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Dopo la PEC arriva l'atto notarile digitale

É tempo di rivoluzioni informatiche in diversi settori della comunicazione.

Questa volta la novità riguarda  l’approvazione del “decreto sull’atto pubblico informatico”, a seguito del quale gli atti notarili vedranno affiancarsi alla tradizionale versione cartacea la corrispondente versione digitale. L’atto notarile in forma digitale prenderà il via il 3 agosto. A partire da tale data, infatti, entrerà in vigore il decreto legislativo 110/2010, pubblicato il 19 luglio 2010 nella «Gazzetta Ufficiale» n. 166.

La rivoluzione presenta aspetti importanti, come apprendiamo dal sito www.notariato.it:

“È il risultato di un procedimento apparentemente semplice ma in realtà sofisticato dal punto di vista tecnologico.
Non si tratta solo di documenti firmati digitalmente dalle parti e dai notai, ma di documenti di cui viene garantita la formazione e la successiva conservazione per un tempo illimitato con tecnologie sicure che ne assicurano anche la fruizione. In tal modo il notaio garantisce la sicurezza giuridica con le medesime modalità anche nel mondo del documento informatico.
Già prima dell’approvazione di questo provvedimento era possibile non utilizzare la carta per alcuni tipi di atti che potremmo definire più “semplici” (come procure, piccole fideiussioni, etc.) e che non devono obbligatoriamente essere conservati in originale dal notaio, ma sono rilasciati direttamente al cliente per suo libero utilizzo.
Dal 2002 il Consiglio Nazionale del Notariato è Autorità di Certificazione per la firma digitale ed iscritto nell’elenco pubblico dei certificatori gestito dal CNIPA. Tutti i notai italiani, infatti, sono dotati di firma digitale, primo esempio di e-government nel settore.
Con l’emanazione del nuovo decreto legislativo diventa così possibile:
– utilizzare l’atto notarile informatico per gli atti relativi all’acquisto casa, al mutuo o la costituzione di società;
– eliminare la carta nella fase di redazione e, in particolare, nella “conservazione” degli atti, con un notevole risparmio di costi relativi alla gestione documentale, che diventerà indubbiamente più semplice ed efficiente grazie al formato digitale.”

Per saperne di più vi rimando ad un interessante articolo sull’argomento, pubblicato su “Il Sole 24 Ore”: Via

Google ora pensa anche alla TV

E’ quasi scontato dirlo, ma il futuro della televisione e del web è quello di convogliare in un unico strumento/device.
Lo sa bene Google, che, in quest’ottica, si sta preparando con nuovi progetti, presentando la Google TV.

Il filmato introduttivo al servizio:

Link: Google TV

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Audiweb ci racconta gli italiani in rete

Oggi vi segnalo i risultati di una interessante  ricerca di Audiweb che “racconta” in numeri la quantità e qualità dell’accesso alla rete da parte degli italiani attraverso AW Trends, il “report della Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia” rendendo disponibile AW Database, con i dati di audience online del mese di aprile 2010.
Apprendiamo così che:

«L’accesso a internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e strumento è disponibile per 32 milioni di Italiani (il 66,8% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni), soprattutto per il 78,3% degli Italiani tra gli 11 e i 54 anni. Rispetto al 2009, l’incremento percentuale degli individui con accesso da qualsiasi luogo e strumento è pari all’11,9%, l’accesso da casa tramite computer cresce del 20% (29 milioni di individui nel 2010) e quello da mobile – cellulare/smartphone/PDA – del 62,9% (4,828 milioni di Italiani nel 2010)».

Uno dei dati più significativi è sicuramente il considerevole incremento percentuale (pari al 62,9%) degli accessi da dispositivi mobili, ma è interessante anche apprendere che sono:

“1,3 milioni i giovani tra i 18 e i 24 anni (il 10,8% degli utenti attivi nel giorno medio) che trascorrono in assoluto più tempo in rete, registrando in media un consumo individuale di 1 ora e 48 minuti e 189 pagine viste nel giorno medio.”

