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Social network Vs personal network

Siamo ormai da tempo abituati a frequentare i più noti Social networks come Facebook (alle cui origini è dedicato addirittura un film, proiettato nelle sale proprio in questi giorni).
Chi più chi meno vi ha intessuto una propria rete di contatti, che sono però spesse volte virtuali e “utilitaristici”, ovvero finalizzati ad ottenere bonus nei più diffusi giochi della piattaforma.

Ed è così che un account si trova ad avere duemila o tremila contatti, molti dei quali sparsi ai quattro angoli del mondo e mai visti né conosciuti. Questa globalizzazione del network ha portato però forse a perdere di vista il vero scopo del progetto, ovvero quello di ritrovare amici reali (magari persi di vista) con i quali parlare di sé.

Questa esigenza, forse, ha ispirato un nuovo tipo di progetto, il “personal network”, presentato in questi giorni con il nome di Path.

Path screenshot

Tra i suoi fondatori troviamo due “vecchie conoscenze” del web, Dave Morin (ex platform manager di Facebook) e Shawn Fanning (programmatore della prima versione di Napster) i quali tengono a precisare che Path si presenta come un’integrazione e non un sostituto dei social networks. Consentirà di aggiungere un massimo di 50 contatti e sarà privo dei beneamati pulsanti di condivisione ed eventuale apprezzamento dei contenuti. Più semplice ed essenziale anche nella quantità di informazioni fornite, al contrario dei suoi fratelli maggiori, Path vuole essere principalmente una sorta di diario personale.

Per maggiori informazioni vi rimando al blog ufficiale:

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Advergames a tutto web

Per rendersi conto della diffusione ed importanza degli advergames sul web basta visitare i siti di alcuni noti brands che hanno deciso di dedicare dei progetti multimediali ai piccoli navigatori, realizzando giochi “ad hoc” targettizzati per l’infanzia e caratterizzati da creatività e colore.

Chocokrave.it di Kellogg’s offre alcuni giochi interattivi piuttosto semplici, dedicati al gustoso mondo del cioccolato.

Magic-kinder.com di Kinder offre una rosa di quattro aree tematiche principali (creatività, natura, movimento e gare e competizioni, più un’area novità che consente, tra l’altro, di personalizzare il gioco tramite l’uso di una webcam. Per salvare i propri lavori (e fidelizzare i clienti) i navigatori devono registrarsi sul sito.

Pandistelle.it di Barilla immerge invece il navigatore in un mondo fantastico fatto di cioccolata e biscotti in cui linee, scritte, stelle e oggetti si animano invitando a giocare con i suoi personaggi. Scopriamo così che per interagire con alcune aree occorre avere a disposizione una confezione di biscotti da posizionare davanti alla webcam.
Il prodotto diviene così “chiave d’accesso” al mondo magico di colori e suoni del web. Come dire…un altro modo creativo di fidelizzare i piccoli clienti. Testi, video e foto “casalinghi” possono inoltre essere segnalati e votati per entrare nella classifica delle migliori creazioni dedicate a Pan di Stelle.

Si tratta soltanto di tre esempi che lasciano però già intravedere le enormi potenzialità degli advergames, in termini di visite al sito, diffusione del marchio e fidelizzazione del cliente.

 

Publicaptcha? Sì grazie

Sembra essere questa la promettente nuova frontiera del captcha, ovvero gli amati-odiati codici testuali da inserire in molte pagine Web e utilizzati al fine di determinare se il visitatore che interagisce con il sito è un essere umano oppure un bot.

Tra fautori e detrattori dell’utilizzo del captcha, la proposta innovativa è quella di utilizzare come codice parole contenute in un banner pubblicitario al posto dei tradizionali caratteri alfanumerici, spesse volte barrati o deformati fino a risultare incomprensibili.

Un articolo interessante a questo proposito è stato pubblicato su Webnews da Floriana Giambarresi.

Buona lettura!

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Eyephoneography: come comunicare in un click

Inizia oggi a Madrid Eyephoneography – evento che durerà fino al 1 Ottobre – emblema di una realtà innovativa che si sta progressivamente affermando, complice la crescente diffusione degli Smartphones e della connettività mobile alla rete.
Grazie alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia, infatti, il sogno di condividere sul web in tempo reale immagini ed emozioni catturate “al volo” non è più un miraggio.

