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Sulle orme di Google: arriva Yahoo Web Analytics

Ho affrontato proprio ieri, in un post precedente, la comparazione tra i due servizi di Calendario online, offerti rispettivamente da Google Calendar e Yahoo! Calendar.

Oggi parliamo di un’altra interessante analogia tra i due colossi del web: Google Analytics e il nuovo Yahoo! Web Analytics, per ora in beta version. Anche in questo caso la prima somiglianza emerge dal raffronto tra il nome dato ai due servizi ma, come nel caso di “Calendar”, si trattava di una scelta quasi obbligata.

Vediamo le due proposte nel dettaglio.

Yahoo! Web Analytics:
Doverosa premessa: Il servizio è rivolto fondamentalmente a tre categorie: inserzionisti, publishers e sviluppatori.
Tre sono le parole-chiave che lo definiscono: powerful, flexible e real time.

POWERFUL:

“Yahoo! Web Analytics is a powerful, enterprise-class analytics solution that can serve the most complex and high traffic websites, by adding a simple tracking code to your web pages. Included are a host of standard reports and capabilities for creating custom-designed reports; each report is a departure point that lets you drill down for details, to look at trends, visitor paths, and individual visits and transactions”.

Il primo aspetto che salta all’occhio è il target a cui si rivolge, ovvero imprese e/o clienti con esigenze importanti, dovute alla gestione di siti di grande traffico. Yahoo! Web Analytics, oltre ai reports standard offre anche possibilità di personalizzazione dei dati visualizzati, per identificare esattamente le informazioni e i trends che interessano maggiormente.

(altro…)

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Google testa la modifica delle SERP

Google non resta a guardare mentre i diretti concorrenti sperimentano le loro innovazioni per ritornare competitivi. Infatti, ha avviato un programma sperimentale in cui gli utenti possono modificare i risultati di una SERP (search engine report page), ovvero la pagina dei risultati di ricerca.
Google Modifica Serp
Al momento i test avranno un periodo limitato e ovviamente saranno condotti solo da professionisti del settore selezionati da Google.
In pratica si potranno aggiungere delle voci ai risultati di una ricerca o alzare determinate voci che a nostro giudizio sono più pertinenti per l’argomento cercato.
Google alla fine dell’esperimento ne valuterà la bontà per eventualmente implementarlo per tutti gli utenti. Personalmente ritengo l’iniziativa piuttosto rischiosa, considerando l’alta competitività nel settore SEO, non mancheranno i soliti black hat SEO che sfrutteranno in maniera impropria il sistema. Penso che per Google sia davvero arduo riuscire a controllare la bontà di ogni singola modifica. In che modo sarà possibile distinguere un miglior posizionamento dato da una valutazione di parte da uno dato onestamente? E ancora quello che può essere pertinente per una persona non è detto che lo sia per un’altra.

E’ vero che esistono sistemi collaborativi come Digg o Technorati che funzionano molto bene, ma non so se la stessa cosa possa essere trasferita su un motore di ricerca, anzi scusate sul motore di ricerca per eccellenza, in cui gli interessi economici sono enormemente maggiori. E’ banale dire che se il nostro sito finisce indietro nei risultati delle query non perchè sia fatto male e non sia pertinente, ma semplicemente perchè surclassato in maniera scorretta, il danno economico sarebbe rilevante.
Forse uno potrebbe pensare che stia esagerando, ma vi assicuro che venendo dal mondo dei Mmorpg (Massive Multiplayer Online Role-Playing Game) ho visto all’opera i farmer di soldi virtuali cinesi e se riportassero le stesse pratiche di farming su Google, non ci sarebbe davvero speranza di competere con loro.

Insomma il sistema a mio avviso sarebbe veramente difficile da gestire e potrebbe rivelarsi il tallone di achille di Google.
Per maggiori informazioni: Edit search result FAQ

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Microsoft compra Powerset

PowersetLa guerra fra i motori di ricerca è sempre più serrata.
Microsoft nonostante il suo vasto impero è decisamente indietro in questo settore ed è quindi costretta a cercare nuove strade per rilanciarsi. Questa volta ci prova acquisendo la società Powerset, specializzata nella ricerca semantica, che si traduce nella capacità dei computer di riconoscere il linguaggio umano e quindi rispondere in maniera pertinente alle domande poste da un  potenziale navigatore.
Analizzando la situazione, con il dominio incontrastato di Google e la mancata acquisizione di Yahoo, penso proprio che per Microsoft questa sia l’ultima spiaggia in questo settore.

Migliora la spiderizzazione dei siti in Flash

Google WebmastersBuone notizie per gli sviluppatori di siti in Flash: Google ha annunciato che il suo motore di ricerca ha migliorato le funzionalità di spiderizzazione dei siti realizzati con questa tecnologia. Da oggi, infatti, tutto il testo contenuto in un SWF file sarà tranquillamente letto dallo spider di Google, mentre resta il problema dell’indicizzazione delle immagini e dei filmati.
Altri limiti che rimangono ancora irrisolti sono:
– Googlebot non esegue alcuni script in JavaScript.
– Vi sono dei problemi nella spiderizzazione di testi scritti in linguaggi bidirezionali.
– Se all’interno del file in flash sono contenuti altri file, questi vengono spiderizzati a parte e non risultano facenti parte della parte del sito in flash.

