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Qr Codes utilizzati in architettura

Già in passato abbiamo parlato più volte dei Qr Codes e delle loro incredibili potenzialità. Quello che voglio mostarvi in questo articolo però credo che vi lascierà letteralmente a bocca aperta.
L’idea arriva dal Giappone, paese all’avanguardia in queste nuove forme di comunicazione interattiva, e introduce l’uso dei Qr codes in architettura, trasformando un intero grattacielo nei pressi della stazione di Tachikawa a Tokyo in un enorme messaggio interattivo, collegabile anche ai social networks come Twitter:


Le tablet sostituiranno le edicole?

Da diversi mesi si sente parlare di un prossimo lancio della tablet di Apple, ma quali potrebbero essere gli usi di questi nuovi devices?
Le idee sicuramente non mancano, basta guardare il filmato che vi propongo in cui Sport Illustrated sperimenta le enormi potenzialità delle tablet, proponendo l’idea di un’edicola virtuale dove gli utenti potranno usufruire di servizi innovativi a corredo degli articoli: gallerie fotografiche ad alta risoluzione visionabili a scorrimento grazie al touchscreen, pubblicità interattive con filmati e addirittura la possibilità di giocare in diretta in base allo sport che si sta guardando in TV.

Con Pixazza compri…quel che vedi!

Letto così il nome non suggerisce con immediatezza il contenuto, ma il mondo che ruota intorno a questa nuova realtà appare piuttosto interessante.

Pixazza rappresenta la trasposizione del servizio AdSense nel settore delle immagini, in modo tale da offrire al navigatore un’esperienza d’acquisto a dir poco inconsueta. Passando con il mouse sopra una fotografia inserita in una pagina web, infatti, si possono veder comparire boxini informativi contenenti dettagli sull’oggetto raffigurato, compresi il prezzo e il link per passare immediatamente all’acquisto.

É evidente che la novità maggiore risiede nella possibilità di effettuare l’acquisto con un solo clic, senza dover cercare in rete, nei vari portali, l’oggetto “dei propri desideri”.

Ovviamente, se da una parte vi è il comprensibile desiderio di acquistare da parte del navigatore, dall’altra deve esservi una schiera di siti di ecommerce desiderosi di promuovere i propri prodotti.
La novità promette bene, se è vero (come è vero) che un colosso come Google vi ha già investito una considerevole somma.

Incorporare gli annunci di Pixazza è semplice come incorporare annunci di Adsense: un piccolo codice Javascript e il gioco è fatto.
Ovviamente il tutto è ancora in fase di rodaggio, come si suol dire e occorrerà ancora del tempo perché “vada a pieno regime”, come per tutte le cose. Vedremo se i numerosi investitori saranno stati lungimiranti.

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M&M's…a tutto web!

É proprio vero che, se ben usato, il web può diventare un ottimo strumento promozionale e di lavoro per un’azienda. Prova ne siano le iniziative di Coca Cola passate per il web, di cui abbiamo lungamente parlato in passato.

Oggi parliamo di M&M’s, per un ottimo motivo. La prima immagine immediatamente evocata dal logo e dal packaging è quella di un mondo colorato, dinamico, ludico, accattivante, soprattutto per i più giovani.

L’attuale sito di M&M’s rispecchia tutto questo e forse anche di più, offrendo non solo informazioni aggiornate sui prodotti ma anche advergames e sezioni largamente interattive, che consentono addirittura di disegnare un proprio avatar M&M’s personalizzato fino al minimo dettaglio: dal colore della superficie agli accessori da indossare. Ovviamente è possibile salvare il proprio piccolo “capolavoro” soltanto registrandosi al sito, un modo come un altro per fidelizzare il cliente e indurlo a visitare nuovamente il portale.

La sezione “Fun & Games” non contiene solo giochi ma, spingendo sul pedale “viral” del passaparola, consente di inviare e-cards coloratissime, scaricare wallpapers e screensavers e guardare videos e ads.
E non è che l’inizio, come si suol dire.

