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Pronto? Qui è WordPress

WordPress sempre più multimediale, sembra questa la tendenza della nota piattaforma di blogging.

La novità del mese è il servizio “Post by Voice“, ovvero la possibilità di inserire post vocali nel proprio blog attraverso un apparecchio telefonico, dando così vita ad un file audio – della durata massima di 60 minuti – ascoltabile in rete.

Voci di corridoio anticipano che probabilmente questa tempistica – attualmente gratuita – verrà in futuro riservata agli utenti “premium” paganti e rimarrà per gli utenti free la possibilità di usufruire del servizio per un tempo inferiore ma per oggi godiamoci la novità.

Come per tutte le novità, soprattutto tecnologiche, vi sono pro e contro: tra i pro vi è sicuramente la praticità di postare articoli anche lontano dal computer; tra i contro troviamo invece la scarsa qualità dei messaggi letti telefonicamente e le tariffe telefoniche che, almeno per il momento, non prevedono facilitazioni per questo genere di servizio.

Volete saperne di più? Eccovi accontentati: Via

Per quella "i" in più…

gaudianelloSi sa, stupire il pubblico è uno degli scopi della pubblicità. Tutto ciò che può risultare insolito, innovativo o particolarmente creativo agli occhi della gente contribuisce ad attirare l’attenzione di potenziali clienti.

Ma (c’è sempre un ma) cosa può accadere quando il messaggio è talmente sottile da passare inosservato o addirittura da poter essere frainteso? É il caso di alcune affissioni, comparse recentemente nell’area di Roma, che pubblicizzano l’acqua minerale Gaudianello.

La grafica essenziale, costituita dalla sola bottiglia accompagnata da qualche parola, accentra l’attenzione sul messaggio:

“Effervesciente naturale. L’acqua con qualcosa in più”

Notate qualcosa di strano? Avete qualche sospetto su cosa sia quel “qualcosa in più”?
La tentazione di ricorrere a un dizionario è forte ma poi prevale quanto appreso sui banchi di scuola: effervescente, nel manifesto, ha una “i” di troppo. Svista o messaggio? Grammatica o genialità?

É il problema che si è posto Mattia Camellini nel suo articolo intitolato “Pubblicitariamente corretta?” e pubblicato ieri sul sito di Comunicazione Italiana.
Personalmente ho trovato la domanda interessante e vi consiglio di leggere il suo articolo che, giustamente, sottolinea come chi non mastica molto l’Italiano potrebbe non solo non comprendere il messaggio ma addirittura pensare che la parola”effervescente” si scriva effettivamente con la “i”. Poco male, direte voi, oppure no? Che altro aggiungere se non l’immancabile “meditate, gente, meditate”?

La necessità aguzza l'ingegno..creativo!

Pubblicità Italia

Questo mese non perdetevi la rivista “Pubblicità Italia“, vi troverete un’intervista fatta al nostro direttore generale, Paolo Benincasi.

Il tema è: “La necessità aguzza l’ingegno…creativo”.

Secondo report annuale di Technorati sulla Blogosfera

Abbiamo lungamente parlato di blog nei post precedenti: che caratteristiche hanno, come possono essere suddivisi, etc.
Ma chi meglio di un’autorità nel settore potrebbe “fotografare” lo stato della Blogosfera?
Ed ecco che arriva puntualmente, per il secondo anno consecutivo, il report elaborato da Technorati sul mondo dei Blogs. In parole povere, per rispondere a poche e semplici domande: chi, come e perchè.

É d’obbligo ricordare che siamo per così dire “a metà dell’opera”, nel senso che il rapporto è composto da cinque giornate diverse, in cui si affrontano aspetti diversi del medesimo argomento e attualmente siamo giunti alla terza.
Questa è la scaletta in programma:

Day 1: Who Are the Bloggers?
Day 2: The What And Why of Blogging
Day 3: The How of Blogging
Day 4: Blogging For Profit
Day 5: Brands Enter The Blogosphere

Ma vediamo qualche dettaglio in più.

