Motori di ricerca

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Arriva Volunia, il motore di ricerca made in Italy

Ne parlano largamente sul web ed anche in TV ma il nome incuriosisce ancora, si tratta di Volunia, il primo motore di ricerca “made in Italy”, ideato da Massimo Marchiori.

Questo informatico e matematico italiano è anche ricercatore scientifico nel W3C ed è uno degli autori della famiglia di standard mondiali XQuery. Come se questo non bastasse, aveva ideato l’algoritmo che poi Larry Page ha utilizzato per realizzare Google e nel 2004 ha anche vinto il premio TR100 della Technology Review, che viene dato ai 100 giovani ricercatori più innovatori al mondo (fonte Wikipedia).
Fa sicuramente piacere appurare che non tutti i “cervelli” fuggono dall’Italia e che ancora qualcuno crede nelle possibilità di sviluppo del nostro paese, anche dal punto di vista tecnologico.

Per quanto riguarda l’origine del nome Volunia, in rete in questi giorni si erano accreditate due possibili ipotesi:

  1. “Volo fino alla Luna”
  2. VOL (Video on Line, la prima internet italiana nata in Sardegna) + Luna.

Marchiori sembra spazzar via ogni dubbio:

«L’ho battezzata con questo nome unendo la parola volo e Luna per simboleggiare il balzo che il mio motore garantisce»

Allo stato attuale l’accesso al nuovo motore di ricerca è ancora limitato ad un ristretto (proporzionalmente parlando) numero di selezionati (si può richiedere l’accesso tramite il sito http://launch.volunia.com/).  Chi è già accreditato può invece accedere tramite il sito pubblico http://www.volunia.com/.
Dopo un periodo di sperimentazione, il motore dovrebbe però aprire l’accesso a tutti i navigatori del web.

Qualcosa, comunque, è già trapelato e sembra che l’orientamento del progetto sia ad un mix di search engine e piattaforma social, ovviamente ancora da perfezionare, ma con un DNA innovativo, almeno a giudicare dalle premesse.

Webnews, che è sempre puntuale sulle notizie, lo ha provato e ha dedicato a Volunia un buon articolo accompagnato da diverse schermate.

Vi consiglio la lettura dell’articolo, se desiderate saperne di più.
Buona lettura!

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Google cambia ancora

Il motore di ricerca più diffuso e instancabile del mondo continua ad evolversi e, per tenere aggiornati i web developers e i navigatori della rete, comunica 30 nuove modifiche ai suoi algoritmi di ricerca, alcuni dei quali accompagnati dal proprio codename: simple, concepts, leaf, lyndsy e molti altri.

Tre in particolare ci paiono interessanti:

  • Better infrastructure for autocomplete. This is an infrastructure change to improve how our autocomplete algorithm handles spelling corrections for query prefixes (the beginning part of a search).
  • Better spam detection in Image Search. [launch codename “leaf”] This change improves our spam detection in Image Search by extending algorithms we already use for our main search results.
  • Faster mobile browsing. [launch codename “old possum”, project codename “Skip Redirect”] Many websites redirect smartphone users to another page that is optimized for smartphone browsers. This change uses the final smartphone destination url in our mobile search results, so you can bypass all the redirects and load the target page faster.

Per approfondire in particolare quelli relativi al mese di Dicembre 2011: Via

Parla, Google ti ascolta

Niente paura, non si tratta di questioni di privacy o di un caso di “grande fratello” tecnologico, bensì di Voice Search, un innovativo sistema di ricerca nello sterminato archivio di Google.

Basta installare l’ultima versione di Google Chrome, un clic sull’icona del microfono nel campo di ricerca ed un microfono reale con cui comunicare con il computer e il gioco è fatto: pronunciando le parole da cercare, Google riconoscerà i termini e li trasformerà in query.

Il servizio dovrebbe essere attivato a breve, stay tuned!

Information overload, sappiamo gestirlo?

É questo il quesito trattato in un interessante articolo di Andrea Boaretto, del MIP Politecnico di Milano, pubblicato sul sito di Comunicazione Italiana e intitolato:
“Nel contesto multicanale l’information overload aumenta o diminuisce?”

A beneficio di tutti ricordiamo che il termine overload indica un sovraccarico (in questo caso di informazioni – che giornalmente investono il pubblico – volte a spingere i consumatori all’acquisto). Con la proliferazione e la crescita esponenziale del numero di messaggi, è diventato francamente difficile gestire la mole di informazioni in circolazione ed orientarsi.
Sì ma…quanto difficile?