La sezione “Recipes and ideas” offre invece gustose ricette per cimentarsi in cucina mentre, per gli addetti ai lavori può risultare interessante la Case History di M&M’s raccontata dall’azienda stessa con una serie di slides 3D che ripercorrono le tappe evolutive fondamentali del brand, dal lontano 1941 fino ai giorni nostri.

Consiglio vivamente una visita al portale, per fini ludici o didattici, poiché ritengo sia meritevole di nota.

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Le due facce dell'Advergame

É ormai noto – ma non fa male ricordarlo – che il cosiddetto “Game Advertsing” o “AdverGame” consiste nella pratica di utilizzare videogames (siano essi realizzati in Flash o esplicitamente progettati per le consoles) come parte integrante di campagne di marketing.

Volendo essere più precisi, all’interno della macrocategoria degli advergames è possibile distinguere due categorie fondamentali:

  1. i giochi esplicitamente progettati per veicolare messaggi pubblicitari;
  2. giochi che, nati in modo autonomo, recano al proprio interno messaggi pubblicitari.

Gli esempi di giochi appartenenti alla seconda categoria non mancano di certo e tra i tanti spiccano sicuramente i videogames dedicati al calcio e alle gare di velocità, che maggiormente piacciono al pubblico maschile. Le ambientazioni in cui si muovono i personaggi sono ricche di pannelli e cartelli recanti nomi di aziende. Ovviamente la strategia adottata per questo genere di promozione non è univoca, poiché diverse sono le variabili che “entrano in gioco”, non ultimi il target cui è destinato il messaggio e il risultato che si desidera ottenere.
In sintesi, ciò che varia è la relazione in essere tra il gioco e il brand da promuovere.

Tra i casi più emblematici troviamo:

  1. Giochi associativi (ad es. contenenti brands pubblicizzati sui cartelloni che figurano all’interno dei videogames);
  2. Giochi rappresentativi del marchio in cui il prodotto diventa parte del gioco, se non addirittura il suo obiettivo ultimo (ne sono esempio i giochi online realizzati in Flash); 
  3. Giochi dimostrativi che riprendono pedissequamente le caratteristiche di un brand;
  4. Giochi competitivi progettati per modalità multiplayer;
  5. Giochi educativi o divulgativi, in cui il “core” è il messaggio da veicolare e lo scopo la vendita di un prodotto.

Il potenziale di queste tipologie di giochi è estremamente interessante. Ciò che, però, occorre non perdere mai di vista è il corretto equilibrio fra aspetto “ludico” e aspetto commerciale: il prevalere dell’uno sull’altro, infatti, potrebbe produrre risultati non desiderati quali, ad esempio, l’indebolimento del messaggio pubblicitario in un caso, o del divertimento nell’altro.

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OPA: In arrivo nuove "taglie" per l'advertising online

Non è ormai più un segreto che la generale crisi economica sta avendo, ahimé, effetto su svariati aspetti della nostra vita. Com’era prevedibile, il problema preoccupa ed interessa soprattutto chi si occupa di pubblicità ed advertising.

La proposta avanzata dall’OPA (Online Publishers Association) è quella di dare via libera a nuovi formati per l’advertising online. Lo scopo dichiarato, ovviamente, è quello di attirare maggiormente l’attenzione dei navigatori, consentendo loro di visualizzare con più facilità (e possibilmente anche interattività) gli annunci e le proposte presenti sulle pagine web.

Tre i formati che sono stati individuati dall’OPA:

  1. 336×860 pixel per un fixed panel inserito nella pagina, che scorre assecondandone lo scrolling;
  2. 468×648 pixel  per un box extralarge in grado di contenere anche elementi interattivi (quali filmati o miniature di pagine);
  3. 970×418 pixel per un’inserzione più “invadente” ma con possibilità di ridimensionamento per limitare l’impatto visivo sulla navigazione.