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Tutte le facce della Blogosfera

TerraPensare ad una rete senza blogs sarebbe ormai un’impresa impossibile: ve ne sono ovunque e su ogni argomento: dai videogames ai personal e dalla musica allo sport, nessun argomento sembra sfuggire all’occhio attento del popolo dei bloggers, sempre più numeroso, grazie anche alle pratiche interfacce grafiche user-friendly delle diverse piattaforme di blogging che consentono anche a chi non mastica l’HTML (e i vari linguaggi del web) di realizzare un mini-sito per dire la sua.
Praticamente nessuno resiste alla tentazione di diffondere i propri contenuti, testuali, fotografici e, recentemente sempre più spesso, video.

Ma siamo davvero sicuri di conoscere tutte le facce della Blogosfera? Dall’iniziale “calderone” che ha dato origine al fenomeno Blog, hanno via via preso forma alcune linee-guida che hanno contribuito a costruire la Blogosfera ed a conferirle il suo aspetto e carattere attuali. Vediamo insieme le principali:

I blogs personali rappresentano la categoria più diffusa: non richiedono competenze particolari e l’autore può scrivervi ogni giorno le proprie esperienze, i propri desideri e tutto ciò che lo riguarda, proprio come si farebbe con un diario personale.

I photoblogs hanno la caratteristica di essere costituiti da una raccolta di foto che vengono pubblicate al posto del testo.

Concettualmente simili ai photoblogs sono i cosiddetti blogames, ovvero blogs su cui vengono pubblicati giochi invece che testi.

Vi sono poi i video blogs o vlogs, ovvero blogs che offrono materiale audio/video e che hanno come contenuto principale proprio i filmati, accompagnati o meno da testo e immagini.

Quando un blogger utilizza la piattaforma per diffondere contenuti tramite il podcasting si può parlare di Audio Blog. I contenuti così forniti possono essere scaricati sia sul proprio computer che su lettori mp3 e tramite feed rss appositi ne vengono resi noti gli aggiornamenti.

I blogs vetrina, invece, sono particolarmente utili ad autori e artisti per far conoscere i proprio lavori.

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Blogo.it e Nanopublishing, ovvero la nano-editoria Made in Italy

Nanopublishing: con un briciolo di immaginazione si può intuire il significato di questo termine, che riassume il nuovo modo di fare la notizia che da qualche anno a questa parte ha rivoluzionato il web e di cui ormai una buona fetta dei navigatori usufruisce con regolarità in modo più o meno consapevole.

Partiamo dall’inizio: nel gennaio del 2003 il Guardian definiva il nanopublishing un “nuovo modo di usare i blog per creare una sorta di media più snelli dalla lettura verticale”. Il prefisso “nano” indica in questo caso un modo di fare informazione leggero, rapido e diverso dall’editoria tradizionale, anche perché libero dai vincoli che spesso condizionano il publishing vero e proprio.
La velocità con cui il nanopublishing si muove e si diffonde ne ha fatto – per sua stessa natura – fin dalla nascita uno strumento preferenziale per raccontare le novità e le tendenze in atto nei diversi settori. Protagonista di una vera e propria rivoluzione, esso prende vita e si evolve in un ambiente collaborativo.

Per passare dalla teoria alla pratica, nel “bel paese” nel novembre del 2004 ha preso il via il progetto Blogo.it, il primo blog network italiano, che può vantare oggi – fonte il sito stesso – “più di 120 blogger che scrivono sui nostri 40 titoli d’informazione a tema“. Premetto che non si tratta dell’unico caso in Italia ma, dovendo citare un esempio, ho concentrato l’attenzione su uno dei progetti più noti.
Per saperne di più visitiamo la pagina del “Chi siamo” del sito di Blogo.it e apprendiamo che:

“Blogo.it è una società editoriale indipendente (equivalente dell’inglese nanopublisher), attiva nel settore dei media digitali. La società pubblica un gruppo di siti tematici che hanno come caratteristica originale l’utilizzo di una piattaforma di pubblicazione blog. Blogo si rivolge al pubblico di lingua italiana attraverso blog tematici.
La freschezza dei contenuti, il tono colloquiale e una grafica leggera e frizzante, insieme al dialogo continuo e immediato con il lettore, sono le caratteristiche fondanti che rendono l’esperienza di Blogo unica e originale sul panorama nazionale italiano.
I blog tematici di Blogo offrono agli appassionati della rete un costante aggiornamento sui loro temi preferiti, la possibilità di interagire senza filtri con gli autori, con un’apertura alle novità e alle tendenze che crescono ed emergono sulla rete, come nessun portale e nessun sito editoriale tradizionale hanno mai fatto fino ad ora.”