Un esercito di fotografi (professionisti o dilettanti) alimentano ogni giorno una florida comunità virtuale che sembra coniugare ottimamente internet e fotografia “mobile”. Il progetto Eyephoneography prevede una serie di appuntamenti dedicati a fotografi mobili internazionali, con finalità promozionali per la comunità stessa, incoraggiando la diffusione delle opere e l’impiego della fotografia come strumento di comunicazione.

Nel panorama della manifestazione trova giusto rilievo anche la figura dello “street photographer”, che cattura le proprie immagini in situazioni spontanee e in luoghi pubblici quali ad esempio parchi, strade, spiagge, conventions politiche, etc.

Per saperne di più: Via

Information overload, sappiamo gestirlo?

É questo il quesito trattato in un interessante articolo di Andrea Boaretto, del MIP Politecnico di Milano, pubblicato sul sito di Comunicazione Italiana e intitolato:
“Nel contesto multicanale l’information overload aumenta o diminuisce?”

A beneficio di tutti ricordiamo che il termine overload indica un sovraccarico (in questo caso di informazioni – che giornalmente investono il pubblico – volte a spingere i consumatori all’acquisto). Con la proliferazione e la crescita esponenziale del numero di messaggi, è diventato francamente difficile gestire la mole di informazioni in circolazione ed orientarsi.
Sì ma…quanto difficile?

A questo proposito l’autore ci rassicura:

“È altrettanto vero, però, che i consumatori, in vero stile darwiniano, si sono progressivamente adattati a questo ambiente e hanno imparato a gestire il sovraccarico informativo.”

E poi ci fornisce alcuni numeri meritevoli di riflessione:

“Come testimoniato dai dati presentati nell’Osservatorio Multicanalità 2009, infatti, dal 2007 al 2009 il numero di persone che affermano che il numero di messaggi pubblicitari è diventato troppo alto è diminuito dal 48% al 44%. Parallelamente, gli intervistati mostrano di avere anche migliorato la propria capacità di districarsi in questo groviglio di comunicazioni. Nel 2009 il 21% dichiara infatti (a fronte del 17% del 2007) di riuscire facilmente a reperire tutte le informazioni di cui ha bisogno per i propri acquisti.”

Si evince dall’analisi che il fattore vincente che consente l’adattamento è insito nella flessibilità dei flussi di informazione, che consente di personalizzare e filtrare i dati sulla base delle proprie necessità ed interessi.

Per una lettura integrale dell’articolo vi rimando al sito di Comunicazione Italiana:

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Social Media Week: un appuntamento immancabile per parlare di Internet

Si terrà a Milano dal 20 al 24 settembre 2010: si tratta della Social Media Week.

La manifestazione internazionale, giunta ora alla sua terza edizione,  è nata nel 2009 a New York, con l’obiettivo di diffondere le nuove potenzialità della Rete a privati, aziende e istituzioni. Tra gli altri argomenti, immancabili sono i Social Networks, da Twitter a Facebook e da Flickr a YouTube.

La “globalità” dell’evento è sottolineata anche dal fatto che avrà luogo contemporaneamente in ben 5 città nel mondo: Milano, Bogotà, Buenos Aires, Città del Messico e Los Angeles.

La Social Media Week di Milano si articolerà in più di trenta eventi gratuiti, il cui calendario dettagliato e aggiornato è disponibile sul sito dell’evento www.socialmediaweek.it.

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Twitter nuovo, vita nuova

La notizia sta già rimbalzando in rete: è in arrivo un Twitter rivisitato in veste “social network”. Tra le novità: geolocalizzazione, profili utente più completi, un nuovo design e contenuti multimediali.

Lo ha annunciato il 14 Settembre scorso il blog ufficiale in un post intitolato emblematicamente “A Better Twitter“.
Tra le altre cose, ho trovato interessante la riflessione degli autori:

“Life doesn’t always fit into 140 characters or less.”

ovvero che non è sempre possibile condensare la vita in 140 caratteri, benché tale limite incoraggi ad essere concisi e diretti nel trasmettere le notizie. Tale affermazione sembra preludere a interessanti miglioramenti.

Maggiori informazioni nel video sottostante. Buona visione!