In omaggio al miglior spirito di condivisione  – ormai imperante in communities e social networks, ecco arrivare anche il fatidico pulsante per condividere un contenuto con altri utenti della rete nella speranza, ovviamente, di ottenere un effetto virale. Una benefica conseguenza del nuovo tipo di advertising, di non secondaria importanza, dovrebbe essere quella di offrire al navigatore un’ esperienza interattiva e informativa che gli consenta di recepire il messaggio pubblicitario senza dover necessariamente abbandonare la pagina che sta visitando per essere reindirizzato altrove.

I primi esperimenti dovrebbero partire con il mese di Luglio 2009.

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E tu, che Mulino vorresti?

Intrigante la proposta che ci giunge dalla nuova piattaforma realizzata da Mulino Bianco, www.nelmulinochevorrei.it:  “Realizziamo insieme la nuova pubblicità su Internet“. Come fare? Basta registrarsi al portale e lasciarsi guidare nel magico mondo del Mulino Bianco, dove la fantasia e le idee trovano spazio.

La novità del portale, infatti, risiede proprio nell’invito esplicitato dagli stessi realizzatori:

“…Tu puoi fare parte di una nuova, grande, coinvolgente iniziativa! Conosci meglio
di chiunque altro quello che vorresti da Mulino Bianco: scopri come entrare a fare parte del primo progetto italiano di cogenerazione di idee.
Condividi la tua idea, vota le più significative e noi realizzeremo le migliori. Clicca sulle tre icone per scoprire come fare. “

La parola d’ordine, quindi è COGENERAZIONE: tale processo consente agli utenti registrati di intervenire ed interagire in tre aree principali:

  1. Tu proponi
  2. La Community
  3. Il Mulino

Tramite il portale è possibile non solo proporre le proprie idee e iniziative ma anche votare quelle altrui, premiando così la creatività degli utenti.
Trovo particolarmente interessante l’idea di coinvolgere il pubblico facendolo passare, come si suol dire, dall’altra parte della barricata. Il cliente diventa così non più soltanto fruitore passivo del prodotto ma protagonista a tutti gli effetti della campagna pubblicitaria, acquistando in tal modo “voce in capitolo”, potendo esprimere le proprie idee e preferenze.

Da che mondo e mondo, verrebbe da dire, il Mulino Bianco rappresenta nell’immaginario collettivo dei bambini (anche di quelli che oggi non lo sono più) una sorta di universo magico, in cui tutto può accadere. Su questo, mi sento di affermare, si fonda l’iniziativa del portale, che mira a costituire una fucina di idee (pubblicitarie e non) che ruotano attorno ai prodotti.

Come dire: un potenziale quasi illimitato garantito da un alto livello di interattività che soltanto il mondo di internet è in grado di fornire.

E se proprio dovesse venire qualche dubbio sul funzionamento dei vari meccanismi…niente paura! É disponibile addirittura un Tutor online per rispondere a domande e quesiti. Cosa desiderare di più?

 Attualmente il sito è disponibile in beta version e contiene anche un Blog aggiornato. Buona visita!

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Il Brand seeding, questo sconosciuto

“Nella vita non si finisce mai di imparare” recita un noto proverbio. Parole sante! Eccoci infatti alle prese con una nuova espressione con cui sarà bene familiarizzare: il concetto del Brand Seeding. Di cosa si tratta?

É presto detto.

Il termine “seeding” deriva dal sostantivo “seed“, ovvero seme. Seeding, pertanto, indica il lavoro della semina, in particolare qui interpretata in relazione al mondo dell’advertising e intesa in senso metaforico. Lo scopo del procedimento del Brand seeding è quello di “piantare i semi” di un brand (anche attraverso imponenti investimenti pubblicitari) affinché attecchiscano (metaforicamente parlando) nell’immaginario collettivo. 

I sistemi usati per il brand seeding fondamentalmente sono:

  1. operazioni di lancio con distribuzione altamente selettiva;
  2. una costruzione d’immagine volta a generare visibilità e passaparola, con particolare attenzione agli opinion leaders.

