Google Chrome

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Parla, Google ti ascolta

Niente paura, non si tratta di questioni di privacy o di un caso di “grande fratello” tecnologico, bensì di Voice Search, un innovativo sistema di ricerca nello sterminato archivio di Google.

Basta installare l’ultima versione di Google Chrome, un clic sull’icona del microfono nel campo di ricerca ed un microfono reale con cui comunicare con il computer e il gioco è fatto: pronunciando le parole da cercare, Google riconoscerà i termini e li trasformerà in query.

Il servizio dovrebbe essere attivato a breve, stay tuned!

Google Chrome: quando l'hacking (forse) paga

Ammonta a ben 20.000 dollari la ghiotta cifra che Google ha messo in palio per il primo hacker che dovesse riuscire ad aggirare i sistemi di sicurezza di Chrome in occasione della prossima edizione dell’hacking contest Pwn2Own.

Il colosso di Mountain View dimostra così di non temere possibili attacchi da parte delle migliori menti del settore, che già dal 2009 tentano – senza successo, è doveroso ricordarlo – di forzare il lucchetto del noto browser. É interessare osservare che l’importo  messo in palio costituisce la cifra più alta mai registrata per una singola applicazione nel corso dell’evento. I temerari che parteciperanno al cimento non avranno però tempo da perdere: l’importo infatti si dimezzerà dopo le  prime 24 ore del concorso.

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L'era del Ballot screen, ovvero la rivoluzione dei browsers

Alzi la mano chi non ha mai usato Internet Explorer per navigare in rete.

É risaputo che – verrebbe da dire “da che mondo e mondo” – i sistemi operativi Windows sono sempre stati forniti con il browser Internet Explorer incorporato. Non che questo impedisse l’installazione di altri browsers ma, diciamo la verità, complici un po’ di pigrizia e di abitudine, raramente si era indotti a scegliere altrimenti.

La novità del momento, praticamente fresca di giornata, è che dal 1 Marzo 2010 è stato inaugurato il ballot screen, ovvero una schermata che gli utenti europei si troveranno a vagliare sia in fase di installazione del sistema operativo Windows, sia in fase di aggiornamento dello stesso e che consentirà una scelta “consapevole ” del browser da utilizzare.

Il S.O. di casa Microsoft, infatti, verrà fornito senza browser predefinito.

Come nelle migliori democrazie, la scelta tuttavia non sarà semplice, poiché occorrerà valutare i pro e i contro di ogni proposta: la rosa di scelte è infatti piuttosto ampia e si va dai cinque browsers più usati (Internet Explorer, Firefox, Safari, Chrome e Opera) ad altri sette (meno noti) per un totale di dodici.

Come si è giunti a tale rivoluzione dei browsers? In verità la strada è stata lunga ed irta di ostacoli. Il processo è durato anni e soltanto adesso si è giunti ad una sentenza.
Fin qui parliamo ovviamente di sentenza legale, ma…quale sarà il browser preferito dai navigatori?
Proprio a loro spetta, da oggi, l’ “ardua sentenza”…

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Un anno di tecnologia e di Web

Abbiamo più volte accennato, nel corso del 2009, alla sorprendente rapidità con cui si sta evolvendo la tecnologia e, inevitabilmente, con essa anche il web.
Tra browsers sempre più performanti, nuovi supporti “mobile” e social network di successo è trascorso un altro anno.
Difficile riassumere in poche parole tutte le novità che hanno letteralmente invaso le nostre vite e modificato le nostre abitudini di navigazione e di comunicazione e talvolta un’immagine vale più di mille parole.

Qualcuno ha così pensato creativamente di riassumere in un video (ovviamente pubblicato sull’immancabile Youtube) gli steps salienti delle nuove tecnologie. Come dire…un tentativo di fare il punto della situazione per ripartire con un 2010 che già si preannuncia ricco di idee e progetti oltre ogni immaginazione.

