Nomi a dominio

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Entro la fine dell'anno il via ai domini personalizzati

Il web così come lo conosciamo dai suoi primordi sarà presto destinato ad una radicale mutazione.

Nell’ottica della liberalizzazione, i domini generici di primo livello (gTLD) che hanno caratterizzato il web 1.0 ed anche 2.0 (.it, .com, .net, .biz etc.) saranno presto affiancati da domini di ogni tipo: è quanto apprendiamo dalla Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN).

L’ICANN ha già cominciato ad accettare le richieste di registrazione provenienti da singole imprese. Questo significa che presto si potranno registrare anche domini con nomi propri o aziendali che presumibilmente finiranno con il costituire una struttura “a quartieri” per aree tematiche o settore, elemento questo che suscita qualche perplessità nei fautori di una rete senza confini.

Com’era prevedibile i grandi brand, come Microsoft, Apple o Amazon, hanno giocato d’anticipo. La sola Amazon ha richiesto per sé 76 nomi.

Le richieste inizieranno ad essere esaminate nel mese di luglio e con il nuovo anno le società aventi diritto potranno cominciare ad usare i nuovi nomi a dominio. Un’annotazione: non solo l’ICANN verificherà l’opportunità di concedere l’uso di un dominio di primo livello ma verificherà anche se il richiedente possiede l’infrastruttura tecnica necessaria per amministrarlo adeguatamente.

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E' partita la registrazione in sincrono per i domini .it

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Finalmente dopo tanti anni di attesa è partita ieri la registrazione in sincrono per i domini .it. La notizia è stata data direttamente sul sito del Registro.it, eccola:

Dal 28 settembre, il Registro .it consente la registrazione dei domini secondo le procedure sincrone.
Grazie al nuovo sistema, basato su protocollo standard EPP, l’utente finale non deve più inviare alcuna documentazione cartacea al Registro.
Per registrare un nome a dominio .it in modalità sincrona, gli utenti devono rivolgersi a un Registrar accreditato: l’elenco è disponibile alla voce “Trova Registrar”.
Il sistema sincrono affiancherà per due anni le tradizionali procedure asincrone. In quest’ultimo caso, gli utenti possono fare riferimento ai Maintainer, il cui elenco è consultabile alla voce “Trova Maintainer”.

Quindi potremo finalmente dire addio al famoso fax che bisognava inviare per la registrazione dei domini .it, con tempi di attesa impensabili per il 2009, dove un dominio .com viene registrato, sottolineo da anni, praticamente in tempo reale.

Link: Nic Italia

Quando un buon nome a dominio è un investimento…

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Ormai lo sappiamo tutti, la scelta del nome a dominio è fondamentale per la buona riuscita di un sito. Alcuni sostengono che in certi casi sia addirittura un investimento.
Potrebbe essere il caso di Mr Cholerton di Tiddington vicino a Stratford in UK. Dieci anni fa, infatti, comprò il dominio http://www.guitars.co.uk/ per la già consistente cifra di £ 10,000 e, come lui stesso racconta, fu preso per matto da amici e conoscenti.
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Cholerton in questi dieci anni è riuscito a ritagliarsi un mercato di nicchia per le sue rarissime chitarre e, oggi, ha un fiorente shop on line, ma non solo, si è anche visto offrire per il nome a dominio di sua proprietà da un’azienda del settore la ragguardevole cifra di £ 35,000 , lasciando a bocca aperta per la seconda volta chi lo aveva criticato tanti anni fa.
Nel caso foste interessati ad acquisire
http://www.guitars.co.uk/ vi dico subito che la cifra da cui partirebbe Mr Cholerton è di ben £ 100,000, perchè grazie a questo nome a dominio, senza fare nessuna pubblicità né on line, né sui mezzi tradizionali, il suo shop riesce a vendere ben 20 chitarre al mese, di cui alcune sono fatte artigianalmente con prezzi che partono dalle £ 3,500.

Via: Coventry Telegraph

Boom di richieste per i domini .tel

Abbiamo imparato, navigando quotidianamente in rete, a non stupirci più di nulla o quasi.

Ciò nonostante non potevo esimermi dal fare almeno un cenno ai nuovi domini “.tel” – che stanno registrando un grande successo negli ultimi giorni – il cui registro è gestito dalla società Telnic.
Prova ne sia che anche MySpace ha deciso di procedere alla loro vendita, affiancandosi ai già molti registrar che avevano già preso questa iniziativa.

I numeri parlano chiaro: come apprendiamo dal sempre informato sito webnews.it:

“(…) Stando alle prime notizie, in un solo giorno sarebbero già giunte circa 250mila richieste per circa 70mila domini.”