Quali gli obiettivi?

  1. coltivare un segmento di mercato di fascia alta cercando di diventarne l’azienda-leader;
  2. Mantenere comunque una buona posizione anche quando i vari segmenti di mercato si fondono.

Una particolare declinazione del Brand seeding  è il video seeding. Per approfondire questo interessante argomento vi consiglio la lettura di questo documento (in formato pdf) realizzato da NinjaMarketing intitolato “Video Seedig – Il dietro le quinte dei viral video”:

Vai all’articolo

Forum della Comunicazione – Roma 26-27 Marzo 2009

É giunto alla seconda edizione il Forum della Comunicazione, in programma quest’anno il 26 e 27 Marzo a Roma,  presso il Palazzo dei Congressi.

Si tratterà di due giorni di eventi, workshops e convegni che vedranno la partecipazione di comunicatori (ovviamente!), top managers e imprenditori, opinion leaders di istituzioni, economia e mondo dell’informazione.

Lo scopo condiviso è quello di valorizzare il ruolo della comunicazione all’interno dello sviluppo di un paese, tanto dal punto di visto sociale e culturale quanto politico ed economico.

Il Forum si ripropone di affrontare quattro temi principali:

  1. l’Italian style e l’immagine dell’Italia nel mondo;
  2. la formazione universitaria e d’impresa e l’apertura delle professioni;
  3. l’innovazione a partire dai new media;
  4. la responsabilità sociale, gli scenari del sistema mediatico alla luce dei cambiamenti della società.

Tra gli altri eventi avranno luogo anche conferenze dedicate alla comunicazione d’impresa e  istituzionale, alla valorizzazione del territorio, a design, new media e marketing 2.0.

 

Travaso…pubblicitario? Dalla TV al web, la nuova pubblicità

Vi segnalo oggi un interessante articolo scritto da Mattia Camellini (di Consodata spa) e pubblicato il 16 gennaio scorso sul sito di Comunicazione Italiana.

L’argomento della sua riflessione è la scelta, per taluni versi inaspettata, di Sarkozy di eliminare (attualmente soltanto nelle ore notturne) gli spot pubblicitari dalla televisione pubblica francese. I sondaggi effettuati tra i telespettatori sembrano dargli ragione: la maggior parte di essi, infatti, si è dichiarata favorevole all’iniziativa.

La comprensibile domanda che si pone l’autore è la seguente:

“Dove andrà a finire la pubblicità cacciata dalla TV pubblica?”

Per il momento si possono fare congetture basate sull’osservazione e sulla logica.
Infatti Camellini prosegue:

“Solo in piccola parte sulle TV commerciali, già ai limiti della soglia di saturazione, oltre la quale perderebbero audience; in parte tornerebbe alla carta stampata, dando una boccata d’ossigeno ai quotidiani e ai periodici in perenne affanno; ma la fetta più importante, probabilmente, andrebbe su Internet, sul web e nelle nuove tecnologie.”

Ecco il “core” della questione: internet, l’onnipresente rete che attira a sé come un’enorme calamita, tutta (o quasi) la comunicazione che un tempo viaggiava nell’etere o sulla carta stampata. Proprio sul web, infatti, si concentra ancora l’attenzione di Camellini:

“A proposito di internet, sembra che qui al contrario si stia verificando il paradosso opposto. Un’invasione senza precedenti della sfera privata, a fini pubblicitari. (…) Dai contenuti delle email, per inviare pubblicità correlata alle parole chiave utilizzate nella corrispondenza privata (come fa Gmail di Google), alla memorizzazione dei siti visitati per conoscere gusti e preferenze personali e proporre, con ‘sorprendente’ tempismo, i banner più attinenti.”

L’articolo prosegue con l’analisi del fenomeno delle social networks, terreno “appetitoso” per chi mira a sfruttarle a fini commerciali.