Buona visione!

E’ in arrivo Google Chrome OS, il nuovo sistema operativo basato su Linux

Fino ad oggi eravamo abituati a un concetto di sistema operativo che permette di installare le applicazioni sul nostro computer e quindi di utilizzarle in locale, oggi però Google, grazie al cloud computing, prova a rivoluzionare questa idea creando Chrome OS, un nuovo sistema che si basa esclusivamente su internet e sulle applicazioni in remoto.

Google Chrome OS avrà come cuore Linux, ma a differenza degli altri sistemi operativi utilizzerà esclusivamente software in remoto su internet, come ad esempio Google Docs o il reader di feed sempre di Google.
L’idea può essere sicuramente interessante perchè in questo modo avremo sempre a disposizione i nostri file e la possibilità di usarli con qualsiasi device (PC, smartphone, Netbook), il dubbio che ho è che, se non si ha la possibilità di connettersi, ci si ritrova con uno strumento completamente inutile.

Il concetto di connessione always on è molto bello, ma poniamo il caso che ci siano dei lavori sulla linea internet e questi lavori durino diversi giorni, rimarremmo con un sistema operativo che ci impedirebbe qualsiasi tipo di operazione o molto più banalmente basterebbe essere in una zona d’ombra per rimanere bloccati.
Ha senso un sistema operativo di questo tipo? Forse si, soprattutto per alcuni tipi di device come i Netbook che nascono proprio per essere utilizzati quasi esclusivamente per lavorare in viaggio su internet.

Se siete curiosi ecco il video di presentazione:

Web delle mie brame, qual è il browser più veloce del reame?

In un Web sempre più ricco di contenuti e interattività, in cui applicativi sempre più esigenti la fanno da padroni, risparmiare tempo nella navigazione non è cosa da poco. “Efficienza” sembra essere diventata la parola d’ordine della nuova generazione di browsers, che in un video pubblicato da ICTV sono stati messi a confronto.

Al termine della contesa, svoltasi a colpi di secondi di caricamento, non senza qualche sorpresa Internet Explorer 8 si è rivelato primo classificato nella maggior parte dei test, 12 su 25.
Per quanto riguarda gli altri concorrenti, i nomi sono più che illustri: Firefox 3.05 e Chrome 1.0.

La competizione virtuale si è svolta sui 25 siti più noti della rete che, come suggerito da comScore (Global Internet Information Provider), dovrebbero essere sufficienti per tastare il polso della situazione nel momento attuale; in altre parole il valore del risultato non è ovviamente assoluto ma passibile di (prevedibili) cambiamenti e rimonte da parte degli avversari.

A beneficio di tutti ricordiamo che “comScore maintains massive proprietary databases that provide a continuous, real-time measurement of the myriad ways in which the Internet is used and the wide variety of activities that are occurring online“.

Nel frattempo il vincitore, Internet Explorer, si gode la meritata vittoria proprio alla vigilia dell’uscita della versione ufficiale. Si parla del 18 Marzo 2009 ma è, in ogni caso, ormai davvero prossima.

 

 

Chrome browser di default al posto di Internet Explorer

Nonostante Google Chrome sia considerato ancora in fase di beta test e dopo il buon lancio iniziale sia andato un po’ sotto tono, in casa Google stanno già pianificando bene la release finale, prendendo accordi con alcune delle principali case produttrici di computers. L’obiettivo è quello di sostituire Internet Explorer come browser installato di default.
Pare che alcune case abbiano già dato il benestare: Acer, Dell, HP, e Toshiba.

Questa potrebbe essere davvero la mossa vincente, dato che la maggior parte degli utenti utilizza Internet Explorer solo perchè è il browser che si ritrovano già installato sul computer e non per le sue funzionalità.
Diciamo sinceramente che per un utente medio un browser valga l’altro e, quindi, se il progetto si concretizzasse credo che Internet Explorer subirebbe il colpo di grazia definitivo, considerando anche il fatto che gli utenti smaliziati, invece, stanno passando gradualmente a Firefox, utilizzato soprattutto per i suoi utilissimi plugin.