Scusate se è poco… Dopo una prima fase, nel corso della quale la vendita era riservata ad un ristretto numero di aziende, il dominio “.tel” ora può essere acquistato da chiunque desideri fornire in un’unica pagina web tutte le informazioni necessarie per essere contattato.

Infatti proprio di questo si tratta: i nuovi domini .tel vorrebbero costituire un tentativo di creazione di una “rubrica online”, condensata in un’unica pagina, contenente tutti i riferimenti ad un’azienda ( es. numeri di telefono, e-mail, url dei siti web e informazioni di carattere geografico). Tale pagina viene quindi ospitata sul server del gestore dei domini .tel.

Con l’aiuto dei motori di ricerca, sembra che l’iniziativa prometta di dare ottimi risultati in termini di reperibilità.

Per saperne di più: Via

Continuano le vicende di Italia.it: prossima tappa il 2010

In occasione del BIT  (=Borsa Internazionale del Turismo), si è parlato ancora una volta del portale Italia.it, già protagonista in passato di tante traversie che ne avevano determinato la chiusura. 

Il sito sembrerebbe attualmente in fase di riprogettazione. La riapertura, inizialmente auspicata per il 2009, slitterà all’anno venturo, come illustrato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla. 

Per maggiori dettagli vi rimando all’articolo di Giacomo Dotta, intitolato “Italia.it arriverà nel 2010, la conferma al BIT“, dedicato all’argomento e pubblicato sul sito business.webnews.it il 24 Febbraio scorso:

Via

Googly vs Google

Incredibile ma vero, la cronaca del web ci racconta un curioso caso moderno in puro stile “Davide contro Golia”.

Come apprendiamo da un articolo di Giacomo Dotta del 27 Febbraio scorso, Googly (azienda produttrice di un gioco da tavola basato sul Cricket, sport da cui deriva il nome Googly) sta contendendo per vie legali il dominio google.co.za nientemeno che al gigante della rete Google.

Il motivo del contendere è da ricercarsi nel dominio stesso (relativo all’area sudafricana), attualmente occupato da Google. In questa specifica area geografica, infatti, Googly esercitava la propria attività commerciale prima che vi si “insediasse” virtualmente il celeberrimo motore di ricerca.

É difficile immaginare un colpo di scena inatteso e conclusivo per questa vicenda mentre è meno imprevedibile un ritorno in termini di notorietà per la piccola e coraggiosa azienda Googly.

Vai all’articolo

Report di VeriSign sullo stato dei domini registrati

VeriSign ha rilasciato un interessante report sullo stato delle registrazioni dei domini internet nel mondo.
Report Verisign
Come si vede dal grafico a farla da padrone sono sempre i domini .com, che, secondo alcune ricerche empiriche, sono anche quelli preferiti da Google.
E’ davvero impressionante la quota di tutti i domini registrati, con una cifra che supera ampiamente i 160 milioni.
Report VeriSign

E’ particolare anche vedere come ben il 22% dei domini registrati siano associati a siti con una sola pagina e addirittura il 10% non ha neanche un sito associato. Sono i famosi domini parcheggiati, spesso comprati per poi essere rivenduti.

Se vi siete incuriositi e volete leggere il report completo, potete farlo qui.

Domini .it a tutto gas: lo dice l' Iit-Cnr

Come apprendiamo da un interessante articolo pubblicato ieri da Webnews sembra che i domini .it godano di ottima salute e che, anzi, il trend di crescita delle nuove registrazioni sia più che incoraggiante.

Ecco qualche numero:

“«La rete made in Italy supera quota 1 milione e 500mila domini .it. A maggio 2008 il record di registrazioni. Il Registro italiano rafforza così la posizione: quinto posto in Europa e settimo nel mondo»: un comunicato diramato dall’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa notifica i risultati di una ricerca statistica relativa allo stato di salute del Top Level Domain italiano alla vigilia della nota liberalizzazione nella registrazione dei domini voluta dall’ICANN.”

E ancora:

“Secondo quanto illustrato nel mese di giugno sono state accertate 1.503.106 registrazioni relative a domini.it con un ritmo medio in questo 2008 sempre superiore ai 25.000 domini registrati ogni singolo mese (va ricordato come il milionesimo .it fu registrato nel gennaio 2005). Non solo: il mese di maggio è addirittura stato da record raggiungengo i 30.243 domini registrati (livello mai toccato negli ultimi 8 anni.”

Secondo quanto afferma Domenico Laforenza, neo-direttore dell’Iit-Cnr e responsabile del Registro dei domini Internet .it:

“Le cifre a nostra disposizione confermano l’Italia come quinta realtà del panorama Internet europeo e al settimo posto nella classifica mondiale.”