A questo proposito l’autore ci rassicura:

“È altrettanto vero, però, che i consumatori, in vero stile darwiniano, si sono progressivamente adattati a questo ambiente e hanno imparato a gestire il sovraccarico informativo.”

E poi ci fornisce alcuni numeri meritevoli di riflessione:

“Come testimoniato dai dati presentati nell’Osservatorio Multicanalità 2009, infatti, dal 2007 al 2009 il numero di persone che affermano che il numero di messaggi pubblicitari è diventato troppo alto è diminuito dal 48% al 44%. Parallelamente, gli intervistati mostrano di avere anche migliorato la propria capacità di districarsi in questo groviglio di comunicazioni. Nel 2009 il 21% dichiara infatti (a fronte del 17% del 2007) di riuscire facilmente a reperire tutte le informazioni di cui ha bisogno per i propri acquisti.”

Si evince dall’analisi che il fattore vincente che consente l’adattamento è insito nella flessibilità dei flussi di informazione, che consente di personalizzare e filtrare i dati sulla base delle proprie necessità ed interessi.

Per una lettura integrale dell’articolo vi rimando al sito di Comunicazione Italiana:

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Da Google Instant a Youtube Instant per una ricerca sempre più rapida

Sta progressivamente diventando attiva in molti paesi (tra cui l’Italia) la nuova funzionalità di ricerca Google Instant, il cui punto di forza è:

“che mostra i risultati mentre digiti.”

 Come spiegano i realizzatori, infatti, Instant presenta diversi vantaggi rispetto alla ricerca tradizionale:

Ricerche più veloci: prevedendo il termine di ricerca e mostrando risultati mentre digiti, Google Instant ti premette di risparmiare da 2 a 5 secondi per ogni ricerca.
Previsioni più intelligenti: anche quando non sai esattamente quale termine di ricerca digitare, le previsioni ti aiutano a indirizzare la ricerca. La prima previsione viene visualizzata in grigio direttamente nella casella di ricerca, in questo modo potrai smettere di digitare non appena compare ciò che intendi cercare.

Risultati istantanei: inizia a digitare e i risultati verranno visualizzati all’istante. Finora era necessario digitare un termine di ricerca per esteso, premere “Invio” e attendere che comparissero i risultati. Ora i risultati vengono visualizzati all’istante mente digiti, permettendoti di vedere in anticipo l’esito della ricerca lettera dopo lettera.”

Questa particolare tipologia di ricerca istantanea è anche detta “find-as-you-type” (ovvero trovi mentre digiti).

Per evitare di visualizzare risultati offensivi o non graditi è sempre possibile filtrare i contenuti attraverso le classiche opzioni di Google (es. SafeSearch). L’idea di base si è sviluppata a partire dall’osservazione del tempo mediamente impiegato per digitare un termine da cercare (più di 9 secondi) che, grazie alle potenzialità di Google Instant, possono essere ridotti a 2-5 secondi per ogni ricerca.

Ecco il video di presentazione (in lingua inglese, con sottotitoli in italiano):

D

ichiaratamente ispirato al “fratello maggiore” è “YouTube Instant“, servizio che uno sviluppatore ha progettato per la ricerca istantanea di video su Youtube.

Le funzionalità di ricerca video forse vanno ancora messe a punto, ma l’idea c’è. Evidentemente i motori di ricerca (contenutistici e multimediali) si stanno evolvendo nella direzione di un sempre maggiore risparmio di tempo, in una società in cui i ritmi frenetici fanno spesso sembrare la tecnologia non sufficientemente performante.

Un anno di tecnologia e di Web

Abbiamo più volte accennato, nel corso del 2009, alla sorprendente rapidità con cui si sta evolvendo la tecnologia e, inevitabilmente, con essa anche il web.
Tra browsers sempre più performanti, nuovi supporti “mobile” e social network di successo è trascorso un altro anno.
Difficile riassumere in poche parole tutte le novità che hanno letteralmente invaso le nostre vite e modificato le nostre abitudini di navigazione e di comunicazione e talvolta un’immagine vale più di mille parole.

Qualcuno ha così pensato creativamente di riassumere in un video (ovviamente pubblicato sull’immancabile Youtube) gli steps salienti delle nuove tecnologie. Come dire…un tentativo di fare il punto della situazione per ripartire con un 2010 che già si preannuncia ricco di idee e progetti oltre ogni immaginazione.