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La tua calligrafia in digitale grazie a Pilot

Simpatica l’iniziativa di Pilot che ha messo a disposizione del pubblico un software (Pilot Handwriting) in grado di elaborare la calligrafia umana e di trasformarla in font digitale. Come funziona il meccanismo?

É presto detto, anzi mostrato, proprio in questo video illustrativo:

Per saperne di più e sperimentare personalmente le potenzialità del software vi rimando al sito dell’iniziativa:

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Viral spot interattivo per Tipp-ex

“Benvenuti nella Tippexperience”, verrebbe da dire guardando il video-spot di Tipp-ex confezionato su misura per il web.
Fin dalla prima visione mi ha ricordato immediatamente alcuni fumetti e racconti degli anni ’80 a finali multipli, nonché il celebre “Subservient chicken” di Burger King.
In breve il gioco consiste in questo: un breve filmato introduttivo in lingua inglese (intitolato “Un cacciatore uccide un orso”) mostra un cacciatore nel bosco alle prese appunto con un orso. Invece di sparargli con il fucile, l’uomo – a sorpresa – cancella con un Tipp-ex virtuale la parola “uccide” nel titolo del video e chiede al navigatore cosa deve fare. Al posto della parola cancellata, infatti, rimane un campo vuoto in cui il navigatore potrà digitare delle parole-chiave.

Ad ogni keyword (o quasi) digitata in lingua inglese corrisponderà un’azione compiuta dal cacciatore e dall’orso (es. dance, shop, tickle, etc.).
A giudicare dalle visualizzazioni del canale (11410372 allo stato attuale) si direbbe che l’iniziativa abbia riscosso un certo successo di pubblico.

Come dire: uno spot 2.0 a tutti gli effetti, in cui il visitatore non riveste più il mero ruolo di spettatore ma diventa protagonista a tutti gli effetti di quanto accade.

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Da Google Instant a Youtube Instant per una ricerca sempre più rapida

Sta progressivamente diventando attiva in molti paesi (tra cui l’Italia) la nuova funzionalità di ricerca Google Instant, il cui punto di forza è:

“che mostra i risultati mentre digiti.”

 Come spiegano i realizzatori, infatti, Instant presenta diversi vantaggi rispetto alla ricerca tradizionale:

Ricerche più veloci: prevedendo il termine di ricerca e mostrando risultati mentre digiti, Google Instant ti premette di risparmiare da 2 a 5 secondi per ogni ricerca.
Previsioni più intelligenti: anche quando non sai esattamente quale termine di ricerca digitare, le previsioni ti aiutano a indirizzare la ricerca. La prima previsione viene visualizzata in grigio direttamente nella casella di ricerca, in questo modo potrai smettere di digitare non appena compare ciò che intendi cercare.

Risultati istantanei: inizia a digitare e i risultati verranno visualizzati all’istante. Finora era necessario digitare un termine di ricerca per esteso, premere “Invio” e attendere che comparissero i risultati. Ora i risultati vengono visualizzati all’istante mente digiti, permettendoti di vedere in anticipo l’esito della ricerca lettera dopo lettera.”

Questa particolare tipologia di ricerca istantanea è anche detta “find-as-you-type” (ovvero trovi mentre digiti).

Per evitare di visualizzare risultati offensivi o non graditi è sempre possibile filtrare i contenuti attraverso le classiche opzioni di Google (es. SafeSearch). L’idea di base si è sviluppata a partire dall’osservazione del tempo mediamente impiegato per digitare un termine da cercare (più di 9 secondi) che, grazie alle potenzialità di Google Instant, possono essere ridotti a 2-5 secondi per ogni ricerca.

Ecco il video di presentazione (in lingua inglese, con sottotitoli in italiano):

D

ichiaratamente ispirato al “fratello maggiore” è “YouTube Instant“, servizio che uno sviluppatore ha progettato per la ricerca istantanea di video su Youtube.

Le funzionalità di ricerca video forse vanno ancora messe a punto, ma l’idea c’è. Evidentemente i motori di ricerca (contenutistici e multimediali) si stanno evolvendo nella direzione di un sempre maggiore risparmio di tempo, in una società in cui i ritmi frenetici fanno spesso sembrare la tecnologia non sufficientemente performante.