YouTube, MySpace e Facebook: le nuove frontiere del business online

Vi segnalo un interessante articolo di Nicola Ferrari pubblicato su webmarketing.html.it che affronta un tema piuttosto interessante: le nuove forme di business online, trattate attraverso l’analisi di tre realtà attuali di successo della rete quali YouTube, MySpace e Facebook.

La prima parte dell’articolo si intitola “Come ti monetizzo YouTube” e spiega come, vinte le iniziali perplessità sulla possibilità di rientro economico della spesa sostenuta da Google per l’acquisto della notissima piattaforma video, si sia giunti all’attuale successo della pubblicità che comunica tramite i video. L’ “idea giusta” si è rivelata quella di stringere partnerships con altri colossi del settore, del calibro di iTunes e Amazon, consentendo così di acquistare rapidamente, ad esempio, un brano musicale che stiamo ascoltando. La Parola d’ordine è, quindi, “accorciare le distanze” tra ascolto (o visione) e acquisto per incrementare le vendite.

La seconda parte dell’articolo è intitolata: “Come ti monetizzo MySpace“, il social network che deteneva il primato prima del boom di Facebook. MySpace si è dotato di una piattaforma pubblicitaria dedicata, denominata My Ads, che utilizza sistemi già noti come il pay per click e la contestualizzazione del target desiderato. Qualche dubbio permane, come spiega l’autore, circa il reale interesse che le aziende possono avere nei confronti di questa community.

La terza ed ultima parte si intitola “Come ti monetizzerei Facebook” e in questo caso il condizionale è d’obbligo nel senso che, a fianco della sua già esistente piattaforma di pubblicità Facebook Ads, l’autore ha un atteggiamento propositivo suggerendo che, grazie anche al crescente successo di questo social networks in termini di utenti e trend di crescita, si potrebbe pensare a nuovi e più efficaci strumenti di promozione.

Per una lettura integrale dell’articolo, vi rimando direttamente alla fonte.

I geek preferiscono Firefox a IE

Ormai è un dato di fatto, chi utilizza costantemente internet per lavoro o per passione, ed è quindi un minimo smaliziato, utilizza come browser predefinito Firefox al posto di Internet Explorer.
Webmonkey ha realizzato un’analisi dalla quale si estrapola con chiarezza la costante perdita di mercato nel tempo da parte di Internet Explorer sia nella versione 6 che nella 7:
Browser Timeline

Da parte mia non posso che confermare questa tendenza anche per l’Italia. I dati del nostro blog parlano chiaro con un 48,6% di visitatori che utilizzano una versione di Explorer, ma con ben il 42,5% che usa Firefox. Il rimanente 9% è dato dai browser minori come Safari, Opera, Camino e negli ultimi giorni anche da Chrome, altro contendente che sta salendo rapidamente la china.

Ricordiamoci comunque che questi dati riguardano un’utenza “avanzata” e che purtroppo l’utente medio spesso utilizza ancora Internet Explorer perchè lo trova come browser predefinito nel sistema operativo di Microsoft.

Proprio in questi giorni sono arrivate pesanti critiche nei confronti di Internet Explorer da parte di uno dei padri di internet Berners-Lee , ex-studioso di CERN e MIT, che non si capacita di come Microsoft stia tardando ad implementare nei suoi browsers la compatibilità al formato grafico SVG (Scalable Vector Graphic).

Nonostante le ultime versioni di Explorer siano finalmente compatibili con gli standard del W3C (a parte il suddetto formato), si ha davvero l’impressione che Microsoft abbia perso la fiducia degli utenti “pro”, danno davvero notevole perchè, nel lungo periodo, sono quelli che influenzano l’utenza media.

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