argomento, pubblicato su “Il Sole 24 Ore”: Via

E-mail e Social networks sempre più integrati

Parola di Microsoft, che ha compiuto un notevole passo avanti in questa direzione con il suo Outlook Social Connector. Lanciato già nello scorso Novembre, questo programma rappresenta oggi un’ottima piattaforma di integrazione per moltiplicare la quantità di informazioni relative ai nostri contatti (immagini pubblicate, post, attività nei divesri s.n. e molto altro).

Come funziona? Lo spiega abbastanza approfonditamente un video pubblicato su Youtube che trovate in calce al presente post, per cui non mi soffermerò sui dettagli. Basti sapere che, allo stato attuale, Microsoft ha creato partnership con Facebook, MySpace, Linked In e Windows Live Messenger ma nuovi Social Networks potrebbero essere aggiunti in futuro.

É interessante (e soprattutto rassicurante) apprendere che, nel rispetto della privacy, la quantità e la qualità delle informazioni condivise continuerà a dipendere dalle impostazioni che ciascuno avrà settato sui social networks cui ha aderito.

Buona visione!

Arriva la PEC e rivoluziona la comunicazione

Oggi parliamo di PEC,  un acronimo molto in voga in questi giorni, grazie all’innovazione voluta da Renato Brunetta per migliorare il rapporto tra la cittadinanza e la Pubblica Amministrazione.

Ogni cittadino privato, infatti, può richiedere una casella PEC per comunicare con la Pubblica Amministrazione compilando un apposito modulo. Le email inviate con tale sistema avranno il medesimo valore legale delle raccomandate.
Facciamo un po’ di chiarezza sull’argomento, a beneficio di tutti.

Come apprendiamo direttamente dal sito del CNIPA (Centro Nazionale per Informatica nella Pubblica Amministrazione), PEC è l’acronimo di “Posta Elettronica Certificata”, ovvero un sistema di posta elettronica  in cui la documentazione trasmessa ha valenza legale.

Grazie alla PEC l’invio e la ricezione delle e-mail, infatti, vengono certificati.
Questo significa che al mittente viene fornita, attraverso il proprio gestore di posta, una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio e della documentazione eventualmente ad esso allegata. Analogamente, quando un destinatario riceve il messaggio, il gestore invia al mittente una ricevuta di avvenuta o mancata consegna con un riferimento temporale preciso.

Aspetto interessante ed utile del sistema: in caso di smarrimento delle ricevute, è possibile chiederne una riproduzione (avente sempre valore legale) entro trenta mesi, poiché questo è il periodo previsto dalla legge per la conservazione delle stesse.

É importante ricordare che se per i privati si tratta di una possibilità,  l’attivazione di una casella PEC è invece obbligatoria per i professionisti dal Novembre 2009, per le nuove imprese dal Novembre del 2008. Infine, cosa che non tutti sanno, per le aziende già esistenti, è previsto l’obbligo di dotarsene entro Novembre 2011.

Fonti:

  • Il sito del CNIPA: Via
  • Webnews.it, sito sempre aggiornato in cui l’argomento è stato trattato in maniera chiara ed esaustiva: Via

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Via libera ai video su Wikipedia

Ebbene sì, sembra proprio che la più celebre Enciclopedia targata 2.0 stia per aprire le porte di casa in grande stile anche ai contributi video caricati da parte degli utenti. Un passo avanti verso l’interattività ed anche, se me lo consentite, nella direzione di un sapere meno “enciclopedico” e più creativo.

La svolta appare promettente.
Se pensiamo all’apporto formativo offerto dalla quantità  di documentari scientifici, storici e naturalistici che vengono trasmessi in televisione, è innegabile riconoscere che non di rado l’apprendimento viene favorito dall’ausilio di audio e video.

Wikipedia, però, porrà dei limiti ai contributi video, per una serie di ragioni.
Prima di tutto per non “alterare geneticamente” il suo DNA di enciclopedia; in secondo luogo per limitare il lievitare dei costi legato alle necessità tecniche dei nuovi contributi, in terzo luogo per salvaguardare l’accessibilità dell’informazione a tutti gli utenti e infine per non diventare un secondo YouTube.

I contenuti, infatti, dovranno avere carattere didattico e non puramente ludico.
Per supportare gli utenti durante il processo di creazione e caricamento dei filmati,  è stato aperto il sito “Video on Wikipedia che offrirà l’assistenza necessaria.

Quali i passaggi da seguire? Ce li spiega in maniera chiara webnews.it:

  • Produrre il proprio filmato;
  • Convertire il filmato in un formato aperto: tramite Miro Video Converter è possibile portare il file nel formato .ogg Theora;
  • Upload del filmato, previa registrazione di apposito account su Wikipedia;
  • Modificare un articolo ed aggiungere il video all’archivio Wikimedia Commons tramite l’apposita opzione.