Buona visione!

Google fa un pieno di…Caffeine

Per una volta non parliamo di un nuovo servizio, benché il curioso nome possa indurre a pensarlo: la novità riguarda il nuovo algoritmo firmato Google.

In breve, ciò che sta per cambiare è il cuore nascosto del più noto motore di ricerca, ovvero la sua mente pensante. Il nuovo sistema è stato inizialmente testato soltanto su una community chiusa di utenti e il feedback è stato – a quanto pare – più che soddisfacente, al punto da indurre Google a far diventare Caffeine l’algoritmo principale del motore di ricerca.

Ciò che varierà sarà quindi il modo in cui il motore di Google valuterà la rilevanza delle pagine e dei siti in rapporto alle query formulate dagli utenti. Un comprensibile riserbo permane sui nuovi criteri contenuti nell’algoritmo anche se si vocifera (voci di corridoio, beninteso) che il nome a dominio potrebbe avere una maggiore rilevanza.

Il varo ufficiale è previsto per il prossimo mese di Gennaio.

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Adwords e Promoted Video, la nuova coppia by Google

Eccoci tornati, già il primo giorno della settimana, a parlare di Google che, con un’inarrestabile energia creativa, prosegue indomito il varo di una novità dopo l’altra. Questa volta l’aspetto inedito non risiede tanto nell’applicazione in sé quanto piuttosto nell’accoppiata di due servizi autonomi già attivi, che da ora in avanti condivideranno finalità e obiettivi.

Di Google Adwords si è già ampiamente parlato in rete ma, a beneficio di tutti, ricordiamo che si tratta di un sistema di marketing per il web basato sulla creazione e pubblicazione in rete di annunci targettizzati (tramite l’intermediazione di Google) volti alla promozione di prodotti e servizi. Grazie ad Adwords, gli investimenti sono misurabili, così come i ritorni i termini di visualizzazioni e click per l’acquisto. Fin qui è cosa nota, diciamo.

La novità arriva dal “matrimonio” virtuale tra il sistema di Adwords e “Promoted Video” , un programma di search advertising legato alla piattaforma YouTube, che consente ai creatori di contenuti di indirizzare i visitatori verso i propri video attraverso la quantità spropositata di ricerche che vengono effettuate ogni giorno proprio su YouTube.  Grazie al successo dell’iniziativa, si è pensato di estendere le potenzialità di Promoted video anche al circuito di Adwords.

É bene, però, ricordare che, almeno in questa fase iniziale, il servizio sarà disponibile soltanto in alcuni paesi tra cui l’Italia. Per approfondire la conoscenza di Promoted Video consiglio una visita al sito ufficiale:

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E Microsoft ha fatto Bing…

La notizia non è nuova ma può forse valere la pena di spendere due parole (a qualche mese di distanza dal suo varo) sul nuovo motore di ricerca targato Microsoft, attualmente ancora in beta version.

A beneficio di tutti, riportiamo una parte di quanto scritto dal Team per presentare il nuovo “prodotto” Bing:

“We took a new approach to go beyond search to build what we call a decision engine. With a powerful set of intuitive tools on top of a world class search service, Bing will help you make smarter, faster decisions”

(altro…)

Google prova ad acquisire Twitter

Ancora una volta Google dimostra la sua insaziabilità: l’ultima novità, pubblicata oggi sul sito de Il Sole24 ore è il suo tentativo di acquisizione del portale di microblogging Twitter.
Personalmente temo molto il monopolio di Google, anche perchè non ho apprezzato alcune azioni intraprese da questa società negli ultimi tempi.
La prima azione di cui vi avevo parlato tempo fa è stata quella di cercare di bypassare le agenzie pubblicitarie contattando direttamente i clienti che avessero intenzione di utilizzare gli strumenti di Adwords, tramite una rete di suoi consulenti diretti.
La seconda azione è stata invece a discapito dei piccoli inserzionisti che aderiscono al programma Adsense, che si sono visti diminuire notevolmente gli introiti dei banners/inserzioni pubblicati sui loro siti, a causa di una diminuzione dei valori del pay per click decisa da Google (vuoi anche motivata dalla crisi, ma non essendoci alternative realmente efficaci non c’è stato modo per gli inserzionisti di seguire altre strade).

Insomma un monopolio di Google danneggia tutti, inserzionisti, publisher e per altri aspetti anche la generica categoria degli utenti della rete internet.
Ecco perchè sono assolutamente contrario a questa acquisizione.