Quest’ultimo dato, in realtà, non sorprende ma conferma la supposizione che i giovani siano particolarmente attratti dalle nuove tecnologie e, in particolare, dalle tendenze della rete, in perenne fermento.

 

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B&G Comunicazione realizza il nuovo sito dell'Associazione Foro Immobiliare

Il giorno 17 Maggio 2010, in occasione  del Seminario “Profili di Legittimità e di merito nella materia locatizia” tenutosi presso il Teatro della Gioventù di Genova, è stato presentato il nuovo sito dell’Associazione Foro Immobiliare, realizzato da B&G Comunicazione.

Il sito è stato completamente rinnovato, nella veste grafica e nei contenuti.

Visita il sito dell’Associazione Foro Immobiliare

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Arriva la PEC e rivoluziona la comunicazione

Oggi parliamo di PEC,  un acronimo molto in voga in questi giorni, grazie all’innovazione voluta da Renato Brunetta per migliorare il rapporto tra la cittadinanza e la Pubblica Amministrazione.

Ogni cittadino privato, infatti, può richiedere una casella PEC per comunicare con la Pubblica Amministrazione compilando un apposito modulo. Le email inviate con tale sistema avranno il medesimo valore legale delle raccomandate.
Facciamo un po’ di chiarezza sull’argomento, a beneficio di tutti.

Come apprendiamo direttamente dal sito del CNIPA (Centro Nazionale per Informatica nella Pubblica Amministrazione), PEC è l’acronimo di “Posta Elettronica Certificata”, ovvero un sistema di posta elettronica  in cui la documentazione trasmessa ha valenza legale.

Grazie alla PEC l’invio e la ricezione delle e-mail, infatti, vengono certificati.
Questo significa che al mittente viene fornita, attraverso il proprio gestore di posta, una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio e della documentazione eventualmente ad esso allegata. Analogamente, quando un destinatario riceve il messaggio, il gestore invia al mittente una ricevuta di avvenuta o mancata consegna con un riferimento temporale preciso.

Aspetto interessante ed utile del sistema: in caso di smarrimento delle ricevute, è possibile chiederne una riproduzione (avente sempre valore legale) entro trenta mesi, poiché questo è il periodo previsto dalla legge per la conservazione delle stesse.

É importante ricordare che se per i privati si tratta di una possibilità,  l’attivazione di una casella PEC è invece obbligatoria per i professionisti dal Novembre 2009, per le nuove imprese dal Novembre del 2008. Infine, cosa che non tutti sanno, per le aziende già esistenti, è previsto l’obbligo di dotarsene entro Novembre 2011.

Fonti:

  • Il sito del CNIPA: Via
  • Webnews.it, sito sempre aggiornato in cui l’argomento è stato trattato in maniera chiara ed esaustiva: Via

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Twitter dice Ciao al Mondo ed apre all'advertising

Com’era prevedibile, dopo la fase iniziale di crescita del noto servizio di microblogging, è giunto anche per Twitter il momento di monetizzare il lavoro svolto.

Dal tono dell’annuncio (intitolato Hello World) si evince una certa resistenza da parte del team ad aprire le porte alla pubblicità, tant’è vero che – almeno in questa prima fase del progetto – i Promoted Tweets” compariranno soltanto nelle pagine di ricerca e tenteranno, nei limiti del possibile, di non risultare eccessivamente invadenti.
E questo non è poco, considerando il panorama generale del web.

Già si prevede, però, di inserirli in futuro anche nelle pagine degli utenti.
Come tutti gli altri Tweets, anche quelli pubblicitari consentiranno i retweets e l’interattività.

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Sanbittèr: intervallo virale

Molti ricorderanno lo storico “intervallo” trasmesso sui canali RAI costituito da una serie di immagini di varie città italiane con il sottofondo di una musica immediatamente riconoscibile.
In questo periodo Sanbittèr ha rispolverato la struttura dell’ “intervallo” e l’ha aggiornata inserendo brevi video girati in diverse città italiane al momento dell’aperitivo.