Per approfondire l’argomento: Via

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Icone sì, icone no

Icone Home Page

Le icone fanno ormai parte integrante della navigazione in rete “2.0”.

Ci sono diventate familiari: dalla “casetta” della Home Page all’arancio intenso dei feed RSS fino all’occhio tipico dell’approfondimento di un articolo.

Ma fino a che punto queste icone sono chiaramente riconoscibili? É questa l’interessante questione che si pone Lukas Mathis, software engineer e user interface designerper conto di un’azienda svizzera e, pertanto, esperto del settore.

In parole povere la domanda da porsi è la seguente: l’abbondanza di dettagli e l’eccessivo realismo verso i quali ci si è via via orientati in rete (complici l’avanzamento delle tecniche e dei software di elaborazione grafica) aiutano il “riconoscimento”  da parte degli utenti oppure no? Meglio stilizzare gli oggetti o riprodurli dettagliatamente?

Attraverso alcuni interessanti esempi, l’autore ci conduce in pochi passi (e simpaticamente, aggiungerei io) nel mondo del design e dei suoi significati e ci induce ad interrogarci su alcuni assunti che  diamo spesso per scontati.

Buona lettura!

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YouTube inaugura una nuova era per i sottotitoli

Oggi parliamo di comunicazione.

Siamo ormai abituati ad usufruire dell’archivio sterminato offerto in rete da Youtube ma non di rado ci imbattiamo in filmati con l’audio originale in lingua straniera.

Questo può rappresentare un ostacolo nella comprensione da parte di coloro che non masticano molto gli altri idiomi, senza considerare la fetta di navigatori che soffrono di diverse problematiche di udito.

Dunque, che fare? Dopo un periodo sperimentale, Youtube ha deciso di varare ufficialmente un nuovo sistema di sottotitoli generati automaticamente grazie ad un algoritmo che decifra l’audio e lo trasforma in sottotitoli che possono, poi, essere editati dall’autore del video, correggendo eventuali errori presenti.

La nuova funzionalità lavorerà presto automaticamente su filmati in lingua inglese ma, grazie alle funzionalità di Google Translate, sarà possibile ottenere anche una traduzione dei sottotitoli nelle ben 50 lingue supportate.

Come è facile immaginare, il servizio lavora al meglio su video dall’audio chiaro e non eccessivamente disturbato da fruscii di fondo e la fedeltà di riproduzione rispetto all’originale è proporzionale alla qualità dell’audio.

Un interessante passo avanti nella direzione di una comunicazione migliore e a 360°.

L'era del Ballot screen, ovvero la rivoluzione dei browsers

Alzi la mano chi non ha mai usato Internet Explorer per navigare in rete.

É risaputo che – verrebbe da dire “da che mondo e mondo” – i sistemi operativi Windows sono sempre stati forniti con il browser Internet Explorer incorporato. Non che questo impedisse l’installazione di altri browsers ma, diciamo la verità, complici un po’ di pigrizia e di abitudine, raramente si era indotti a scegliere altrimenti.

La novità del momento, praticamente fresca di giornata, è che dal 1 Marzo 2010 è stato inaugurato il ballot screen, ovvero una schermata che gli utenti europei si troveranno a vagliare sia in fase di installazione del sistema operativo Windows, sia in fase di aggiornamento dello stesso e che consentirà una scelta “consapevole ” del browser da utilizzare.

Il S.O. di casa Microsoft, infatti, verrà fornito senza browser predefinito.

Come nelle migliori democrazie, la scelta tuttavia non sarà semplice, poiché occorrerà valutare i pro e i contro di ogni proposta: la rosa di scelte è infatti piuttosto ampia e si va dai cinque browsers più usati (Internet Explorer, Firefox, Safari, Chrome e Opera) ad altri sette (meno noti) per un totale di dodici.

Come si è giunti a tale rivoluzione dei browsers? In verità la strada è stata lunga ed irta di ostacoli. Il processo è durato anni e soltanto adesso si è giunti ad una sentenza.
Fin qui parliamo ovviamente di sentenza legale, ma…quale sarà il browser preferito dai navigatori?
Proprio a loro spetta, da oggi, l’ “ardua sentenza”…

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Inseguimento su Google Maps

Non c’è limite alla creatività e questo abbiamo avuto occasione di appurarlo a più riprese.

Tuttavia c’è ancora di che stupirsi, come nel caso di questo “cortometraggio” interamente ambientato nelle mappe di Google Maps. Il titolo dell’opera è “Satellite Car Chase” e sembra proprio essere la versione “2.0” dei più noti videogames dedicati al mondo dei motori.

Buona visione!

Satellite Car Chase from Honest Directors on Vimeo.

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