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Esquire testa la stampa del futuro

A maggio avevo parlato della stampa del futuro, oggi se ne vedono le prime applicazioni. Infatti, la rivista Esquire per il suo settantacinquesimo anno di vita ha realizzato 100 mila copertine con la tecnologia E-ink.
La copertina essendo in formato digitale è animata e sul retro di copertina c’è una bellissima pubblicità anch’essa animata della nuova Ford Flex Crossover.

La scritta luminosa che si legge recita “The 21st century Begins Now!”.
Direi che non si poteva trovare frase migliore.

Philip Kotler: "Dimenticate le 4 P"

Vi segnalo anche se con un po’ di ritardo (chiedo venia!) un interessante articolo pubblicato sul magazine settimanale “Mediaforum”, che si occupa di comunicazione, marketing e media business. Il numero di uscita a cui mi riferisco è il 23 del 30 giugno 2008.
L’articolo che ha attratto la mia attenzione è a firma di Simone Freddi e tratta delle nuove strategie di marketing indicate dal “guru” della comunicazione Philip Kotler.
La novità di maggiore rilevanza è anche il messaggio-chiave dell’articolo, ovvero: “Dimenticate le quattro P”, Product, Price, Placement e Promotion.

Come dire…siamo ad un momento di svolta in cui il marketing tradizionale deve cedere il passo alla nuova generazione. L’occasione per parlare delle 4 P è stato il convegno “Il marketing del 3° millennio” organizzato dal Mip al Politecnico di Milano, al quale Kotler è intervenuto come protagonista.

Per far comprendere i motivi dell’esigenza di cambiamento Kotler ha spiegato che:

“(…) rispetto a 40 anni fa – e alle 4 P – molte cose sono cambiate. Allora si stava iniziando a capire che il brand management doveva adottare una prospettiva outside-in nei confronti del mercato. Ora questo processo è arrivato a compimento. Quello che vogliamo non è più realizzare una vendita ma conquistare un cliente”.

Freddi introduce così il seguito della spiegazione:

“La relazione tra brand e consumer si connota, quindi, in maniera sempre più bi-direzionale. E ciò che scaturisce da questa relazione non si limita al prodotto”.

In sintesi il concetto è che un’azienda non deve vendere tanto un prodotto quanto un servizio, possibilmente aggiungendo dei benefits visto che siamo in periodo di recessione. Il brand dovrebbe diventare un’ “esperienza” per il cliente: a questo proposito Internet e Mobile, che costituiscono il futuro della comunicazione, offrono nuovi e fino a qualche tempo fa inimmaginabili strumenti per ottenere il risultato desiderato.
Un ulteriore passaggio mi ha particolarmente colpito e si tratta della parte dell’intervento dedicata alla realtà delle piccole aziende e al loro difficile rapporto con il marketing. Realtà che in Liguria, come in altre regioni italiane, chi fa il nostro mestiere conosce, ahimé, piuttosto bene.


“Molte aziende sono piccole. E le piccole aziende spesso non usano il marketing: non sono sicure di averne bisogno. Tuttavia il marketing non lavora nel breve periodo. Il marketing serve a pianificare il futuro. Deve essere inteso come una guida per il business di domani”.

Parole sante, oserei dire. L’efficacia del marketing effettivamente va misurata e verificata nel lungo periodo e chi si aspetta miracoli immediati è destinato a rimanere deluso. Chi invece punta sulla qualità e sulla coordinazione coerente dell’immagine verrà premiato dal tempo.
Difficile far comprendere questo tipo di concetti ai clienti impazienti che considerano oggi già tardi rispetto alle loro previsioni irrealistiche: affidarsi ad un buon consulente significa lasciarsi guidare e consigliare nelle scelte.