Il claim è accattivante: “Goditi i tuoi intervalli“.

Il risultato è questo efficace spot di natura virale che è subito stato premiato dal pubblico con diffuso apprezzamento:

Ma non finisce qui. Accedendo al sito www.sanbitter.it si scopre che è possibile proseguire la visita “virale” accedendo ad un colorato portale (www.barlovers.it) in cui ci si può registrare e diventare protagonisti caricando filmati “amatoriali” girati nella propria città aventi come leitmotif l’aperitivo Sanbittèr e caricare foto.

E ancora…si può scaricare la suoneria con la musica dello spot per il proprio cellulare e leggere le recensioni dei migliori locali da aperitivo in giro per il “Bel Paese”.

Insomma, una campagna viral ben studiata ed efficace, opportunamente targettizzata per i giovani ma piacevole per tutti.

McDonald’s e l' Ambush Marketing di San Patrizio

Nei giorni immediatamente precedenti la Festività dedicata a San Patrizio, ogni anno il web (giochi compresi) si tinge di verde, in un tripudio di Leprechauns, quadrifogli ed altri emblemi legati al St-Patrick’s Day.

Ma la rete non è stato l’unico ambiente a venire colorato.
In omaggio al verde acceso della festa, da tempo ogni anno anche il Chicago River cambia colore, con la differenza che per il 2010 McDonald’s ha realizzato un’interessante operazione di Ambush Marketing per promuovere una nuova bevanda, lo “Shamrock Shake alla menta”.

Come giustamente evidenziato da Ninja Marketing, fonte della notizia, l’operazione di marketing non convenzionale ha avuto un’interessante ricaduta anche sui media tradizionali, in particolare la televisione che si è occupata dell’evento.

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Via libera ai video su Wikipedia

Ebbene sì, sembra proprio che la più celebre Enciclopedia targata 2.0 stia per aprire le porte di casa in grande stile anche ai contributi video caricati da parte degli utenti. Un passo avanti verso l’interattività ed anche, se me lo consentite, nella direzione di un sapere meno “enciclopedico” e più creativo.

La svolta appare promettente.
Se pensiamo all’apporto formativo offerto dalla quantità  di documentari scientifici, storici e naturalistici che vengono trasmessi in televisione, è innegabile riconoscere che non di rado l’apprendimento viene favorito dall’ausilio di audio e video.

Wikipedia, però, porrà dei limiti ai contributi video, per una serie di ragioni.
Prima di tutto per non “alterare geneticamente” il suo DNA di enciclopedia; in secondo luogo per limitare il lievitare dei costi legato alle necessità tecniche dei nuovi contributi, in terzo luogo per salvaguardare l’accessibilità dell’informazione a tutti gli utenti e infine per non diventare un secondo YouTube.

I contenuti, infatti, dovranno avere carattere didattico e non puramente ludico.
Per supportare gli utenti durante il processo di creazione e caricamento dei filmati,  è stato aperto il sito “Video on Wikipedia che offrirà l’assistenza necessaria.

Quali i passaggi da seguire? Ce li spiega in maniera chiara webnews.it:

  • Produrre il proprio filmato;
  • Convertire il filmato in un formato aperto: tramite Miro Video Converter è possibile portare il file nel formato .ogg Theora;
  • Upload del filmato, previa registrazione di apposito account su Wikipedia;
  • Modificare un articolo ed aggiungere il video all’archivio Wikimedia Commons tramite l’apposita opzione.

Per approfondire l’argomento: Via

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Storico accordo fra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Google

Dante Alighieri

Google e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali hanno siglato una collaborazione davvero storica, che consentirà a chiunque nel mondo di accedere a un milione di libri non coperti da copyright conservati nelle Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze, grazie al loro inserimento all’interno del progetto Google Books.
Il Ministero darà libero accesso alle suddette biblioteche a Google, che, come contropartita, si accollerà la spesa della digitalizzazione dei testi e ne lascerà comunque il libero utilizzo al MiBAC, che, ad esempio, ha già in programma un loro impiego  per l’iniziativa culturale Europeana.

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