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Nuove estensioni dei nomi a dominio entro il 2009

IcannLa Icann  (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) sta vagliando l’ipotesi di realizzare delle nuove estensioni per i nomi a dominio, per innovare in un settore le cui regole iniziano ad essere obsolete, considerando le evoluzioni che ci sono state nel mondo di internet.
Ecco allora che già dal 2009 potrebbero essere pronti e attivi i nuovi regolamenti. Potremo quindi vedere domini quali quelli dedicati alle città come .berlin o per le aziende come .ebay e forse anche il .xxx per i siti pornografici, che già proposto in passato fu però rifiutato.
Questo presumibilmente porterà a un’evoluzione anche dei motori di ricerca che si dovranno adattare in qualche modo ai nuovi nomi a dominio. Ecco allora che la scelta del nome a dominio diventerà ancora più importante di quanto non lo sia già oggi.

Search Marketing e web marketing all'EBA Forum

Notizie in arrivo dall’ EBA Forum di Milano (14 e 15 Maggio 2008): è disponibile su ICTV una interessante video-intervista a Nereo Sciutto, Presidente di WebRanking, sui temi del search marketing e del web marketing, con una breve analisi dei pro, i contro e i limiti di questo genere di iniziative.
Interessante l’approccio di Sciutto, che vede nel search marketing un canale privilegiato all’interno del quale portare avanti – sempre con criterio e intelligenza e nel rispetto degli utenti – le strategie di marketing e comunicazione di un’azienda.

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Dopo il PageRank arriva il VisualRank

Eravamo ormai abituati al caro “vecchio” Pagerank, ovvero il sistema adottato da Google per cercare ed ordinare le informazioni testuali contenute nelle pagine. Com’era prevedibile, però, dopo l’affermazione del PageRank e nell’ottica del miglioramento continuo, si è avvertita l’esigenza di elaborare un procedimento analogo o simile da applicare invece alle immagini, che pure sono largamente cercate sui motori di ricerca. In effetti credo che molti navigatori potrebbero testimoniare che è sovente alto il numero di risultati non pertinenti che si ottengono eseguendo una ricerca per immagini con le tecniche tradizionali.

Ecco pronta la risposta: si chiama VisualRank. Per il momento esiste soltanto in forma di progetto ma se ne è parlato seriamente all’International World Wide Web Conference, tenutasi recentemente a Pechino. Il sistema dovrebbe funzionare grazie alla convergenza di due tecnologie: l’ image recognition e la valutazione dell’importanza dei links.

Fino ad oggi la ricerca di immagini su Google si è sempre fondata in realtà sulla ricerca testuale, ovvero sul riconoscimento del testo presente vicino all’immagine, all’interno del nome o dell’indirizzo del file stesso, nonché sui metadati ad esso associati. Per ovviare a tale sistema di riconoscimento “poco preciso”, si è pensato di fare ricorso alle nuove tecniche di image recognition che nel frattempo si sono evolute sotto la spinta delle rinnovate esigenze di marketing. Benché attualmente tali sistemi consentano con una certa efficacia soltanto la face recognition, lo scopo prefisso è quello di giungere presto al riconoscimento di oggetti precisi all’interno delle immagini, “setacciandole” in cerca dei prodotti maggiormente cercati attraverso il motore.

In quanto progetto-pilota, ovviamente Google ha dovuto restringere il campo di sperimentazione ad un numero limitato di oggetti da riconoscere e indicizzare ma i risultati appaiono gà incoraggianti: sembra infatti che il nuovo sistema abbia dato una percentuale pari all’83% in meno di immagini non rilevanti rispetto al già noto Google Image Search.

“Chi vivrà vedrà”, recita un noto proverbio.

 

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Benchmarking su Google Analytics

Google amplia adsense con un nuovo servizio di benchmarking, tramite il quale sarà possibile paragonare l’andamento del proprio sito con quelli del proprio settore di attività. Lo strumentò è estremamente utile perchè offre un punto di paragone diretto per capire come sta andando il mercato e come il sito aziendale è posizionato rispetto ai concorrenti.
Ovviamente il servizio funziona se si è disposti a rendere disponibili per le analisi i dati raccolti del proprio sito.
Benchmarking

Per maggiori informazioni: Benchmarking Google FAQ

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I Direct Marketers americani confidano nell’Online Ads

Secondo il “Media Usage Forecast” realizzato da Target Marketing, i direct marketers americani prevedono, visti gli ottimi risultati, di incrementare la spesa nelle tattiche di marketing on line, con un aumento rispettivamente per le e-mail dell’87%, del SEO (Search Engine Optimization) del 72%, del SEM (Search Engine Marketing) del 68% e della pubblicità sui siti web del 62%. Per il marketing tradizionale vi sarà invece un aumento della spesa del 63% per il direct mail.

Per quanto riguarda l’acquisizione di nuovi clienti, l’e-mail pare essere decisamente la seconda in quanto a ROI, dietro solamente al direct mailing tradizionale, mentre è decisamente la migliore per quanto riguarda la customer retention.
Marketing Tactic

Grafico realizzato da eMarketer