Solo in questo modo la professionalità e l’esperienza potranno davvero fare la differenza.

E-mail marketing 2008: il punto della situazione

E-mailSi susseguono le analisi e gli studi sul comportamento degli italiani in rapporto alla diffusione e all’utilizzo della Rete, a riprova dell’importanza crescente che tali indagini rivestono per chi lavora nel settore della comunicazione.

Questa volta parliamo di un articolo pubblicato dalla Redazione I-Dome, che fa il punto della situazione sull’uso che gli italiani fanno della posta elettronica a partire dagli esiti di studi di settore.

Tenetevi forte perché i numeri fanno girare la testa.
Come antipasto, apprendiamo che sono ben 50 milioni le caselle e-mail attive (niente male, direi, in rapporto alla popolazione italiana…) e che neppure spam e phishing sembrano scoraggiare i più impavidi dall’iscriversi alle mailing list preferite.

Precisiamo – per dovere di cronaca – che l’indagine in questione è stata svolta su un campione di 1.000 individui, rappresentativo della popolazione italiana che accede abitualmente alla Rete.

I risultati (riassunti in pillole) sono questi:

“Il numero di individui di almeno 15 anni di età che ha accesso alla Rete almeno una volta alla settimana è oggi di poco inferiore a 20 milioni di unità.”

E ancora:

“Ammontano a circa 350 milioni i messaggi email che gli utenti italiani ricevono ogni giorno nelle loro caselle di posta elettronica.
Il volume di comunicazioni che sono quotidianamente affidate alla posta elettronica nel nostro paese è così elevato da sembrare inverosimile a una prima analisi: è superiore a quello generato da ogni altro mezzo di comunicazione peer-to-peer, come lettere e altri messaggi cartacei, sms, telefonate, incontri interpersonali.”

Last but not least:

“La conferma del grande volume di email deriva dal prodotto di tre fattori studiati nell’indagine:
il generale possesso di più caselle di posta elettronica per ciascun utente, in media pari a 2,6 diversi indirizzi email abitualmente utilizzati, per un totale di 50 milioni di caselle attive nella Rete italiana;
la consuetudine di spedire un messaggio a più persone, moltiplicando quindi il numero di messaggi ricevuti dagli utenti Internet;
l’abitudine di quasi tutti gli utenti Italiani all’utilizzo della mailing list per rimanere in relazione con i brand affezionati per ricevere informazioni e aggiornamenti”

“Un utente su quattro (…) ricorda di essere iscritto a dieci o più mailing list”

Se a questo dato, già abbastanza sorprendente, aggiungiamo anche il numero di quelle di cui non si ricorda le cifre lievitano ulteriormente…

Ma i numeri, di per sé, per quanto stupefacenti, possono anche non apparire significativi, se non vengono poi letti ed interpretati correttamente. Fortunatamente per noi, l’articolo prosegue approfondendo anche questo aspetto della questione:

“E’ interessante notare che nella percezione degli utenti la comunicazione che un brand instaura con il proprio cliente via mail o via lettera cartacea ottiene lo stesso risultato: entrambe le forme fanno sentire il destinatario al centro dell’attenzione, servito attraverso un canale non invasivo e asincrono, favorevolmente sorpreso dalla cura che il brand dedica alla relazione con il soggetto che riceve la comunicazione. (…) In particolare si nota che i brand tradizionali sono in grado di stupire e generare soddisfazione quando passano dalla lettera cartacea all’email”

Questo aspetto è decisamente rilevante per chi si occupa di comunicazione, perché fornisce il polso della percezione che l’utente finale ha di un brand e dei canali attraverso i quali si stabilisce il contatto e fluisce il messaggio dall’Azienda al Cliente.

Consiglio comunque una lettura integrale dell’articolo che fornisce ulteriori dettagli numerici sullo studio condotto:

Via

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