Ma non basta. I progetti per il futuro prevedono una burocrazia più snella e tempistiche ridotte per espletare le pratiche, fattore che non potrebbe che giovare al miglioramento del settore. L’obiettivo? Portare la rete ovunque nel Bel Paese e contribuire alla diffusione capillare della cultura di internet:

“(…) è nostra convinzione che la promozione dei domini italiani sia determinante per uno sviluppo della cultura informatica che, se accompagnata da serie iniziative sul fronte delle infrastrutture di rete, può rappresentare un volano importante per l’economia dell’intero Paese.”

Per la lettura integrale dell’articolo vi rimando al sito di Webnews:
Via

ICANN ha approvato il progetto: domini liberi dal 2009

Il momento è oserei dire storico: l’ ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), istituzione deputata al controllo sull’assegnazione di Nomi e Numeri nella Rete, ha da poco approvato all’unanimità un progetto per la liberalizzazione nell’adozione dei domini.

Spendiamo prima due parole per saperne di più sull’ICANN:

“To reach another person on the Internet you have to type an address into your computer – a name or a number. That address has to be unique so computers know where to find each other. ICANN coordinates these unique identifiers across the world. Without that coordination we wouldn’t have one global Internet.
ICANN was formed in 1998. It is a not-for-profit partnership of people from all over the world dedicated to keeping the Internet secure, stable and interoperable. It promotes competition and develops policy on the Internet’s unique identifiers.
ICANN doesn’t control content on the Internet. It cannot stop spam and it doesn’t deal with access to the Internet. But through its coordination role of the Internet’s naming system, it does have an important impact on the expansion and evolution of the Internet.”

Si tratta, in sintesi, di un’organizzazione di regolamentazione e controllo, indispensabile per sorvegliare e garantre il corretto funzionamento del web.
Detto questo, possiamo tornare al core del problema: la recente decisione dell’ICANN dovrebbe consentire di sganciarsi dalle rigide regole che sono state in vigore fino ad ora, dovendosi attenere – per la scelta dei domini – ai più classici .it, .com. net, etc., adottati in numero ristretto proprio al fine di evitare possibili confusioni.
Ma i tempi cambiano, la rete cresce e ci si sta avvicinando a grandi passi al limite delle combinazioni possibili, quindi una ventata d’aria nuova era un’esigenza ampiamente avvertita in tutta la rete.

Aziende, Stati e Istituzioni potranno quindi – probabilmente dalla primavera 2009 – attivare nuovi domini meno anonimi e studiati ad hoc per le proprie esigenze, siano esse di ordine geografico, lavorativo o di Brand.
I futuri indirizzi potranno terminare ad esempio con nomi di città, marchi aziendali o termini legati ad una specifica attività economica. Scelte di questo tipo potrebbero influire non poco sulla riconoscibilità di un sito o sulla sua identificazione in termini di area geografica.

C’è un però: per evitare la prevedibile ed incontrollata proliferazione dei domini più disparati (si sa, la gente quando vuole sa essere fin troppo creativa ed estrosa e perfino un po’ cattivella), l’ICANN ha adottato una politica di disincentivazione economica, ovvero ha imposto costi piuttosto alti (stiamo parlando mediamente di un centinaio di dollari) per i nuovi domini top-level e, come si suol dire, non sono certo bruscolini.

Inoltre resterà sempre in vigore un severo sistema di controlli.
Una volta attivato un nuovo dominio, il proprietario potrà vendere a terzi nuovi indirizzi basati sul dominio top level prescelto, come già avviene con i domini tradizionali. L’ICANN, da qui fino all’accoglimento delle prime richieste (previsto per aprile/maggio 2009) dovrà elaborare le regole e procedure necessarie per l’attivazione dei nuovi indirizzi Internet e, a partire da quel momento, potrà vagliarle ed eventualmente approvarle nel giro di qualche mese.

Fortunatamente – mi permetto di dirlo – per evitare l’anarchia nel settore, ICANN conserverà pieno potere decisionale sui nuovi domini, i quali dovranno attenersi a regole precise, quali ad esempio la non violazione di diritti d’autore ed il rispetto dell’etica e delle leggi vigenti.
Ci sembra decisamente il minimo…ma è sempre opportuno scendere nei dettagli perché si sa, fatta la legge…trovato l’inganno.
Dunque sarà bene che i requisiti da rispettare vengano (com’è auspicabile) elencati e specificati nel modo più chiaro possibile.

Come per tutte le “rivoluzioni” sicuramente ci vorrà del tempo: tempo per digerirle, tempo per abituarcisi, tempo per “fare l’occhio” a domini strampalati o, se non altro, creativi.
Ma l’uomo è un essere facilmente adattabile, quindi siamo certi che non impiegherà molto tempo ad ambientarsi nella nuova rete…

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